Ricevere un referto con valori di colesterolo LDL evidenziati in grassetto può spaventare, ma rappresenta il primo passo verso una prevenzione consapevole. È normale sentirsi preoccupati per la propria salute cardiovascolare, ma un singolo numero non definisce il tuo futuro: con le giuste informazioni e un piano d’azione mirato, puoi riprendere il controllo del tuo benessere in modo sereno.
| In breve | |
| Valore ideale | Generalmente sotto i 116 mg/dl, ma il target reale dipende dal tuo rischio cardiovascolare complessivo. |
| Differenza LDL/HDL | L’LDL trasporta i grassi verso i tessuti per il suo utilizzo, mentre l’HDL funge da pulitore riportando l’eccesso al fegato per un nuovo ciclo metabolico. |
| Primo passo da fare | Non allarmarti e consulta il medico per calcolare il tuo profilo di rischio individuale. |
Cos’è il colesterolo LDL e perché lo chiamiamo cattivo?
Sapevi che il colesterolo è fondamentale per la vita? Questa molecola lipidica (grassa) è essenziale per costruire le membrane cellulari e produrre ormoni, ma per poter essere trasportato nel sangue ha bisogno di speciali trasportatori chiamati lipoproteine.
Quando parliamo di colesterolo LDL (low-density lipoprotein), ci riferiamo a particelle che distribuiscono il colesterolo dal fegato alle cellule di tutti gli altri tessuti che ne hanno bisogno. Il problema nasce quando i livelli di una delle componenti dell’equilibrio di trasporto diventano eccessivi e si verifica una dislipidemia (un’alterazione degli equilibri di trasporto del colesterolo nel sangue) che può danneggiare le arterie ed altre strutture cardiovascolari.
Come si calcola l’LDL?
Ti sei mai chiesto come faccia il laboratorio a ottenere il valore dell’LDL? Nonostante esista un modo diretto per misurare LDL, il più accurato, spesso questo parametro non viene misurato direttamente, ma ottenuto attraverso una formula matematica basata sugli altri valori del sangue.
La procedura più utilizzata è la Formula di Friedewald, che permette di stimare il colesterolo LDL partendo dai dati del colesterolo totale, delle HDL e dei trigliceridi:
LDL = Colesterolo Totale – HDL – (Trigliceridi / 5)
Nota bene: Questa formula è affidabile solo se il prelievo è stato eseguito dopo 12 ore di digiuno e se i trigliceridi sono inferiori a 400 mg/dl. Se i tuoi trigliceridi sono molto alti, il medico richiederà sistematicamente un dosaggio diretto dell’LDL per evitare errori di calcolo.
Cosa significa avere dei valori alti di colesterolo LDL
Perché lo definiamo spesso cattivo? Se presente in eccesso, l’LDL tende a depositarsi sulle pareti dei vasi con processi ossidativi, partecipando all’aterosclerosi (l’accumulo di placche rigide ed infiammate sulle pareti interne delle arterie) dovuto alla formazione di zattere di colesterolo che ostacolano il flusso sanguigno e non permettono all’arteria di muoversi in modo elastico. Queste placche nel tempo degenerano e possono causare coagulazione improvvisa, aumentando il rischio di trombosi, embolia e sanguinamenti.
Al contrario, le HDL (high-density lipoprotein) agiscono come una squadra di pulizia. Il loro compito è raccogliere il colesterolo in eccesso dai tessuti per riportarlo al fegato, dove verrà smaltito o riciclato correttamente, proteggendo così la salute del tuo cuore e degli altri organi.
Esistono sintomi per il colesterolo ldl alto?
Possiamo accorgerci del colesterolo alto senza esami? Purtroppo, l’ipercolesterolemia è quasi sempre asintomatica (ovvero non presenta sintomi fisici evidenti). Questa caratteristica la rende un nemico silenzioso che agisce nell’ombra per anni prima di manifestarsi improvvisamente con una malattia importante.
In casi rari o in forme genetiche gravi, possono comparire segnali esterni. Per identificare queste manifestazioni, il medico osserva alcuni segni clinici specifici:
- xantelasmi: piccoli accumuli di grasso giallastri che compaiono sulle palpebre;
- xantomi tendinei: noduli duri formati da depositi di colesterolo sui tendini, spesso sulle nocche o sul tendine d’Achille;
- arco senile (o gerontoxon): un anello biancastro o grigio che circonda la cornea dell’occhio, frequente negli anziani sani, ma sospetto nei giovani.
Nota bene: Se noti la comparsa di queste macchie giallastre sugli occhi, non sottovalutarle. Sono spesso il primo campanello d’allarme di una dislipidemia familiare (eccesso di grassi ereditario) che richiede un approfondimento diagnostico.

Interpretare i valori: quando dobbiamo preoccuparci?
Come si legge correttamente un referto? La medicina moderna non usa più una soglia fissa per tutti, perché il valore ideale di LDL è personalizzato, ovvero varia drasticamente in base alla tua storia clinica e alla presenza di altri fattori di rischio.
Lo standard diagnostico non è il singolo esame, ma il calcolo del rischio cardiovascolare globale tramite algoritmi ufficiali. Questo permette al medico di capire se il tuo valore è sicuro o se richiede un intervento immediato per proteggere i vasi.
Oltre il numero: perché il tuo limite LDL dipende dalla tua storia clinica
Quali sono i tuoi obiettivi personali? Se sei un soggetto giovane senza patologie, un valore di 130 mg/dl potrebbe essere accettabile, ma per chi ha già avuto problemi cardiaci o soffre di diabete, la soglia di sicurezza scende drasticamente sotto i 55 mg/dl.
La tendenza negli ultimi anni a livello scientifico è di essere sempre più conservativi con questi valori, in quanto sono emerse evidenze importanti sul fatto che anche valori ritenuti precedentemente accettabili sono correlati al rischio di malattia cardiovascolare nella popolazione.
Nota bene: Durante la visita, il medico potrebbe notare segni fisici come gli xantelasmi (piccoli depositi giallastri di grasso sulle palpebre). Questi segnali possono indicare una predisposizione genetica che richiede una valutazione precoce della tua salute metabolica.
I valori di riferimento cambiano in base alla popolazione in esame, ma possiamo riassumerli indicativamente come in tabella.
| Profilo di rischio | Valore ldl target (mg/dl) | Azione suggerita |
| Rischio basso | < 116 | Stile di vita sano e controlli periodici |
| Rischio moderato | < 100 | Correzione dieta e attività fisica |
| Rischio alto | < 70 | Valutazione per terapia farmacologica |
| Rischio molto alto | < 55 | Trattamento medico intensivo |

Colesterolo LDL alto e trigliceridi normali: cosa significa?
Cosa succede se l’LDL è alto ma i trigliceridi sono bassi, cioè nella norma? Questa combinazione è molto comune e indica che il tuo corpo gestisce bene gli zuccheri e l’insulina, ma ha un problema specifico con il trasporto o la produzione di colesterolo, che pur essendo “un grasso” ha una via metabolica dedicata.
Mentre i trigliceridi sono influenzati soprattutto da zuccheri semplici, calorie in eccesso e cibo ultra processato, l’LDL alto con trigliceridi normali suggerisce altre cause:
- eccesso di grassi saturi e assunzione di colesterolo con la dieta: una dieta troppo ricca di formaggi, insaccati o carni rosse, pur senza eccessi di zuccheri;
- predisposizione genetica: il fegato produce autonomamente troppo colesterolo indipendentemente da ciò che mangi (ipercolesterolemia primaria);
- rallentamento metabolico: condizioni come l’ipotiroidismo possono ridurre la velocità con cui l’LDL viene rimosso dal sangue.
Il consiglio dell’esperto
Se hai trigliceridi e glicemia normali, il tuo fegato non è intossicato da zuccheri. Il focus deve spostarsi sulla qualità e quantità dei grassi alimentari e sulla verifica della funzionalità tiroidea o alterazioni genetiche.Nota bene, il colesterolo è naturalmente assente in tutti gli alimenti vegetali, ed è presente solo nei cibi di derivazione animale.
Le cause del colesterolo alto: genetica, tavola o stile di vita?
È colpa di quello che mangiamo? In realtà, circa l’80% del colesterolo è prodotto internamente dal fegato, mentre solo il 20% deriva dall’alimentazione.
Questa percentuale può variare drasticamente in diete estremamente ricche di grassi saturi e colesterolo, come la cosiddetta western diet.
Un essere umano è quindi in grado di vivere tutta la vita adulta senza assumere nessuna quantità di colesterolo con la dieta, in quanto il fegato ne produce quantità assolutamente sufficienti.
Alcune persone non riescono a scendere sotto certi livelli nonostante una dieta ferrea proprio perché la produzione epatica o l’assorbimento da parte dei tessuti si comporta in modo disregolato.
Oltre alla genetica, giocano un ruolo chiave la sedentarietà e il fumo. Quest’ultimo danneggia l’endotelio (il rivestimento interno delle arterie), rendendo molto più facile l’accumulo delle particelle di LDL ossidate e la formazione di pericolose ostruzioni.
L’impatto dello stress cronico sulla produzione di colesterolo
Cosa c’entra la mente con i grassi nel sangue? In periodi di forte tensione, il corpo produce eccesso di cortisolo (l’ormone dello stress), che agisce direttamente sul fegato stimolando la produzione endogena di colesterolo e glucosio, per fornire energia immediata.
Se questo stato diventa cronico, i tuoi valori possono alzarsi indipendentemente dalla dieta. Imparare a gestire e ridurre l’ansia e il carico emotivo è dunque un pilastro fondamentale per la tua prevenzione cardiovascolare.
L’alimentazione: ci sono cibi da evitare? i falsi miti sulle uova e i veri nemici
Esistono cibi davvero vietati? Le uova sono state demonizzate per anni, ma oggi sappiamo che i veri nemici del cuore sono i grassi trans, gli zuccheri raffinati ed i cibi ultraprocessati di origine animale, insieme ad alcuni conservanti, che alimentano l’infiammazione dei vasi e alterano il metabolismo epatico.
Per migliorare i tuoi valori a tavola, puoi iniziare da questi piccoli cambiamenti:
- usa l’olio extravergine d’oliva a crudo, che grazie ai suoi polifenoli (antiossidanti naturali) che protegge l’LDL dall’ossidazione;
- Aumenta sistematicamente le fibre solubili alimentari di legumi e avena, che agiscono come spugne sequestrando il colesterolo nell’intestino;
- riduci drasticamente i prodotti industriali e l’alcol per non far fare un extra lavoro al fegato, organo centrale della tua salute deputato alla detossificazione.
Migliorare l’alimentazione non è una punizione, ma un investimento in salute. Migliora i tuoi valori con un nutrizionista online su nutrizione.serenis.it.

Strategie pratiche per abbassare il colesterolo LDL
Cosa possiamo fare da domani mattina? La strategia vincente si basa sulla sostituzione intelligente. Non serve eliminare tutto, ma scegliere nutrienti che aiutino il corpo a eliminare i grassi in eccesso in modo naturale e costante.
Cosa mangiare per abbassare il colesterolo LDL: fibre, steroli vegetali e omega-3
Punta su cibi funzionali. Gli steroli vegetali competono fisicamente con il colesterolo per l’assorbimento intestinale, mentre gli omega-3 del pesce azzurro riducono l’infiammazione sistemica, rendendo il colesterolo ldl meno propenso ad attaccarsi alle arterie.
I 3 alleati della settimana:
- Pesce azzurro: ricco di omega-3 per proteggere le pareti dei vasi;
- Avena integrale: fonte di beta-glucani che riducono l’assorbimento dei grassi;
- Noci crude: forniscono grassi nobili che aiutano a bilanciare il profilo lipidico.
L’importanza dell’attività fisica aerobica: non serve una maratona
Quanto dobbiamo muoverci? L’attività aerobica costante (come 30 minuti di camminata veloce al giorno) è un ottimo strumento capace di aumentare significativamente il colesterolo buono HDL, migliorando contemporaneamente l’elasticità di tutto il sistema circolatorio.
Superiore, ma più richiedente, l’allenamento più intenso almeno 2 volte a settimana è associato a profili di lipidi e colesterolo migliori. Scegli tu se preferisci i pesi, uno sport di squadra o uno sport individuale, l’importante è allenarsi in modo intenso almeno 45’.
Quando i rimedi naturali non bastano: i farmaci
E se lo stile di vita non bastasse? In caso di rischi elevati o fattori genetici, il medico può prescrivere farmaci per limitare il rischio di danni gravi. Queste molecole rappresentano un supporto tecnologico necessario per la tua sicurezza a lungo termine ed hanno contribuito in modo significativo a ridurre infarti del cuore ed ictus.
Statine e monacolina (riso rosso fermentato): facciamo chiarezza sugli effetti collaterali
Le statine bloccano l’enzima epatico che produce il colesterolo. Mentre i primi farmaci sono stati oggetto di critiche da parte dei pazienti, i farmaci di ultima generazione, specialmente a bassa dose, sono sistematicamente ben tollerati. Per garantire comunque la massima sicurezza per te, il medico, all’inizio della terapia, monitorerà le transaminasi (per il fegato) e la CPK (per i muscoli), assicurandosi che la terapia sia ben tollerata e che non ci siano segni di citolisi (rottura cellulare).
Ricorda che il riso rosso fermentato contiene monacolina K, una sostanza simile ai farmaci, e può dare gli stessi effetti collaterali. Non assumere mai integratori di questo tipo senza un consulto, specialmente se hai una storia di fragilità epatica.
E per il colesterolo alto nei bambini?
Il colesterolo è un problema solo degli adulti? Purtroppo no. Le placche possono iniziare a formarsi già nell’infanzia, specialmente se esiste una familiarità per l’ipercolesterolemia familiare (una condizione genetica ereditaria) che altera lo smaltimento dei grassi.
Prevenzione e familiarità: quando iniziare i controlli
Se ci sono casi di infarto precoce in famiglia, il primo controllo dovrebbe avvenire tra i 9 e gli 11 anni. In questa fase, il pediatra utilizzerà il diario alimentare familiare come strumento diagnostico per analizzare le abitudini reali del nucleo.
È fondamentale chiarire che il diario alimentare non ha l’obiettivo di mettere a dieta il bambino o imporre restrizioni punitive. Questo strumento serve a fornire al pediatra dati oggettivi per decidere se procedere con esami genetici o se intervenire solo sull’educazione al movimento.
Quando consultare il medico
È fondamentale rivolgersi a uno specialista se:
- il valore di LDL supera i 150 mg/dl in un controllo di routine;
- avverti affanno insolito o dolore al petto durante piccoli sforzi;
- vuoi iniziare integratori naturali ma sei già in terapia per altre patologie;
- noti la comparsa di piccoli noduli giallastri sulla pelle o sulle palpebre.
Disclaimer: Le informazioni fornite hanno valore puramente didattico e informativo. Non sostituiscono il parere, la diagnosi o il trattamento del medico. Consultate sempre il vostro clinico di fiducia per una valutazione personalizzata dei vostri esami.
Domande frequenti sul Colesterolo LDL alto (FAQ)
Posso bere un bicchiere di vino rosso con LDL alto?
Un consumo moderato non è vietato, ma l’alcol in eccesso aumenta i trigliceridi e appesantisce il lavoro del fegato, l’organo principale deputato alla gestione del colesterolo. La comunità scientifica non ha dubbi, il consumo di alcolici raccomandato è il più possibile vicino a zero.
Se smetto di mangiare formaggi, il colesterolo scende subito?
Il metabolismo dei grassi è un processo lento. Di norma sono necessari almeno 3 mesi di costanza alimentare per osservare cambiamenti significativi e stabili nei valori del sangue. Ridurre le fonti abbondanti di colesterolo alimentare è un ottimo primo passo, ma serve pazienza.
Cosa succede se dimentico una dose di statina?
Assumila appena ricordi, ma se è quasi ora della dose successiva, saltala. Non raddoppiare mai il dosaggio per evitare picchi di tossicità che potrebbero danneggiare i muscoli o il fegato.
Il colesterolo alto dà sintomi fisici?
Purtroppo l’ipercolesterolemia è quasi sempre asintomatica. Non provoca dolore finché le arterie non sono già parzialmente ostruite; per questo gli esami del sangue periodici sono l’unico vero strumento di prevenzione.
Qual’è la differenza tra LDL e colesterolo totale?
Il totale è la somma di LDL, HDL, IDL e chilomicroni. Monitorare solo il totale è impreciso: potresti averlo alto perché hai molte HDL (protettive), o basso pur avendo troppe LDL (eccesso pericoloso).
Esistono integratori naturali efficaci quanto i farmaci?
Integratori come la berberina o il riso rosso fermentato possono ridurre l’LDL del 15-20%. Tuttavia, nei pazienti ad alto rischio, i farmaci restano superiori perché agiscono anche sull’infiammazione vascolare e sono gli unici che hanno dimostrato, se associati ad una dieta corretta ed un sano stile di vita, di poter far regredire anche placche aterosclerotiche già presenti.
Fonti
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Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2026