Parto in acqua: scopri i benefici e come si fa

Punti chiave sul parto in acqua

  • Cos’è: si tratta di un parto naturale in vasca con acqua calda (tra i 36 e i 37 gradi), in ambiente tranquillo e protetto, che permette alla donna di affrontare travaglio e a volte anche la nascita immersa nell’acqua.
  • Benefici: l’acqua ha un’azione miorilassante sui muscoli della schiena e del pavimento pelvico, favorisce il rilascio di endorfine e lascia maggiore libertà di movimento alla futura madre, tutto ciò porta a una percezione inferiore del dolore e spesso a un minor utilizzo di analgesici.
  • Sicurezza: nelle gravidanze singole a basso rischio e seguendo i protocolli igienico-sanitari, travaglio e parto in acqua mostrano esiti simili a quelli del parto “a terra”
  • Quanto costa: nelle strutture SSN il parto in acqua rientra nell’assistenza garantita senza costi aggiuntivi per la donna, in cliniche private o in caso di parto a domicilio i costi possono superare i 2.000 €.

Il parto in acqua è un parto naturale in cui la donna affronta il travaglio immersa in una vasca con acqua calda in un ambiente tranquillo. Molte future mamme lo scelgono perché l’acqua calda favorisce il rilassamento muscolare, per la maggiore libertà di movimento e, in molti casi, una percezione del dolore più gestibile.

Come funziona il parto in acqua: l’esperienza in vasca

Nelle strutture che offrono questa tipologia di percorso la futura madre viene accolta in una stanza parto dotata di vasca da parto ospedaliera ampia, con sedili, appoggi e supporti.

La temperatura dell’acqua viene mantenuta tra i 36 °C e i 37 °C, così da essere vicina alla temperatura corporea e a quella del liquido amniotico e per favorire l’azione miorilassante e prevenendo l’ipotermia neonatale.

Il battito fetale viene controllato ad intervalli regolari mediante l’ausilio di strumenti wireless o waterproof (come il monitor ecografico fetale) così da rendere il parto più confortevole possibile senza far uscire la donna dall’acqua.

Parto in acqua: come avviene

Cosa indossare durante il travaglio in acqua

Nella maggior parte dei centri non esistono obblighi rigidi su cosa indossare ma viene lasciata molta libertà alla futura mamma, tuttavia alcuni consigli sull’abbigliamento potrebbero essere:

  • Canotte morbide, top sportivi o reggiseni da allattamento che possano far sentire la donna a proprio agio e consentire il contatto pelle a pelle dopo la nascita.
  • Indossare la parte superiore del bikini.
  • Nudità totale: se la donna si sente a proprio agio può decidere anche di non indossare nulla.

Parto in acqua: pro e contro per mamma e bambino

Gli studi su travaglio e parto in acqua distinguono tra immersione in acqua durante il travaglio e nascita vera e propria in acqua, la maggior parte dei benefici clinici riguarda il travaglio in acqua e i vantaggi percepiti superano generalmente i rischi reali, a patto che vengano seguiti in modo rigoroso i protocolli igienico-sanitari.

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I benefici per la partoriente e per il neonato

  • Azione miorilassante dell’acqua calda sui muscoli di schiena e pavimento pelvico oltre a una riduzione delle tensioni.
  • Maggiore libertà di movimento della futura madre e possibilità di cambiare posizione rapidamente, favorendo la progressione della dilatazione e la discesa fetale.
  • Rilascio di endorfine e riduzione dell’ansia, con un dolore percepito spesso minore e ridotto ricorso ad analgesia farmacologica, sebbene questo dipenda da caso a caso.

Per il neonato in contesti con protocolli rigorosi si può verificare una riduzione del trauma sensoriale della nascita passando direttamente dal liquido amniotico all’acqua della vasca (passaggio liquido-liquido) oltre a una maggiore prevenzione dell’ipotermia fetale con l’acqua alla temperatura corretta.

Esperienze negative e potenziali rischi: facciamo chiarezza

Le preoccupazioni maggiori per il parto in acqua riguardano la possibilità di infezioni e l’annegamento del bambino.

Dagli studi non emergono aumenti di infezioni materne o neonatali quanto vengono rispettati i protocolli di igiene delle vasche, del ricambio dell’acqua e viene proposto questo tipo di parto a donne a basso rischio.

Per quanto riguarda il rischio di annegamento invece bisogna considerare che il neonato dispone del riflesso di apnea (diving reflex) e in condizioni fisiologiche il bambino non inizia a respirare fino a quando il volto e le vie aeree non entrano in contatto con l’aria e non avviene la stimolazione sensoriale tipica del passaggio all’ambiente esterno.

Temperatura dell’acqua, tempi di permanenza e modalità di emersione sono soggetti a rigidi protocolli per minimizzare ogni possibile rischio.

🩺 Il consiglio del medico

Se stai valutando il parto in acqua, parlane con la tua ostetrica o ginecologa già nel secondo trimestre: avrai il tempo di verificare se la struttura che hai scelto è dotata di vasca da parto, di capire se la tua gravidanza rientra tra quelle a basso rischio e di affrontare il travaglio con un piano condiviso. Ricorda che iniziare in acqua non vincola a finire in acqua: la sicurezza di mamma e bambino viene sempre prima.

Le posizioni più comode per il parto in acqua

L’acqua riduce l’effetto della gravità e offre alla donna la sensazione di “galleggiamento” che rende più semplici i cambi di posizione. Muovere bacino e tronco può aiutare la progressione del feto nel canale del parto, ridurre l’intensità del dolore e aiutare la dilatazione.

La scelta delle posizioni durante il parto in acqua dipende dalla fase del travaglio e dal comfort della futura madre; l’ostetrica saprà dare indicazioni durante la procedura, privilegiando sempre la sicurezza e la possibilità di monitorare sia la madre che il bambino.

Posizione in vasca Come si esegue Principale Vantaggio
In ginocchio Appoggiata al bordo morbido della vasca Distende i muscoli del pavimento pelvico e riduce il mal di schiena.
Accovacciata (Squat) Utilizzando il sedile integrato come supporto Sfrutta al massimo la forza di gravità per la fase espulsiva.
Sul fianco o seduta Rilassata sul fondo o assistita dal partner Permette di risparmiare energie nei momenti di stanchezza.

Quando non si può fare il parto in acqua? Le controindicazioni

Non tutte le gravidanze sono adatte per effettuare un parto in acqua, perchè alla futura madre sia concessa la possibilità di effettuare il parto in vasca esistono requisiti di idoneità e criteri di esclusioni volti a garantire la massima sicurezza sia della donna che del feto.

In alcuni casi potrebbe essere concesso di iniziare il travaglio all’interno della vasca per poi concludere il parto naturale al di fuori di essa.

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Requisiti per l’idoneità e criteri di esclusione

  • La gravidanza deve essere singola e non gemellare.
  • La gravidanza deve essere a termine tra la 37° e la 41° settimana.
  • Deve essere una gravidanza fisiologica senza complicanze (a basso rischio).
  • Il feto deve essere in presentazione cefalica (un indizio utile per capirlo può arrivare dalla localizzazione del singhiozzo fetale).

Non si può effettuare il parto in acqua in caso di:

  • Parto prematuro (sotto le 37 settimane) o oltre il termine previsto dal protocollo.
  • Presentazione podalica o posizione anomala del feto
  • Tracciato cardiotocografico non rassicurante con sospetto di sofferenza fetale
  • Febbre materna
  • Preeclampsia/gestosi, ipertensione grave o altre patologie materne importanti.
  • Se viene richiesta l’analgesia epidurale.

In questi casi, ad esempio quando la gravidanza supera il termine previsto o si sviluppa una preeclampsia, l’équipe medica valuterà piuttosto un percorso di induzione al parto in ambiente ospedaliero protetto.

Iniziare il travaglio in vasca non garantisce che si potrà arrivare fino alla nascita del feto in acqua, l’ostetrica o il medico possono infatti chiedere alla donna di uscire se compaiono segnali d’allarme come un rallentamento del travaglio, un aumento eccessivo della temperatura materna, variazioni anomale del battito fetale o necessità di manovre non eseguibili in immersione.

Parto in acqua: quando si può fare

Dove farlo e quanto costa?

Il parto in acqua può essere offerto:

  • in ospedali pubblici tramite Servizio Sanitario Nazionale se sono dotati di vasca da parto;
  • in alcune cliniche private
  • a domicilio se si decide di noleggiare la vasca per il parto in casa (ove supportato da ASL o regioni)

Nelle strutture del SSN l’assistenza al parto, incluso il parto naturale in acqua se previsto dai protocolli locali, rientra nei servizi di assistenza coperti dal Servizio Sanitario e quindi senza costi aggiuntivi per la futura mamma (per il calendario completo degli esami gratuiti, consulta la guida all’esenzione ticket in gravidanza).

Se si sceglie una struttura privata o il noleggio della vasca per un parto assistito privatamente a domicilio i costi aumentano notevolmente arrivando a superare anche i 2000 € in base a città, esclusività della struttura, servizi aggiuntivi come ad esempio la camera singola per la neo mamma.

 

Disclaimer. Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico o di un altro professionista sanitario. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute o su quella del tuo bambino, rivolgiti sempre al tuo medico curante o allo specialista di riferimento. 

 

FAQ – Domande Frequenti sul parto in acqua

Il parto in acqua è meno doloroso?

Sì, l’acqua calda riduce la percezione del dolore agendo come un analgesico naturale, favorendo il rilassamento muscolare e riducendo spesso il ricorso a farmaci analgesici.

Cosa succede se l’acqua si sporca durante l’espulsione?

È una situazione fisiologica e prevista dal personale sanitario. L’ostetrica utilizza appositi retini sterili per mantenere l’acqua pulita e la vasca dispone di sistemi di ricircolo e igienizzazione rapidi.

Fonti


Giulia D’Amato

Giulia D'Amato
Infermiera e copywriter

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Giulia D’Amato è un’infermiera e copywriter con una forte passione per la comunicazione della salute e il benessere della persona. Nutre la forte convinzione che unire le tecniche di ascolto e di assistenza diretta alla persona alla comunicazione sul web siano la chiave per sviluppare interesse nell’approfondire tematiche riguardanti la salute e la prevenzione.

Sin dai tempi dell’università ha sviluppato interesse per le strategie di promozione della salute, focalizzandosi su alimentazione a base vegetale, esercizio fisico, benessere mentale e crescita personale.

Giulia comunica questi temi attraverso il web, combinando le sue competenze in copywriting con la sua conoscenza in ambito clinico e assistenziale alla persona.