Varicella sintomi e quanto dura

Punti chiave sulla varicella

  • Cos’è: malattia infettiva causata dal virus Varicella-Zoster, molto contagiosa e comune nell’infanzia.
  • Incubazione: da 10 a 21 giorni dal contagio; il bambino non mostra sintomi e non è ancora contagioso.
  • Durata: circa 7-10 giorni dalla comparsa delle prime vescicole fino alla formazione delle croste.
  • Sintomi principali: esantema pruriginoso con vescicole che evolvono in croste, febbre, malessere generale.
  • Come si cura: terapia sintomatica con paracetamolo (mai aspirina) e antistaminici per il prurito; aciclovir nei casi a rischio.
  • Quando chiamare il medico: febbre oltre 39°C, vescicole infette, difficoltà respiratorie, adulti non vaccinati o donne in gravidanza.
  • Come si previene: vaccino MPRV obbligatorio in Italia dal 2017, somministrato a 12-15 mesi e tra i 5 e i 6 anni.

La varicella è una delle malattie infantili più diffuse, ma può colpire anche gli adulti con conseguenze più serie. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere: come riconoscerla dai primi sintomi, quanto dura il contagio, come alleviare il prurito e quando è necessario chiamare il medico.

Cos’è la varicella e quanto dura?

La varicella è una malattia esantematica infettiva comune nei bambini e molto contagiosa. Viene causata dal virus Varicella-Zoster, appartenente alla famiglia degli herpes virus, e si manifesta con un tipico esantema pruriginoso che compare prima sul tronco e sulla nuca, diffondendosi poi al viso e agli arti.

È considerata una delle malattie dell’infanzia più diffuse al mondo: prima dell’introduzione del vaccino obbligatorio, quasi tutti i bambini la contraevano entro i 10 anni di età.

Generalmente, per guarire dalla varicella è necessaria una decina di giorni. Il periodo di incubazione varia tra i 10 e i 21 giorni dal contatto con una persona infetta, con una media di 14-16 giorni. Durante questo periodo il bambino non mostra sintomi e non è ancora contagioso. La contagiosità inizia 1-2 giorni prima della comparsa delle prime pustole.

Come si trasmette la varicella?

La varicella è una malattia molto contagiosa, e si trasmette principalmente:

  • Per via aerea, attraverso le microgoccioline di saliva espulse da una persona infetta tramite tosse, starnuti o anche semplice respirazione in ambienti chiusi. Il virus può restare sospeso nell’aria per diverse ore;
  • Tramite contatto diretto con il liquido delle vescicole, ad esempio toccando le pustole di una persona malata.

Gli infetti iniziano ad essere contagiosi circa 1-2 giorni prima della comparsa dell’esantema e rimangono tali fino a quando tutte le vescicole si sono trasformate in croste secche, in genere dopo 5-7 giorni. Questo significa che un bambino può contagiare i compagni ancora prima di sapere di essere malato.

Quali sono le cause?

La varicella è causata dal virus Varicella-Zoster, appartenente alla famiglia degli herpes virus. Si tratta di un virus che colpisce esclusivamente gli esseri umani: non è trasmissibile dagli animali né agli animali domestici.

Una caratteristica peculiare di questo virus è che, dopo la guarigione, non viene eliminato completamente dall’organismo. Rimane latente nei gangli nervosi sensitivi e può riattivarsi anni dopo, causando l’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio), soprattutto in età avanzata o in presenza di un sistema immunitario indebolito.

Quali sono i sintomi?

I sintomi principali della varicella si sviluppano tipicamente in due fasi:

  • Fase prodromica (1-2 giorni prima dell’esantema): febbre lieve, malessere generale, mal di testa e inappetenza. In molti bambini piccoli questa fase è assente o quasi impercettibile.
  • Fase esantematica: compare il tipico esantema, che evolve in tre stadi progressivi:
    • Macule: piccole chiazze rossastre piatte;
    • Papule e vescicole: le macule si rialzano e si riempiono di liquido trasparente, diventando pruriginose;
    • Croste: le vescicole si rompono o si seccano, formando croste che cadono spontaneamente in 1-2 settimane.

Le ondate di nuove pustole si succedono per 3-5 giorni, per cui è normale trovare contemporaneamente lesioni in tutti e tre gli stadi. L’esantema compare prima sulla nuca e sul tronco, diffondendosi poi al viso, alle braccia e alle gambe. Può interessare anche le mucose: bocca, gola e genitali.

Perché la varicella è più grave negli adulti?

Nei bambini la varicella ha quasi sempre un decorso lieve. Negli adulti, invece, la malattia tende a manifestarsi in forma più severa: la febbre è più alta, l’eruzione cutanea più estesa e il rischio di complicanze significativamente più elevato.

Un adulto non vaccinato che sospetta di aver contratto la varicella dovrebbe contattare il medico tempestivamente, soprattutto se lavora a contatto con bambini piccoli, donne in gravidanza o soggetti immunodepressi.

Varicella sintomi

Possibili complicazioni della varicella

Questa malattia ha solitamente un decorso benigno.
Tuttavia può causare complicanze soprattutto se contratta da neonati, da adolescenti o da adulti – in particolare dalle donne in gravidanza, oppure da soggetti con sistema immunitario debole o compromesso.

In particolare, può causare:

  • Superinfezione batterica delle infezioni cutanee, come l’impetigine;
  • Polmonite, comune tra gli adulti;
  • Encefalite;
  • Artrite;
  • Epatite

Complicazioni nei bambini

I bambini solitamente non vengono colpiti da complicazioni causate dalla varicella.

Questa malattia tuttavia può essere pericolosa per i neonati, che possono contrarla dalla madre poco prima del parto. In questo caso parliamo di varicella neonatale, che va trattata tempestivamente con cure appropriate.

Inoltre, nei bambini immunocompromessi possono verificarsi:

  • Polmonite;
  • Atassia cerebrale post infettiva;
  • Epatite;
  • Encefalite.

Varicella bambini

Complicazioni negli adulti

Negli adulti questa malattia tende ad essere più pericolosa che nei bambini, ed in linea di massima se un adulto non vaccinato sospetta di averla contratta è buona prassi che allerti immediatamente il medico.

Le complicanze della varicella più comuni negli adulti sono:

  • Polmonite;
  • Encefalite;
  • Epatite;
  • Miocardite.

Complicazioni nelle donne in gravidanza

Infine, la varicella è particolarmente pericolosa se contratta durante la gravidanza. Le donne in stato interessante sono infatti maggiormente soggette a sviluppare le complicazioni già citate, come la polmonite, oppure parto prematuro.

Il virus potrebbe, inoltre, trasmettersi al feto causando la cosiddetta varicella neonatale, sindrome da varicella congenita, basso peso alla nascita o danni neurologici.

Si tratta, tuttavia, di evenienze ad oggi piuttosto rare: gran parte delle donne in età fertili sono infatti vaccinate, o immunizzate per aver contratto la malattia da bambine.

Come si cura la varicella?

La varicella non dispone di una cura eziologica per i casi lievi: la terapia si basa sul trattamento dei sintomi e la malattia guarisce spontaneamente in circa 7-10 giorni.

Tuttavia spesso vengono prescritti:

  • Antipiretici per ridurre la febbre, il farmaco di scelta è sempre il paracetamolo. È fondamentale non somministrare mai aspirina (acido acetilsalicilico) né ibuprofene nei bambini con varicella: l’aspirina è associata alla Sindrome di Reye, mentre l’ibuprofene può aumentare il rischio di superinfezioni batteriche cutanee gravi;
  • Antistaminici orali (come la cetirizina) per alleviare il prurito ed evitare il grattamento;
  • Lozioni lenitive a base di calamina o bicarbonato applicate localmente sulle vescicole.

Nei casi a rischio (adulti non vaccinati, donne in gravidanza, soggetti immunocompromessi e neonati) il medico può prescrivere un trattamento antivirale con aciclovir, efficace nel ridurre la durata e la gravità della malattia se iniziato entro le prime 24-48 ore dalla comparsa delle prime vescicole.

Come alleviare il prurito della varicella?

Per domare la sensazione di pelle che tira e ridurre lo stimolo a grattarsi, puoi agire su più fronti:

  • Antistaminici prescritti dal medico o dal pediatra;
  • Bagni o sciacqui lenitivi, ad esempio contenenti bicarbonato;
  • micro-clima: il calore e il sudore sono catalizzatori del prurito. Mantieni l’ambiente fresco, evita coperte eccessive e prediligi abbigliamento in fibre naturali (cotone o lino) ampie, che lascino traspirare la cute ed evitino lo sfregamento sulle vescicole;
  • regola delle unghie: spesso il grattamento è inconscio, specialmente di notte. Mantieni le unghie del bambino corte e pulite per minimizzare i danni. Nei più piccoli, l’uso di leggeri guanti di cotone durante il sonno può prevenire lesioni involontarie;
  • supporto farmacologico: se il prurito impedisce il riposo notturno, il pediatra può prescrivere degli antistaminici per via orale. Evita invece l’uso di talchi mentolati o lozioni dense che potrebbero tappare le vescicole, rallentando la formazione delle croste o favorendo infezioni.

È importante evitare di grattarsi, poiché a lungo andare la rottura delle vescicole può causare infezioni e cicatrici.

Bambino con varicella: come evitare cicatrici grattandosi

Come si previene la varicella?

La malattia può essere prevenuta efficacemente tramite il vaccino MPRV, reso obbligatorio in Italia per tutti i nuovi nati a partire dal 2017. Il vaccino offre una protezione di circa il 85-90% contro l’infezione e di oltre il 95% contro le forme gravi: chi si vaccina e contrae comunque la malattia ha quasi sempre un decorso molto più lieve.

Chi non è stato vaccinato da bambino può comunque vaccinarsi da adulto, previa verifica dell’assenza di immunità. È consigliato in particolare a chi lavora a contatto con bambini, donne che pianificano una gravidanza e soggetti immunocompromessi.

Bisogna poi tenere presente che, nella maggior parte dei casi, chi contrae la malattia sviluppa immunità permanente dalla stessa. Solo in casi molto rari — meno del 3% — la malattia tende a ripresentarsi.

Tuttavia il corpo non elimina totalmente il virus, che può rimanere latente nei gangli nervosi e riattivarsi, solitamente dopo i 50 anni di età, dando il via all’herpes zoster, comunemente chiamato fuoco di Sant’Antonio. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, ciò si verifica nel 10-20% dei casi.

Il vaccino contro la varicella

Il vaccino somministrato contro la varicella è il cosiddetto MPRV, che immunizza anche nei confronti del morbillo, della parotite e della rosolia. Dal 2017 è obbligatorio per tutti i nuovi nati.

La prima dose viene somministrata tipicamente tra i 12 e i 15 mesi di età, mentre la seconda dose tra i 5 e i 6 anni. Due dosi garantiscono una protezione significativamente superiore alla singola dose.

Per i bambini e ragazzi non vaccinati è possibile effettuare un recupero vaccinale (catch-up) fino a 18 anni, con le stesse due dosi. Gli adulti suscettibili possono rivolgersi al proprio medico o al centro vaccinale ASL di riferimento.

Quando chiamare il medico

In molti casi la varicella si gestisce a casa senza necessità di consulto medico. Tuttavia è opportuno contattare il pediatra o il medico di base se:

  • la febbre supera i 39°C o dura più di 4 giorni;
  • le vescicole si infettano (diventano rosse, gonfie o purulente);
  • compaiono difficoltà respiratorie, tosse persistente o dolore al petto;
  • si manifestano confusione mentale, rigidità del collo o difficoltà a camminare;
  • la malattia viene contratta da un adulto non vaccinato, da una donna in gravidanza o da un soggetto immunocompromesso.

In questi casi il medico potrà valutare la necessità di un trattamento antivirale con aciclovir, efficace soprattutto se iniziato entro le prime 24–48 ore dalla comparsa dell’esantema.

 

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.

 

Domande frequenti sulla varicella (FAQ)

Si può prendere la varicella due volte?

È un evento estremamente raro (accade in meno del 3% dei casi). In genere, contrarre la malattia una volta garantisce un’immunità che dura per tutta la vita. Se accade di nuovo, solitamente è perché la prima infezione è stata molto lieve o è avvenuta in un soggetto con un sistema immunitario particolarmente fragile.

Dopo quanto tempo un bambino può tornare a scuola?

Il bambino smette di essere contagioso solo quando tutte le vescicole si sono trasformate in croste secche. Finché è presente anche una sola bollicina con del liquido, il rischio di trasmettere il virus ai compagni rimane alto. In media, sono necessari 7-10 giorni dalla comparsa del primo puntino. Per informazioni sui giorni di assenza lavorativa invece, consulta la guida alla malattia del bambino sotto i 3 anni.

Perché non si deve mai dare l’aspirina a un bambino con la varicella?

È un avviso vitale. L’uso di acido acetilsalicilico (aspirina) durante la varicella è associato allo sviluppo della Sindrome di Reye, una condizione rara ma potenzialmente fatale che colpisce il fegato e il cervello. Per abbassare la febbre, il farmaco di scelta deve essere sempre il paracetamolo, sotto indicazione del pediatra.

La varicella è pericolosa per chi è in attesa?

Sì, se la donna non è immunizzata. L’infezione in gravidanza può causare polmoniti gravi nella madre e, a seconda del trimestre, può comportare rischi di malformazioni fetali o infezioni neonatali gravi se il contagio avviene vicino al parto.

Che differenza c’è tra Varicella e Fuoco di Sant’Antonio?

Il virus è lo stesso: il Varicella-Zoster. La varicella è l’infezione primaria. Una volta guariti, il virus non muore, ma si addormenta nei gangli nervosi. Anni dopo, a causa di stress o cali immunitari, può risvegliarsi sotto forma di Herpes Zoster (Fuoco di Sant’Antonio), causando un’eruzione localizzata molto dolorosa.

Come posso evitare che rimangano le cicatrici?

Il segreto è non grattare le croste. Se cadono naturalmente, la pelle sotto si rigenererà perfettamente. Se vengono rimosse con le unghie, si rischia una superinfezione batterica che distrugge lo strato profondo della pelle, lasciando i tipici pozzetti bianchi. L’uso di antistaminici e bagni lenitivi è la miglior prevenzione estetica.

 

Fonti


Francesca Menta

Francesca Menta
Giornalista e copywriter specializzata sul settore nutrizione

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Articolista e copywriter con oltre dieci anni di esperienza. Appassionata riguardo il settore della nutrizione.