Il cortisone è un potente antinfiammatorio che agisce spegnendo rapidamente incendi interni, come gonfiori, dolori o reazioni immunitarie fuori controllo. Il rischio principale non è legato all’uso, ma alla sospensione brusca, che può mandare in crisi l’organismo. E no, non è vero che il cortisone fa ingrassare: spesso si tratta solo di ritenzione idrica transitoria, facilmente gestibile con la dieta.
A cosa serve il cortisone?
Sei hai appena ricevuto una prescrizione o hai già in mano quella scatolina di compresse o fiale che il medico ti ha consigliato per una crisi allergica o un’infiammazione che non molla la presa, e ti senti un po’ spaesato, è normale. I farmaci corticosteroidi sono estremamente efficaci, ma bisogna conoscere come gestirli integrando la terapia farmacologica con una consapevole gestione clinica e comportamentale.
Il cortisone agisce modulando la risposta immunitaria, pensa a questa sostanza come a un pompiere esperto: arriva sul luogo dell’incendio (l’infiammazione) e lo spegne rapidamente, salvando la situazione quando altri rimedi non bastano.
Spesso i pazienti si interrogano sulle differenze tra le varie formulazioni; ad esempio, il Deltacortene: a cosa serve? Questo cortisonico è comunemente impiegato per gestire patologie reumatiche, croniche o stati infiammatori articolari. Quando invece si tratta di gestire emergenze come laringospasmi o reazioni allergiche improvvise, si prediligono molecole ad alta potenza come il Bentelan.
A livello molecolare, questi farmaci penetrano nelle cellule e si legano a recettori specifici che modulano l’espressione dei geni responsabili dell’infiammazione, riducendo la produzione di sostanze irritanti come le citochine.
Dalle allergie alle malattie autoimmuni
L’uso dei corticosteroidi è vastissimo perché imitano il cortisolo, un ormone che il nostro corpo produce naturalmente per gestire lo stress e l’immunità. Ecco i campi d’impiego principali:
- allergie gravi: asma bronchiale, orticaria e reazioni anafilattiche;
- problemi della pelle: psoriasi grave, dermatiti ed eczemi;
- malattie autoimmuni: come artrite reumatoide, lupus o colite ulcerosa, dove il sistema immunitario attacca se stesso;
- patologie respiratorie: laringospasmo nei bimbi o bronchiti ostruttive.
Secondo le linee guida EMA del 2023, i corticosteroidi sistemici sono il trattamento di prima linea per queste emergenze, riducendo il rischio di ospedalizzazione del 30-50% nelle crisi acute.
Quando il cortisone da solo non basta
Ricorda che il cortisone agisce sui sintomi (il fuoco), ma spesso è necessario lavorare sulle cause scatenanti. Nelle allergie, ad esempio, è fondamentale eliminare l’allergene mentre nelle patologie croniche, il farmaco va affiancato a uno stile di vita corretto e a terapie di supporto specifiche per mantenere i risultati nel tempo.
I diversi volti del cortisone
Non tutto il cortisone ha lo stesso impatto. La scelta della via di somministrazione dipende dalla gravità e dalla localizzazione del problema.
| Tipologia | Come si assume | Quando si usa | Impatto sul corpo |
| Cortisone sistemico | compresse, gocce orali, fiale per iniezione | malattie autoimmuni, allergie gravi, stati infiammatori acuti | agisce su tutto l’organismo: è il più efficace ma richiede maggiore controllo per gli effetti collaterali |
| Cortisone locale (topico) | creme, unguenti, gel, colliri, spray nasali | dermatiti, punture d’insetto, congiuntiviti, riniti allergiche | agisce solo dove applicato: l’assorbimento nel sangue è minimo e gli effetti sistemici sono quasi assenti |
| Cortisone inalatorio | spray pre-dosati (puff), polveri inalatorie, aerosol | asma bronchiale, bronchite cronica, laringospasmo | fondamentale per respirare bene: il farmaco va dritto nei polmoni, limitando i rischi per il resto del corpo |
Il consiglio del medico: se stai usando un cortisonico inalatorio (il classico puff), ricordati di sciacquare sempre la bocca con acqua o un po’ di collutorio dopo l’assunzione. Questo semplice gesto rimuove i residui di farmaco dalle mucose orali, prevenendo la comparsa di piccole micosi come la candida orale e mantenendo la gola in salute.

Tabella comparativa tra le molecole più comuni
Spesso i pazienti si chiedono perché un amico prenda 25 mg di un farmaco e loro solo 2 mg di un altro. La risposta sta nella potenza relativa di ogni molecola.
| Molecola (nome commerciale comune) | Potenza relativa | Durata d’azione | Utilizzo tipico |
| Idrocortisone | bassa (1) | breve (8-12 ore) | mima il cortisolo naturale: usato spesso come terapia sostitutiva o per irritazioni locali |
| Prednisone (es. deltacortene) | media (4) | intermedia (12-36 ore) | il classico: molto usato per malattie reumatiche, croniche o infiammazioni articolari |
| Metilprednisolone (es. medrol, urbason) | media (5) | intermedia (12-36 ore) | simile al prednisone, molto efficace per problemi allergici o stati infiammatori acuti |
| Betametasone (es. bentelan) | molto alta (25-30) | lunga (36-72 ore) | potentissimo: ideale per laringospasmi, asma e reazioni allergiche improvvise |
| Desametasone (es. soldesam, decadron) | molto alta (25-30) | lunga (36-72 ore) | usato per infiammazioni severe, edemi o in contesti ospedalieri per la sua forza |
Il consiglio del medico: non confrontare mai il tuo dosaggio con quello di un amico o un parente. Come vedi dalla tabella, assumere 20 mg di un farmaco a media potenza è molto diverso dal prenderne 20 mg di uno a potenza alta. Lo schema terapeutico è cucito su di te come un abito su misura in base alla tua patologia e alla tua risposta individuale.
Gli effetti collaterali: riconoscerli per gestirli bene
Molti temono gli effetti collaterali del cortisone. La chiave non è averne paura, ma sapere cosa fare se compaiono, ricordando che la maggior parte è transitoria e scompare al termine della cura.
Il cortisone fa venire fame?
Si, i farmaci corticosteroidi possono stimolare il centro dell’appetito (fame chimica), influenzando il metabolismo di carboidrati, proteine e grassi.
Consigli pratici:
Monitora l’introito calorico e scegli spuntini sazianti ma ipocalorici. Fai 5-6 pasti piccoli, possibilmente ricchi di fibre (verdure, avena).
Il cortisone fa ingrassare?
Il timore che il cortisone faccia ingrassare è uno dei dubbi più comuni. Tuttavia non si tratta sempre di un reale aumento di massa grassa, e molto dipende dalla durata della terapia e dalle accortezze alimentari adottate.
Consigli pratici:
Punta su spuntini proteici o a base di verdura, limita gli zuccheri e il sale e non mollare l’attività fisica se possibile. Controlla il peso settimanalmente, non tutti i giorni.
Il cortisone fa alzare la pressione?
Può accadere a causa della ritenzione di sodio e acqua, favorita da questi farmaci.
Consigli pratici:
Monitora la pressione regolarmente, specialmente se sei già iperteso. Riduci l’apporto di sale (massimo 5 grammi al giorno), come consigliato dalle linee guida NFI (Nutrition Foundation of Italy). Bevi almeno 1,5-2 litri d’acqua al giorno per favorire l’eliminazione dei liquidi.
La ritenzione idrica e il gonfiore
I farmaci corticosteroidi favoriscono la ritenzione del sodio e fanno perdere potassio. Questo squilibrio elettrolitico porta all’accumulo di liquidi nei tessuti (edema), che contribuisce al gonfiore generale.
Consigli pratici:
Riduci drasticamente il sale a tavola e prediligi alimenti ricchi di potassio come banane e patate. Bevi tisane diuretiche (finocchio) e mantieni le gambe alzate per circa 15 minuti la sera.
L’insonnia e l’agitazione
Il cortisone mima l’ormone della veglia. Prenderlo la sera può disturbare profondamente il sonno.
Consigli pratici:
Segui il ritmo circadiano del corpo. L’assunzione ideale è in dose unica al mattino, tra le 6:00 e le 8:00, quando c’è il picco naturale di produzione di cortisolo.
Il cortisone fa urinare spesso?
Sì, può accadere. Il cortisone può innalzare i livelli di zucchero nel sangue (glicemia), scatenando la cosiddetta diuresi osmotica: l’organismo cerca di eliminare il glucosio in eccesso attraverso le urine, richiamando di conseguenza una maggiore quantità di liquidi.
Consigli pratici:
Limita il caffè e bevi tanta acqua nel corso della giornata. Se sei diabetico, controlla la glicemia molto più frequentemente: il medico potrebbe dover adeguare temporaneamente la terapia ipoglicemizzante.
Lo stomaco e la protezione gastrica
Il cortisone può irritare la mucosa gastrica, aumentando il rischio di gastriti o ulcere.
Consigli pratici: prendi il farmaco a stomaco pieno. Il gastroprotettore non è sempre obbligatorio, chiedi al medico se se sia realmente necessario nel tuo caso.

Cortisone e stile di vita: consigli pratici
La terapia con farmaci corticosteroidi non deve stravolgere la tua vita, ma richiede qualche piccola accortezza.
Cosa non bisogna fare quando si prende il cortisone
Per quanto riguarda la vita quotidiana durante la cura, attenzione al binomio cortisone e sole: la fotosensibilità aumenta, quindi è fondamentale proteggere la pelle con una protezione solare adeguata per evitare irritazioni o macchie. Ricorda inoltre di prestare attenzione alle interazioni farmacologiche del cortisone, specialmente con i FANS o i farmaci antidiabetici, parlando sempre con il tuo medico prima di assumere altri medicinali.
Cosa mangiare e cosa evitare
Durante la terapia con corticosteroidi, l’alimentazione gioca un ruolo cruciale nel prevenire e gestire gli effetti collaterali metabolici, elettrolitici e fisiologici di questi farmaci.
- Si: potassio (patate, spinaci, yogurt), bevi molta acqua per contrastare la ritenzione idrica. Aumenta l’apporto di proteine nobili se la terapia è lunga, per contrastare la debolezza muscolare (miopatia).
- No: limita sale, alcol e caffè. Evita gli zuccheri semplici e i dolci per mantenere stabile la glicemia.
L’impatto sulla mente
L’assunzione di farmaci corticosteroidi non influisce solo sul corpo, ma ha un impatto anche sulla sfera psicologica ed emotiva. Queste molecole imitano infatti l’azione del cortisolo, l’ormone che il nostro organismo produce naturalmente per gestire lo stress.
Cosa accade al tuo umore?
Gli effetti sulla mente variano considerevolmente in base al dosaggio, alla durata del trattamento e alla sensibilità individuale:
- irritabilità e ansia: una maggiore sensibilità agli stimoli che può sfociare in nervosismo o, in rari casi, attacchi di panico;
- agitazione e insonnia: Il farmaco può alterare il ritmo circadiano (il nostro orologio interno), rendendo difficile l’addormentamento.
Gestione: sappi che è l’effetto del farmaco, non sei tu. Assumi la dose al mattino e non interrompere mai la terapia di colpo.
Se l’ansia diventa eccessiva, parlane con chi ti sta vicino e consulta il medico per un aggiustamento del dosaggio.
Sezione pediatria: mamma, papà, niente panico
Vedere il proprio figlio assumere cortisone, magari per un laringospasmo improvviso, può spaventare. Tuttavia, in pediatria i farmaci corticosteroidi si usano spesso per brevi periodi e, se somministrati sotto stretto controllo del pediatra, sono sicuri ed efficaci.
- Rapidità e sicurezza: in pediatria si usa spesso il betametasone (come il Bentelan) il cui dosaggio viene calcolato con precisione dal medico in base al peso corporeo (solitamente tra 0,1 e 0,2 mg/kg). L’uso per periodi brevi e cicli d’urto è efficace e sicuro.
- Effetto sulla crescita: molti genitori temono ripercussioni sullo sviluppo, ma le linee guida SIP/FIMP rassicurano: il rischio di un rallentamento della crescita è legato esclusivamente a terapie sistemiche molto lunghe e ad alte dosi, non all’uso sporadico per l’emergenza.
- Eczemi e dermatiti: nei bambini si preferiscono corticosteroidi a bassa potenza. Segui la regola della finger tip unit (la quantità di crema sulla punta di un dito) per non eccedere nelle dosi.
Il protocollo di scalaggio: perché non smettere mai di colpo
Questo è il punto più importante dell’intera guida. Le tue ghiandole surrenali producono ogni giorno una piccola quota di cortisone naturale. Quando prendi il farmaco, le ghiandole diventano pigre e smettono di lavorare perché il sangue è già pieno di ormone sintetico.
Se interrompi la cura all’improvviso, il corpo resta senza cortisone (né naturale né sintetico) e potrebbe manifestarsi la sindrome da sospensione del cortisone: una crisi surrenalica che può causare stanchezza estrema, dolori muscolari, febbre e ipotensione.
Come riportato dalle linee guida AIFA, seguire uno scalaggio del cortisone secondo lo schema indicato dal medico è fondamentale per permettere alle ghiandole surrenali di riprendere gradualmente la loro normale attività naturale.
Quando chiamare subito il medico
Sebbene rari, presta attenzione a questi segnali d’allarme:
- visione offuscata o dolore oculare persistente (possibile aumento della pressione intraoculare);
- aumento improvviso di peso (più di 2 kg in 24 ore), segno di forte ritenzione di liquidi;
- debolezza muscolare estrema, tale da rendere difficile alzarsi da una sedia;
- feci nere o dolori addominali forti (segno di possibile sanguinamento gastrico).
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.
Domande frequenti sul cortisone (FAQ)
Posso prendere il cortisone se sono diabetico?
Sì, ma con estrema cautela e sotto controllo medico, poiché il cortisone ha un effetto iperglicemizzante (alza lo zucchero nel sangue).
Posso fare il vaccino durante la terapia?
Il cortisone ad alte dosi ha un effetto immunosoppressore e può ridurre la risposta ai vaccini. I vaccini a virus vivo attenuato sono generalmente controindicati durante la terapia. Consulta sempre lo specialista prima di programmare una vaccinazione.
Posso bere caffè se prendo il cortisone?
Il caffè aumenta l’acidità gastrica, già sollecitata dal farmaco. Meglio limitarlo drasticamente per evitare gastriti o reflusso. Inoltre, il caffè può peggiorare l’agitazione indotta dal farmaco.
Il cortisone causa l’osteoporosi?
L’indebolimento delle ossa avviene solo per terapie molto lunghe (mesi o anni). In quel caso, il medico prescriverà calcio, vitamina D e talvolta bifosfonati come protezione ossea.
Posso bere alcol se prendo il cortisone?
No, l’alcol irrita lo stomaco già sensibilizzato. Aspetta la fine della terapia.
Cosa succede se dimentico una dose?
La regola generale è prenderla appena ci si ricorda. Se però è quasi ora della dose successiva, salta quella dimenticata e riprendi lo schema normale. Non raddoppiare mai la dose.
Fonti
- Agenzia Italiana del Farmaco. (n.d.). Riassunto delle caratteristiche del prodotto. Bentelan (Betametasone). https://www.aifa.gov.it.
- Agenzia Italiana del Farmaco. (n.d.). Riassunto delle caratteristiche del prodotto. Deltacortene (Prednisone).
- Agenzia Italiana del Farmaco. (n.d.). Riassunto delle caratteristiche del prodotto. Idrocortisone.
- Agenzia Italiana del Farmaco. (n.d.). Riassunto delle caratteristiche del prodotto. Medrol (Metildprednisolone).
- Agenzia Italiana del Farmaco. (n.d.). Riassunto delle caratteristiche del prodotto. Soldesam (Desametasone).
- Global Initiative for Asthma (GINA). (2025). Difficult-to-treat & severe asthma in adolescent and adult patients: Diagnosis and management. A short GINA guide for health professionals. https://www.ginasthma.org/reports
- Möhlmann, J. E., Ezzafzafi, S., Lindemans, C. A., Jansen, M. H. A., Nierkens, S., Huitema, A. D. R., & Van Luin, M. (2024). Pharmacokinetics and pharmacodynamics of systemic corticosteroids in autoimmune and inflammatory diseases: A review of current evidence. Clinical Pharmacokinetics, 63(9), 1251–1270. https://doi.org/10.1007/s40262-024-01419-7
- Nutrition Foundation of Italy (NFI). (2023, 17 novembre). Sodio e sale nell’alimentazione: elementi di riflessione. https://nutrition-foundation.it/pubblicazioni/sodio-e-sale-nellalimentazione-elementi-di-riflessione/
- Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), Società Italiana di Dermatologia Pediatrica (SIDerP). (2017). Guida pratica sull’uso dei cortisonici nelle patologie dermatologiche dell’età pediatrica. Sintesi InfoMedica S.r.l., Milano. ISBN 978-88-87844-26-9.
Ultimo aggiornamento: 01 Marzo 2026