Sarcopenia e anziani- quali integratori sono utili?

L’invecchiamento è un processo biologico complesso che comporta una serie di modificazioni strutturali e funzionali all’interno dei tessuti. Tra queste, una delle più significative è l’atrofia, ossia la riduzione del volume e del numero delle cellule del tessuto muscolare striato. Quando la richiesta funzionale cala, la cellula cerca di mantenere l’omeostasi, una condizione di equilibrio interno, riducendo i propri consumi energetici e portando così a una progressiva perdita di fibre muscolari.

La sarcopenia non deve essere vista come una condanna, ma come una sfida clinica che richiede un approccio integrato. Il muscolo non è solo un organo motorio, ma un vero e proprio sistema metabolico che comunica con il resto dell’organismo. Preservarlo significa proteggere l’intero sistema di salute, riducendo il rischio di cadute e migliorando la qualità della vita quotidiana.

In 60 secondi

La sarcopenia è la perdita di massa e forza muscolare legata all’età, ma non è un destino inevitabile. Per contrastarla, i pilastri sono tre:

  • un apporto proteico mirato (spesso supportato da integratori di proteine o amminoacidi)
  • la vitamina D per la funzione neuromuscolare
  • l’esercizio fisico di resistenza, non esiste un integratore magico senza movimento, ma la giusta integrazione può accelerare i risultati e proteggere l’autonomia.

Sentirsi più deboli non è solo colpa della vecchiaia

Spesso si tende a giustificare la stanchezza o la difficoltà nel fare le scale come una conseguenza naturale del tempo che passa. In realtà, la medicina moderna distingue tra il normale invecchiamento e la sarcopenia, una condizione clinica definita che richiede un intervento specifico. Capire come il corpo si adatta o subisce il danno cellulare è il primo passo per invertire la rotta.

Il processo di declino muscolare inizia silenziosamente già dopo i cinquant’anni, ma accelera drasticamente se non supportato da stimoli adeguati. Se ti accorgi che sollevare le borse della spesa o alzarti dalla poltrona è diventato un impegno faticoso, è probabile che il tuo corpo stia perdendo la sua riserva di forza muscolare.

Attività fisica per la Sarcopenia negli anziani

Cos’è davvero la sarcopenia e come riconoscerla dai piccoli segnali

La sarcopenia è una sindrome geriatrica caratterizzata dalla perdita progressiva e generalizzata della massa muscolare scheletrica. Per una corretta differenziazione clinica, è necessario avviare un iter diagnostico che permetta di distinguere la patologia da altre forme di debolezza. In particolare, la valutazione si concentra sui seguenti punti:

  • differenziazione clinica: è fondamentale distinguere la sarcopenia dalla cachessia (grave deperimento organico legato a malattie croniche) o dalla semplice astenia (sensazione soggettiva di stanchezza estrema).
  • standard diagnostico: il riferimento per valutarla con precisione è la DXA (assorbimetria a raggi X a doppia energia) o la bioimpedenziometria, metodiche che misurano con accuratezza la composizione corporea.
  • test funzionali: esistono criteri clinici ufficiali basati sulla misurazione della forza di presa tramite il test della dinamometria (handgrip strength) o sulla valutazione della velocità del cammino.
  • valori di allerta: se la forza di presa è inferiore a 27 kg nell’uomo o 16 kg nella donna, è opportuno approfondire l’indagine con il proprio medico per impostare un piano di recupero tempestivo.

Perché i muscoli sono la nostra assicurazione sulla vita e sull’autonomia

Il tessuto muscolare non svolge soltanto una funzione meccanica di sostegno e movimento, ma agisce come un organo endocrino e metabolico estremamente attivo. Proteggere la propria massa muscolare significa investire in una protezione a lungo termine per l’intero organismo, garantendo stabilità fisica e metabolica attraverso diversi meccanismi:

  • riserva energetica e strutturale: il muscolo funge da principale riserva di amminoacidi per l’organismo ed è fondamentale per la regolazione del metabolismo del glucosio.
  • protezione metabolica: una massa muscolare sana riduce significativamente il rischio di sviluppare insulino-resistenza e malattie cardiovascolari.
  • sostegno e sicurezza: quando i muscoli si indeboliscono, aumenta il rischio di sincope (svenimento improvviso) e di fratture ossee, poiché viene meno il supporto strutturale allo scheletro.
  • indipendenza e mente: mantenere i muscoli attivi garantisce l’indipendenza motoria, che ha un riflesso diretto sulla salute mentale e sulla percezione di autoefficacia.

Il consiglio dell’esperto

Falso mito: le proteine in polvere sono solo per chi va in palestra e fanno male al fegato.

In realtà, le proteine del siero del latte sono un derivato naturale del latte e, se assunte nelle dosi consigliate, non danneggiano il fegato. Negli anziani, sono spesso lo strumento più semplice e digeribile per raggiungere il fabbisogno proteico necessario a prevenire la sarcopenia e mantenere l’indipendenza.

Gli integratori che fanno la differenza: cosa dice la scienza

L’integrazione alimentare non deve sostituire i pasti, ma colmare le carenze che l’alimentazione tradizionale spesso non riesce a coprire negli over 65. Con l’avanzare dell’età, infatti, si verifica una resistenza anabolica, il muscolo diventa meno sensibile agli stimoli della sintesi proteica e ha bisogno di dosaggi maggiori o di molecole più biodisponibili per rigenerarsi.

È fondamentale che ogni molecola venga introdotta sotto controllo, verificando il profilo di sicurezza per gli organi emuntori, in particolare i reni, che devono gestire lo smaltimento dei prodotti del metabolismo azotato. Un monitoraggio regolare dei parametri ematici è il modo migliore per beneficiare dell’integrazione senza rischi.

Proteine del siero del latte e amminoacidi essenziali: i mattoni per la ricostruzione

Le proteine del siero del latte (Whey protein) sono considerate una fonte di eccellenza per la rapidità con cui vengono digerite e per l’elevato contenuto di amminoacidi ramificati. Esse stimolano direttamente i mitocondri (le centrali energetiche della cellula) a produrre nuova energia e a riparare i tessuti danneggiati [2].

Per chi ha difficoltà digestive o scarso appetito, gli amminoacidi essenziali (EAA) rappresentano una soluzione efficace: non richiedono digestione complessa e vengono assorbiti rapidamente nel primo tratto dell’intestino. Questi integratori sono utili per contrastare l’atrofia da disuso, tipica dei periodi di convalescenza o scarsa attività fisica.

Rimedi per la sarcopenia negli anziani

Il ruolo della leucina: l’interruttore che accende la sintesi muscolare

La leucina è un amminoacido essenziale che agisce come un vero e proprio interruttore biochimico per la sintesi proteica muscolare. Essa attiva una via di segnalazione cellulare chiamata mTOR (una proteina che funge da sensore di nutrienti e regola la crescita cellulare), che ordina alla cellula di costruire nuove proteine muscolari. Negli anziani, è stato dimostrato che l’aggiunta di leucina ai pasti o agli integratori proteici può superare la soglia della resistenza anabolica.

Per ottenere risultati tangibili, le linee guida suggeriscono spesso un dosaggio di circa 2,5-3 grammi di leucina per pasto. Questa quantità è difficile da ottenere solo con il cibo, motivo per cui l’integrazione mirata risulta spesso vincente per supportare la ripresa motoria.

Vitamina D e omega-3: molto più che semplici supporti per le ossa

La vitamina D è fondamentale non solo per le ossa, ma anche per la funzione dei nervi che comandano i muscoli. Una carenza di questa vitamina, molto comune in Italia tra gli anziani, è direttamente correlata a un aumento delle cadute. Gli omega-3, invece, agiscono riducendo l’infiammazione di basso grado, tipica dell’invecchiamento, che erode lentamente la massa muscolare.

Creatina negli anziani: è sicura?

La creatina è uno degli integratori più studiati al mondo. Negli anziani si è rivelata utilissima per migliorare la potenza muscolare e le funzioni cognitive. Essa aumenta la disponibilità di ATP (adenosina trifosfato), la moneta energetica della cellula. Se usata a dosaggi moderati (3-5 g al giorno) e in assenza di patologie renali preesistenti, è considerata sicura e molto efficace se abbinata alla ginnastica dolce.

Tabella comparativa: quale supporto scegliere?

Per orientarsi tra le diverse formulazioni disponibili, è utile confrontare le proprietà specifiche di ogni molecola in base alle proprie esigenze di salute e mobilità:

Integratore Funzione principale Per chi è indicato
proteine whey aumento massa muscolare carenza proteica alimentare
amminoacidi (eaas) sintesi proteica rapida difficoltà digestive o inappetenza
vitamina D forza e prevenzione cadute ipovitaminosi accertata
creatina energia e potenza muscolare supporto ad attività motoria

Non solo pillole: la sinergia con nutrizione

L’efficacia degli integratori è strettamente legata allo stile di vita complessivo. Senza un apporto calorico adeguato e un corretto bilanciamento dei macronutrienti, il corpo userà le proteine degli integratori solo per produrre energia, invece di usarle per costruire muscoli. La nutrizione deve essere quindi varia e piacevole, mai punitiva.

L’importanza di una dieta iperproteica ma gustosa: il legame con la nutrizione

Per sostenere la sintesi proteica, l’apporto proteico giornaliero consigliato per un anziano con sarcopenia è spesso superiore a quello di un giovane, arrivando a 1,2-1,5 g di proteine per kg di peso corporeo. Questo obiettivo può essere raggiunto arricchendo i piatti quotidiani (ad esempio aggiungendo parmigiano, uova o legumi frullati alle zuppe). Se desideri un piano alimentare su misura per la sarcopenia, puoi consultare un esperto su Serenis Nutrizione.

La paura di cadere: come lo stress accelera il declino fisico

Lo stress cronico aumenta la produzione di cortisolo, un ormone che ha un effetto catabolico distruttivo sulle proteine muscolari. Il cortisolo agisce biochimicamente promuovendo la proteolisi, ovvero la degradazione delle miofibrille muscolari (le unità contrattili del muscolo), trasformando le proteine in amminoacidi da utilizzare per la produzione di energia di emergenza. Questo processo sottrae preziose risorse strutturali al muscolo, accelerando l’atrofia da stress e rendendo vani gli sforzi fisici.

Affrontare la paura di cadere o il senso di fragilità con il supporto psicologico permette di abbassare questi livelli ormonali, favorendo la ricostruzione dei tessuti. Ritrovare la fiducia nelle proprie gambe è un percorso che coinvolge tanto la fisiologia quanto l’emotività.

Quando chiamare il medico e come muoversi in sicurezza

Il fai-da-te con gli integratori può essere rischioso, specialmente se si assumono farmaci per il cuore o la pressione. Prima di iniziare, è fondamentale rivolgersi al proprio medico per valutare la clearance della creatinina (un indicatore della funzionalità dei reni) e verificare che l’apporto proteico non sovraccarichi gli organi emuntori. Per una valutazione preventiva dei parametri (pressione, ossigenazione) e una guida sicura, consulta un medico di base.

Interrompi l’attività e contatta il medico se avverti uno di questi segnali:

  • faringodinia (mal di gola) improvvisa accompagnata da dolore al petto;
  • dispnea (affanno eccessivo) che non scompare con il riposo;
  • sincope o vertigini intense;
  • ematuria (sangue nelle urine).

 

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.

 

Domande frequenti sulla Sarcopenia negli anziani (FAQ)

Posso andare in palestra anche se non ci sono mai andato prima?

Sì, l’allenamento di resistenza è la medicina principale. È fondamentale iniziare con la supervisione di un fisioterapista o di un trainer esperto per evitare infortuni.

Gli integratori proteici fanno male ai reni?

Negli anziani sani, dosaggi controllati sono sicuri. Tuttavia, se è presente un’insufficienza renale cronica, l’apporto deve essere monitorato dal medico.

Cosa succede se dimentico una dose?

Nulla di grave, riprendi regolarmente il giorno dopo. La costanza nel tempo conta più della singola dose saltata.

Posso bere un bicchiere di vino durante l’integrazione?

Con moderazione sì, ma l’alcol ostacola la sintesi proteica muscolare, quindi è meglio limitarlo durante il percorso di recupero.

Quanto tempo ci vuole per vedere i primi risultati?

Con i giusti integratori e un minimo di movimento, i primi miglioramenti sulla forza si avvertono solitamente dopo 8-12 settimane.

 

Fonti

Morley, J. E. (2012). Sarcopenia in the elderly. Family Practice, 29(suppl 1), i44–i48.

Morley, J. E. (2016). Frailty and sarcopenia in elderly. Wiener Klinische Wochenschrift, 128(S7), 439–445.

Zhao, H., Cheng, R., Song, G., Teng, J., Shen, S., Fu, X., Yan, Y., & Liu, C. (2022). The Effect of Resistance Training on the Rehabilitation of Elderly Patients with Sarcopenia: A Meta-Analysis. International Journal of Environmental Research and Public Health, 19(23), 15491.

 


Manuel Szathvary

Manuel Szathvary
Direttore Sanitario

Leggi la biografia

Manuel Szathvary, Direttore sanitario di Serenis, è un medico di Medicina Generale (medico di famiglia) con esperienza nella telemedicina. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova, ha poi ottenuto il diploma regionale come Medico di Medicina Generale presso la Regione del Veneto. Registrato presso l’Ordine dei Medici e Chirurghi di Padova n° 11336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute dei pazienti con difficoltà all’accesso alle cure, tramite la tecnologia.