Punti chiave sugli esami delle urine
- Cosa sono: analisi di laboratorio su un campione di urina che fotografano lo stato di salute di reni, vie urinarie e metabolismo.
- A cosa servono: individuano infezioni, danno renale, diabete, calcoli e altre condizioni, spesso ancora prive di sintomi.
- Esami principali: esame completo (chimico-fisico + sedimento), raccolta delle 24 ore, urinocoltura ed esame citologico.
- Come si esegue: di norma prima urina del mattino, raccolta del mitto intermedio dopo accurata igiene intima in contenitore sterile.
- Valori normali: urina giallo paglierino e limpida, pH moderatamente acido, strisce reattive negative, sedimento privo di batteri patogeni.
- Cosa significa se è alterato: nitriti/leucociti indicano infezione, proteine danno renale, glucosio diabete non compensato, sangue possibili calcoli.
- Costi: in SSN con impegnativa pochi euro di ticket; in privato indicativamente 15-30 € per l’esame completo.
Gli esami delle urine sono una branca di strumenti diagnostici più semplici e utili per avere una “fotografia” dello stato di salute generale, in particolare dei reni, vie urinarie, del metabolismo, ma non solo.
Si eseguono facilmente, costano poco e, se eseguiti nel modo corretto, danno informazioni su infezioni, equilibrio acido-base dell’organismo, diabete, malattie renali e molte altre condizioni acute e croniche.
Gli esami delle urine possono però anche essere parte di controlli di routine che il medico richiede per effettuare check-up periodici, abbinati solitamente ad esami ematici.
A cosa servono, in pratica?
A raccogliere un insieme di dati (fisici, chimici e microscopici) che, interpretati insieme al quadro clinico, aiutano a individuare problemi spesso ancora silenti.

Come leggere gli esami delle urine
In base alle tipologie di esame delle urine vi sono provette e modalità di raccolta differenti, il tutto processato in laboratorio per indagare molteplici valori, ecco i principali esami:
Esame completo delle urine
Si tratta dell’analisi delle urine più comune e rappresenta un importante strumento per ottenere una valutazione generale dello stato di salute delle vie urinarie e, più in generale, dell’organismo. L’esame comprende tre diverse fasi: l’analisi fisica o dell’aspetto delle urine, che valuta caratteristiche come colore, odore e concentrazione delle urine; l’analisi chimica, utile per individuare la presenza di sostanze come glucosio, proteine, sangue o corpi chetonici; e infine l’analisi microscopica del sedimento urinario, che permette di osservare eventuali corpuscoli filtrati dai reni tra cui cellule, cristalli, batteri o altri elementi presenti nel campione.
Raccolta delle urine nelle 24 ore
Questo esame richiede la raccolta di tutte le urine prodotte nell’arco di una giornata tramite un contenitore graduato. Viene utilizzato per misurare la diuresi ed altri parametri con precisione, tra cui la quantità di alcune sostanze eliminate dall’organismo, come proteine, calcio o creatinina. I risultati forniscono informazioni utili sulla funzionalità dei reni e possono contribuire alla diagnosi o al monitoraggio di diverse condizioni renali e metaboliche.
Urinocoltura
L’urinocoltura viene prescritta quando si sospetta un’infezione delle vie urinarie di origine prevalentemente batterica. Questo esame consente di identificare i microrganismi eventualmente responsabili dell’infezione, associando eventualmente l’antibiogramma, un test che aiuta a individuare l’antibiotico più adatto per trattare il batterio identificato.
Non sai come raccogliere il campione per l’esame? Chiedi ad un medico.
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Esame citologico delle urine
La citologia urinaria è un esame che analizza le cellule presenti nelle urine. Viene generalmente richiesta quando si desidera approfondire la presenza di anomalie cellulari o quando vi è il sospetto di alcune patologie, comprese quelle di natura tumorale. L’obiettivo è individuare eventuali alterazioni nella forma e nelle caratteristiche delle cellule che potrebbero richiedere ulteriori accertamenti.
In condizioni normali come dovrebbero essere le urine?
- In genere l’urina è giallo paglierino, limpida, odore non pungente, con pH moderatamente acido e peso specifico (concentrazione di sali, urea o glucosio rispetto all’acqua) entro i limiti;
- strisce reattive per proteine, glucosio, sangue, nitriti, chetoni e leucociti risultano negative;
- il sedimento mostra pochi globuli rossi o bianchi, qualche cellula di sfaldamento e assenza di batteri patogeni significativi.
Alterazioni di questi parametri cosa possono indicare?
Possono rimandare a infezioni (nitriti/leucociti positivi), danni renali (proteinuria), diabete non compensato (glicosuria), calcoli o altre cause di sangue nelle urine (ematuria), tutte condizioni che vanno eventualmente indagate più a fondo, su valutazione del proprio medico.

L’esame delle urine può identificare una gravidanza?
La domanda “dagli esami delle urine si vede che sei incinta?” nasce da una sovrapposizione tra due tipi di test diversi.
- I test di gravidanza sulle urine (farmacia o laboratorio) misurano l’ormone β‑hCG (gonadotropina corionica umana) nelle urine che, sopra una certa soglia di concentrazione (circa 20–25 mUI/ml), il test si considera positivo.
- L’esame completo delle urine standard non include, di default, la ricerca dell’hCG: valuta altri parametri (pH, proteine come albumine, glucosio, sedimento) e non segnala automaticamente una gravidanza, a meno che non sia stato richiesto uno specifico dosaggio urinario della β‑hCG che solitamente si positivizza dopo due settimane circa, sia nelle urine che nel sangue.
Come si fanno gli esami delle urine correttamente
Perché il referto sia affidabile, la raccolta del campione è fondamentale.
I passaggi generali più diffusi nelle istruzioni dei laboratori indicano:
- La scelta del campione: salvo diversa indicazione del medico, si richiede il campione di prima urina del mattino ma, in base al tipo di esame, il medico o il laboratorio analisi potrà guidarti nella scelta del campione più adatto.
- Accortezze nelle ore prima dell’esame: si sconsigliano, per non alterare l’esame, le attività sportive intense e i rapporti sessuali in prossimità della raccolta del prelievo.
- Igiene intima: lavare accuratamente i genitali esterni con acqua corrente e detergente delicato, asciugare senza usare prodotti antibatterici e disinfettanti aggressivi.
- Mitto intermedio: iniziare a urinare nel wc, scartare il primo getto, quindi raccogliere il flusso successivo nel contenitore sterile fino a riempirlo a metà circa, poi completare la minzione nel wc.
- Chiusura e consegna: chiudere subito il contenitore senza manipolare il suo interno per mantenere la sterilità e non alterare i risultati (se urinocoltura), etichettarlo (se necessario) e consegnarlo al laboratorio nel più breve tempo possibile, entro le 2-3 ore o secondo le indicazioni ricevute.
- Conservazione: se non si dovesse riuscire a raccoglierla in prossimità della consegna si può mantenere il campione in frigo tra i 2 e gli 8 gradi per un massimo di 12 ore.
Scelta del campione
Per la scelta del campione, i principali sono:
- Barattolo sterile: è il contenitore utilizzato più frequentemente per la raccolta delle urine e specifico per urinocoltura. Si tratta di un vasetto in plastica trasparente con tappo a vite, generalmente della capacità di circa 120 ml. Grazie alla sua ampia apertura, consente di raccogliere il campione in modo pratico e igienico, riducendo il rischio di contaminazione.
- Provetta a fondo conico: questa tipologia di provetta viene utilizzata principalmente per l’esame chimico-fisico delle urine e per l’analisi del sedimento urinario. La particolare forma conica del fondo favorisce l’accumulo di cellule, cristalli e altre particelle durante la centrifugazione, rendendo più semplice e accurata l’osservazione al microscopio.
- Provetta a fondo tondo: le provette con base arrotondata sono impiegate per la raccolta delle urine nelle 24 ore, dopo averle travasate dall’apposito contenitore graduato. In questo tipo di provetta sostanze come proteine, creatinina, elettroliti, ormoni e acido urico espulse dall’organismo durante la giornata si evidenziano correttamente; l’esame può includere anche la diuresi (quantità di urina in una giornata) in tal caso si deve indicare sempre la quantità in cc o ml sull’etichetta insieme ai propri dati.

Cosa altera gli esami delle urine?
Molti genitori e pazienti chiedono se farmaci o abitudini quotidiane possano “falsare” i risultati.
L’effetto di Tachipirina e Cortisone sui risultati
- Per quanto riguarda la Tachipirina (paracetamolo), le fonti di laboratorio indicano che questo farmaco ha basso potenziale di interferenza sulle analisi di routine se usato alle dosi raccomandate per brevi periodi. Alcuni metaboliti possono però interferire con specifici test chimici, causando talora falsi positivi per presenza di alcune sostanze nelle urine, anche se nella pratica clinica questo è raramente rilevante per l’esame standard.
- Gli steroidi (cortisonici), soprattutto a dosaggi elevati o per lunghi periodi, possono influire sul metabolismo di carboidrati e proteine favorendo iperglicemia e, in certi casi, comparsa di glucosio nelle urine, per questo è sempre utile segnalare al laboratorio e al medico i farmaci assunti precedentemente, in modo che i risultati vengano interpretati nel giusto contesto.
Stile di vita: si vede se fumi?
L’esame delle urine “standard” non è progettato per verificare se una persona fuma sigarette, quindi non evidenzia la presenza di nicotina o i suoi metaboliti.
Per individuare il fumo di sigaretta esistono test della branca tossicologica specifici per la cotinina, principale metabolita della nicotina, eseguiti su urine o saliva, utilizzati in contesti di medicina del lavoro, assicurativi o studi clinici.
Svolgere l’esame delle urine durante il ciclo mestruale
Eseguire l’esame delle urine durante il ciclo mestruale può portare a falsi positivi di ematuria dovuti alla contaminazione con sangue mestruale.
Molte istruzioni di laboratorio raccomandano di evitare la raccolta durante il flusso mestruale oppure, se l’esame è urgente e non posticipabile, di utilizzare un tampone interno, effettuare un’accurata igiene intima e prestare particolare attenzione alla raccolta del mitto intermedio.
Alcuni laboratori suggeriscono di aspettare almeno 3 giorni circa dopo la fine dell’ultimo flusso prima di eseguire l’esame, per ridurre al minimo il rischio di contaminazione del campione.
In caso di dubbi sulla tempistica, è sempre meglio chiedere direttamente al laboratorio o al medico curante.
Pensi che i tuoi esami possano essere alterati? Chiedi ad un medico.
Con Serenis Medicina puoi parlare con un medico in pochi minuti: risponderà alle tue domande.
- chiarisce dubbi e domande;
- ti dice cosa altera gli esami delle urine e cosa no;
- disponibile anche di notte e nei weekend.
Informazioni utili: costi e modalità di accesso per l’esame delle urine
In Italia l’esame completo delle urine rientra tra le prestazioni di base del Servizio Sanitario Nazionale.
Con il SSN, con impegnativa del medico, il costo a carico del paziente è in genere un ticket di pochi euro (per molti tariffari regionali compreso indicativamente tra 5 e 15 euro, a seconda del pacchetto e delle esenzioni).
Invece, in regime privato, o senza impegnativa, il prezzo per un esame urine completo può variare approssimativamente tra 15 e 30 euro, a seconda del laboratorio e della città.
Esami più complessi come l’urinocoltura (ricerca colturale di batteri nelle urine) comportano costi un po’ più alti, sia in ticket sia in privato, ma restano generalmente accessibili.
L’accesso può avvenire tramite:
- laboratorio analisi ospedaliero o distrettuale;
- laboratori privati convenzionati con SSN;
- laboratori privati non convenzionati, con pagamento per intero della prestazione.
Disclaimer. Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il consiglio del medico o del farmacista.
FAQ – Domande frequenti
Quali sono gli esami delle urine principali?
Gli esami principali sono:
- esame chimico-fisico completo;
- esame del sedimento urinario, per valutare cellule, cristalli, batteri e cilindri;
- urinocoltura, quando si sospetta un’infezione, per identificare il batterio e valutarne la sensibilità agli antibiotici.
Quando è meglio fare la pipì per l’esame delle urine?
Per l’esame completo di routine, i laboratori raccomandano in genere la prima urina del mattino, raccogliendo il mitto intermedio dopo accurata igiene locale. Questo riduce il rischio di contaminazioni e rende il campione più rappresentativo.
Quanto costano gli esami delle urine?
Con impegnativa del medico e accesso tramite SSN, il ticket per un esame completo delle urine è spesso di pochi euro, con variazioni tra Regioni e in presenza di esenzioni. In privato, il costo per un esame completo di base si colloca indicativamente tra 15 e 30 euro, mentre per esami aggiuntivi come l’urinocoltura il prezzo può essere più alto.
Fonti
User, S. (2018, February 28). Analisi delle urine (analisi cliniche). https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/e/esame-delle-urine-analisi-cliniche
Auxologico IRCCS. (n.d.). Esame urine e urinocoltura Lombardia. Auxologico. https://www.auxologico.it/esame-urine-urinocoltura-lombardia
Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2026