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| Cos’è | il documento digitale che attesta lo stato di gestazione e la data presunta del parto (DPP). |
| Chi lo fa | deve essere inviato telematicamente all’INPS dal tuo ginecologo (SSN o privato abilitato). |
| A cosa serve | è indispensabile per sbloccare l’indennità di maternità e l’astensione dal lavoro. |
| Costo | gratuito nelle strutture pubbliche (salvo ticket); i privati possono applicare la propria tariffa. |
Cos’è il certificato di gravidanza e perché è fondamentale
Il certificato di gravidanza è l’atto medico ufficiale che comunica formalmente alle istituzioni il tuo stato di gestazione. Senza questo documento, per il sistema previdenziale e per il datore di lavoro, la tua gravidanza non è formalmente attiva ai fini dei diritti legati alla maternità obbligatoria. È la chiave burocratica che abilita le tutele previste dal Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001), garantendo che il tuo percorso sia protetto dal punto di vista legale ed economico.
A cosa serve per il datore di lavoro e per l’INPS
Per l’INPS, questo certificato è lo strumento tecnico necessario per calcolare l’inizio del periodo di congedo e l’importo dell’indennità economica che ti spetta. Per il datore di lavoro, invece, rappresenta la giustificazione legale per la tua assenza e attiva immediatamente le tutele contro il licenziamento o l’adibizione a mansioni gravose. È importante ricordare che il certificato medico inviato dal ginecologo non sostituisce la tua domanda di maternità, che dovrai inoltrare personalmente tramite il portale dell’ente o un patronato, ma ne costituisce il presupposto indispensabile.
Chi può rilasciare il certificato di gravidanza
Non tutti i medici possiedono l’autorizzazione tecnica o le credenziali specifiche per inviare il certificato telematico direttamente all’INPS. Identificare correttamente la figura professionale a cui rivolgersi è fondamentale per evitare di trovarsi a ridosso delle scadenze con un documento cartaceo privo di validità telematica, complicando inutilmente l’iter di richiesta dell’indennità e la gestione dei rapporti con l’azienda.
La differenza tra ginecologo dell’ASL e medico privato
Il ginecologo che opera in una struttura del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), come un consultorio o un ospedale pubblico, effettua l’invio telematico come procedura standard e gratuita. Se invece ti rivolgi a un ginecologo privato, devi assicurarti preventivamente che sia abilitato ai servizi telematici dell’INPS. Non tutti i liberi professionisti possiedono le credenziali necessarie; in mancanza di queste, il certificato rimarrebbe su carta, obbligandoti a cercare un secondo parere in una struttura pubblica per la trasmissione digitale.
Il ruolo del medico di medicina generale
Il medico di medicina generale (MMG), o medico di base, svolge un ruolo cruciale nella tua salute quotidiana, ma non può inviare il certificato di gravidanza telematico standard per la maternità obbligatoria. Questo limite è di natura normativa e tecnica: l’INPS abilita alla trasmissione di questo specifico documento solo i medici specialisti in ginecologia. Il medico di base rimane competente per l’invio dei certificati di malattia comune anche durante la gestazione, ma per l’attestazione ufficiale dello stato di gravidanza è necessario rivolgersi esclusivamente allo specialista.
Per aiutarti a scegliere il professionista corretto, abbiamo riassunto le differenze principali nella seguente tabella:
| Chi lo rilascia | Validità per INPS | Note pratiche |
| Ginecologo SSN | Sì, invio telematico | Procedura standard, gratuita o soggetta a ticket regionale. |
| Ginecologo privato | Sì (se abilitato) | Verifica sempre il possesso delle credenziali prima della visita. |
| Medico di base | No (solo malattia) | Non può inviare il certificato specifico per la maternità. |

Come avviene l’invio telematico all’INPS
La procedura di invio è un processo digitale che avviene in tempo reale durante la tua visita specialistica. Una volta effettuata l’ecografia o il controllo clinico, il medico si collega al portale dell’Istituto per inserire i dati richiesti dal sistema. Questa modalità assicura che le informazioni arrivino direttamente al tuo fascicolo previdenziale, eliminando il rischio di smarrimento dei documenti cartacei e velocizzando le pratiche di pagamento.
I dati necessari per la compilazione
Assicurati di avere con te il tuo codice fiscale e i dati relativi alle ecografie precedenti. Il medico inserirà la data dell’ultima mestruazione, la settimana di gestazione attuale e la data presunta del parto (DPP). Quest’ultimo valore è l’elemento cardine su cui l’INPS calcolerà il tuo periodo di astensione obbligatoria. Una volta confermato l’invio, il sistema genera un numero di protocollo univoco che identifica la tua pratica e che dovrai conservare con cura.
Come consultare l’attestato sul portale INPS
Non appena il medico effettua l’invio, puoi verificare l’avvenuta ricezione accedendo al tuo Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS tramite SPID, CIE o CNS. All’interno della sezione dedicata ai certificati medici, potrai visualizzare e scaricare l’attestato di gravidanza. Si tratta di una versione oscurata che non contiene dati sensibili sulla tua salute, ma riporta il protocollo e la DPP, documento che potrai eventualmente fornire al tuo datore di lavoro come conferma.
Quando richiedere il certificato di gravidanza: le tempistiche da rispettare
Rispettare le tempistiche è essenziale per garantire la continuità dello stipendio e la corretta copertura assicurativa. La legge prevede finestre temporali precise entro le quali il certificato deve essere acquisito e la domanda presentata. Se hai dubbi sulla gestione delle scadenze o sulla compilazione dei moduli, un medico di base online di Serenis può offrirti una consulenza rapida per orientarti nelle prime fasi della burocrazia sanitaria.
Il settimo mese e l’astensione flessibile
Se intendi usufruire della maternità standard (2 mesi prima del parto e 3 dopo), il certificato deve essere trasmesso prima dell’inizio dell’ottavo mese. Se invece opti per la flessibilità (1 mese prima e 4 dopo) o per l’astensione interamente post-partum (5 mesi dopo il parto), avrai bisogno di un’ulteriore attestazione medica rilasciata nel corso del settimo mese. Questo documento deve certificare che la prosecuzione dell’attività lavorativa non arrechi pregiudizio alla tua salute.
Cosa succede in caso di gravidanza a rischio
In caso di complicazioni che richiedano l’interdizione anticipata dal lavoro (maternità anticipata), l’iter si fa più rigoroso. Sarà necessario un certificato specifico emesso da un ginecologo di una struttura pubblica (ASL o ospedale) che attesti la condizione di rischio. Questo certificato andrà poi presentato all’Ispettorato del Lavoro o alla ASL di competenza per ottenere il decreto di interdizione. È una fase che richiede riposo assoluto e attenzione ai dettagli burocratici.

Cosa fare in caso di interruzione della gravidanza
È un argomento emotivamente oneroso, ma è fondamentale sapere che la legge tutela la donna anche in questa circostanza. Se l’interruzione avviene dopo i 180 giorni dall’inizio della gestazione (circa alla 26ª settimana), l’evento è considerato a tutti gli effetti come un parto ai fini del congedo di maternità e della relativa indennità. In ogni caso, il medico ha l’obbligo di trasmettere telematicamente il certificato di interruzione della gravidanza all’INPS per aggiornare la tua posizione e permetterti di usufruire dei periodi di riposo necessari.
Gravidanza e benessere psicofisico: oltre la burocrazia
La gravidanza è un viaggio biologico complesso in cui la salute della madre e quella del feto sono profondamente connesse attraverso il sistema endocrino. Lo stress cronico, infatti, innalza i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), che può attraversare la barriera placentare e influenzare l’ambiente intrauterino. Livelli elevati di cortisolo nel sangue materno sono stati associati a variazioni nel neurosviluppo fetale, rendendo la gestione della serenità mentale non un lusso, ma una necessità clinica.
Gestire lo stress delle scadenze lavorative
La stanchezza fisica e la tipica brain fog della gestazione possono rendere le task quotidiane più gravose, alimentando l’ansia da prestazione professionale. Sappi che è fisiologico sentirsi meno performanti: il tuo organismo sta compiendo un lavoro metabolico immenso per costruire una nuova vita. Imparare a delegare e a rispettare i ritmi del proprio corpo è essenziale per mantenere bassi i livelli di stress e proteggere la tua salute durante tutto il percorso lavorativo.
L’importanza di una nutrizione corretta per il feto
La crescita del tuo bambino dipende dai nutrienti che selezioni ogni giorno. Non si tratta di mangiare per due, ma di ottimizzare l’apporto di micronutrienti essenziali. Assicurati di integrare correttamente:
- acido folico (vitamina B9 essenziale per la chiusura del tubo neurale e la prevenzione della spina bifida);
- DHA (acido grasso omega-3 fondamentale per lo sviluppo del cervello e della retina del feto).
Una dieta bilanciata in gravidanza, ricca di ferro e iodio, è la base per una gestazione sana. Se vuoi sapere quali nutrienti non possono mancare nel tuo piano, puoi scoprire come proteggere te e il tuo bambino con i nostri nutrizionisti esperti.
Falsi miti sulla gravidanza
- Devo mangiare per due: Falso. Quello che conta è la densità nutritiva, non il raddoppio delle calorie.
- Il certificato cartaceo basta per l’INPS: Falso. Se il certificato non viene inviato telematicamente, l’INPS non potrà elaborare la tua domanda.
- Lo stress non influisce sul bambino: Falso. Lo stress materno influenza i livelli ormonali che raggiungono il feto.
Quando consultare il medico
Ogni visita è l’occasione per monitorare parametri vitali. Rivolgiti immediatamente al tuo ginecologo o a un consulto medico online se avverti segnali insoliti, in particolare sintomi riconducibili alla preeclampsia (pressione alta in gravidanza, diagnosticata con valori superiori a 140/90 mmHg). Questa condizione non va sottovalutata poiché può comportare rischi di sofferenza renale o epatica sia per la madre che per il nascituro.
Contatta tempestivamente lo specialista se riscontri:
- Perdite ematiche vaginali improvvise o dolori addominali intensi.
- Cefalea (mal di testa) forte e persistente che non risponde al riposo.
- Gonfiori improvvisi ed evidenti al viso, alle mani o alle caviglie.
- Riduzione marcata dei movimenti fetali rispetto al solito ritmo.
- Visione offuscata o presenza di scintille luminose davanti agli occhi.
Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo informativo e didattico. Non sostituiscono il parere, la diagnosi o il trattamento del medico curante. Consulta sempre il tuo medico prima di intraprendere cambiamenti terapeutici.
Domande frequenti sul certificato di gravidanza (FAQ)
Posso consegnare il certificato cartaceo al datore di lavoro?
No, la procedura è quasi interamente telematica. Tuttavia, sei tenuta a fornire al datore di lavoro il numero di protocollo della trasmissione o la copia dell’attestato scaricato dal sito INPS.
Cosa succede se il medico sbaglia la data presunta del parto?
È possibile emettere un certificato rettificativo, ma è bene farlo il prima possibile. Un errore nella DPP può infatti bloccare l’erogazione delle indennità.
Il certificato ha un costo?
Nelle strutture pubbliche o convenzionate è generalmente gratuito (o incluso nel ticket). I ginecologi privati possono richiedere il pagamento della prestazione professionale per l’invio.
Fonti
-
Trasmissione online dei certificati di gravidanza e interruzione. (n.d.). Sito Ufficiale Di INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale).
Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2026