Valori emoglobina bassa

Punti chiave

  • Cos’è: l’emoglobina, che negli esami del sangue si indica con Hb, è una proteina ricca di ferro che si trova all’interno dei globuli rossi, responsabile dell’inconfondibile colore del sangue.
  • A cosa serve: la sua funzione principale è quella di trasportare l’ossigeno dai polmoni a tutti i tessuti e organi del corpo, dove poi raccoglie l’anidride carbonica per riportarla ai polmoni e permetterne l’espulsione.
  • Quando è bassa? i valori variano leggermente tra uomo e donna, ma in generale si parla di emoglobina bassa (anemia), quando i valori sono sotto i 12-13 g/dL, segno che i tessuti stanno ricevendo meno ossigeno.
  • Emoglobina bassa cause: la causa più frequente è la carenza di ferro, ma possono esserci anche perdite di sangue, carenze vitaminiche (B12 e acido folico), gravidanza o malattie croniche.

Cos’è l’emoglobina e a cosa serve

Può capitare di fare gli esami del sangue e riscontrare nel referto di avere l’emoglobina bassa; un dato che suscita un po’ di preoccupazione, ma vediamo prima insieme cos’è e a cosa serve l’emoglobina.

Si tratta di una proteina contenuta nei globuli rossi, responsabile del trasporto dell’ossigeno dai polmoni a tutti i tessuti del corpo. Senza una quantità adeguata di emoglobina, le cellule ricevono meno ossigeno e iniziano a lavorare male, causando sintomi come stanchezza e affanno.

In laboratorio può essere indicata come HGB o HB, quindi quando trovi scritto hgb bassa o hb bassa, si parla sempre della stessa cosa.

L’emoglobina non agisce da sola: è strettamente collegata al numero di globuli rossi e all’ematocrito. Per questo spesso si legge anche emoglobina bassa e globuli rossi bassi, oppure ematocrito basso emoglobina bassa.

Non c’è da spaventarsi, ma è il segnale che il corpo non sta funzionando al meglio. 

Esami emoglobina bassa

I valori di riferimento: quando è bassa e quando preoccuparsi

I valori di riferimento dell’emoglobina variano leggermente tra uomini e donne, ma in generale si considerano normali circa 12–16 g/dL nelle donne e 13–17 g/dL negli uomini. Quando il valore scende sotto queste soglie, si parla di emoglobina bassa.

Ma attenzione: non basta un numero fuori range per parlare di anemia clinica. Il medico valuta sempre il contesto, i sintomi e gli altri parametri del sangue.

Avere hgb bassa significa che il sangue trasporta meno ossigeno. Questo può essere temporaneo (ad esempio dopo una malattia) oppure indicare una condizione da approfondire.

Ci si deve preoccupare soprattutto se:

  • I valori sono molto bassi;
  • Il calo è rapido;
  • Sono presenti sintomi evidenti, come capogiri e stanchezza eccessiva;
  • L’alterazione persiste nel tempo.

In alcuni casi, il medico può richiedere esami aggiuntivi, come il sangue occulto nelle feci, per escludere perdite non visibili. Questo perché a volte l’emoglobina bassa può essere il segnale di patologie che restano silenti per diverso tempo, come le ulcere del tratto digestivo.

I sintomi dell’emoglobina bassa

I sintomi dell’emoglobina bassa sono spesso subdoli e possono essere confusi con lo stress derivato da un periodo personale particolarmente impegnativo. 

Ecco in breve quali sono:

  • Stanchezza eccessiva e affaticamente persistente, anche dopo il riposo. Ciò accade perché i tessuti non ricevono abbastanza ossigeno;
  • Pallore della pelle e delle mucose, per la ridotta concentrazione di emoglobina nel sangue;
  • Fiato corto, soprattutto sotto sforzo, in quanto il corpo cerca di compensare la carenza di ossigeno aumentando la respirazione;
  • Mal di testa e tachicardia indicano che anche il cervello è in sofferenza da ossigeno e il cuore pompa più sangue per cercare di colmare la mancanza.

Molte persone descrivono di avere difficoltà a svolgere attività quotidiane che prima erano semplici, come salire le scale o fare una passeggiata. 

È importante distinguere tra stanchezza normale e quella legata all’anemia: quando il sintomo è persistente, progressivo e associato ad altri segnali, è sempre bene approfondire. Il rischio, infatti, potrebbe essere quello di trascurare le perdite occulte, come quelle del tratto gastrointestinale.

Le cause principali: perché l’emoglobina scende?

Le cause dell’emoglobina bassa sono diverse e vanno sempre interpretate nel contesto clinico. La più comune è certamente la carenza di ferro, ma non è l’unica.

L’emoglobina può diminuire per:

  • Ridotta produzione di globuli rossi;
  • Aumentata distruzione dei globuli rossi;
  • Perdita di sangue.

È fondamentale distinguere tra queste situazioni per impostare la terapia corretta. Un aspetto importante è che l’anemia può essere il segnale di un problema sottostante, anche non evidente. Per questo il medico può richiedere ulteriori accertamenti.

Il messaggio da ricordare è che l’emoglobina bassa non è una diagnosi definitiva, ma un punto di partenza: serve capire il motivo per cui è scesa. Non bisogna, quindi, saltare subito a conclusioni affrettate, ma analizzare il dato insieme al medico.

cause emoglobina bassa

Carenza di ferro (anemia sideropenica) e vitamine (B12 e folati)

Come abbiamo anticipato, la causa più frequente di emoglobina bassa è proprio la carenza di ferro, chiamata anemia sideropenica. Il ferro è essenziale per la produzione di emoglobina: senza di esso, i globuli rossi diventano meno efficienti, perché le molecole di ossigeno non possono agganciarsi per il trasporto.

Anche la carenza di vitamina B12 e acido folico può ridurre la produzione di globuli rossi. In questi casi, il problema non è il ferro, ma la capacità del midollo osseo di produrre cellule sane.

Queste carenze possono dipendere da una dieta povera di nutrienti, malassorbimento o aumentato fabbisogno (come nel caso della gravidanza).

È importante non assumere integratori “a caso”: prima bisogna capire quale carenza è presente e in che misura. Un’integrazione mirata, guidata dal medico, è la strategia più efficace.

Emoglobina bassa e globuli rossi bassi: le perdite ematiche

Per comprendere il legame tra emoglobina bassa e globuli rossi bassi, dobbiamo immaginare il sangue come un fiume che trasporta piccoli passeggeri (l’emoglobina) stipati dentro a dei gommoni (i globuli rossi). L’ematocrito (HCT) non è altro che la misura di quanto spazio occupano questi gommoni rispetto al volume totale del liquido.

Quando entrambi i valori sono bassi, significa che nel tuo sangue ci sono pochi globuli rossi o che sono troppo piccoli per trasportare abbastanza ossigeno. 

In altre parole, se cala la produzione di globuli rossi o se questi si distruggono velocemente, scende l’ematocrito; di conseguenza, cala anche la quantità totale di emoglobina disponibile per trasportare ossigeno. Questa combinazione definisce l’anemia.

Solitamente, l’ematocrito è considerato basso sotto il 37-40% nell’uomo e il 36% nella donna

Le cause principali possono essere: 

  • Carenza di ferro;
  • Carenza di vitamina B12 o acido folico;
  • Ciclo mestruale molto abbondante;
  • Sanguinamento nel tratto digestivo (stomaco o intestino);
  • Malfunzionamento del midollo osseo.

In base ai dati presenti sugli esami del sangue e ai sintomi, il medico potrebbe richiedere ulteriori approfondimenti per indagare le cause.

tabella: interpretare i valori dell’emocromo

Parametro (Sigla) Cosa misura Valori indicativi Significato valore basso Significato valore alto
Emoglobina (Hb) La proteina che trasporta l’ossigeno.

F: 12-16 g/dL


M: 13-17 g/dL

Anemia: carenza di ferro, vitamine o perdite ematiche. Policitemia: disidratazione, fumo, o problemi polmonari.
Globuli Rossi (RBC) Il numero totale di “vagoni” nel sangue. 4.0 – 5.5 mln/µL Emorragie, malnutrizione o patologie del midollo. Soggiorno in alta quota, disidratazione o patologie renali.
Ematocrito (HCT) Percentuale di volume occupata dai globuli rossi. 36% – 50% Sangue troppo “diluito” (anemia o iperidratazione). Sangue “denso” (disidratazione o eccesso di globuli rossi).
MCV Il volume (grandezza) dei globuli rossi. 80 – 100 fL Microcitosi: globuli piccoli (tipico della carenza di ferro). Macrocitosi: globuli grandi (carenza di B12 o Folati).
Globuli Bianchi (WBC) Le cellule della tua difesa immunitaria. 4.000 – 10.000/µL Infezioni virali gravi, farmaci o stress del sistema immunitario. Infezioni batteriche, infiammazioni o reazioni allergiche.
Piastrine (PLT) Cellule responsabili della coagulazione. 150k – 450k/µL Rischio di emorragie; problemi di coagulazione. Rischio di trombosi; stati infiammatori o post-chirurgici.

Emoglobina bassa in gravidanza: una guida rassicurante

Se hai l’emoglobina bassa in gravidanza, ti invitiamo a non allarmarti in quanto nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione del tutto normale e fisiologica.

Questo perché quando si instaura una gravidanza, nel corso dei mesi aumenta il volume del sangue, per poter nutrire anche il bambino, ma i globuli rossi non crescono in modo proporzionale.

Di conseguenza, agli esami del sangue l’emoglobina apparirà più bassa, senza che vi sia un’anemia patologica. Questo fenomeno, chiamato emodiluizione, si presenta soprattutto nel secondo e terzo trimestre di gestazione.

Non solo: ciò spiega perché ti senti spesso affaticata, hai il fiato corto e talvolta hai la sensazione di svenire.

Come si può gestire la situazione?

  • Parlane con il tuo ginecologo;
  • Segui i controlli di routine consigliati;
  • Assumi eventuali integratori prescritti per donne in gravidanza;
  • Segui uno stile di vita sano, con un’alimentazione equilibrata, per evitare carenze nutrizionali.

Nella maggior parte dei casi, con le giuste attenzioni, la situazione è facilmente gestibile.

Cosa mangiare per alzare l’emoglobina: la dieta corretta

Cosa mangiare con l’emoglobina bassa? Poiché la causa più comune è la carenza di ferro, potresti pensare che sia sufficiente assumerne un po’ per risolvere il problema.

In realtà, dobbiamo prima distinguere tra i tipi di ferro biodisponibili: il ferro eme, presente in alimenti di origine animale, è altamente biodisponibile (assorbimento circa 15-35%) e viene assimilato facilmente; il ferro non eme, contenuto nei vegetali, ha invece un assorbimento più basso (2-10%) ed è molto influenzato dalle combinazioni alimentari.

Per migliorare l’assorbimento, è utile associare alimenti ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, limone e peperoni. Nel caso dei legumi, lasciarli in ammollo per 10-12 ore riduce i fitati, che contrastano l’assorbimento del ferro.

Molto spesso l’emoglobina bassa si può migliorare con l’alimentazione. Chiedi un consulto online con un nutrizionista online.

Ecco in breve quali sono gli alimenti ricchi di ferro che puoi consumare:

  • Carne rossa, come manzo e cavallo;
  • Fegato e frattaglie (fonti più ricche);
  • Pesce e molluschi, come cozze, vongole, acciughe e baccalà;
  • Legumi, quali lenticchie, ceci, fagioli e soia;
  • Verdure a foglia verde, per esempio, spinaci, rucola, scarola e broccoli;
  • Frutta secca;
  • Cioccolato fondente.

Attenzione: a fine pasto evita di assumere tè, caffè, latte o vino rosso, che riducono l’assorbimento del ferro.

 

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.

 

Domande frequenti sull’Emoglobina bassa (FAQ)

Come alzare l’emoglobina bassa?

Il modo più efficace per alzare l’emoglobina è agire sulla causa: se manca il ferro, bisogna aumentare il consumo di carne rossa, pesce, legumi e verdure a foglia verde, meglio se accompagnati da vitamina C (come il limone) per favorire l’assorbimento. Se la causa è una perdita di sangue, per esempio a livello intestinale o con un ciclo abbondante, bisogna intervenire per risolvere questa problematica con l’aiuto del medico.

Si può correre con emoglobina bassa?

Non ti consigliamo di fare sforzi intensi se i valori sono molto bassi. Con l’emoglobina bassa, arriva meno ossigeno ai muscoli e al cuore, provocando affanno precoce, tachicardia e giramenti di testa. Potresti rischiare persino di svenire a causa della scarsa ossigenazione dei tessuti! Meglio limitarsi a passeggiate leggere finché i valori non risalgono.

Cosa prendere per emoglobina bassa?

Tutto dipende dalla carenza che è stata riscontrata. Per esempio, se si tratta di carenza di ferro, oltre ad un piano nutrizionale bilanciato con un professionista, si può integrare l’assunzione del minerale attraverso fiale o compresse, associate a vitamina C. Anche la carenza di acido folico e vitamina B12 si può migliorare con l’assunzione di integratori. Nei casi legati a malattie renali, il medico può prescrivere l’eritropoietina (EPO) per stimolare il midollo. Qualunque sia la causa, tuttavia, sconsigliamo il faidate nell’assumere integratori! 

Quando fare trasfusione? 

In genere si ricorre alla trasfusione di sangue quando l’emoglobina scende sotto i 7-8 g/dL, oppure se il calo è molto rapido (emorragia) o se il paziente presenta sintomi gravi come dolore al petto o svenimenti. Si tratta di condizioni rare, che generalmente compaiono in presenza di situazioni già compromesse, come un grave incidente o trauma.

Quanto tempo per risalire?

Il valore dell’emoglobina non cresce in modo immediato, ma ha bisogno di tempo e costanza nell’applicare le abitudini corrette. Per vedere un aumento significativo dei valori con l’integrazione di ferro servono solitamente dalle 2 alle 4 settimane, mentre per ripristinare completamente le riserve dell’organismo (ferritina) possono essere necessari 3-6 mesi. Ecco perché spesso sono gli stessi medici a richiedere un ulteriore controllo dei valori a distanza di qualche settimana dall’inizio del trattamento.

 

Fonti


Veronica Belsito

Veronica Belsito
SEO Copywriter laureata in Infermieristica

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Veronica Belsito è una SEO Copywriter laureata in Infermieristica, che ha portato come tesi il Delirium post operatorio nel paziente anziano, un tema spesso sottovalutato nei contesti ospedalieri. Nel corso degli anni ha messo da parte la pratica infermieristica per specializzarsi nella SEO e dedicarsi alla divulgazione scientifica, attraverso contenuti a tema salute e benessere, su cui si aggiorna costantemente.