Punti chiave
-
Cos’è la ricetta: il documento (oggi dematerializzato/elettronico) con cui il medico prescrive visite, esami o farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) o privati (ricetta bianca).
-
A cosa serve: permette di prenotare le prestazioni mediche, indicando il livello di urgenza e le eventuali esenzioni del paziente. Dal 2025 è obbligatoria l’emissione del Numero di Ricetta Elettronica (NRE).
-
Quanto dura: 6 mesi (180 giorni) dalla data di emissione per le ricette SSN (esami e visite) e per le ricette bianche (ripetibili).
-
Eccezioni regionali: in regioni come Lombardia, Lazio, Veneto e Friuli Venezia Giulia, la scadenza per la prenotazione si riduce drasticamente (da 48 ore a 120 giorni) in base alla classe di priorità (urgente, breve, differibile, programmata) assegnata dal medico.
-
Nuove regole 2026: dal 1° febbraio, per i pazienti con malattie croniche, le ricette per terapie ripetibili possono coprire cicli prolungati (fino a 12 mesi), riducendo la necessità di visite frequenti in studio.
Quanto dura una ricetta per gli esami del sangue?
La ricetta elettronica per prestazioni di specialistica ambulatoriale e diagnostica, che include anche gli esami del sangue oltre a visite specialistiche ed esami strumentali, ha una validità di 6 mesi dalla data di emissione.
Per le impegnative dematerializzate emesse dal medico o da specialisti convenzionati questa è la durata standard, mentre per le ricette dei farmaci la durata è inferiore e dipende dalla tipologia: 6 mesi per le ricette ripetibili e 30 giorni per le ricette non ripetibili.
La ricetta rossa cartacea: esiste ancora?
Con la Legge di Bilancio 2025 la dematerializzazione è diventata obbligatoria per tutte le prescrizioni.
Il medico compila la ricetta interamente in modo digitale e il paziente riceve il Numero di Ricetta Elettronica (NRE) via sms, via email o pubblicata direttamente sul proprio Fascicolo Sanitario Elettronico.
Il medico può rilasciare ancora un promemoria cartaceo ai pazienti dove viene riportato il Numero di Ricetta Elettronica.
Nonostante l’obbligo di dematerializzazione la priorità resta la continuità del servizio quindi, anche attraverso proroghe, è stato consentito per un periodo di tempo limitato di continuare ad utilizzare la ricetta cartacea ma è una modalità temporanea e destinata a scomparire.
La ricetta bianca per esami privati: quanto tempo hai?
La ricetta bianca è quella utilizzata dai medici di base e dagli specialisti per prescrivere farmaci non a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) o visite ed esami diagnostici da svolgere privatamente a spese del paziente. Anche per queste ricette è previsto l’obbligo del formato dematerializzato.
La scadenza di questa tipologia di ricette, tra cui rientrano esami del sangue e check-up privati, è generalmente di 180 giorni (circa 6 mesi) dalla data in cui viene firmata (digitalmente o fisicamente durante la fase transitoria) dal medico che la prescrive.
Dal 2025, anche la ricetta bianca deve essere emessa in formato dematerializzato dai medici convenzionati e dai liberi professionisti, sebbene la versione cartacea resti ancora accettata in via transitoria.

Validità regionale: cosa cambia tra Lombardia, Lazio e le altre regioni
Non tutte le Regioni italiane hanno deciso di gestire allo stesso modo la durata delle impegnative. In generale il sistema segue i tempi stabiliti dalla classe di priorità che viene assegnata dal medico ma alcune regioni hanno deciso di introdurre regole più stringenti, che il paziente deve conoscere prima di presentarsi al CUP per la prenotazione.
La Lombardia ad esempio ha dato tempi più restrittivi rispetto allo standard nazionale e, per le classi B e D, nel caso in cui la prenotazione venga effettuata oltre i limiti stabiliti (più una tolleranza di 10 giorni) la ricetta verrà declassata alla classe di priorità successiva.
La maggior parte delle regioni del Centro/Sud invece non hanno implementato restrizioni rispetto alle tempistiche indicate come standard nazionale.
Alcune Regioni si stanno adattando a misure più restrittive negli ultimi mesi, come ad esempio il Lazio che ha aggiornato le tempistiche dal 1 febbraio 2026.
Di seguito una tabella con alcune delle regioni che hanno ristretto le tempistiche. Essendo il sistema in fase di cambiamento le tempistiche sono da intendere come linee guida ma chiedi sempre al tuo medico informazioni sulla durata effettiva della ricetta.
tabella: durata della ricetta e differenze regionali
Ricette per visite ed esami
| Regione | Urgente (U) | Breve (B) | Differibile (D) | Programmata (P) |
| Standard nazionale | da prenotare entro 180 giorni | da prenotare entro 180 giorni | da prenotare entro 180 giorni | da prenotare entro 180 giorni |
| Lombardia | da prenotare entro 48 ore dalla prescrizione | da prenotare entro 10 giorni | da prenotare entro 30 giorni visite, 60 giorni esami strumentali | da prenotare entro 120 giorni |
| Veneto | 20 giorni (il medico può chiedere urgenza di 72 ore) | da prenotare entro 180 giorni | da prenotare entro 180 giorni | |
| Lazio | da prenotare entro 10 giorni | da prenotare entro 20 giorni | da prenotare entro 40 giorni visite / 70 giorni prestazioni | da prenotare entro 130 giorni |
| Friuli Venezia Giulia | prestazione da effettuarsi entro 72 ore | da prenotare entro 4 giorni | da prenotare entro 30 giorni | da prenotare entro 120 giorni |
Ricette per farmaci
| Regione | Validità | Utilizzi |
| Ricetta SSN / elettronica | 30 giorni | 1 volta |
| Ricetta bianca ripetibile | 6 mesi | fino a 10 volte |
| Ricetta bianca non ripetibile | 30 giorni | 1 volta |
Cosa cambia dal 1 febbraio per le ricette mediche?
Dal 1 febbraio ci sono due importanti novità:
- la prima riguarda la sicurezza, imponendo ai medici di accedere al Sistema Tessera Sanitaria con doppia autenticazione obbligatoria, rafforzando la sicurezza di ogni emissione;
- la seconda invece riguarda i pazienti che soffrono di patologie croniche, ad esempio ipertensione, diabete o ipotiroidismo, la ricetta elettronica ripetibile consente al medico di programmare le prescrizioni per cicli di 6 mesi senza che il paziente debba essere fisicamente presente in studio ogni volta.
Cosa fare se la ricetta per gli esami è scaduta
Oggi accorgersi che l’impegnativa è scaduta risulta meno frustrante rispetto al passato. In precedenza il paziente avrebbe dovuto recarsi in studio per far generare una nuova ricetta al proprio medico di base, oggi, in molti casi, risulta sufficiente contattare il proprio medico tramite telefono o tramite le varie app messe a disposizione e richiedere la nuova emissione.
Il medico potrà verificare la cartella clinica del paziente ed emettere un nuovo NRE, che verrà inviato direttamente al paziente e sarà presente anche sul suo Fascicolo Sanitario Elettronico.
Il rischio di perdere la priorità della prenotazione
Il vero rischio di far scadere una ricetta non è il tempo speso per il rinnovo, che oggi risulta molto semplificato, ma il rischio di perdere la priorità.
In Lombardia e in Lazio, dal 1 febbraio 2026 ad esempio se non prenoti l’esame urgente entro i tempi imposti (ad esempio 48 ore o 10 giorni in base alla prestazione), il sistema può declassare la prescrizione facendole perdere l’urgenza o annullarla. Nel caso in cui il medico decida di rimettere l’impegnativa le liste del CUP potrebbero essersi riempite e il rischio è di dover aspettare mesi per un esame che si sarebbe potuto svolgere in tempi molto ridotti se si fosse mantenuta la dichiarazione d’urgenza.
Consiglio del medico: non rimandare il tuo check-up
Rimandare un controllo medico, tra cui quelli ematici, è un meccanismo per evitare una diagnosi, tuttavia, dal punto di vista clinico gli esami del sangue possono essere una delle forme più potenti di prevenzione attiva. Far scadere la ricetta significa posticipare la possibilità di una diagnosi precoce per condizioni di salute asintomatiche.
Evitare la diagnosi e rimandare costantemente gli accertamenti per paura di scoprire valori anomali non cancella la necessità di svolgere quell’esame ma tiene il sistema nervoso in un lieve ma costante stato d’ansia che impatta sul benessere generale del paziente.
Occuparsi della propria salute, affrontando gli accertamenti senza procrastinare restituisce invece una sensazione di controllo.

Esami del sangue e prevenzione: il legame con la nutrizione
I risultati degli esami del sangue non sono solo legati alla genetica, ma sono anche lo specchio delle abitudini quotidiane, tra cui l’alimentazione.
Valori come colesterolo, glicemia, ferritina e trigliceridi sono rappresentativi di stile di vita e alimentazione della persona.
Come prepararsi agli esami: l’importanza dell’ultimo pasto
La preparazione per un prelievo è semplice e non richiede grosse rinunce:
- Digiuno di 8-12 ore: obbligatorio per glicemia, colesterolo, trigliceridi e insulina. Consentito bere acqua.
- Niente alcol nelle 24-48 precedenti: può alterare le transaminasi epatiche e falsare i valori di trigliceridi e glicemia.
- Niente caffé, té e bevande zuccherate nel periodo di digiuno.
- Niente attività fisica intensa nelle 24 ore precedenti: sforzi muscolari elevati possono alzare i valori di creatina chinasi e transaminasi
- Farmaci abituali: si possono assumere normalmente con un sorso d’acqua, salvo diversa indicazione del medico
- Digiuno oltre le 24 ore sconsigliato
Per quanto riguarda l’alimentazione:
- Scegliere pasta o riso integrali
- Le verdure, sia cotte che crude, vanno bene.
- Evitare fritture, formaggi stagionati e salumi.
- Meglio preferire la carne bianca a quella rossa, infatti quest’ultima può alterare alcuni valori.
- Meglio evitare teina, caffeina, bevande zuccherate e dolci la sera prima.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.
Domande frequenti sulla validità delle ricette per gli esami del sangue (FAQ)
Quanto tempo valgono le ricette per fare gli esami del sangue?
Le ricette per esami del sangue hanno solitamente una validità di 6 mesi dalla data di emissioni, ma in regioni come Lombardia, Veneto e Lazio i tempi possono essere molto più brevi e dipendono dalla classe di priorità assegnata dal medico.
Cosa cambia dal 1 febbraio per le ricette mediche?
Dal 1 febbraio è entrata in vigore una modifica nazionale secondo cui i medici possono emettere ricette dematerializzate ripetibili valide fino a 12 mesi per terapie croniche, con erogazione di una confezione alla volta da parte del farmacista. Prima il limite era di 6 mesi.
Come faccio a sapere se una ricetta è ancora valida?
Puoi controllare in qualsiasi momento lo stato delle tue ricette attive sul Fascicolo Sanitario Elettronico oppure chiedendo al tuo medico di base di verificare sul Sistema Tessera Sanitaria.
Quali sono le ricette che durano 6 mesi?
Le ricette che durano 6 mesi sono quelle SSN dematerializzate per esami del sangue e visite specialistiche, le ricette bianche per farmaci privati (fascia C). In regioni con vincoli di priorità controlla sempre la scadenza segnata dal medico, potrebbe essere molto inferiore.
Fonti
- Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (ASU GI) – I criteri di priorità – i codici UBDP. (n.d.). https://asugi.sanita.fvg.it/it/schede/s_dir_san/cup_tmp_criteri_priorita-codici_ubdp.html
- Humanitas Gradenigo – Presidio Sanitario Torino. (2024, December 30). Analisi del sangue: come prepararsi? – Humanitas Gradenigo – Presidio Sanitario Torino. https://www.gradenigo.it/news/analisi-del-sangue-come-prepararsi/
- Guida pratica alla prenotazione prestazioni di specialistica ambulatoriale di primo accesso | ASST Ovest Milanese. (n.d.). https://www.asst-ovestmi.it/guida-pratica-alla-prenotazione
Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2026