Punti chiave sulle placche in gola nei bambini
- Cosa sono: depositi biancastri o giallastri visibili sulle tonsille, sul palato molle o sulla faringe, che si formano in risposta a un’infezione.
- Sintomi principali: febbre alta, mal di gola, difficoltà a deglutire, linfonodi ingrossati al collo e alitosi.
- Cause: nella maggior parte dei casi sono di origine virale; più raramente batterica (es. streptococco) o fungina. Solo il tampone orofaringeo permette di distinguerle.
- Come si curano: se l’origine è batterica, il pediatra prescrive antibiotici (penicillina o amoxicillina); se virale, si trattano i sintomi con antipiretici e antinfiammatori.
- Quando chiamare il medico: febbre superiore a 38,5°C che non cede, difficoltà a respirare o deglutire, sintomi che peggiorano dopo 48-72 ore.
Cosa sono le placche e perché compaiono nella gola dei bambini
Le placche gola bambini sono aree biancastre o giallastre che compaiono sulle tonsille o nella parte posteriore della gola. Fanno impressione, è vero, soprattutto quando si vedono per la prima volta, ma non sono sintomo di “sporcizia” né di qualcosa da rimuovere a mano: sono spesso il risultato della risposta immunitaria.
In pratica, nella zona infiammata si accumulano cellule di difesa, detriti cellulari e secrezioni; è il corpo che sta cercando di contenere l’infezione.
Le cause delle placche in gola possono essere soprattutto virali (nel 70% dei casi) o batteriche. I virus sono responsabili della maggior parte dei mal di gola nei bambini e non richiedono antibiotico; i batteri, soprattutto lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, possono invece richiedere una terapia specifica dopo conferma con tampone.
Le linee guida pediatriche ci raccomandano di non dare antibiotici senza prescrizione medica, perché le placche da sole non bastano per distinguere virus e batteri.

Placche in gola senza febbre: è possibile?
Le placche in gola bambini senza febbre sono possibili e non devono farci pensare automaticamente ad una situazione grave.
In alcuni casi il bambino può avere placche, gola arrossata e fastidio alla deglutizione senza febbre alta, soprattutto quando l’origine è virale o quando l’infezione è in fase iniziale.
Anche alcune infezioni come la mononucleosi possono dare tonsille ingrossate e placche, spesso associate a stanchezza importante e linfonodi del collo aumentati.
Il punto che dobbiamo tenere a mente è che l’aspetto della gola, da solo, non permette una diagnosi sicura: un bambino può avere placche evidenti e non avere lo streptococco, oppure avere streptococco con segni meno appariscenti.
Per questa ragione, se il pediatra sospetta un’infezione batterica, il tampone resta l’esame più utile per decidere se serve davvero l’antibiotico.
I sintomi da monitorare: dal mal di gola all’alito cattivo
Quando compaiono le placche, consigliamo di osservare il bambino nel suo insieme, non solo concentrandosi sull’aspetto della gola. I sintomi più comuni, infatti, possono includere:
- Mal di gola o pianto quando deglutisce;
- Febbre, anche se non sempre presente;
- Rifiuto di cibi solidi o bevande;
- Voce diversa o più “ovattata”;
- Linfonodi ingrossati sotto la mandibola o sul collo;
- Stanchezza, irritabilità o sonno disturbato;
- Placche in gola e alito cattivo bambini;
- Eventuale aumento dei globuli bianchi, cioè leucociti alti, se il medico richiede esami.
L’alitosi durante una tonsillite può spaventare noi genitori, ma spesso dipende dall’infiammazione locale, dalla bocca secca, dal muco e dai depositi sulle tonsille.
Idratazione, igiene orale delicata e controllo del dolore aiutano molto a ridurre il problema, ma se il bambino appare abbattuto, respira male o non riesce a bere, va contattato rapidamente il pediatra.
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Placche gola bambini 1 anno e 2 anni: come accorgersene se non parlano ancora
Quando i bambini sono molto piccoli, è difficile per loro farci capire il disagio che provano, perché non riescono a dire semplicemente “mi fa male la gola“.
Per questo, davanti a placche gola bambini 1 anno o placche in gola bambini 2 anni, come genitori dobbiamo osservare segnali indiretti, tra cui:
- Rifiuta il cibo o il latte;
- Piange quando deglutisce;
- Tiene la bocca semiaperta;
- Produce molta bava;
- È particolarmente irritabile.
La salivazione, in particolare, merita attenzione quando è abbondante: se il bambino non riesce a deglutire la saliva, sembra molto sofferente o respira con difficoltà, non bisogna aspettare, ma chiamare subito il medico o recarsi al pronto soccorso.
Nei bambini piccoli, inoltre, farmaci e spray vanno usati con prudenza e sempre secondo indicazione pediatrica. Il dato più importante non è solo la presenza delle placche, ma come il bambino beve, respira, dorme e reagisce. Ciò ci aiuta a capire se si può attendere il pediatra o se serve una valutazione urgente.
Placche in gola e alito cattivo: perché succede?
L’alito cattivo durante un episodio di placche è molto comune e, nella maggior parte dei casi, non significa che la situazione sia più grave.
Quando le tonsille sono infiammate, sulla loro superficie possono depositarsi muco, cellule morte, residui alimentari e batteri, materiale che può produrre un odore sgradevole, soprattutto se il bambino beve poco, respira con la bocca aperta o ha il naso chiuso.
La bocca secca peggiora il problema perché riduce l’effetto “pulente” della saliva. In questo caso, ti consigliamo di proporre spesso piccoli sorsi d’acqua, mantenere una buona igiene orale compatibile con l’età e non forzare cibi duri o irritanti, ma concentrarsi su pasti morbidi e digeribili.
Non bisogna invece provare a raschiare le placche: oltre ad essere pericoloso, si rischia di irritare la gola e fare male al bambino. Se l’alito cattivo persiste dopo la guarigione o si associa a febbre alta prolungata, è meglio farlo presente al pediatra.

La gestione del dolore e le cure a casa
Le placche gola bambini cure dipendono molto dalla causa: come abbiamo detto in precedenza, se l’origine è virale, il trattamento è soprattutto di supporto per ridurre la sintomatologia; se il tampone conferma lo streptococco, invece, il pediatra può prescrivere l’antibiotico.
A casa, però, il primo obiettivo è far bere il bambino e controllare il dolore. Tra i rimedi casalinghi semplici, ma molto utili ci sono:
- Assunzione di liquidi freschi (non freddi);
- Cibi morbidi e facilmente digeribili;
- Riposo;
- Ambiente adeguatamente umidificato, per non seccare le mucose orali del bambino.
Per il dolore e la febbre si possono usare farmaci indicati dal pediatra, come paracetamolo o ibuprofene, rispettando peso, età e indicazioni.
Quando si parla di Nurofen per le placche in gola bambini, ci si riferisce all’ibuprofene, un antinfiammatorio che può aiutare a ridurre dolore e infiammazione, ma non cura la causa dell’infezione.
Le linee guida raccomandano analgesici adeguati e idratazione, mentre l’antibiotico va riservato ai casi batterici confermati. Ma soprattutto, non bisogna dare antibiotici di propria iniziativa, senza prescrizione medica.
Spray per placche alla gola e altri rimedi locali
Lo spray per placche alla gola bambini può dare sollievo in alcune situazioni, ma non è sempre necessario e non sostituisce né il controllo pediatrico né l’eventuale tampone.
Nei bambini piccoli fra l’altro bisogna fare particolare attenzione, in quanto alcuni spray non sono indicati sotto una certa età, possono essere difficili da usare correttamente o provocare fastidio.
I prodotti lenitivi in commercio possono aiutare a ridurre temporaneamente il bruciore, ma non eliminano un’infezione batterica e non “sciolgono” le placche. In altre parole, attenuano i sintomi, ma non risolvono la causa.
Anche caramelle alla menta o pastiglie per la gola non sono adatte ai più piccoli per il rischio di soffocamento, oltre al fatto che potrebbero contenere zuccheri dannosi per i denti. Sarebbe meglio puntare su misure sicure: liquidi, cibi morbidi, controllo della febbre e del dolore con farmaci adatti all’età, già indicati in precedenza.
Se il bambino rifiuta di bere, sbava molto o peggiora rapidamente, il rimedio locale non basta più: serve il pediatra.
Le placche in gola nei bambini sono contagiose?
La domanda placche in gola bambini sono contagiose ha una risposta legata alla causa: se le placche dipendono da virus o streptococco, l’infezione può trasmettersi attraverso goccioline di saliva, tosse, starnuti, contatti ravvicinati, bicchieri, posate o mani contaminate.
Per ridurre il contagio è utile insegnare, quando l’età lo permette, a coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, lavare spesso le mani, non condividere borracce o stoviglie e cambiare asciugamani.
Per il rientro a scuola o al nido, la regola pratica va concordata con il pediatra e segue anche le disposizioni locali. In caso di streptococco confermato e terapia antibiotica iniziata, il rischio di contagio si riduce dopo almeno 24 ore di trattamento adeguato, ma è il medico a indicare tempi e modalità.
Se invece l’origine è virale, conta soprattutto il miglioramento generale: niente febbre, bambino più attivo e capace di bere.
Quanto durano le placche nei bambini?
La durata delle placche in gola dipende molto dalla causa e dalle condizioni generali del bambino. La ricerca placche in gola bambini quanto durano nasce spesso dall’ansia di vedere sparire quelle macchie bianche ancora presenti dopo uno o due giorni.
Nelle forme virali, il mal di gola tende spesso a migliorare nell’arco di 3-7 giorni, ma l’aspetto delle tonsille può richiedere un po’ più di tempo per normalizzarsi.
Nelle forme da streptococco confermate, l’antibiotico prescritto dal pediatra aiuta a ridurre la durata dei sintomi, il rischio di complicanze e la contagiosità già dopo 24 ore, ma va assunto secondo le indicazioni, senza sospenderlo appena il bambino sembra stare meglio.
Se dopo 48-72 ore il quadro peggiora, la febbre resta alta, il bambino beve poco o appare molto abbattuto, consigliamo di ricontattare il pediatra.
La guarigione si valuta sul bambino, non solo sul colore delle tonsille.
Quando chiamare il pediatra e quando serve l’antibiotico
Bisogna chiamare il pediatra quando il bambino ha:
- Febbre persistente;
- Forte mal di gola;
- Placche molto evidenti;
- Linfonodi dolenti;
- Difficoltà a bere;
- Peggioramento rapido o sintomi che preoccupano il genitore.
Se poi il bambino dovesse respirare male, non riuscire a deglutire la saliva, apparire confuso, molto sonnolento o disidratato, è il caso di recarsi subito in pronto soccorso.
Ti ricordiamo che l’antibiotico non deve essere visto come una soluzione rapida per qualunque placca: per esempio, nelle faringotonsilliti non causate da Streptococco beta-emolitico di gruppo A non è raccomandato.
La stessa SIP (Società Italiana di Pediatria) e l’Ospedale Bambino Gesù ricordano che, in caso di placche, non bisogna dare l’antibiotico senza prima aver fatto il tampone faringeo o un test rapido quando indicato.
In questo modo proteggi il bambino da farmaci inutili e aiuti a contrastare l’antibiotico-resistenza, un problema sanitario importante perché gli antibiotici non funzionano contro i virus.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.
Domande frequenti su placche in gola nei bambini (FAQ)
Come si curano le placche alla gola nei bambini?
La cura delle placche dipende esclusivamente dalla loro causa. Se l’infezione è batterica si usano gli antibiotici prescritti dal pediatra, mentre se è virale si somministrano solo farmaci per il dolore e la febbre, come paracetamolo o ibuprofene, associati a riposo e cibi freschi e morbidi.
Come capire se sono placche virali o batteriche nei bambini?
Non è possibile capire a occhio nudo se le placche siano virali o batteriche, poiché i sintomi visivi sono identici. L’unico modo certo per distinguerle è far eseguire al pediatra o in farmacia un tampone faringeo rapido per lo Streptococco.
Quando un bambino ha le placche alla gola bisogna fargli prendere l’antibiotico?
Un bambino con le placche non deve prendere l’antibiotico in automatico e senza prescrizione medica. Questo farmaco va somministrato solo se il tampone faringeo risulta positivo a un’infezione batterica; se il tampone è negativo, l’antibiotico è del tutto inutile e persino dannoso per il sistema immunitario.
Quanto durano le placche alla gola senza antibiotico in un bambino?
Senza antibiotico, se le placche sono virali, la guarigione avviene spontaneamente e i sintomi durano in media dai 3 ai 7 giorni. Se invece l’infezione è batterica e non viene curata, la malattia può prolungarsi per oltre una settimana e aumenta il rischio di pericolose complicazioni reumatiche o cardiache. Ecco perché è importante seguire le indicazioni del medico.
Posso mandare mio figlio a scuola con le placche?
Consigliamo di non mandare il bambino a scuola con le placche. Se l’infezione è virale può tornare quando non ha più febbre e si sente bene; se l’infezione è batterica ed è in terapia con antibiotico, può rientrare in classe dopo che sono passate almeno 24 ore dall’assunzione della prima dose, momento in cui non è più contagioso.
Fonti
- Fried, M. P. (2025, May 22). Mal di gola. Manuali MSD Edizione Professionisti.
- Bush, L. M., & Vazquez-Pertejo, M. T. (2025, October 27). Infezioni streptococciche. Manuali MSD Edizione Professionisti.
- Società Italiana di Pediatria (SIP). (2023, May 30). Uso dei test rapidi per la faringotonsillite e trattamento con amoxicillina. Società Italiana Di Pediatria.
- Società Italiana di Pediatria (SIP). (2024, July 12). Streptococco: ecco la guida della SIP. Società Italiana Di Pediatria.
- NICE. (n.d.). Raccomandazioni | Mal di gola (acuto): prescrizione di antimicrobici | Linee guida | NICE.
Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026