Uricemia alta cosa fare

Punti chiave:

  • Cos’è: l’uricemia è la misurazione della concentrazione di acido urico nel sangue, il prodotto finale del metabolismo delle purine. Queste ultime sono molecole che costituiscono il DNA o RNA.
  • Come si misura: l’uricemia si misura con un esame del sangue, solitamente al mattino e a digiuno.
  • Valori di riferimento: quelli indicativi sono 2,5-8 mg/dl per gli uomini e 1,9-7,5 mg/dl per le donne.
  • Quando è alta: valori superiori a 6 mg/dl suggeriscono che l’acido urico sta precipitando in cristalli, con il rischio di andare incontro a gotta (dolori articolari) oppure a calcoli renali.
  • Quando è bassa: è un caso meno frequente, ma valori inferiori a 2 mg/dl possono suggerire un malfunzionamento del fegato, dei reni, o una dieta povera di proteine.

Cos’è l’uricemia e come si misura

Si tratta della concentrazione di acido urico nel sangue, una sostanza che deriva dalla degradazione delle purine, presenti sia negli alimenti (carne rossa e crostacei), sia nelle cellule del nostro organismo. 

L’acido urico viene eliminato principalmente attraverso i reni e in parte attraverso le feci. In condizioni normali, esiste un equilibrio tra produzione ed eliminazione, in quanto un livello normale di uricemia è del tutto fisiologico.

Quando questo equilibrio si altera, i valori possono salire o scendere. Capire i valori di uricemia è importante non solo per la gotta, ma anche per il rischio metabolico e renale. È quindi un parametro utile per avere una visione più completa dello stato di salute generale.

L’acido urico: da scarto a potenziale problema

L’acido urico è spesso considerato solo un prodotto di scarto, ma in realtà ha anche un ruolo fisiologico: in quantità normali, contribuisce alla difesa antiossidante dell’organismo. 

Il problema nasce quando si accumula in eccesso nel sangue, perché in questo caso, può formare cristalli che si depositano nelle articolazioni o nei reni, dando origine a infiammazioni e disfunzioni.

Ciò spiega perché un valore elevato di acido urico non dovrebbe essere ignorato. È importante sottolineare che l’uricemia alta non sempre provoca sintomi immediati e molte persone scoprono di avere valori alterati durante controlli di routine. Ciò non significa necessariamente una malattia in corso, ma rappresenta un segnale da interpretare con attenzione e nel contesto clinico complessivo.

Come si misura l’uricemia

E’ possibile misurare l’uricemia attraverso un semplice esame del sangue, spesso incluso nei controlli di routine. Tuttavia, per ottenere un risultato affidabile, è importante prepararsi correttamente. 

Nei giorni precedenti, consigliamo di evitare eccessi alimentari, soprattutto cibi ricchi di purine, come carne rossa e crostacei, e alcol. Anche un’intensa attività fisica o una disidratazione possono influenzare i valori. 

Il prelievo viene eseguito a digiuno, generalmente al mattino, per ridurre le variazioni legate all’alimentazione. Prepararsi nel modo giusto evita falsi positivi e interpretazioni errate. Difatti, in caso di valore alterato, spesso il medico consiglia di ripetere l’esame prima di trarre conclusioni definitive. Nei controlli di routine, l’uricemia viene spesso prescritta insieme alla creatinina, per avere un quadro completo della funzionalità renale.

Uricemia alta (iperuricemia): cosa significa

Quando si parla di uricemia alta ci si riferisce a una condizione chiamata iperuricemia: in parole semplici, indica che l’acido urico nel sangue è superiore ai valori normali. 

Non ti spaventare: non si tratta di una malattia in sé, ma di un segnale che può avere diverse cause, che chiaramente vanno indagate con il medico. Molto spesso, infatti, è legata allo stile di vita o a fattori metabolici. Oppure, può anche riflettere una ridotta capacità dei reni di eliminare l’acido urico. 

Tieni presente che molte persone con uricemia alta non sviluppano sintomi e la scoprono per caso. Per questo motivo, la valutazione deve essere sempre globale; l’obiettivo non è solo ridurre il numero, ma capire cosa lo ha causato.

Cause: alimentazione, genetica e funzionalità renale

Le cause dell’iperuricemia sono diverse e spesso si sovrappongono. Tra le più comuni, segnalate anche dall’Istituto Superiore della Sanità, troviamo:

  • Alimentazione ricca di carne rossa, selvaggina, frattaglie, acciughe, sugo, fagioli e piselli secchi, funghi, che ci fanno immagazzinare purine;
  • Abuso di alcol;
  • Predisposizione genetica all’incapacità di smaltire adeguatamente l’acido urico;
  • Altre patologie, come obesità, diabete, ipotiroidismo, psoriasi, insufficienza renale, sindrome metabolica;
  • Assunzione di alcuni farmaci e integratori, tra cui diuretici, vitamina B3, immunosoppressori;
  • Trattamento con chemioterapia e/o radioterapia.

Poiché l’acido urico viene smaltito principalmente con le urine, se la funzione renale è compressa, tale sostanza andrà ad accumularsi sotto forma di cristalli. 

Comprendere le cause legate alla uricemia alta aiuta a impostare una strategia efficace per il controllo nel tempo.

Uricemia alta quando preoccuparsi: i segnali d’allarme

Capire uricemia alta quando preoccuparsi è una delle domande più frequenti, ma nella maggior parte dei casi, un aumento lieve e isolato non rappresenta un’urgenza, anche se comunque il dato andrebbe indagato con il proprio medico. 

Ecco i segnali più evidenti da non trascurare:

  • Valori di uricemia molto elevati, soprattutto se persistenti, aumentano il rischio di complicanze come gotta o calcoli renali.
  • Un altro elemento importante è la presenza di altre patologie, come diabete o ipertensione.

In questi casi, l’uricemia alta può essere parte di un quadro più ampio. Il confronto con il medico è sempre il passo più corretto per valutare il rischio reale.

I sintomi dell’uricemia alta: non solo dolore articolare

Gli uricemia alta sintomi non si limitano al classico dolore articolare, in quanto, come abbiamo spiegato sopra, molto spesso la condizione è asintomatica e viene scoperta casualmente.

Quando i sintomi compaiono, possono includere:

  • Dolore, gonfiore e arrossamento delle articolazioni, soprattutto a livello dell’alluce, ma può interessare anche caviglie, polsi, dita e ginocchia;
  • Sensazione di rigidità articolare;
  • Comparsa di noduli duri sotto la pelle (sono i depositi di cristalli);
  • Calcoli renali continui e coliche renali;
  • Sangue nelle urine e difficoltà nella minzione;
  • Prurito diffuso nel corpo;
  • Pressione alta.

È importante sapere che i sintomi compaiono spesso quando l’acido urico ha già iniziato a depositarsi sotto forma di cristalli; ecco perché è importante la prevenzione. Riconoscere i segnali precoci aiuta a intervenire prima che si sviluppino complicanze più significative.

Il consiglio del medico:

La gestione dell’uricemia alta parte da piccoli cambiamenti quotidiani che riducono il rischio di recidive sui sintomi. Mantieni un peso forma sano, anche con l’aiuto di un professionista, per ridurre il carico sui reni e gestisci lo stress, che può alterare il metabolismo delle purine. Non trascurare l’idratazione e l’attività fisica moderata. Inserendo queste abitudini in modo costante puoi far stabilizzare l’uricemia nel corso tempo.

La gotta: come riconoscere un attacco acuto

La gotta è la manifestazione più nota dell’iperuricemia e un attacco acuto si presenta con:

  • Dolore improvviso, intenso e localizzato, spesso durante la notte;
  • L’articolazione colpita appare gonfia, calda e molto sensibile al tatto. 

Tutto ciò accade perché i cristalli di acido urico si depositano nei tessuti articolari, scatenando una forte risposta infiammatoria. L’alluce è la sede più tipica, ma possono essere coinvolte anche altre articolazioni. 

Gli attacchi possono durare diversi giorni e poi risolversi spontaneamente, ma senza un controllo adeguato, tendono a ripresentarsi. Riconoscere questi sintomi permette di intervenire tempestivamente e ridurre il rischio di recidive.

Il rischio calcoli e il mal di schiena sospetto

Un aspetto spesso trascurato riguarda il legame tra uricemia alta e reni: l’eccesso di acido urico può favorire la formazione di calcoli urinari. In questi casi, il sintomo principale può essere un dolore lombare improvviso, talvolta confuso con un semplice mal di schiena.

Questo dolore può irradiarsi ed essere accompagnato da disturbi urinari, come sangue nelle urine e difficoltà a svuotare la vescica. Comunque, non sempre è facile collegarlo subito all’uricemia. 

Chiaramente se i valori della tua uricemia sono elevati, è importante considerare anche questo rischio. 

Una buona idratazione è fondamentale per ridurre la probabilità di formazione dei calcoli, perché anche in questo caso, la prevenzione gioca un ruolo chiave nel mantenimento della salute renale.

Quando i calcoli renali sono ricorrenti o i valori di acido urico persistentemente elevati, il medico può indirizzarti a una visita nefrologica.

tabella: i livelli di uricemia e i rischi associati

Dieta per l’uricemia alta: cosa mangiare e cosa evitare assolutamente

La gestione dell’uricemia alta cosa mangiare e cosa non mangiare è uno degli strumenti più efficaci per controllare i valori e ridurre il rischio di sviluppare patologie. 

Ti ricordiamo che alcuni alimenti aumentano la produzione di acido urico e andrebbero limitati, come:

  • Carne rossa;
  • Frattaglie;
  • Crostacei;
  • Funghi;
  • Fagioli e piselli secchi;
  • Alcol.

Al contrario, esistono cibi che aiutano a mantenere l’equilibrio e a ridurre l’eventuale sintomatologia:

  • Verdure;
  • Cereali integrali;
  • Latticini magri;
  • Abbondante acqua.

Una dieta equilibrata non elimina completamente il problema, ma può ridurre significativamente i livelli nel tempo. L’obiettivo è creare abitudini sostenibili, senza eccessive restrizioni.

Hai bisogno di un piano bilanciato per gestire la tua uricemia alta? Parlane con i nostri nutrizionisti.

Come abbassare l’uricemia: rimedi pratici e stile di vita

Per capire uricemia alta come abbassarla, è necessario agire su più fronti, tenendo conto anche del fatto che i risultati si ottengono con il tempo. 

L’alimentazione è solo uno degli aspetti importanti; anche l’attività fisica regolare aiuta a migliorare il metabolismo e a ridurre i livelli di acido urico. 

Il controllo del peso è fondamentale, perché il sovrappeso e l’obesità sono spesso associati a iperuricemia. Analogamente, l’idratazione gioca un ruolo importante: bere acqua aiuta i reni a eliminare meglio l’acido urico, evitando che si depositi nelle articolazioni. 

Questi interventi, se mantenuti nel tempo, possono portare a un miglioramento significativo. Sottolineiamo che i cambiamenti devono essere graduali e sostenibili, per ottenere risultati duraturi.

Farmaci e integratori: il ruolo del medico

In alcuni casi, lo stile di vita non è sufficiente per controllare l’uricemia e il medico potrebbe prescrivere farmaci specifici, che aiutano a ridurre la produzione o ad aumentare l’eliminazione dell’acido urico. 

Anche gli integratori possono avere un ruolo di supporto, ma non sostituiscono la terapia medica e una dieta equilibrata. Non solo: evitiamo sempre il fai-da-te, perché un uso scorretto può essere inefficace o persino controproducente. 

Il medico valuta sempre il quadro completo prima di decidere il trattamento più adatto, per garantire una gestione sicura e personalizzata della condizione.

Uricemia bassa: cosa significa quando i valori sono inferiori alla norma

L’uricemia bassa cosa significa? Si tratta di una condizione meno comune rispetto all’iperuricemia. 

In molti casi, non ha un significato clinico rilevante e può essere legata a una dieta povera di purine o a una maggiore eliminazione renale. 

Detto ciò, in alcune situazioni può essere associata a condizioni specifiche, come malattie epatiche o effetti di farmaci. Anche in questo caso, è importante non trarre conclusioni affrettate, in quanto un valore basso isolato, in assenza di sintomi, raramente rappresenta un problema. 

Come sempre, l’interpretazione deve essere inserita nel contesto generale della persona, effettuata da parte di un medico.

Cause rare e quando è necessario approfondire

Le cause di uricemia bassa sono generalmente rare e spesso non preoccupanti. Possono includere:

  • Alterazioni genetiche;
  • Alcune patologie epatiche;
  • Celiachia;
  • L’uso di farmaci specifici, come salicilati ad alte dosi, cortisonici o estrogeni. 

Quando il valore è eccessivamente basso e persistente, potrebbe essere utile approfondire il dato, ma nella pratica clinica raramente si richiedono interventi. Il medico valuta sempre il quadro complessivo prima di decidere se sono necessari ulteriori esami. 

L’attenzione si concentra soprattutto su eventuali sintomi associati o su altri valori alterati. Questo approccio evita inutili preoccupazioni e permette una gestione equilibrata della situazione.

 

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute, consultare sempre uno specialista.

 

Domande frequenti su uricemia alta (FAQ)

Urato e uricemia sono la stessa cosa? 

No, l’uricemia indica la quantità di acido urico nel sangue, mentre l’urato è il sale che si forma quando l’acido urico si lega a minerali come il sodio; sono questi sali a cristallizzare nelle articolazioni.

Urea e uricemia sono la stessa cosa? 

No, l’urea deriva dal metabolismo delle proteine e valuta principalmente la funzionalità dei reni (azotemia), mentre l’uricemia deriva dal metabolismo delle purine.

Acido urico e uricemia sono la stessa cosa? 

Sì, nel linguaggio comune si usano come sinonimi; tecnicamente l’uricemia è il valore misurato nel sangue della concentrazione di acido urico.

Uricemia e azotemia sono la stessa cosa? 

No, l’azotemia misura la quantità di urea nel sangue per capire come lavorano i reni, mentre l’uricemia misura lo scarto delle purine; sono esami diversi ma spesso prescritti insieme.

 

Fonti

  • Keller, S. F. (2025, July 16). Gotta. Manuali MSD Edizione Professionisti. 
  • User, S. (n.d.). Uricemia (analisi cliniche). Istituto Superiore della Sanità (ISS).
  • Preminger, G. M. (2025, April 9). Calcoli urinari. Manuali MSD Edizione Professionisti. 

 


Veronica Belsito

Veronica Belsito
SEO Copywriter laureata in Infermieristica

Leggi la biografia

Veronica Belsito è una SEO Copywriter laureata in Infermieristica, che ha portato come tesi il Delirium post operatorio nel paziente anziano, un tema spesso sottovalutato nei contesti ospedalieri. Nel corso degli anni ha messo da parte la pratica infermieristica per specializzarsi nella SEO e dedicarsi alla divulgazione scientifica, attraverso contenuti a tema salute e benessere, su cui si aggiorna costantemente.