In 60 Secondi
Cos’è: la medicina della complessità che cura l’equilibrio della persona over 65.
Metodo: la Valutazione Multidimensionale (VMD) analizza salute fisica, cognitiva e sociale.
Strategia: La deprescrizione (riduzione dei farmaci inutili) per evitare la “cascata prescrittiva“.
Segnali d’allarme: confusione improvvisa, cadute ripetute, perdita involontaria di peso.
Obiettivo: massimizzare l’autonomia e la qualità della vita, non solo curare la patologia.
Cos’è la Geriatria e perché è diversa dalla medicina generale?
La geriatria è quella branca della medicina che si occupa della cura del paziente anziano, Generalmente interessa persone over 65 ma, essendo la situazione clinica il driver principale e non l’età, la geriatria si concentra sui bisogni individuali del paziente con la finalità di mantenere l’indipendenza e ritardare il più possibile il declino funzionale.
Gerontologia vs Geriatria
La gerontologia e la geriatria condividono l’obiettivo, migliorare la qualità di vita dell’anziano, ma si distinguono per il livello a cui operano.
- Gerontologia: studia in modo scientifico il processo di invecchiamento nei suoi aspetti psicologici, biologici e sociali.
- Geriatria: è la branca medica che diagnostica e cura le patologie che colpiscono le persone in età avanzata.
In sintesi: la gerontologia studia e cerca di capire l’invecchiamento, la geriatria lo cura.
Cosa fa concretamente il Geriatra durante la visita?
Il geriatra si occupa principalmente di:
- effettuare una Valutazione Multidimensionale analizzando salute fisica, funzioni cognitive e autonomia pratica tramite scale cliniche validate.
- coordinare le diverse terapie applicando la deprescrizione, un processo che elimina i farmaci superflui o dannosi per ridurre le interazioni pericolose tra i vari trattamenti
- agire come regista della cura, integrando i pareri degli altri medici per massimizzare l’indipendenza e la qualità della vita dell’anziano.
Valutazione Multidimensionale (VMD)
La Valutazione Multidimensionale è il metodo standard con cui il geriatra approccia il paziente: non si limita alla valutazione di parametri fisici ma la persona viene valutata anche sotto l’aspetto cognitivo e psico-sociale.
Capire il livello di autonomia quotidiana (vestirsi, cucinare, …), lo stato emotivo e la memoria del paziente aiuta il geriatra a trovare eventuali problemi latenti e programmare una terapia e degli interventi più mirati. Per indagare un potenziale declino fisico, cognitivo e funzionale il geriatra si avvale anche di apposite scale di valutazione che andrà poi a ripetere nel tempo per quantificare i possibili rischi e identificare i bisogni della singola persona, in modo da fornire gli elementi per un’assistenza il più possibile personalizzata.
“Pulizia” dei farmaci (Deprescrizione)
Il geriatra ha un approccio spesso controcorrente: invece di aggiungere farmaci, ne riduce il numero.
Dopo aver analizzato la situazione clinica, valuta rischi e benefici di ogni medicinale cercando di ridurre il carico farmacologico. Questa azione, chiamata deprescrizione, elimina i farmaci i cui effetti collaterali possono superare i benefici per il paziente, e semplifica la terapia rendendola più semplice da seguire.
La deprescrizione non va intesa come una pulizia totale ma come un processo attivo e di ottimizzazione continuo.
Il coordinamento con gli altri specialisti
Il geriatra ha il compito di coordinare e integrare le indicazioni dei vari specialisti con cui la persona anziana si interfaccia nel corso degli anni.
Questo consente di avere un quadro complessivo del paziente e valutare l’impatto generale che ogni esame, accertamento o prescrizione può avere sull’anziano.
Questo ruolo di coordinamento consente al geriatra di diventare il punto di riferimento per la famiglia e per gli altri medici così da valutare nel complesso il percorso di cura del paziente, in modo da ridurre al minimo l’invasività ed evitando interventi non strettamente necessari.

Quando andare dal Geriatra? I segnali che non devi ignorare
È utile rivolgersi al geriatra quando compaiono condizioni che richiedono un approccio multidisciplinare. Generalmente l’età di riferimento è oltre i 65 anni, ma il criterio principale è la presenza di segnali d’allarme, ad esempio:
- perdita di autonomia quotidiana o declino funzionale
- problemi motori e rischio/verificarsi di cadute
- dolori cronici
- confusione, problemi di memoria o cambiamenti della salute psico-fisica
- terapia con numerosi farmaci con rischio di interazioni tra loro
Non tutti i sintomi quando compaiono richiedono un immediato consulto, alcuni sono più urgenti mentre altri richiedono il consulto geriatrico ma senza impellenza.
Tabella Rapida: urgenza vs routine
| Situazione | Cosa fare? | Perché serve il Geriatra? |
| Confusione improvvisa (in poche ore o giorni) | Urgenza | Per escludere il Delirium (causato spesso da infezioni o disidratazione). |
| Paziente con 3+ malattie croniche | Routine | Per coordinare le cure ed evitare che i farmaci facciano a pugni tra loro. |
| Difficoltà nel camminare o equilibrio precario | Monitoraggio | Per prevenire fratture del femore e mantenere l’indipendenza. |
| Tristezza e isolamento sociale | Monitoraggio | Per distinguere tra depressione senile e declino cognitivo. |
Il consiglio del medico
Non aspettare che tuo padre o tua madre perdano l’autonomia per chiedere aiuto. Una visita geriatrica fatta quando le cose vanno ancora bene serve a costruire un piano di protezione che rallenta l’invecchiamento patologico. Il geriatra non è il medico della fine, è il medico della qualità della vita.
La gestione dei farmaci con il geriatra (Polifarmacoterapia)
La Polifarmacoterapia è il principale motivo per cui si rende necessario il consulto geriatrico. Per definizione questa condizione si verifica quando vengono assunti più di 5 principi attivi farmacologici differenti quotidianamente. Il campanello d’allarme è la comparsa di effetti collaterali dopo l’introduzione di un nuovo farmaco o l’acuirsi di episodi di sonnolenza o stati confusionali.
Segnali di fragilità fisica
Alcuni segnali di fragilità fisica che indicano la necessità di un consulto geriatrico sono:
- Cadute inspiegabili e ripetute: cadere due o più volte all’anno può indicare una diminuzione del senso di equilibrio ed una crescente instabilità motoria.
- Perdita involontaria di peso: in assenza di cambiamenti nella dieta, una perdita di peso può indicare un inizio di sarcopenia, cioè la perdita di massa muscolare, che può ripercuotersi sulla vita quotidiana con impatti su autonomia e sicurezza.
- Incontinenza: Sebbene la perdita involontaria di urine non sia un sintomo raro con l’avanzare dell’età, questo viene spesso tenuto nascosto per vergogna mentre il geriatra potrebbe intervenire facilmente per gestirlo.
Segnali cognitivi e comportamentali
- Problemi di memoria e dimenticanze che impattano la vita quotidiana: dimenticarsi dove si è appoggiato un oggetto o faticare a ricordare il nome di una persona che non si vede da tempo può capitare, ma se i problemi di memoria iniziano ad inficiare l’autonomia (scordarsi l’utilizzo di oggetti comuni, perdere l’orientamento in luoghi noti) si rende necessario un consulto medico.
- Cambiamenti d’umore: cambiamenti d’umore improvvisi, il sorgere di apatia o irritabilità, possono essere sintomi di un declino cognitivo da non sottovalutare.

La Deprescrizione: perché a volte “meno farmaci” significa più salute
La deprescrizione è il processo di riduzione o interruzione di farmaci non più necessari o i cui effetti negativi sono superiori ai benefici portati alla persona. Questa pratica, se svolta in maniera ottimale dal geriatra, può portare a notevoli miglioramenti della qualità di vita e funzioni cognitive meglio preservate.
Il pericolo della Cascata Prescrittiva
La Cascata Prescrittiva è il fenomeno che avviene quando un effetto collaterale di un farmaco in terapia viene erroneamente interpretato come una nuova patologia, portando il medico a prescrivere ulteriori farmaci.
L’accumularsi di farmaci aumenta il rischio di sviluppare maggiori effetti collaterali o complicanze.
Il consulto con il geriatra risulta quindi fondamentale per semplificare la terapia e mantenere alta la qualità di vita del paziente.
I benefici del fare pulizia
Ridurre il carico di farmaci non necessari può portare benefici tangibili al paziente.
Alcuni tra i benefici che possono risultare da una riduzione del numero di farmaci assunti includono maggior lucidità, una riduzione di vertigini (che possono essere legate ad un possibile effetto collaterale di alcuni farmaci antidepressivi) e miglior appetito.
Questi miglioramenti possono portare a una maggior autonomia del paziente nello svolgimento di attività quotidiane.
Importante sottolineare che la supervisione medica del geriatra è di vitale importanza durante l’attuazione della deprescrizione, che non deve mai essere effettuata in autonomia dal paziente.
Solo il medico può stabilire quali farmaci non sono più necessari e definire tempi e modalità di interruzione della terapia valutando gli effetti nel tempo.
Malattie e sindromi geriatriche: facciamo chiarezza
Con l’avanzare dell’età è frequente convivere con più malattie croniche, tra le patologie croniche più comuni possiamo trovare:
- Osteoporosi: condizione che aumenta il rischio di fratture in persone anziane. Una frattura può comportare lunghi periodi di immobilità che possono tradursi in complicanze e riduzione dell’indipendenza della persona.
- Scompenso cardiaco: spesso si manifesta con mancanza di fiato e stanchezza persistente, limitando la capacità di svolgere le attività quotidiane. Spesso viene confuso con normale invecchiamento e fisiologica perdita di energie, tuttavia non va sottovalutato e l’approccio del geriatra aiuta a bilanciare terapia e qualità della vita.
- Alzheimer: questa malattia non riguarda unicamente la memoria, spesso i pazienti che ne sono affetti possono avere difficoltà in compiti che hanno svolto per anni. I segnali comuni includono difficoltà nel riconoscere luoghi noti o nell’utilizzo di oggetti comuni; spesso chi soffre di Alzheimer convive con altre patologie croniche, rendendo il coordinamento delle cure ancora più importante.
Le Grandi Sindromi Geriatriche
Le sindromi geriatriche sono condizioni multifattoriali tipiche dell’età avanzata. Tra queste troviamo:
- Incontinenza: sebbene sia una sindrome comune non è fisiologica e va indagata dal medico in quanto potrebbe essere dovuta all’utilizzo di farmaci o altre condizioni trattabili. Viene spesso taciuta per vergogna dalla persona che ne soffre rendendola in quei casi difficile da diagnosticare.
- Instabilità e rischio di cadute: l’instabilità e la perdita di equilibrio sono due dei più importanti segnali di fragilità in un individuo di età avanzata, oltre che a condizioni fisiologiche il rischio di questa condizione può essere aumentato da polifarmacia.
- Delirium: sindrome neuropsichiatrica, conosciuta anche come stato confusionale acuto, caratterizzata da disattenzione e disfunzione cognitiva. Il Delirium può svilupparsi da una combinazione di fattori modificabili (infezioni, assunzioni di sedativi, disidratazione, …) e fattori non modificabili quali deterioramento cognitivo, storia di ictus o patologie neurologiche.
Tabella: Malattia vs Sindrome (esempi pratici)
| Situazione | È una Malattia? | È una Sindrome Geriatrica? | Ruolo del Geriatra |
| Ipertensione | Sì | No | Gestisce la terapia per evitare vertigini. |
| Cadute frequenti | No | Sì | Analizza vista, scarpe, muscoli e farmaci. |
| Demenza/Alzheimer | Sì | No | Diagnosi e piano di gestione domiciliare. |
| Incontinenza | No | Sì | Cerca la causa (spesso è un farmaco o un’infezione). |
Il Consiglio del Medico:
Portate sempre alla visita una busta con tutte le medicine che il vostro caro assume, compresi integratori e gocce per dormire. Spesso la chiave per farlo stare meglio non è aggiungere un nuovo farmaco, ma togliere quello che non serve più.
Il supporto al Caregiver: prendersi cura di chi cura
Il rifiuto di una visita medica da parte dell’anziano spesso nasconde paura, vergogna o negazione della malattia. È importante ascoltare le preoccupazioni del genitore senza giudizi ma esprimendo le proprie inquietudini sulla sua salute.
Il caregiver ha un ruolo di supporto e non può imporre le cure, tuttavia, offrirsi di accompagnare il genitore alle visite, proporre visite domiciliari o coinvolgere un medico di fiducia, sono strategie pratiche che possono aiutare.
Stress e salute mentale del familiare
La salute dell’anziano e quella del caregiver sono spesso legate tra loro. Assistere un genitore malato in casa può portare a sintomi psicologici quali stress e depressione oltre che a sintomi fisici che, seppur non direttamente attribuibili al ruolo di caregiver, la situazione generale può aggravare (mal di schiena, mal di testa, ipertensione). Assistere un genitore con declino cognitivo espone al rischio di burnout del caregiver. Riconoscere i segnali di esaurimento emotivo è il primo passo per mantenere l’equilibrio familiare e garantire una cura di qualità all’anziano.
Supporto in Azienda
Gestire la salute di genitori anziani mentre si coordina la propria vita professionale è una delle principali cause di stress per i dipendenti (la cosiddetta sandwich generation). Le aziende lungimiranti offrono supporto tramite il servizio di medicina di Serenis, mettendo a disposizione dei collaboratori triage geriatrici e orientamento clinico per affrontare con serenità la cura dei propri cari.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.
Domande frequenti sulla Geriatria (FAQ)
A che età si fa la prima visita geriatrica?
Generalmente dai 65 anni, o prima se sono presenti più patologie croniche.
Mio nonno è confuso di colpo: è Alzheimer?
No, un cambiamento improvviso (ore o giorni) è spesso un “Delirium” causato da disidratazione o infezioni. È reversibile se preso in tempo.
Il geriatra può aiutarmi per l’invalidità INPS?
Sì, la sua valutazione è il documento principale per attestare la perdita di autonomia.
Possiamo fare la visita online dal geriatra?
Per la revisione dei farmaci e il colloquio conoscitivo sì, ma i test fisici di motilità richiedono la presenza.
Perché il geriatra gli ha tolto la pillola per la pressione?
Perché nell’anziano una pressione troppo bassa causa cadute e svenimenti. Il geriatra cerca l’equilibrio, non il numero perfetto.
Fonti
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Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2026