Punti chiave sulla scarlattina
- Causa: infezione batterica da Streptococco pyogenes (produttore di tossina eritrogenica).
- Segni distintivi: esantema ruvido “a carta vetrata” e lingua a fragola (bianca poi rossa).
- Contagio: via aerea; termina dopo 24-48 ore dall’inizio dell’antibiotico.
- Trattamento: necessaria terapia antibiotica (solitamente amoxicillina) per 10 giorni.
- Immunità: non esiste; ci si può ammalare più volte.
La scarlattina è un’infezione batterica causata dallo Streptococco pyogenes, comune tra i 5 e i 14 anni. Si manifesta con febbre alta, eruzioni cutanee rosse e lingua dal caratteristico aspetto “a fragola”. La diagnosi avviene tramite osservazione dei sintomi e tampone faringeo.
Che cos’è la scarlattina?
La scarlattina è un’infezione batterica contagiosa che fa parte delle malattie esantematiche comuni nei bambini, soprattutto nella fascia d’età tra i 5 e i 14 anni. È più frequente nei mesi invernali e primaverili, e si diffonde facilmente in ambienti chiusi come scuole e asili. È causata da un batterio chiamato Streptococco pyogenes, o streptococco beta-emolitico di gruppo A.
Questo batterio produce una tossina eritrogenica (o pirogena) che è responsabile dell’esantema caratteristico e della febbre elevata. La stessa infezione, quando non produce questa tossina, si manifesta come semplice faringite streptococcica, la comune angina da streptococco, senza eruzioni cutanee. Il periodo di incubazione è solitamente di 2-5 giorni.
La scarlattina nei bambini
I bambini tra i 5 e i 14 anni sono la fascia più colpita, con un picco di incidenza tra i 5 e i 7 anni. A questa età il sistema immunitario non ha ancora sviluppato anticorpi specifici contro le tossine streptococciche, e gli ambienti scolastici favoriscono la trasmissione del batterio. I bambini sotto i 3 anni vengono raramente colpiti, spesso ancora protetti dagli anticorpi materni.
Nella grande maggioranza dei casi la scarlattina nel bambino ha un decorso benigno con terapia antibiotica adeguata. I sintomi tendono ad essere ben definiti e la risposta all’amoxicillina è rapida: la febbre scende di solito entro 24-48 ore dall’inizio della cura e il bambino riprende energia in pochi giorni. Un aspetto importante da conoscere è che contrarre la scarlattina non fornisce immunità duratura: un bambino può ammalarsi più volte nel corso dell’infanzia, perché esistono diversi ceppi di streptococco produttori di tossine diverse.
Ogni nuova esposizione a un ceppo “sconosciuto” può causare un nuovo episodio. Dal punto di vista pratico, il bambino può rientrare a scuola dopo 48 ore dall’inizio della terapia antibiotica, quando non è più contagioso. È comunque consigliabile sentire il pediatra, che valuterà le condizioni generali del piccolo prima di autorizzare il rientro.
La scarlattina negli adulti
La scarlattina negli adulti è meno comune rispetto all’infanzia, ma tutt’altro che rara. La maggior parte degli adulti ha sviluppato una protezione parziale grazie a esposizioni precedenti al batterio, il che spiega perché i sintomi tendano a essere più sfumati: l’esantema può essere lieve o quasi assente, mentre mal di gola e febbre rimangono i sintomi dominanti.
Questo rende la diagnosi più difficile: la scarlattina nell’adulto viene spesso scambiata per una comune faringite o per l’influenza. Il tampone faringeo è lo strumento diagnostico di scelta anche in questa fascia d’età, ed è consigliato ogni volta che un mal di gola febbrile si protrae oltre 2-3 giorni. La terapia è identica a quella dei bambini: amoxicillina per 10 giorni, con guarigione rapida e completa nella grande maggioranza dei casi. Le complicanze sono rare negli adulti immunocompetenti, ma il rischio aumenta in presenza di condizioni che compromettono il sistema immunitario (malattie croniche, farmaci immunosoppressori, chemioterapia).
Chi lavora a stretto contatto con bambini come insegnanti, educatori, operatori sanitari pediatrici, è più esposto al rischio di contagio. In questi casi è consigliabile eseguire il tampone faringeo alla comparsa di mal di gola anche in assenza di esantema, e astenersi dal lavoro per almeno 48 ore dall’inizio della terapia antibiotica.
Quali sono i sintomi della scarlattina?
I sintomi della scarlattina seguono una sequenza abbastanza prevedibile: nelle prime 12-24 ore compaiono febbre alta e mal di gola, spesso con tonsillite; l’esantema caratteristico compare tipicamente il giorno successivo. I sintomi principali sono:
- Eruzioni cutanee di colore rosso, che conferiscono alla pelle un aspetto ruvido al tatto, simile alla carta vetrata. Compaiono inizialmente su ascelle, inguine e collo per poi diffondersi al tronco e agli arti. Nelle pieghe cutanee l’esantema si concentra formando strie rossastre caratteristiche dette linee di Pastia. Un altro segno tipico è il pallore periorale (o segno di Filatov): il triangolo naso-mento rimane pallido a contrasto con il rossore delle guance, conferendo al viso un aspetto distintivo;
- Lingua dal tipico aspetto detto “a fragola bianca“. In un primo momento appare una patina biancastra; in seguito la lingua diviene gonfia e rossa a causa della desquamazione, fase chiamata della “lingua a lampone“;
- Febbre alta, spesso oltre 38,5°C, con sintomi associati come malessere generale, inappetenza e dolore muscolare;
- Mal di gola intenso, spesso accompagnato da tonsillite con placche biancastre.
Nella fase di guarigione, di solito 1-3 settimane dopo la comparsa dell’esantema, è frequente una desquamazione della pelle, soprattutto su mani e piedi. È un processo del tutto normale, non doloroso, e non richiede alcun trattamento specifico.

Come avviene il contagio?
La scarlattina è molto contagiosa, e il contagio avviene solitamente:
- Per via aerea, tramite la saliva espulsa da una persona infetta tramite tosse o starnuti;
- Tramite contatto indiretto con gli oggetti contaminati, poiché il batterio responsabile della malattia può sopravvivere a lungo sugli oggetti e le superfici.
Si inizia ad essere contagiosi circa tre giorni prima la comparsa dei sintomi, e fino a 48 ore dopo l’inizio della terapia tramite antibiotici.
La scarlattina in gravidanza è pericolosa?
A differenza di altre malattie come la rosolia, la scarlattina in gravidanza non è considerata pericolosa né per la madre né per il feto. La principale differenza rispetto ad altre infezioni è che lo streptococco raramente attraversa la placenta, quindi il rischio diretto per il bambino è molto basso. È però fondamentale avvisare prontamente il medico e il ginecologo per due motivi: primo, la febbre alta prolungata può aumentare il rischio di contrazioni uterine nel terzo trimestre; secondo, la terapia antibiotica va scelta con attenzione. L’amoxicillina è generalmente sicura in gravidanza; in caso di allergia alle penicilline, il medico valuterà alternative come l’eritromicina. Con diagnosi e trattamento tempestivi, la prognosi per madre e bambino è ottima.
Quali complicanze può causare la scarlattina?
Le complicanze si distinguono in due categorie, a seconda del meccanismo con cui compaiono. Le complicanze suppurative (precoci) sono causate dalla diffusione diretta del batterio e includono:
- Otite media acuta, la più frequente, soprattutto nei bambini piccoli;
- Sinusite;
- Ascesso peritonsillare, raccolta di pus intorno alle tonsille che può richiedere drenaggio;
- Polmonite batterica, nei casi più gravi.
Le complicanze non suppurative (tardive) sono invece di natura immuno-mediata: non dipendono dalla diffusione del batterio, ma dalla risposta immunitaria anomala che lo streptococco può innescare settimane dopo l’infezione:
- Febbre reumatica: la complicanza storicamente più temuta. Può causare artrite migrante e, soprattutto, cardite reumatica con danni permanenti alle valvole cardiache. È la ragione principale per cui il ciclo antibiotico va completato per intero: studi clinici dimostrano che 10 giorni di amoxicillina la prevengono quasi completamente se iniziati entro 9 giorni dall’esordio;
- Glomerulonefrite post-streptococcica: infiammazione dei glomeruli renali che si manifesta con sangue nelle urine e gonfiore. Compare 1-3 settimane dopo l’infezione e nella maggior parte dei casi regredisce spontaneamente.
Si tratta comunque di eventualità oggi molto rare nei paesi con accesso alle cure: la diagnosi precoce e la terapia antibiotica completa proteggono efficacemente da entrambe le categorie.
La scarlattina è pericolosa?
Nella grande maggioranza dei casi, no: se diagnosticata e trattata con antibiotici, la scarlattina è una malattia gestibile con basso rischio di complicanze gravi. Il rischio aumenta significativamente solo in alcune situazioni:
- Malattia non trattata o trattata tardivamente: il rischio di febbre reumatica e glomerulonefrite post-streptococcica cresce in modo rilevante;
- Persone con sistema immunitario compromesso (immunodeficienze, HIV, terapie immunosoppressive) sono più vulnerabili a forme invasive;
- In casi molto rari, lo streptococco può causare la sindrome da shock tossico streptococcico (STSS): una complicanza sistemica grave con febbre altissima, calo pressorio e coinvolgimento multiorgano che richiede ricovero urgente.
Occorre tenere presente che la scarlattina in passato era una malattia molto grave, con tassi di mortalità significativi prima dell’era antibiotica. Oggi, grazie alla diagnosi precoce e agli antibiotici, è diventata una delle malattie infettive più gestibili dell’età pediatrica. È bene rivolgersi al medico o al pronto soccorso se il bambino presenta: febbre molto alta che non risponde agli antipiretici, difficoltà respiratorie, rash che si estende alle labbra o alle palpebre, o segni evidenti di disidratazione.
Come avviene la diagnosi?
La diagnosi di scarlattina si basa principalmente sul quadro clinico: la combinazione di esantema a carta vetrata, mal di gola, febbre e lingua a fragola è piuttosto caratteristica. Il medico o il pediatra la conferma con:
- Visita della gola, che mostra tipicamente tonsillite con placche e iperemia faringea;
- Test rapido per streptococco (TAS rapido): un tampone faringeo che dà il risultato in 5-10 minuti e rileva la presenza dello Streptococco beta-emolitico di gruppo A. Ha ottima specificità; se positivo, l’antibiotico viene prescritto immediatamente;
- Coltura faringea: più accurata del test rapido ma richiede 24-48 ore. Si usa quando il test rapido è negativo ma il quadro clinico rimane sospetto.
Gli esami del sangue non sono di routine, ma nei casi complicati possono evidenziare leucocitosi con neutrofilia, un aumento dei globuli bianchi tipico delle infezioni batteriche. Non è corretto trattare con antibiotici in assenza di conferma diagnostica: il tampone è un esame rapido e accessibile e il suo uso riduce il rischio di antibiotico-resistenza. La diagnosi differenziale include altre condizioni che si presentano con febbre ed esantema:
- Sesta malattia (roseola infantum): l’eruzione compare solo dopo la scomparsa della febbre e la pelle non ha l’aspetto a carta vetrata;
- Esantema da virus: l’esantema è più liscio e uniforme, la gola meno infiammata, il test rapido negativo;
- Malattia di Kawasaki (soprattutto nei bambini sotto i 5 anni): febbre alta che dura più di 5 giorni, labbra screpolate e arrossate, congiuntivite, linfonodi ingrossati. Non risponde agli antibiotici, il pediatra può richiedere esami aggiuntivi per escluderla nei casi dubbi.
Cura e trattamento
La scarlattina viene curata con terapia antibiotica, solitamente della durata di 10 giorni. È cruciale completare l’intero ciclo prescritto, anche se i sintomi spariscono dopo poche dosi: interrompere prima aumenta il rischio di febbre reumatica e non elimina completamente il batterio dalla faringe. L’antibiotico di prima scelta è l’amoxicillina (in alternativa, l’amoxicillina-clavulanato in presenza di sospetta infezione mista). Lo Streptococcus pyogenes non ha mai sviluppato resistenza alle penicilline, a differenza di molti altri batteri, il che le rende ancora pienamente efficaci. In caso di allergia alle penicilline, il medico può prescrivere cefalosporine di prima generazione, azitromicina (ciclo abbreviato di 5 giorni) o eritromicina. Insieme all’antibiotico, è utile affiancare una terapia sintomatica:
- Ibuprofene o paracetamolo per ridurre la febbre e alleviare il dolore alla gola (preferire ibuprofene se il bambino ha più di 6 mesi e non ci sono controindicazioni, per la maggiore durata d’azione);
- Collutori o spray a base di benzidamina per lenire il mal di gola nei bambini più grandi e negli adulti;
- Cibi morbidi e freschi come gelato o frullati, che facilitano la deglutizione e mantengono l’idratazione; liquidi abbondanti sono fondamentali per compensare la febbre.
Già dopo 48 ore dall’inizio della cura il paziente viene considerato non più contagioso. Se dopo 48-72 ore la febbre non si abbassa o i sintomi peggiorano, è necessario tornare dal medico per rivalutare la terapia.
Per supportare il corpo durante la guarigione, è utile seguire una dieta per la scarlattina che privilegi cibi freschi, morbidi e facili da deglutire, dato il forte mal di gola che spesso accompagna l’infezione

Come prevenire la scarlattina?
Per prevenire la scarlattina possiamo adottare delle misure come:
- Lavare accuratamente le mani;
- Evitare la condivisione di cibo con persone infette;
- Evitare la condivisione di posate e utensili da cucina;
- Pulire accuratamente gli oggetti toccati da una persona infetta;
Se si sospetta di essere infetti, è buona norma coprire naso e bocca quando si tossisce o si starnutisce o, ancor meglio, indossare una mascherina se in presenza di altre persone.
Purtroppo a differenza di molte altre malattie esantematiche comuni nei bambini, ad oggi non esiste un vaccino per prevenire la scarlattina.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.
Domande frequenti sulla scarlattina (FAQ)
Mio figlio ha la scarlattina: devo fare il tampone anche ai fratelli che non hanno sintomi?
La medicina sconsiglia di testare o curare chi non ha sintomi. Trattare i “portatori sani” non serve a nulla e aumenta il rischio di antibiotico-resistenza. Monitorali per 7-10 giorni: se compare mal di gola o febbre, allora procedi col tampone.
Gli adulti possono prendere la scarlattina dai bambini? È più grave?
La maggior parte degli adulti è già protetta da precedenti esposizioni. Se accade, i sintomi (esantema e mal di gola) e la terapia antibiotica sono identici a quelli dei bambini.
Si può prendere la scarlattina due volte?
Sì. Esistono diversi ceppi di streptococco produttori di tossine. L’immunità si sviluppa solo contro la specifica tossina del ceppo che ha causato l’infezione, lasciando il bambino esposto agli altri.
Se mio figlio ha la scarlattina, dopo quanto potrà tornare a scuola?
Tendenzialmente, il bambino potrà tornare a scuola già dopo un paio di giorni dall’inizio delle cure antibiotiche. Questo perché dopo questo periodo di tempo non sarà già più in grado di contagiare i compagni o gli insegnanti. Tuttavia, poiché in alcuni casi i sintomi potrebbero essere particolarmente debilitanti, e il piccolo potrebbe dunque avere bisogno di riposare, prima di farlo rientrare a scuola è opportuno chiedere un parere in merito al pediatra, che potrebbe raccomandare qualche giorno di convalescenza in più.
Se prendo la scarlattina una volta, poi ne sarò immune?
No, prendere la scarlattina una volta non fornisce immunità, come invece accade per la varicella. È quindi possibile ammalarsi più volte nell’arco della vita.
Fonti
- Wessels, M. R. (2022, October 4). Streptococcus pyogenes Pharyngitis and Scarlet Fever. Streptococcus Pyogenes: Basic Biology to Clinical Manifestations – NCBI Bookshelf.
- Wong, S. S., & Yuen, K. (2018). The comeback of Scarlet Fever. EBioMedicine, 28, 7–8.
Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2026