somministrazione di fermenti lattici a un bambino piccolo

In breve

  • Cosa sono: microorganismi vivi (probiotici) che rinforzano la flora batterica intestinale.
  • A cosa servono: riducono la durata della diarrea infettiva e prevengono i disturbi da antibiotico.
  • Formati: gocce per i neonati e bambini di 1 anno; flaconcini o bustine per i più grandi.
  • Quando prenderli: preferibilmente lontano dai pasti o secondo indicazione pediatrica.
  • Sicurezza: sono generalmente sicuri, ma richiedono cautela in bambini immunodepressi o con cateteri venosi centrali.

A cosa servono i fermenti lattici nei bambini

I fermenti lattici nei bambini sono indicati in situazioni specifiche come diarrea infettiva, terapia antibiotica, coliche e stitichezza: in questi casi le evidenze cliniche supportano il loro uso. Non servono per ogni fastidio intestinale occasionale: la decisione su quando e quali usare spetta sempre al pediatra.

L’intestino del bambino è un ecosistema delicatissimo. Dalla nascita, miliardi di batteri buoni iniziano a colonizzare la mucosa epiteliale del canale digerente, formando quello che oggi chiamiamo microbiota. Questi piccoli inquilini svolgono funzioni vitali: aiutano la digestione, producono vitamine (come quelle del gruppo B) e, soprattutto, educano il sistema immunitario a difendersi dagli agenti patogeni.

Quando questo equilibrio si rompe a causa di un virus, di un batterio o di una cura farmacologica, si verifica una condizione di disbiosi. I fermenti lattici intervengono proprio qui: agiscono come un rinforzo esterno che aiuta l’intestino a ripristinare la sua naturale barriera protettiva e a ritrovare l’equilibrio funzionale.

Vale la pena ricordare che un bambino con disturbi intestinali prolungati è spesso irritabile e dorme male, proprio perché esiste un legame diretto tra intestino e sistema nervoso, quello che in medicina viene chiamato asse intestino-cervello. Ecco perché sostenere la flora intestinale nei momenti critici non è solo una questione digestiva: ha effetti positivi sul benessere generale del bambino.

A cosa servono i fermenti nei bambini

Quando sono davvero necessari?

Non in tutti i casi di fastidio intestinale è necessario ricorrere ai fermenti lattici. Le situazioni con le evidenze scientifiche più solide sono la diarrea infettiva acuta e la diarrea da antibiotico: in questi casi le linee guida pediatriche internazionali ne raccomandano l’uso in modo chiaro.

Per coliche, stitichezza e dermatite atopica, l’efficacia esiste ma dipende molto dal ceppo scelto e dalla risposta individuale del bambino. Esistono però situazioni cliniche in cui il supporto probiotico è riconosciuto:

  • Diarrea infettiva acuta: per ridurre la durata e il rischio di disidratazione
  • Terapia antibiotica: per prevenire la diarrea da antibiotico e ripopolare il microbiota
  • Coliche del lattante: alcuni ceppi hanno mostrato efficacia nel ridurre il pianto nei neonati allattati al seno
  • Stitichezza funzionale: per migliorare la regolarità del transito intestinale
  • Dermatite atopica: nella prevenzione e gestione nei bambini predisposti

In tutti gli altri casi come disturbi occasionali, variazioni fisiologiche delle feci e semplice gonfiore post-pasto, il ricorso ai probiotici non è necessario e la decisione spetta al pediatra.

L’efficacia clinica nella gestione della diarrea

In caso di diarrea infettiva, l’uso di ceppi specifici come il Lactobacillus rhamnosus GG o il lievito Saccharomyces boulardii ha dimostrato di poter ridurre la durata dell’evento di circa 24 ore. È fondamentale ricordare che i fermenti lattici supportano la guarigione ma non sostituiscono il trattamento principale: la reidratazione orale con soluzioni saline specifiche rimane l’intervento più importante, perché la disidratazione è il vero pericolo nelle gastroenteriti dei bambini piccoli.

Il supporto durante gli episodi di vomito

Il vomito nei bambini piccoli accompagna spesso le gastroenteriti virali e, nella fase acuta, l’obiettivo principale è evitare la disidratazione somministrando liquidi in piccole quantità frequenti. I fermenti lattici in questa fase non bloccano il vomito, ma possono essere introdotti non appena il bambino riesce a trattenere i liquidi, per sostenere il ripristino del microbiota intestinale.

Una volta superata la fase acuta, il rientro all’alimentazione normale deve essere graduale: si inizia con liquidi chiari (acqua, brodo leggero), poi si reintroducono progressivamente cibi facilmente digeribili come riso, carote cotte, banana e cracker, evitando latticini e cibi grassi per le prime 24–48 ore. Non è necessario attendere che le feci tornino del tutto solide prima di riprendere l’alimentazione normale.

In presenza di vomito incoercibile, ovvero quando il bambino non riesce a trattenere nemmeno pochi millilitri di liquido per più di 4–6 ore, è necessario contattare il pediatra, poiché potrebbe essere necessaria la reidratazione per via endovenosa.

Proteggere l’intestino durante l’antibiotico (Augmentin e altri)

probiotici antibiotico ripopolamento intestinale

Nei bambini, la diarrea da antibiotico si verifica in circa 1 caso su 4, con punte più alte in presenza di amoxicillina/acido clavulanico (es. Augmentin). L’antibiotico, pur essendo necessario per combattere un’infezione batterica, non è selettivo: attacca sia i batteri cattivi che quelli buoni del microbiota, causando un’alterazione funzionale della mucosa che si manifesta spesso con feci molli o diarrea già dal secondo o terzo giorno di cura.

Somministrare fermenti lattici durante la cura antibiotica e proseguire per almeno una settimana dopo il termine serve a ripopolare tempestivamente l’intestino, riducendo drasticamente l’incidenza di scariche diarroiche. Il monitoraggio della frequenza e della consistenza delle feci è il modo migliore per valutare l’efficacia del supporto probiotico.

Scegliere i migliori fermenti lattici per bambini di 1 e 2 anni

La scelta del prodotto non deve basarsi sul sapore o sulla marca, ma su tre parametri concreti che è possibile verificare direttamente sull’etichetta:

  • Il ceppo preciso: deve essere indicato con il nome scientifico completo (es. Lactobacillus rhamnosus GG o Saccharomyces boulardii CNCM I-745), non solo con il genere generico. Un prodotto che dichiara solo “lactobacillus” senza specificare il ceppo non offre garanzie sull’efficacia clinica.
  • Le UFC per dose: le unità formanti colonie indicano quanti microrganismi vivi sono presenti. Per i bambini piccoli, la dose efficace nei principali studi si colloca tra 1 e 10 miliardi di UFC al giorno, a seconda del ceppo e della condizione trattata.
  • La stabilità e la conservazione: alcuni probiotici richiedono il frigorifero, altri sono liofilizzati e stabili a temperatura ambiente. Entrambe le formulazioni possono essere efficaci, ma è importante rispettare le indicazioni riportate sulla confezione.

Per i bambini di 1 e 2 anni, la comunità scientifica internazionale (inclusa la SIP – Società Italiana di Pediatria) suggerisce ceppi con forti evidenze cliniche come L. rhamnosus GG, S. boulardii e miscele di bifidobatteri. Le indicazioni su ceppo e dosaggio specifico vanno sempre concordate con il pediatra.

Quale fermento per quale situazione

Situazione Ceppo consigliato Durata indicativa Formato consigliato
Diarrea infettiva acuta L. rhamnosus GG o S. boulardii 5–7 giorni Gocce (lattanti e bambini piccoli), bustine o flaconcini (bambini da 2 anni)
Diarrea da antibiotico S. boulardii (resistente agli antibiotici) Durante la cura + 7 giorni dopo Bustine o flaconcini; gocce per i più piccoli
Stitichezza funzionale Bifidobacterium spp. o L. reuteri 2–4 settimane Bustine da sciogliere in acqua o yogurt
Coliche del lattante L. reuteri DSM 17938 4 settimane Gocce (formulazioni specifiche per neonati)
Dermatite atopica (prevenzione) Miscele Lactobacillus + Bifidobacterium Su indicazione specialistica Su indicazione specialistica

Fermenti lattici per le coliche del lattante

Le coliche, episodi di pianto intenso e inconsolabile nei primi mesi di vita, spesso serali, sono tra le cause più comuni di ricorso ai probiotici nei neonati. Il ceppo con le maggiori evidenze in questo ambito è il Lactobacillus reuteri DSM 17938, che ha mostrato risultati positivi nel ridurre la durata del pianto nei lattanti allattati al seno.

Nei bambini allattati con latte artificiale i risultati sono meno uniformi e le evidenze meno conclusive. In questi casi, alcune formule arricchite con L. reuteri o B. lactis possono rappresentare un’alternativa da valutare con il pediatra, poiché agiscono direttamente attraverso la dieta senza necessità di supplementazione separata. In ogni caso, è sempre il pediatra a valutare se e quale approccio introdurre, anche in base alle condizioni generali del neonato.

Gocce, bustine o flaconcini: qual è il formato più efficace?

La forma farmaceutica dipende principalmente dall’età e dalla facilità di somministrazione. Non esiste un formato intrinsecamente superiore: ciò che conta è che il prodotto contenga il ceppo giusto nella concentrazione adeguata.

  • Gocce: sono l’ideale per i bambini di 1 anno o più piccoli. Permettono un dosaggio preciso e possono essere somministrate direttamente in bocca o sulla lingua senza forzare il bambino.
  • Bustine e polveri: sono spesso più concentrate. Possono essere sciolte in acqua o liquidi a temperatura ambiente. Sono utili quando il bambino inizia a mangiare cibi semisolidi.
  • Flaconcini: Pratici per i bambini di 2 anni che iniziano ad accettare meglio i liquidi bevibili, spesso aromatizzati per risultare più gradevoli.

Il consiglio dell’esperto

Se il bambino associa le gocce a un sapore sgradevole, somministrale subito dopo l’allattamento o dopo un piccolo pasto: il cibo residuo in bocca attenua il retrogusto amaro di alcuni ceppi. Un cucchiaino di yogurt freddo funziona bene come veicolo per i bambini sopra i 6 mesi che già lo mangiano. Evita invece latte caldo, tisane o brodo: temperature sopra i 37–40°C inattivano i microrganismi vivi, rendendo il prodotto inefficace anche se assunto regolarmente.

Quante volte al giorno e per quanto tempo somministrarli?

In genere, la posologia standard prevede una somministrazione al giorno, preferibilmente lontano dai pasti per evitare che l’acidità dello stomaco durante la digestione danneggi i batteri contenuti nel prodotto. In corso di terapia antibiotica, alcuni medici consigliano due somministrazioni, distanziate di alcune ore dall’assunzione del farmaco.

Il tempo di trattamento varia: per un episodio di diarrea acuta possono bastare 5-7 giorni, mentre per ripristinare il microbiota dopo un antibiotico si può arrivare a 10-14 giorni. Il monitoraggio clinico rimane essenziale per decidere se sospendere o continuare la cura.

Cosa evitare: gli errori più comuni

Anche un prodotto di qualità può risultare inefficace se usato in modo scorretto. Ecco gli errori più frequenti:

  • Scioglierli in liquidi caldi (latte, tisane, brodi): il calore sopra i 37–40°C uccide i microrganismi vivi. Usare sempre acqua o liquidi a temperatura ambiente.
  • Somministrarli nella stessa ora dell’antibiotico: l’antibiotico può inattivare i batteri del probiotico se assunti insieme. Distanziare le due somministrazioni di almeno 2–3 ore.
  • Conservarli in modo scorretto: molti probiotici richiedono conservazione in frigorifero. Verificare sempre le indicazioni sulla confezione.
  • Usarli dopo la scadenza: la concentrazione di microrganismi vivi diminuisce nel tempo; un prodotto scaduto potrebbe non avere più efficacia.
  • Interrompere la somministrazione troppo presto: soprattutto dopo gli antibiotici, sospendere i fermenti al termine della cura senza completare il ciclo riduce l’efficacia del ripristino del microbiota.

Il rischio di sovradosaggio

I probiotici hanno un profilo di sicurezza elevato nella popolazione pediatrica generale. Un’assunzione accidentalmente superiore alla dose indicata difficilmente causa problemi seri: al massimo può comparire un transitorio meteorismo (sensazione di pancia gonfia con gas) o lievi crampi addominali, che si risolvono spontaneamente. Fanno eccezione i bambini con sistema immunitario compromesso o con accessi venosi centrali, nei quali l’uso di probiotici richiede sempre una valutazione medica preventiva.

Se ti accorgi di aver dimenticato la dose giornaliera, non preoccuparti eccessivamente e non somministrare una dose doppia per compensare. Riprendi semplicemente lo schema abituale il giorno successivo. I probiotici lavorano per accumulo e colonizzazione: una singola dimenticanza non inficia l’intero processo di guarigione.

Segnali di allarme: quando consultare il medico subito

Nei bambini piccoli una diarrea può diventare un’emergenza in poche ore. I fermenti lattici da soli non bastano in presenza di questi segnali, è necessaria una valutazione medica immediata:

  • Segni di disidratazione: bocca asciutta, assenza di lacrime nel pianto, pannolino asciutto per più di 6–8 ore, fontanella infossata (la zona morbida sul cranio dei lattanti) nei neonati
  • Sangue o muco nelle feci: possibile infezione batterica da valutare con esame delle feci (coprocoltura — analisi di laboratorio per identificare batteri o parassiti)
  • Vomito incoercibile: impossibilità di trattenere anche piccoli sorsi d’acqua
  • Febbre sopra i 39°C che non scende con i comuni antipiretici

Il consiglio del medico

Tieni un piccolo diario durante gli episodi di diarrea o vomito: annota la frequenza delle scariche, la consistenza delle feci, la temperatura e i liquidi assunti. Queste informazioni sono preziose per il pediatra e permettono di valutare l’andamento in modo molto più preciso rispetto a una descrizione a memoria.

 

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.

 

Domande frequenti sui Fermenti lattici nei bambini (FAQs)

Quando bisogna dare i fermenti lattici ai bambini?

I fermenti lattici si danno ai bambini in caso di diarrea acuta, durante e dopo una terapia antibiotica, per le coliche del lattante e per la stitichezza funzionale. In tutti gli altri casi la decisione spetta al pediatra, che valuterà se il supporto probiotico è indicato in base alla situazione specifica.

Quali sono i fermenti lattici più efficaci per bambini?

I ceppi con le maggiori evidenze cliniche nei bambini sono il Lactobacillus rhamnosus GG e il Saccharomyces boulardii. La scelta del ceppo più efficace dipende però dalla condizione da trattare: non esiste un unico probiotico adatto a tutte le situazioni.

Quali fermenti lattici per la stitichezza nei bambini?

Per la stitichezza nei bambini si preferiscono ceppi di Bifidobacterium o Lactobacillus reuteri, che migliorano la motilità peristaltica, ovvero i movimenti ritmici dell’intestino che favoriscono il transito delle feci. La durata consigliata è in genere di 2–4 settimane, su indicazione pediatrica.

Quali fermenti lattici dare a un bambino di 2 anni?

A 2 anni si possono usare gocce, flaconcini o bustine da sciogliere in acqua o yogurt a temperatura ambiente. La scelta del formato dipende dalla preferenza del bambino; ciò che conta è il ceppo consigliato dal pediatra, non la forma farmaceutica.

Quali fermenti lattici con Augmentin per bambini?

Il Saccharomyces boulardii è il probiotico più indicato durante una terapia con Augmentin nei bambini. Essendo un lievito e non un batterio, è naturalmente resistente all’azione dell’antibiotico e continua ad agire anche durante la cura, riducendo il rischio di diarrea da antibiotico.

Quando iniziare i fermenti lattici con l’antibiotico?

I fermenti lattici vanno iniziati dal primo giorno di terapia antibiotica, non dopo. La somministrazione va distanziata di almeno 2–3 ore dall’antibiotico per evitare che quest’ultimo inattivi i microrganismi del probiotico. Il ciclo probiotico dovrebbe proseguire per almeno 7 giorni dopo il termine della cura.

Si possono dare fermenti lattici a un neonato?

Sì, esistono formulazioni in gocce adatte ai primi mesi di vita. Il ceppo più studiato nei neonati è il Lactobacillus reuteri DSM 17938, in particolare per ridurre la durata del pianto da coliche nei lattanti allattati al seno. La somministrazione nei primissimi mesi va sempre concordata con il pediatra.

 

Fonti

  • Szajewska, H., Canani, R. B., Domellöf, M., Guarino, A., Hojsak, I., Indrio, F., Lo Vecchio, A., Mihatsch, W. A., Mosca, A., Orel, R., Salvatore, S., Shamir, R., Van Den Akker, C. H. P., Van Goudoever, J. B., Vandenplas, Y., Weizman, Z., Modifications, E. S. I. G. O. G. M. A., Canani, R. B., Guarino, A., . . . Weizman, Z. (2022). Probiotics for the management of pediatric gastrointestinal disorders. Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, 76(2), 232–247.
  • Vriesman, M. H., Koppen, I. J. N., Camilleri, M., Di Lorenzo, C., & Benninga, M. A. (2019). Management of functional constipation in children and adults. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, 17(1), 21–39.
  • Wieërs, G., Belkhir, L., Enaud, R., Leclercq, S., De Foy, J. P., Dequenne, I., De Timary, P., & Cani, P. D. (2020). How probiotics affect the microbiota. Frontiers in Cellular and Infection Microbiology, 9, 454.


Manuel Szathvary

Manuel Szathvary
Direttore Sanitario

Leggi la biografia

Manuel Szathvary, Direttore sanitario di Serenis, è un medico di Medicina Generale (medico di famiglia) con esperienza nella telemedicina. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova, ha poi ottenuto il diploma regionale come Medico di Medicina Generale presso la Regione del Veneto. Registrato presso l’Ordine dei Medici e Chirurghi di Padova n° 11336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute dei pazienti con difficoltà all’accesso alle cure, tramite la tecnologia.