Punti chiave sullo streptococco
- Lo streptococco è un batterio molto comune che colpisce prevalentemente la gola, diffuso soprattutto in età scolare e nei mesi invernali.
- I sintomi principali sono: forte mal di gola, dolore intenso a deglutire, febbre alta improvvisa, placche bianche e linfonodi ingrossati al collo.
- Si trasmette facilmente attraverso le goccioline di saliva: parlando, tossendo o starnutendo in prossimità di altre persone.
- Si diagnostica con un semplice tampone rapido e si cura efficacemente con l’antibiotico prescritto dal medico, solitamente per 10 giorni.
- Dopo 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica la carica batterica si azzera e si può rientrare a scuola o al lavoro, purché la febbre sia passata.
Le undici di sera, il tuo bambino ha 39° e non vuole neanche aprire la bocca per bere. Oppure sei tu, e da stamattina senti la gola come se avessi ingoiato dei sassi. La prima domanda è sempre la stessa: è streptococco? Devo prendere l’antibiotico?
Lo streptococco fa paura perché fa male in modo repentino e perché la parola stessa suona come qualcosa di serio. In realtà è un’infezione batterica comune, ben conosciuta, che risponde in modo eccellente alla terapia antibiotica quando diagnosticata correttamente. Il punto chiave è proprio questo: diagnosticata correttamente, con il tampone e non a occhio. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere per riconoscerla, gestirla con serenità e proteggere le persone che ti stanno vicino.
Streptococco cos’è e come si prende
Lo Streptococcus pyogenes, il tipo più comune chiamato beta-emolitico di gruppo A, si trasmette quasi esclusivamente per via aerea: le goccioline di saliva liberate da una persona infetta quando parla, tossisce o starnutisce rimangono sospese nell’aria per breve tempo e possono essere inalate da chi si trova nelle vicinanze. Il contagio è possibile anche per contatto indiretto, toccando superfici contaminate e poi portando le mani alla bocca o al naso. È per questo che scuole, asili e ambienti chiusi sono i contesti in cui l’infezione si diffonde con maggiore facilità, soprattutto nei mesi freddi.
Il periodo di incubazione, cioè il tempo che passa tra il contagio e la comparsa dei sintomi, è in genere breve: oscilla tra i 2 e i 5 giorni. Significa che se oggi il bambino è stato a contatto con un compagno positivo, i primi segnali potrebbero comparire già dopodomani.
La differenza tra streptococco di tipo A e di tipo B
Quando si parla di streptococco nella vita quotidiana, ci si riferisce quasi sempre allo streptococco beta-emolitico di gruppo A (Streptococcus pyogenes), il responsabile del classico mal di gola batterico, della scarlattina e delle infezioni cutanee. È il batterio di cui parla questa guida.
Esiste però un secondo tipo altrettanto importante in ambito clinico: lo streptococco di gruppo B (Streptococcus agalactiae). Questo batterio colonizza normalmente l’apparato genitale e intestinale di molte donne adulte senza causare sintomi, e di per sé non è pericoloso per la madre. Diventa però clinicamente rilevante in gravidanza, dove viene monitorato con uno specifico tampone per proteggere il neonato durante il parto, argomento che approfondiremo in una sezione dedicata.
🩺 Il consiglio del medico
Se il tampone è positivo, non farti prendere dall’ansia del contagio infinito. Dopo sole 24 ore dalla prima dose di antibiotico, tu o tuo figlio non sarete più contagiosi e potrete riprendere la vita normale, purché la febbre sia passata. ricorda però un dettaglio che in pochi conoscono: cambia lo spazzolino da denti a metà terapia per evitare di reinoculare il batterio che potrebbe essersi annidato sulle setole.
Che sintomi ha lo streptococco? Segnali nei bambini e negli adulti
I sintomi variano in base all’età, ma esistono alcuni campanelli d’allarme specifici che orientano verso un’origine batterica piuttosto che virale, una distinzione fondamentale perché solo l’infezione batterica risponde all’antibiotico.
Sintomi nei bambini: dalle placche alla lingua a fragola
Lo streptococco nei bambini si annuncia quasi sempre in modo improvviso e deciso. La febbre sale velocemente, spesso sopra i 38,5°C, senza i prodromi tipici del raffreddore come il naso che cola o la tosse. Il bambino si rifiuta di mangiare non per capriccio, ma perché deglutire fa davvero male. La gola è rosso fuoco, spesso con piccole placche biancastre sulle tonsille.
Uno dei segni più caratteristici e più cercati dai genitori è la lingua a fragola: nei primi giorni è coperta da una patina biancastra, poi diventa intensamente rossa con le papille in rilievo, esattamente come la superficie di una fragola. Non sempre è presente, ma quando compare è un segnale molto indicativo di streptococco. Frequenti anche i dolori addominali e la nausea, soprattutto nei bambini piccoli: se il tuo bambino ha mal di pancia insieme alla febbre e al mal di gola, non sottovalutarlo, è una manifestazione tipica dell’infezione streptococcica in età pediatrica.

Sintomi negli adulti
Negli adulti lo streptococco si presenta quasi sempre con un mal di gola con placche molto intenso, spesso descritto come “il peggior mal di gola della mia vita”, accompagnato da difficoltà a deglutire, linfonodi del collo gonfi e dolorosi e, solitamente, febbre alta. A differenza dei bambini, negli adulti i sintomi gastrointestinali sono meno frequenti. Esiste però un sottogruppo di adulti, soprattutto quelli con un sistema immunitario più robusto, in cui lo streptococco si manifesta con sintomi più sfumati, senza febbre particolarmente alta o con un disagio generale che potrebbe sembrare un semplice raffreddore.
È in questi casi che il tampone diventa ancora più importante: l’assenza di febbre non esclude un’infezione batterica.
La scarlattina da streptococco
La scarlattina non è una malattia a sé: è semplicemente un’infezione da streptococco di gruppo A in cui alcuni ceppi batterici producono una tossina che provoca un’eruzione cutanea caratteristica. L’esantema è rosso, diffuso e ruvido al tatto come carta vetrata fine, e compare tipicamente prima nelle pieghe cutanee (inguine, ascelle, zona del collo) per poi estendersi al tronco e alle braccia. Una caratteristica distintiva è il triangolo di Filatov: la zona intorno alla bocca rimane pallida anche quando tutto il resto del viso è arrossato.
Come capire se il mal di gola è virale o batterico?
Questa è la domanda da un milione di dollari, e la risposta onesta è: senza il tampone non si può essere certi. Esistono però alcune caratteristiche cliniche che orientano verso l’una o l’altra ipotesi e che possono aiutarti a decidere se aspettare qualche ora o contattare subito il medico.
| Sintomo o segnale | Infezione virale (raffreddore/influenza) | Infezione da streptococco (batterica) |
|---|---|---|
| Esordio della febbre | Graduale e spesso moderato | Improvviso, frequentemente sopra i 38,5°C |
| Tosse e raffreddore | Quasi sempre presenti, con naso che cola | Assenti: lo streptococco puro non dà tosse |
| Gola e linfonodi | Gola arrossata, fastidio diffuso | Gola rosso fuoco, linfonodi del collo molto gonfi e dolenti |
| Sintomi sistemici | Dolori muscolari diffusi, mal di testa | Mal di stomaco, nausea o vomito (specie nei bambini) |
La regola pratica più utile: se c’è mal di gola intenso senza tosse e senza naso che cola, il sospetto di streptococco è alto. Se invece tosse e raffreddore sono i sintomi dominanti, è quasi sempre un virus, e l’antibiotico non servirebbe a nulla.

Il test e il tampone per lo streptococco
La diagnosi non si fa mai a occhio, neanche dal medico più esperto. Guardare la gola può orientare il sospetto, ma non può confermare la presenza del batterio. L’unico modo per avere la certezza è il tampone faringeo.
Il tampone rapido per lo streptococco è un esame semplice, veloce e indolore che può essere eseguito dal pediatra, dal medico di base o direttamente in farmacia. Si preleva un piccolo campione di secrezioni dalla gola sfiorando delicatamente le tonsille con un bastoncino ovattato, l’operazione dura pochi secondi e il risultato è disponibile in 5–10 minuti. Se sei genitore di un bambino piccolo, ecco come prepararlo: spiega prima cosa succederà, usa un linguaggio tranquillo, fallo sedere sulle tue ginocchia con la testa appoggiata al tuo petto e distrailo con una storia o una canzoncina nei secondi cruciali del prelievo. I bambini che sanno cosa aspettarsi collaborano molto meglio.
Il tampone rapido ha un’accuratezza molto elevata per la positività, se è positivo, lo streptococco c’è quasi certamente. In caso di risultato negativo con sintomi molto suggestivi, il medico potrebbe richiedere un tampone colturale, che ha tempi di risposta più lunghi (24–48 ore) ma maggiore sensibilità.
Streptococco in gravidanza
Durante le ultime settimane di gestazione l’attenzione si sposta su un tipo diverso di streptococco, il gruppo B, per proteggere il neonato in un momento molto delicato.
Tra la 36ª e la 37ª settimana di gravidanza, la ginecologa prescrive di routine un tampone vaginale e rettale per verificare la presenza dello Streptococcus agalactiae. Una futura mamma su quattro è portatrice sana di questo batterio, senza alcun sintomo né rischio per la propria salute. Il problema nasce al momento del parto: durante il passaggio nel canale del parto il neonato può essere esposto al batterio, con un rischio (sebbene basso in termini assoluti) di sviluppare un’infezione neonatale grave. Per questo motivo, se il tampone è positivo, viene somministrata una profilassi antibiotica endovenosa durante il travaglio: una misura semplice ed efficace che azzera quasi completamente il rischio per il bambino. La positività al tampone non cambia nulla nel decorso della gravidanza e non richiede alcun trattamento prima del parto.
Cura e rimedi: l’uso corretto dell’antibiotico
Le infezioni batteriche confermate dal tampone richiedono un trattamento specifico che va seguito scrupolosamente, senza improvvisazioni e senza interromperlo prima del tempo.
L’antibiotico di elezione per lo streptococco di gruppo A è la penicillina o, in alternativa, l’amoxicillina (Augmentin), prescritta dal medico per un ciclo di 10 giorni. La durata non è casuale: serve non solo a far scomparire i sintomi, che migliorano in 2–3 giorni, ma a eradicare completamente il batterio e a prevenire le complicanze a lungo termine come la febbre reumatica, una condizione infiammatoria che nei rari casi non trattati può colpire il cuore. Interrompere la terapia dopo 4–5 giorni perché “ci si sente meglio” è uno degli errori più comuni e più pericolosi: lascia in circolo una quota di batteri vivi che possono causare una ricaduta o sviluppare resistenza all’antibiotico.
Non usare mai antibiotici avanzati da terapie precedenti o prescritti per altri familiari: potrebbero essere del tipo sbagliato, a dosaggio errato o semplicemente scaduti.
Rimedi naturali di supporto per dare sollievo alla gola
Mentre l’antibiotico fa il suo lavoro, alcuni accorgimenti semplici aiutano a rendere i giorni di convalescenza più tollerabili. Cibi freschi o a temperatura tiepida come gelati, passati di verdura, yogurt e frullati di frutta ammorbidiscono il fastidio alla gola e mantengono l’apporto calorico anche quando deglutire è difficile. Una buona idratazione (acqua tiepida con un filo di miele per i bambini sopra l’anno) lenisce l’infiammazione della mucosa. Per gli adulti, i gargarismi con acqua tiepida leggermente salata riducono il gonfiore locale.
Completata la terapia antibiotica, è importante sostenere la flora batterica intestinale, spesso alterata dai farmaci: i fermenti lattici nei bambini e i probiotici negli adulti possono accelerare il ripristino dell’equilibrio intestinale.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono in alcun caso il parere di un medico o di un pediatra. se i sintomi sono intensi, se compare un esantema cutaneo o se la febbre non scende dopo 48 ore di terapia, rivolgiti al tuo medico di base o al pronto soccorso.
Domande frequenti sullo streptococco (FAQs)
Che sintomi ha lo streptococco?
I sintomi principali sono: febbre alta a insorgenza improvvisa (spesso sopra i 38,5°C), mal di gola intenso con dolore a deglutire, tonsille arrossate con eventuale presenza di placche bianche e linfonodi del collo gonfi e dolenti. Nei bambini sono frequenti anche nausea, dolori addominali e la caratteristica lingua a fragola. Elemento distintivo rispetto ai virus: lo streptococco non dà tosse né raffreddore.
Perché lo streptococco è pericoloso?
Lo streptococco di per sé non è pericoloso se diagnosticato e trattato correttamente in tempi brevi. I rischi emergono quando l’infezione non viene curata o quando la terapia antibiotica viene interrotta troppo presto: in rari casi possono svilupparsi complicanze come la febbre reumatica, che può colpire il cuore, le articolazioni e i reni. Proprio per questo è fondamentale completare tutti i giorni di antibiotico prescritti dal medico.
Come si prende il batterio streptococco?
Lo streptococco si trasmette per via aerea attraverso le goccioline di saliva di una persona infetta che parla, tossisce o starnutisce. Il contagio può avvenire anche per contatto indiretto, toccando superfici contaminate e poi portando le mani alla bocca o al naso. Il periodo di incubazione è di 2–5 giorni. La contagiosità si azzera entro 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica.
Come si trasmette l’infezione da streptococco?
La via principale è quella aerea: le goccioline respiratorie rilasciate tossendo, starnutendo o parlando a breve distanza sono il veicolo più efficiente. Per questo ambienti chiusi e affollati come le classi scolastiche favoriscono la diffusione. È buona norma coprire la bocca quando si tossisce, lavarsi frequentemente le mani e non condividere bicchieri, posate o asciugamani durante la fase infettiva.
Fonti
- Raabe, V. N., & Shane, A. L. (2019). Group B Streptococcus ( Streptococcus agalactiae ). Microbiology Spectrum, 7(2).
- Xie, O., Davies, M. R., & Tong, S. Y. C. (2024). Streptococcus dysgalactiae subsp. equisimilis infection and its intersection with Streptococcus pyogenes. Clinical Microbiology Reviews, 37(3), e0017523.
- Marquart, M. E. (2021). Pathogenicity and virulence ofStreptococcus pneumoniae: Cutting to the chase on proteases. Virulence, 12(1), 766–787.
- Taylor, A., Elliott, B. M., Atkinson, J., Roberts, S., Voss, L., Best, E. J., & Webb, R. (2023). Group A Streptococcus primary peritonitis in Children, New Zealand. Emerging Infectious Diseases, 29(11).
Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2026