Punti chiave:
- Cos’è: l’andrologia è la branca della medicina che si occupa della salute del sistema riproduttivo e urogenitale maschile.
- A cosa serve: andare dall’andrologo non serve solo per curare problemi sotto le lenzuola, ma per prevenire patologie serie come il tumore ai testicoli, l’infertilità o problemi cardiovascolari precoci. la visita è indolore e dura circa 20-30 minuti.
Chi è l’andrologo e cosa fa
L’andrologo è la figura di riferimento per la salute del sistema riproduttivo dell’uomo, come il ginecologo lo è per la donna.
A differenza della prima visita ginecologica che è culturalmente accettata, la visita andrologica è ancora spesso caratterizzata da imbarazzo, portando molti uomini a rivolgersi all’andrologo quando il problema è già conclamato perdendo opportunità di prevenzione.
L’andrologo è la figura medica che può seguire la salute dell’apparato riproduttivo maschile in ogni fase della vita: dallo sviluppo puberale in età pediatrica, alla salute prostatica nell’anzianità, passando per la salute sessuale e riproduttiva nel mezzo.
Quali patologie tratta l’andrologo?
Le competenze dell’andrologo spaziano su un’area molto ampia. Molte delle condizioni trattate dall’andrologo sono comuni e trattabili, soprattutto se riconosciute precocemente, di seguito alcune delle problematiche comuni trattate da questa figura medica:
- Infertilità maschile: disturbo comune e altamente trattabile, alcune delle attività dell’andrologo sono analisi del liquido seminale attraverso spermiogramma, identificazione e trattamento delle possibili cause (varicocele, alterazioni ormonali, ostruzioni).
- Varicocele: dilatazione anomala delle vene dei testicoli, causa correggibile di infertilità mascile che spesso è asintomatica e diagnosticabile solo tramite visita dell’ andrologo.
- Disfunzione erettile: oltre che disagio psicologico può essere un primo segnale di problemi cardiovascolari.
- Ipogonadismo: stanchezza cronica, calo del desiderio, difficoltà di concentrazione e aumento del grasso addominale possono essere segnali del calo di testosterone e che meritano una valutazione;
- Prevenzione oncologica: valutazione dei testicoli per eventuale diagnosi precoce dei tumori che lo rende altamente curabile;
- Patologie infettive: prostatiti, epididimiti e infezioni sessualmente trasmissibili;
- Salute sessuale di coppia: quando il problema riguarda la coppia, l’andrologo e il ginecologo possono lavorare in sinergia per risolvere i problemi.

Urologo o andrologo: da chi devo andare?
Spesso andrologo e urologo sono la stessa persona. L’andrologo spesso è un urologo che si è specializzato sull’apparato riproduttivo e la salute sessuale maschile.
L’urologo generalista si occupa di reni, vescica, prostata e vie urinarie maschili e femminili; l’andrologo aggiunge a questa una competenza specifica su fertilità, sessualità ed endocrinologia maschile.
Il vantaggio di questa figura ambivalente è che ha una visione completa dell’apparato urogenitale, sia per la parte sessuale che per quella urinaria.
| Sintomo/Bisogno | Specialista consigliato | Perché? |
| dolore ai reni o calcoli | urologo | si occupa dell’intero apparato urinario (anche femminile). |
| difficoltà di erezione o eiaculazione | andrologo | è lo specialista della funzione sessuale maschile. |
| problemi a concepire un figlio | andrologo | valuta la qualità dello sperma e la salute riproduttiva. |
| bruciore costante durante la minzione | urologo/andrologo | spesso le competenze si sovrappongono per le infezioni urinarie. |
Quando prenotare una visita andrologica: i segnali da non ignorare
Riconoscere, senza allarmarsi, i segnali che il corpo invia e rivolgersi al medico tempestivamente aiuta ad affrontare eventuali problemi prima che possano diventare complicazioni serie. Questo vale per ogni apparato del corpo umano e quello urogenitale non fa differenza.
Dolore, cambiamenti estetici o difficoltà funzionali: la mappa dei sintomi
Alcuni segnali che richiedono una valutazione da parte dell’andrologo sono:
- Dolore o gonfiore ai testicoli: anche se lieve ma persistente oltre qualche giorno, soprattutto se accompagnato da senso di calore o febbre;
- Cambiamenti nei testicoli: noduli, asimmetrie nuove, variazioni di consistenza o posizione;
- Difficoltà erettili ricorrenti;
- Incurvamento o accorciamento del pene comparso progressivamente;
- Ingrossamento delle mammelle: può indicare uno squilibrio ormonale che merita di essere approfondito;
- Difficoltà urinarie: bruciore, senso di svuotamento incompleto, getto debole.
- Calo del desiderio sessuale persistente, soprattutto se associato a stanchezza cronica e variazioni di peso;
- Problemi di fertilità di coppia: se non si riesce ad avere una gravidanza l’uomo e la donna devono essere entrambi valutati.
Cosa succede durante una visita andrologica (passo dopo passo)
La visita andrologica è un controllo medico rapido e assolutamente non doloroso. Con una durata di 20-30 minuti può essere suddivisa in due fasi.
L’anamnesi: una chiacchierata confidenziale sul tuo stile di vita
Prima di iniziare la visita il medico conduce un colloquio al paziente dove si parla di storia clinica personale e familiare, farmaci assunti, abitudini (fumo, alcol, sport), alimentazione, vita sessuale e fertilità.
Ogni risposta aiuta lo specialista a costruire un quadro preciso della situazione e ad orientare le successive valutazioni.
L’esame obiettivo: come avviene il controllo fisico
L’esame fisico è rapido e non invasivo. L’andrologo valuta la distribuzione pilifera e lo sviluppo corporeo generale, quindi esamina i genitali esterni: dimensioni e consistenza dei testicoli, presenza di varicocele (tramite palpazione), stato del prepuzio ed eventuali anomalie visibili.
L’andrologo controlla poi il tessuto mammario per escludere squilibri ormonali. Al termine, se necessario, può prescrivere esami integrativi come spermiogramma, dosaggi ormonali, ecocolordoppler scrotale o ecografia prostatica.

La prevenzione nelle diverse fasi della vita
La salute è un percorso dinamico e quella dell’apparato urogenitale maschile non fa differenza. Ogni fase della vita porta con sé specifici bisogni e controlli mirati, conoscerli consente al paziente di agire in anticipo prima che i problemi si manifestino.
Andrologia pediatrica e adolescenziale: lo sviluppo corretto
La salute andrologica inizia già in età pediatrica. Il criptorchidismo (testicolo non disceso) è ad esempio una delle condizioni più comuni nei neonati maschi e deve essere diagnosticato e trattato entro l’anno di vita per preservare la futura fertilità.
In età adolescenziale, tra i 12 e i 16 anni, è raccomandata una visita andrologica per escludere patologie come il varicocele, che se non trattato può compromettere la fertilità nel lungo periodo.
Inoltre l’andrologo può spiegare l’autopalpazione testicolare, per poter riconoscere precocemente in autonomia eventuali cambiamenti che possono essere segnale di tumore.
L’adulto e la gestione della fertilità e delle prestazioni
Tra i 25 e i 50 anni la salute riproduttiva e sessuale diventa un pilastro centrale. In caso di un percorso per l’infertilità di coppia, l’esame da svolgere come primo passo per valutare la qualità del liquido seminale è lo spermiogramma.
Un altro problema che può colpire l’individuo è la disfunzione erettile, in questa fascia di età non è quasi mai puramente psicologica e una valutazione cardiovascolare e metabolica completa possono aiutare a diagnosticare precocemente ipertensione, diabete o alterazioni del profilo lipidico.
L’andropausa e la salute della prostata dopo i 50 anni
Con l’avanzare dell’età i livelli di testosterone calano gradualmente in modo fisiologico, manifestando sintomi quali stanchezza, calo del desiderio, difficoltà di concentrazione e perdita di massa muscolare. In casi di valori confermati sotto una certa soglia e in pazienti sintomatici, dopo valutazione clinica, può essere iniziata una terapia sostitutiva con testosterone.
Dopo i 50 anni è fondamentale il monitoraggio della prostata tramite dosaggio annuale del PSA e visita urologica. Lo screening dovrebbe essere iniziato prima, intorno ai 45 anni, in caso di familiarità per il tumore alla prostata.
Il legame tra mente e corpo: quando lo stress colpisce la salute sessuale
Lo stress cronico eleva i livelli di cortisolo che sopprime la produzione di testosterone, il risultato è un calo del desiderio e, nei casi più prolungati, un quadro di ipogonadismo funzionale reversibile.
Il cortisolo elevato riduce il testosterone, che a sua volta è meno efficace nel modulare lo stress. L’ansia da prestazione può poi ampliare ulteriormente questo meccanismo.
Negli uomini con disfunzione erettile i livelli di cortisolo nel sangue cavernoso non si abbassano, come avviene in soggetti sani, confermando il ruolo biochimico del cortisolo nell’inibizione dell’erezione.
La buona notizia è che si tratta di un processo reversibile, spesso con sonno regolare e attività fisica moderata o, in caso di necessità, con inquadramento ormonale e supporto dell’andrologo.
Nutrizione e fertilità: i cibi che proteggono l’apparato riproduttore
Uno dei principali nemici degli spermatozoi è lo stress ossidativo: danneggia il DNA spermatico e riduce la loro concentrazione e motilità.
Una delle diete associate a buoni parametri spermatici è quella mediterranea, soprattutto per i seguenti nutrienti chiave:
- Zinco: nutriente che supporta la produzione di testosterone ed è presente in frutta secca, uova o ostriche.
- Vitamina C e Vitamina E: sono presenti soprattutto in agrumi, kliwi e olio EVO e aiutano a ridurre i danni al DNA spermatico
- Omega-3: presente in pesce azzurro e noci, aiuta a proteggere la membrana degli spermatozoi.
- Folati (B9) e B12: supportano il metabolismo del carbonio, riducono la frammentazione del dna spermatico e ne migliorano concentrazione e morfologia.
- Selenio: antiossidante essenziale per la struttura della coda degli spermatozoi, necessaria per la loro motilità.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.
Domande frequenti su Andrologia (FAQ)
La visita andrologica fa male?
Assolutamente no. è un controllo clinico che prevede la palpazione di testicoli e addome, simile a qualsiasi altra visita medica.
Devo depilarmi prima della visita?
Non è affatto necessario. il medico è un professionista abituato alla naturalezza del corpo umano; la depilazione è una scelta puramente estetica e non influisce sulla visita.
Posso fare sesso o allenarmi il giorno prima?
Sì, ma se devi effettuare anche uno spermiogramma, ti verranno date indicazioni specifiche sull’astinenza (solitamente 2-5 giorni). per la visita semplice non ci sono restrizioni.
L’andrologo può prescrivermi farmaci per l’erezione?
Sì, dopo aver valutato le cause del problema e la tua salute cardiovascolare, può indicarti la terapia più sicura per te.
A che età si fa la prima visita?
L’ideale sarebbe durante l’adolescenza (14-15 anni) per monitorare lo sviluppo puberale, e poi regolarmente ogni 1-2 anni dopo i 30.
Fonti
- Corona, G., Cucinotta, D., Di Lorenzo, G., Ferlin, A., Giagulli, V. A., Gnessi, L., Isidori, A. M., Maiorino, M. I., Miserendino, P., Murrone, A., Pivonello, R., Rochira, V., Sangiorgi, G. M., Stagno, G., Foresta, C., Lenzi, A., Maggi, M., & Jannini, E. A. (2023). The Italian Society of Andrology and Sexual Medicine (SIAMS), along with ten other Italian Scientific Societies, guidelines on the diagnosis and management of erectile dysfunction. Journal of Endocrinological Investigation, 46(6), 1241–1274. https://link.springer.com/article/10.1007/s40618-023-02015-5
- Checking your browser – reCAPTCHA. (n.d.). https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5854897/
- Hoek, J., Steegers‐Theunissen, R. P. M., Willemsen, S. P., & Schoenmakers, S. (2020). Paternal Folate Status and Sperm Quality, Pregnancy Outcomes, and Epigenetics: A Systematic Review and Meta‐Analysis. Molecular Nutrition & Food Research, 64(9), e1900696. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/mnfr.201900696
- Barham, D. W. (2023). The role of cortisol in erectile function. Translational Andrology and Urology, 12(8), 1213–1214. https://tau.amegroups.org/article/view/115742/html
- Whirledge, S., & Cidlowski, J. A. (2010, June 1). Glucocorticoids, stress, and fertility. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3547681/
Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2026