Punti chiave
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Cos’è: la branca della medicina che studia le risposte immunitarie errate (allergie) verso pollini, acari, alimenti o farmaci.
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Diagnosi rapida: il Prick test rimane lo standard, è indolore, veloce e affidabile per identificare i principali trigger in pochi minuti.
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Patologie trattate: non solo asma e rinite, ma anche orticaria, eczema, allergie crociate e gestione del rischio di anafilassi.
Cos’è l’allergologia e perché è importante oggi
L’allergologia è la branca della medicina che studia, diagnostica e tratta le malattie causate da una risposta anomala del sistema immunitario verso sostanze solitamente innocue.
L’allergologo è la figura medica specializzata nella gestione di queste reazioni che spesso si manifestano, ad esempio, come rinite allergica, asma bronchiale, dermatite atopica o reazioni anafilattiche.
Cosa significa essere allergici
Il sistema immunitario di una persona allergica identifica come pericolosa una sostanza innocua e produce anticorpi specifici chiamati IgE. Al successivo contatto con quella sostanza scatta una reazione immediata che causa sintomi che coinvolgono solitamente naso, occhi, pelle, apparato digestivo e bronchi.
La predisposizione genetica gioca un ruolo importante, ma l’esposizione ambientale è un fattore da non sottovalutare.
Cosa fa l’allergologo
L’allergologo è la figura medica che identifica l’allergene responsabile della reazione e aiuta il paziente costruendo un piano di gestione personalizzato che lo aiuti a delineare una prevenzione ambientale, l’eventuale terapia farmacologica e, se necessaria, l’immunoterapia allergene-specifica.
L’immunoterapia allergene-specifica è l’unico trattamento in grado di modificare nel tempo la reazione del sistema immunitario agendo sulle cause e non solo sui sintomi.
Un altra componente importante è quella educativa: l’allergologo aiuta la persona a riconoscere precocemente i segnali di una reazione, a cosa fare attenzione, fornisce linee guida per la gestione dell’ambiente domestico e soprattutto indica cosa fare in caso di emergenza.
Tabella: è un raffreddore o un’allergia?
| Sintomo | Raffreddore virale | Rinite allergica |
| Durata | 7-10 giorni | diverse settimane (stagionale) |
| Secrezione nasale | densa e giallastra | acquosa e trasparente |
| Prurito (occhi/naso) | raro | molto frequente e intenso |
| Febbre | possibile | assente |
Come si svolge la visita allergologica
La visita allergologica inizia con un colloquio tra medico e paziente dove l’allergologo raccoglie informazioni circa la storia clinica personale e familiare, indaga sui sintomi e la loro frequenza e cerca di capire le abitudini quotidiane dell’assistito come ad esempio tipo di abitazione, alimentazione, contatto con animali domestici.
Le informazioni raccolte in questa fase orientano la scelta dei test successivi e possono evitare lo svolgimento di esami di accertamento inutili. Successivamente si procede con l’esame obiettivo per valutare lo stato di pelle, mucose e apparato respiratorio, seguito solitamente dall’esecuzione del Prick test. In base ai risultati, lo specialista può integrare la diagnosi con una spirometria per testare la funzionalità polmonare o prescrivere esami del sangue specifici, concludendo l’incontro con la definizione di un piano terapeutico personalizzato e delle strategie di prevenzione necessarie.
Il prick test: come funziona il test cutaneo
Il prick test è uno dei principali strumenti diagnostici in allergologia. Si tratta di un test della durata di pochi minuti e praticamente indolore.
Si esegue depositando piccole gocce di allergeni (pollini, pelo animale, alimenti…) sulla pelle del paziente e con un’apposita lancetta esercitare una lieve pressione per farle penetrare nel derma superficiale. Dopo 15-20 minuti il risultato è leggibile: la comparsa di un pomfo rossastro indica una sensibilizzazione allo specifico allergene posizionato in quella zona.
Il prick test è ben tollerato dai bambini già nei primi anni di vita ed è pensato per non generare ansia durante lo svolgimento.

I test del sangue (Rast test) e i test di provocazione
Quando il prick test non risulta sufficiente o non è eseguibile per complicanze, l’allergologo ricorre al dosaggio delle IgE specifiche presenti nel sangue del paziente, questo esame è anche noto come Rast test.
Nel Rast test viene misurata la quantità di anticorpi prodotti nei confronti di uno specifico allergene e può essere eseguito su un normale prelievo venoso.
In caso di necessità di una conferma definitiva, soprattutto per allergie alimentari, l’allergologo può ricorrere ai test di provocazione orale controllata, test che consentono di verificare la reazione reale del paziente ad un determinato allergene in condizioni di sicurezza ed in un ambiente medico attrezzato.
Le principali patologie trattate dall’allergologo
L’attività dell’allergologo si concentra sulla gestione di disturbi respiratori come l’asma e la rinite allergica, oltre a patologie cutanee quali l’orticaria, l’angioedema e le diverse forme di dermatite. Questo specialista interviene anche nella diagnosi delle allergie alimentari, delle reazioni avverse ai farmaci e della sensibilità al veleno di insetti, occupandosi infine della prevenzione e del trattamento dell’anafilassi, la forma più severa di reazione allergica sistemica.
Apparato respiratorio: asma e rinite allergica
Rinite allergica e asma bronchiale sono due tra le patologie più diffuse e spesso coesistono nello stesso paziente.
- La rinite si manifesta con sintomi quali naso chiuso, starnuti, prurito oculare e lacrimazione, ed è una condizione dovuta principalmente a pollini o acari.
- L’asma invece si manifesta con respiro affannoso, tosse persistente e senso di costrizione toracica.
Entrambe le patologie possono essere trattate e rispondono bene alla terapia farmacologica e, in determinati casi, può essere prescritta l’immunoterapia specifica che agisce anche sulla causa e non solo sui sintomi.
Pelle: orticaria, eczema e dermatite atopica
L’orticaria è caratterizzata da pomfi pruriginosi che compaiono e scompaiono rapidamente; la dermatite atopica, nota anche come eczema costituzionale, si presenta con aree di pelle secca, arrossata e pruriginosa con tendenza a recidivare.
Nei bambini soprattutto impatta significativamente sulla qualità del sonno e della vita familiare; può inoltre essere il primo segnale della marcia atopica verso rinite e asma.
Un diverso tipo di dermatite è quella allergica da contatto, dove il sistema immunitario non reagisce nell’immediato ma sviluppa la sensibilità nel tempo.
Allergie alimentari e reazioni gravi (anafilassi)
Le allergie alimentari colpiscono il 6-8 % dei bambini e il 2-3% degli adulti, con una crescita negli ultimi decenni.
Solitamente i sintomi sono localizzati (disturbi gastrointestinali, prurito orale) ma in alcuni casi la reazione può impattare più organi, evolvendo in anafilassi, richiedendo solitamente la somministrazione immediata di adrenalina.
La gestione delle allergie alimentari severe non si esaurisce alla semplice diagnosi ma l’allergologo predispone un piano di emergenza, addestra il paziente e la famiglia all’uso dell’autoiniettore e valuta percorsi di intervento personalizzati.
Il consiglio del medico: l’igiene e lo stile di vita
se sospetti un’allergia ai pollini, evita di arieggiare casa nelle ore centrali della giornata e preferisci la sera. per gli acari, la parola d’ordine è minimalismo: meno tappeti e peluche ci sono nella stanza, meno allergeni si accumulano. e ricorda: i test fai-da-te non sostituiscono mai la diagnosi dello specialista.

Allergie, nutrizione e stress: una visione integrata
Fattori come alimentazione e stress psicologico possono interagire direttamente con il sistema immunitario influenzando frequenza e intensità delle reazioni.
Nutrizione: le allergie crociate
Se hai sempre mangiato pomodori senza problemi, ma proprio nel periodo dei pollini, cominci ad avvertire prurito in bocca o fastidio alla gola dopo averli mangiati può non trattarsi di una nuova allergia ma, molto probabilmente, è una reattività crociata.
Alcune proteine presenti in determinati alimenti hanno strutture molto simili a quelle di alcuni allergeni, per questo un sistema immunitario già sensibilizzato ad esempio dal polline, reagisce all’alimento come all’allergene.
Si tratta nella maggior parte dei casi di sintomi lievi e localizzati che, spesso, non si manifestano cuocendo l’alimento non si avvertono per il cambio di struttura molecolare.
Chi soffre di allergia alle graminacee può avere reazioni crociate con alimenti quali pomodoro, melone, anguria, banana o sesamo; mentre chi è allergico alla betulla può avere fastidi con mela, pera, pesca e nocciole.
In molti casi non è necessario eliminare tali alimenti dalla dieta ma è l’allergologo che può valutare caso per caso e dare consigli al paziente.
Stress e sistema immunitario
Lo stress non è solo un fattore mentale ma agisce anche a livello fisico, chi soffre di allergie spesso può avere sintomi maggiori nei periodi più difficili.
Quando il corpo è sotto stress produce ormoni che attivano le stesse cellule coinvolte nelle reazioni allergiche portando così a pelle più sensibile per chi soffre di dermatite e maggiore senso di costrizione a chi soffre d’asma per la restrizione delle vie respiratorie.
Allergie che sembravano sotto controllo possono tornare a farsi sentire e sintomi costanti o più impattanti possono generare ulteriore stress in un circolo vizioso. Sonno regolare, attività fisica e supporto psicologico possono aiutare a interrompere questo circolo e riportare sotto controllo le reazioni allergiche al momento intensificate.
L’allergologo, in determinati casi, può quindi lavorare in sinergia con altri specialisti in caso di pazienti che soffrono lo stress.

Allergologia pediatrica
I bambini hanno un sistema immunitario differente dagli adulti ed in continua evoluzione, per questo le reazioni allergiche in età pediatrica hanno caratteristiche proprie e richiedono strumenti diagnostici dedicati e un approccio che tenga conto anche delle preoccupazioni dei genitori.
L’allergologo, soprattutto nel caso di pazienti pediatrici, non si limita quindi alla semplice diagnosi, ma diventa un punto di riferimento per tutta la famiglia, traducendo i risultati degli esami e i percorsi terapeutici in un linguaggio comprensibile e rassicurante.
Le allergie nei bambini: dalle dermatiti alle intolleranze alimentari.
Le manifestazioni allergiche variano con l’età: se nei primi anni le reazioni dominanti sono dermatite atopica e allergie alimentari, con l’avanzare dell’età la dermatite atopica può mutare progressivamente lasciando spazio a rinite allergica ed asma bronchiale.
Questo percorso da dermatite ad asma e rinite prende il nome di marcia atopica, riconoscerlo precocemente permette al medico di intervenire prima che si stabilizzino sensibilizzazioni più complesse.
Allergie a scuola: come gestire la sicurezza del bambino.
La scuola può essere un ambiente delicato per un bambino allergico: mensa, laboratori, feste di compleanno e altre occasioni di contatto possono esporre anche involontariamente agli allergeni.
L’allergologo può predisporre un piano d’azione personalizzato da condividere con la scuola in modo da identificare i trigger da evitare, i sintomi da tenere monitorati e le misure da adottare in caso di reazione allergica nel bambino, inclusa l’autorizzazione all’uso di farmaci per contenere le reazioni e la corretta somministrazione dell’adrenalina autoiniettabile nei bambini a rischio di anafilassi.
È uno strumento concreto che restituisce ai genitori la tranquillità di sapere il loro figlio protetto anche quando non sono presenti e che trasforma la scuola da fonte di ansia a luogo sicuro.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.
Domande frequenti sull’Allergologia (FAQ)
Quali sono gli esami principali prescritti dall’allergologo?
I principali strumenti diagnostici utilizzati dall’allergologo sono il Prick Test, che identifica reazioni immediate tramite una lieve e indolore puntura sulla pelle dell’avambraccio, e il RAST Test, un esame del sangue che misura la quantità esatta di anticorpi IgE senza interferire con eventuali terapie antistaminiche in corso.
Per indagare le allergie da contatto a sostanze come metalli, profumi o conservanti, si ricorre invece al Patch Test, che prevede l’applicazione di appositi cerotti sulla schiena da monitorare dopo 48-72 ore. Infine, se l’allergia causa sintomi respiratori come tosse o fiato corto, lo specialista prescrive solitamente la Spirometria, un test rapido e non invasivo essenziale per valutare la funzionalità polmonare e confermare la presenza di asma allergico.
Devo sospendere gli antistaminici prima della visita allergologica?
Per il prick test almeno 5-7 giorni prima, per evitare falsi negativi. Per il RAST non è necessario.
Si può guarire da un’allergia?
Con un ciclo di immunoterapia specifica possono essere raggiunti benefici duraturi con tassi di successo elevati.
Fonti
- IRCCS Istituto Clinico Humanitas. (2022, March 25). Dermatite allergica da contatto e dermatite atopica: le differenze – Humanitas. Humanitas.
- Spiewak, R. (2023). Diseases from the Spectrum of Dermatitis and Eczema: Can “Omics” Sciences Help with Better Systematics and More Accurate Differential Diagnosis? International Journal of Molecular Sciences, 24(13), 10468.
- Vitte, J., Vibhushan, S., Bratti, M., Montero-Hernandez, J. E., & Blank, U. (2022). Allergy, anaphylaxis, and nonallergic hypersensitivity: IGE, mast cells, and beyond. Medical Principles and Practice, 31(6), 501–515.
- Aldakheel, F. M. (2021). Allergic Diseases: A Comprehensive Review on Risk Factors, Immunological Mechanisms, Link with COVID-19, Potential Treatments, and Role of Allergen Bioinformatics. International Journal of Environmental Research and Public Health, 18(22), 12105.
Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2026