Sintomi streptococco bambini

Punti chiave sullo streptococco nei bambini

  • Cos’è: lo streptococco beta-emolitico di gruppo A (SGA) è un batterio comune in età pediatrica che causa faringotonsillite acuta.
  • Sintomi tipici: mal di gola intenso a insorgenza improvvisa, febbre alta, tonsille arrossate con placche e linfonodi del collo ingrossati, in assenza di tosse.
  • Sintomi atipici: nei bambini sotto i 2 anni i segnali sono atipici irritabilità, pianto inconsolabile, rifiuto del cibo e naso che cola.
  • La diagnosi: si ottiene solo con il tampone faringeo; nessun antibiotico va assunto prima del test.
  • La terapia: amoxicillina per 10 giorni, da definire sempre con il pediatra; il bambino non è più contagioso dopo 24 ore dall’inizio della cura.

Vedere il proprio figlio abbattuto, con la febbre alta e un forte dolore alla gola, è una delle esperienze che più generano ansia nei genitori. In molti casi, dietro questo quadro si nasconde un’infezione causata dallo Streptococco Beta-Emolitico di gruppo A (SGA), un batterio molto comune in età pediatrica.

Saper interpretare i segnali che il bambino invia è il primo passo per attivare una diagnosi tempestiva ed evitare l’autosomministrazione di farmaci non idonei. Una diagnosi precoce permette di impostare la terapia corretta e di riportare rapidamente la serenità in famiglia.

Come capire se il bambino ha lo streptococco e i sintomi principali

Riconoscere un’infezione da streptococco richiede attenzione, perché molti sintomi si sovrappongono a quelli delle comuni faringiti virali. L’infezione batterica però si distingue per due elementi: la rapidità con cui compare e l’intensità del malessere, che destabilizza il bambino in poche ore.

Il sintomo principale è la faringodinia (mal di gola) acuta, così forte da rendere difficile anche bere. A questa si associa quasi sempre febbre elevata a insorgenza improvvisa.

Osservando il bambino, il pediatra o il genitore notano spesso anche un marcato arrossamento della gola e i linfonodi del collo ingrossati e dolenti al tatto.

Per facilitare il riconoscimento visivo e clinico della patologia, l’esame del cavo orale mostra solitamente una combinazione dei seguenti segni caratteristici:

  • tonsille aumentate di volume e marcatamente arrossate;
  • placche tonsillari costituite da un essudato bianco-giallastro;
  • enantema (puntini rossi o petecchie) localizzato sul palato molle.

Mal di gola come sintomo dello streptococco

Lo streptococco nei bambini di 2 anni e neonati: i segnali atipici

Lo streptococco nei bambini molto piccoli, in particolare sotto i 2 anni di età, si manifesta in modo differente rispetto ai bambini più grandi e agli adulti. A questa età, l’infezione non si presenta quasi mai con la classica faringodinia espressa apertamente, poiché il piccolo paziente non è ancora in grado di verbalizzare il proprio malessere localizzato.

I genitori devono quindi prestare attenzione a segnali aspecifici e comportamentali. Nei lattanti e nei bambini sotto i 2 anni, l’infezione si manifesta spesso con:

  • marcata irritabilità e pianto inconsolabile;
  • rifiuto del cibo, causato dal dolore alla deglutizione;
  • naso che cola (rinorrea) persistente, associato a febbricola.

Si parla in questo caso di un profilo clinico atipico, che richiede un alto indice di sospetto da parte del medico per evitare ritardi nella diagnosi.

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Irritabilità e pianto inconsolabile? Potrebbe essere streptococco.

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Streptococco e tosse nei bambini: facciamo chiarezza

Un dubbio assai frequente tra i genitori riguarda la correlazione tra lo streptococco e la tosse. È fondamentale fare chiarezza su questo punto per impostare una corretta diagnosi differenziale: lo streptococco nei bambini è un patogeno che colonizza prevalentemente l’anello tonsillare e la faringe, e la sua infezione batterica isolata raramente causa tosse o manifestazioni infiammatorie delle basse vie aeree.

Se il bambino presenta una sintomatologia dominata da tosse insistente, raucedine, congiuntivite o rinorrea acquosa, è estremamente probabile che l’origine del disturbo sia di natura virale, come un virus influenzale, parainfluenzale o un rhinovirus. Distinguere una faringotonsillite virale da una batterica è l’obiettivo principale di score clinici ufficiali come i criteri di Centor o di McIsaac, che valutano l’assenza di tosse come un punto a favore dell’eziologia batterica.

Congiuntivite - streptococco

Come si cura lo streptococco nei bambini?

L’approccio terapeutico allo streptococco deve necessariamente seguire un iter diagnostico rigoroso.

La diagnosi: perché il tampone faringeo viene prima della cura

Il punto di riferimento, ovvero il “Gold Standard” diagnostico per confermare la presenza del batterio, è l’esecuzione del tampone faringeo (test rapido antigenico o esame colturale), eseguibile presso il pediatra o in farmacia.

È di fondamentale importanza non iniziare alcuna terapia prima di aver effettuato il test, per non mascherare i risultati e non incorrere nell’errore di trattare un virus con un antibiotico.

tampone faringeo per diagnosticare streptococco

La terapia antibiotica: amoxicillina e durata del ciclo

Trattandosi di un’infezione batterica, il meccanismo d’azione della terapia d’elezione si basa sull’impiego di antibiotici specifici, solitamente appartenenti alla classe delle penicilline. Le linee guida nazionali prevedono come prima scelta l’uso di amoxicillina alla posologia standard di 50 mg/kg/die suddivisa in 2 o 3 dosi giornaliere per un ciclo completo di 10 giorni. Si tratta di un’informazione didattica ed è indispensabile che la posologia esatta venga definita dal pediatra in base al caso specifico, tenendo conto del peso del bambino.

La gestione terapeutica richiede il rispetto rigoroso dei tempi e della durata prescritti, anche se i sintomi scompaiono dopo le prime somministrazioni. Interrompere precocemente la cura alimenta i limiti della classe legati all’insorgenza di resistenze antibiotiche e non elimina il rischio di complicanze post-streptococciche, come la febbre reumatica o la glomerulonefrite acuta.

Per la gestione della febbre e del dolore si può fare ricorso a paracetamolo o a FANS, prestando attenzione al profilo di sicurezza, ai rischi gastrici dei FANS e valutando sempre l’impatto e il potenziale rischio per gli organi emuntori (reni e fegato) in caso di dosaggi errati.

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Contagio e decorso: quanto dura lo streptococco nei bambini?

Lo streptococco è un microrganismo altamente contagioso, la cui trasmissione avviene principalmente per via aerea attraverso le goccioline di saliva emesse parlando, tossendo o starnutendo a distanza ravvicinata, oppure tramite il contatto diretto con mani o oggetti contaminati dalle secrezioni respiratorie. Il periodo di incubazione varia solitamente dai 2 ai 5 giorni dal contatto con il soggetto infetto.

La timeline del decorso clinico è strettamente legata alla tempestività della terapia antibiotica. Una volta avviato il trattamento corretto, il bambino smette di essere contagioso già dopo 24 ore dall’assunzione della prima dose di antibiotico. Parallelamente, i sintomi subiscono una rapida remissione, con la febbre che si riduce e la faringodinia che sfuma significativamente nell’arco di 48-72 ore. Senza terapia, invece, il bambino rimane contagioso per diverse settimane e il rischio di complicanze sistemiche aumenta sensibilmente.

🩺 Il consiglio dell’esperto

Un falso mito molto diffuso è che la presenza di placche bianche in gola sia sinonimo matematico di streptococco e richieda l’assunzione immediata di un antibiotico. In realtà, moltissime infezioni virali (come la mononucleosi infettiva o le faringiti da adenovirus) causano placche tonsillari vistose. Utilizzare un antibiotico in questi casi non solo è inefficace, ma espone il bambino a effetti collaterali inutili e ne altera la flora batterica. La regola d’oro è: prima si esegue il tampone, poi, solo se positivo, si assume l’antibiotico prescritto dal pediatra.

Quando consultare il medico

Il pediatra o il medico di famiglia vanno sempre consultati non appena si sospetta un’infezione da streptococco, in presenza di febbre alta improvvisa associata a forte mal di gola e assenza di tosse. È fondamentale richiedere una valutazione medica urgente qualora il bambino presenti segni di severa difficoltà respiratoria, scialorrea (impossibilità a deglutire la stessa saliva), marcata letargia, rifiuto totale dei liquidi con rischio di disidratazione o la comparsa di un esantema cutaneo diffuso (sospetta scarlattina).

 

Disclaimer. Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il consiglio del medico o del farmacista. Leggi sempre il foglio illustrativo e consulta un professionista sanitario prima di assumere qualsiasi farmaco.

 

FAQs

Lo streptococco è contagioso?

Sì, è molto contagioso. Si trasmette per via aerea tramite le goccioline di saliva (tosse, starnuti) o parlando a distanza ravvicinata, oltre che tramite il contatto con oggetti contaminati.

Lo streptococco può guarire senza antibiotico?

Anche se i sintomi possono talvolta regredire spontaneamente, l’uso dell’antibiotico è fondamentale e raccomandato dai pediatri per eradicare completamente il batterio ed evitare complicanze a lungo termine (come i reumatismi articolari o problemi renali).

Quanto dura lo streptococco nei bambini?

Con la terapia antibiotica corretta i sintomi migliorano in 48-72 ore e il bambino non è più contagioso dopo 24 ore dalla prima dose. Senza cura, il decorso si prolunga e aumenta il rischio di complicanze.

Quando può tornare a scuola un bambino con lo streptococco?

In genere il bambino non è più contagioso 24 ore dopo l’inizio dell’antibiotico e in assenza di febbre. I tempi precisi del rientro vanno sempre concordati con il pediatra.

Lo streptococco dà la tosse?

Raramente. Lo streptococco colonizza gola e tonsille e di norma non causa tosse: se prevalgono tosse, raucedine o naso che cola, l’origine è più probabilmente virale.

Si può avere lo streptococco senza febbre?

È possibile, soprattutto nei bambini molto piccoli, dove l’infezione si manifesta con segnali atipici come irritabilità, pianto inconsolabile e rifiuto del cibo. In caso di dubbio, il tampone faringeo è l’unico modo per avere certezza.

Fonti e bibliografia


Manuel Szathvary

Manuel Szathvary
Direttore Sanitario

Leggi la biografia

Manuel Szathvary, Direttore sanitario di Serenis, è un medico di Medicina Generale (medico di famiglia) con esperienza nella telemedicina. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova, ha poi ottenuto il diploma regionale come Medico di Medicina Generale presso la Regione del Veneto. Registrato presso l’Ordine dei Medici e Chirurghi di Padova n° 11336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute dei pazienti con difficoltà all’accesso alle cure, tramite la tecnologia.