Broncospasmo nei bambini

Sentire quel fischio sottile che accompagna ogni respiro di tuo figlio, o vederlo tossire senza sosta, può far scattare un’immediata sensazione di allarme. Sappiamo quanto possa essere spaventoso: la paura che “non passi l’aria” è uno degli stress più forti per un genitore. Prima di tutto, fai un respiro profondo anche tu. La tua calma è il primo farmaco per il tuo bambino. In questa guida vedremo insieme come riconoscere una crisi, cosa fare nell’immediato e come gestire questo disturbo con consapevolezza e serenità.

In 60 secondi

  • cos’è: il broncospasmo è un restringimento temporaneo dei bronchi che rende difficile il passaggio dell’aria.
  • segnali chiave: tosse secca, sibilo (fischio) durante l’espirazione e respiro accelerato.
  • cosa fare subito: tieni il bambino seduto, cerca di tranquillizzarlo e contatta il pediatra.
  • attenzione ai rientramenti: se vedi la pelle “rientrare” tra le costole o sopra il collo, cerca assistenza medica immediata.

Cos’è esattamente il broncospasmo?

Il broncospasmo non è una malattia, ma un sintomo. Si verifica quando i muscoli che circondano i bronchi si contraggono bruscamente, riducendo lo spazio per il passaggio dell’aria. Immagina i bronchi come dei tubicini elastici: in caso di broncospasmo, questi tubicini si stringono e le pareti interne si gonfiano a causa della flogosi (infiammazione), producendo spesso del muco denso.

La differenza tra un semplice raffreddore e il fischio nel petto

Mentre un raffreddore comune intasa il naso, il broncospasmo avviene più in basso, nei polmoni. La differenza principale è il rumore, non è il classico rantolo del muco nel naso, ma un fischio acuto che si sente soprattutto durante l’espirazione.

Perché i bambini piccoli sono più soggetti a questo disturbo?

I bambini hanno vie aeree molto più piccole e delicate di quelle degli adulti. Basta un’infiammazione minima per ridurre significativamente lo spazio respiratorio. Molti bambini soffrono di quella che i medici chiamano iperreattività bronchiale: in parole semplici, i loro bronchi reagiscono troppo a stimoli esterni come virus, freddo o polvere.

Quali sono le cause principali?

Il broncospasmo non nasce dal nulla; è sempre la risposta a uno stimolo che irrita le vie aeree del bambino. Le cause più frequenti includono:

  1. Infezioni virali: sono la causa numero uno nei bambini in età prescolare. Virus comuni (come il raffreddore o il virus respiratorio sinciziale) scatenano l’infiammazione che porta i bronchi a restringersi. Spesso i virus respiratori non colpiscono solo i polmoni, ma possono causare lesioni dolorose nel cavo orale come la stomatite, rendendo l’idratazione ancora più difficile durante la fase acuta.
  2. Allergie: polvere, pollini, acari o pelo di animali possono causare una reazione immediata nei bambini predisposti.
  3. Fattori ambientali: il fumo passivo, l’inquinamento atmosferico o i forti odori (profumi, detersivi spray) sono potenti scatenanti.
  4. Sforzo fisico e freddo: l’aria fredda e secca, specialmente durante una corsa, può causare una contrazione riflessa dei muscoli bronchiali.

Broncospasmo nei bambini cosa fare

Quanto dura il broncospasmo?

La durata del disturbo dipende dalla causa scatenante e dalla tempestività della terapia:

  • La crisi acuta: con la somministrazione di farmaci broncodilatatori (come il salbutamolo), il restringimento muscolare può risolversi in 30-60 minuti.
  • L’episodio completo: anche se il fischio scompare, l’infiammazione sottostante può durare dai 7 ai 10 giorni. Durante questo periodo, i bronchi restano più sensibili e il fischio potrebbe tornare se il bambino corre o prende freddo.
  • Ricorrenza: se gli episodi si ripetono più di 3-4 volte l’anno, il pediatra potrebbe sospettare una predisposizione asmatica e suggerire una terapia preventiva di fondo.

Diagnosi differenziale: non tutto quello che fischia è broncospasmo

È fondamentale distinguere il broncospasmo da altre condizioni che possono presentare sintomi simili ma richiedono approcci differenti:

  • Bronchite: è un’infiammazione della mucosa interna dei bronchi. Il tubo è infiammato e spesso pieno di muco denso. La tosse è solitamente grassa e il bambino può avere la febbre. In sintesi: nella bronchite il condotto respiratorio è intasato, nel broncospasmo il condotto è stretto.
  • Bronchiolite: tipica dei bambini sotto l’anno di vita, è un’infiammazione dei piccoli bronchioli. Spesso inizia con un raffreddore e febbre leggera, portando poi a una difficoltà respiratoria progressiva.
  • Inalazione di corpo estraneo: se il fischio o la tosse compaiono all’improvviso, mentre il bambino mangiava o giocava, e in assenza di febbre o raffreddore, sospetta sempre l’inalazione di un corpo estraneo. In questo caso, chiama immediatamente il 112.

Diagnosi differenziale: come distinguere i rumori del petto

Non ogni “fischio” indica un broncospasmo. La causa del problema può risiedere in punti diversi dell’albero respiratorio o dipendere da processi differenti (infiammazione, contrazione muscolare o ostruzione fisica).

Condizione Cosa succede Età/Contesto tipico Tipo di tosse Rumore tipico
Broncospasmo I muscoli intorno ai bronchi si stringono (tubo stretto). Tutte le età; spesso dopo sforzo o freddo. Secca, a stizziti. Fischio/Sibilo (prevalentemente quando butta fuori l’aria).
Bronchite La mucosa è infiammata e produce catarro (tubo intasato). Tutte le età; spesso accompagnata da febbre. Grassa e profonda. Rantolo (rumore di “bolle” che si spostano).
Bronchiolite Infiammazione dei bronchioli più piccoli (nella parte profonda). Sotto l’anno di vita; esordio dopo un raffreddore. Inizialmente secca, poi faticosa. Fischio unito a respiro molto rapido.
Corpo estraneo Un oggetto o cibo blocca il passaggio (tubo ostruito). Improvviso mentre mangia o gioca; senza febbre. Violenta e improvvisa. Fischio localizzato o assenza di rumore in un lato.

Broncospasmo nei bambini sintomi

Come riconoscere i sintomi: i segnali a cui prestare attenzione

Imparare a “osservare” il respiro di tuo figlio è fondamentale per capire l’entità del problema. Non limitarti ad ascoltare, guarda anche come si muove il suo corpo.

  • Il sibilo espiratorio: è il classico fischio che si sente quando il bambino butta fuori l’aria.
  • La tosse insistente: spesso è una tosse secca, che peggiora di notte o dopo una risata o una corsa.
  • Frequenza respiratoria: un bambino in difficoltà respira più velocemente del normale.
  • Rientramenti toracici: osserva il torace nudo. Se vedi che la pelle “rientra” tra le costole (rientramenti intercostali) o alla base del collo mentre inspira, significa che sta facendo molta fatica.

Cosa fare subito: rimedi e gestione dell’attacco

Se avverti che la crisi è in corso, la priorità è ridurre lo sforzo respiratorio e la sensazione di oppressione.

  1. Posizione seduta: non sdraiare il bambino. Tenerlo dritto aiuta il diaframma a lavorare meglio.
  2. Calma ambientale: l’agitazione aumenta il battito cardiaco e il fabbisogno di ossigeno.
  3. Aerosol e farmaci: segui rigorosamente il piano terapeutico del pediatra (solitamente broncodilatatori). 

Attenzione alla sicurezza clinica

Sotto i 2-6 anni, l’uso di mucolitici o sedativi della tosse è controindicato in caso di broncospasmo. I mucolitici fluidificano il muco ma, se i bronchi sono contratti, il bambino non ha la forza di espellerlo: il rischio è quello di annegare letteralmente i polmoni nel muco, peggiorando l’ostruzione.

Per somministrare correttamente i farmaci prescritti, è utile confrontare i due metodi principali utilizzati in pediatria:

Metodo Pro Contro
Aerosol Utile se il bambino è molto piccolo e piange. Più lento (10-15 min), meno farmaco raggiunge i bronchi.
Distanziatore Rapidissimo, molto efficace, facile da trasportare. Richiede pochi secondi di collaborazione del bambino.
Per gestire l’eventuale febbre o l’infiammazione sistemica, il pediatra potrebbe indicare antinfiammatori specifici come il Brufen (ibuprofene), basandosi rigorosamente sul peso del bambino.

Tabella decisionale: è un’urgenza o posso aspettare domani?

Segnale Cosa fare Urgenza
Fischio lieve, bambino gioca e mangia regolarmente Contattare il pediatra in orario di ambulatorio Bassa
Tosse insistente, fischio evidente, lieve affanno Chiamare il pediatra o la guardia medica in giornata Media
Labbra pallide, rientramenti forti, bambino spossato Chiamare subito il 112 o andare in Pronto Soccorso Alta

 

Quando andare in ospedale: i segnali d’allarme

Nella maggior parte dei casi, il broncospasmo si gestisce a casa con i farmaci prescritti. Tuttavia, ci sono situazioni in cui il bambino ha bisogno di assistenza medica immediata in Pronto Soccorso.

Presta attenzione a questi “Red Flags”:

  • Difficoltà a parlare o mangiare: il bambino interrompe le frasi per respirare o non riesce a bere dal biberon/seno.
  • Rientramenti evidenti: vedi la pelle “andare in dentro” sopra la clavicola o tra le costole a ogni respiro.
  • Cambiamenti di colore: le labbra o le unghie appaiono pallide, grigiastre o bluastre (cianosi).
  • Spossatezza estrema: il bambino appare molto assonnato, confuso o, al contrario, insolitamente agitato e inconsolabile.
  • Mancata risposta ai farmaci: se dopo 20-30 minuti dalla somministrazione del broncodilatatore il respiro non migliora o peggiora rapidamente.

L’importanza della tempestività

Non aspettare che il bambino sia esausto. Se hai il dubbio che la terapia non stia funzionando, è sempre meglio una valutazione professionale in più che una in meno.

Quando chiamare il medico e cosa riferire

Quando chiami il pediatra, riferisci con precisione da quanto tempo è iniziata la tosse, se c’è febbre e quanti respiri fa il bambino in un minuto.

Il consiglio del medico

Non aumentare mai i dosaggi dei broncodilatatori autonomamente. Questi farmaci possono causare tachicardia (battito del cuore accelerato) e tremori nel bambino. Se il farmaco non sembra fare effetto, non insistere: contatta subito un medico.

 

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.

 

Domande frequenti sul Broncospasmo nei bambini (FAQ)

Posso portare il bambino all’asilo dopo un broncospasmo?

Solo se la fase acuta è passata del tutto e non manifesta affanno eccessivo mentre gioca.

Il freddo peggiora il broncospasmo?

Sì, l’aria gelida può causare una contrazione immediata dei bronchi. In inverno, meglio coprire bocca e naso con una sciarpa leggera.

 E’ contagioso?

No, il broncospasmo di per sé non è contagioso. Non puoi attaccare il restringimento dei bronchi o il fischio a un altro bambino. Tuttavia, bisogna fare una distinzione fondamentale:

  • Il sintomo (Broncospasmo): è una reazione individuale e soggettiva dei polmoni del bambino a uno stimolo.

  • La causa (Il virus): se il broncospasmo è scatenato da un’infezione virale (come un comune raffreddore, l’influenza o il VRS), il virus è assolutamente contagioso.

 

Fonti


Manuel Szathvary

Manuel Szathvary
Direttore Sanitario

Leggi la biografia

Manuel Szathvary, Direttore sanitario di Serenis, è un medico di Medicina Generale (medico di famiglia) con esperienza nella telemedicina. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova, ha poi ottenuto il diploma regionale come Medico di Medicina Generale presso la Regione del Veneto. Registrato presso l’Ordine dei Medici e Chirurghi di Padova n° 11336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute dei pazienti con difficoltà all’accesso alle cure, tramite la tecnologia.