Punti chiave sullo pneumologo pediatrico
- Cos’è: lo specialista che valuta e cura le patologie dell’apparato respiratorio nei bambini.
- Quando serve: tosse persistente, respiro sibilante (wheezing), bronchiti asmatiche ricorrenti, apnee notturne o affanno frequente.
- Patologie principali: asma bronchiale, bronchiti asmatiche ricorrenti, allergie respiratorie, patologie broncopolmonari croniche.
- Esame di riferimento: la spirometria, generalmente eseguibile a partire dai 5-6 anni, indolore e non invasiva.
- Chi indirizza alla visita: il pediatra di famiglia, dopo aver escluso le cause più comuni e transitorie dei sintomi respiratori.
- Costo: visita con ticket tramite il Servizio Sanitario Nazionale, oppure a pagamento in regime privato.
Lo pneumologo pediatrico è lo specialista che si occupa della salute respiratoria dei bambini, dalle infezioni ricorrenti alle patologie croniche come l’asma (SIMRI, 2024). Nei primi anni di vita il sistema respiratorio è ancora in fase di sviluppo e reagisce in modo diverso rispetto a quello di un adulto: episodi di tosse, respiro sibilante o affanno sono estremamente comuni nell’infanzia, e nella maggior parte dei casi si risolvono da soli o con la sola gestione del pediatra. In alcune situazioni, però, la frequenza o l’intensità di questi sintomi giustifica un approfondimento specialistico. Capire quando è il momento di rivolgersi allo pneumologo pediatrico, come si svolge la visita e quali esami vengono utilizzati aiuta i genitori a orientarsi con maggiore sicurezza.

Quando portare un bambino dallo pneumologo pediatrico
Nella maggior parte dei casi, tosse e raffreddori ricorrenti nei bambini piccoli sono legati a infezioni virali stagionali e vengono gestiti senza problemi dal pediatra di famiglia. Esistono però pattern di sintomi che meritano un approfondimento pneumologico, perché possono indicare una condizione cronica che richiede una gestione dedicata.
Sintomi spia e patologie respiratorie ricorrenti
Tra i segnali che giustificano una valutazione specialistica figurano:
- una tosse persistente da più di quattro settimane, soprattutto se peggiora di notte o dopo uno sforzo fisico;
- la presenza di sibili udibili durante la respirazione (wheezing), specialmente se ricorrenti;
- più di due o tre episodi di bronchite asmatica nell’arco di un anno;
- apnee notturne, russamento abituale o respirazione a bocca aperta prevalente anche di giorno (Ministero della Salute).
Anche un affanno sproporzionato rispetto allo sforzo compiuto, o una ridotta tolleranza al gioco e allo sport rispetto ai coetanei, sono segnali da non sottovalutare.

Pediatra di famiglia e pneumologo pediatrico: due ruoli diversi
Il pediatra di famiglia rappresenta il primo livello di assistenza: gestisce le infezioni respiratorie acute più comuni, monitora la crescita e la salute generale del bambino e valuta se un sintomo respiratorio richiede un invio allo specialista. Lo pneumologo pediatrico interviene invece quando serve una diagnostica strumentale più approfondita, come la spirometria, o quando si sospetta una patologia respiratoria cronica o complessa, come l’asma bronchiale non ancora controllata o un broncospasmo ricorrente.
I due professionisti lavorano in stretta collaborazione: è quasi sempre il pediatra a inviare il bambino allo pneumologo, e a seguire poi la gestione quotidiana della terapia una volta impostata dallo specialista.
| Ruolo | Cosa gestisce |
|---|---|
| Pediatra di famiglia | Infezioni respiratorie acute comuni, controllo della crescita, primo filtro per l’invio allo specialista |
| Pneumologo pediatrico | Diagnostica strumentale (spirometria, test allergologici), gestione di patologie respiratorie croniche o ricorrenti |
Come si svolge la prima visita pneumologica pediatrica
La prima visita dallo pneumologo pediatrico segue generalmente uno schema in due fasi: una raccolta approfondita di informazioni sulla storia clinica del bambino, seguita da una valutazione clinica diretta.
Anamnesi e valutazione clinica iniziale
Lo specialista chiede ai genitori di descrivere con precisione i sintomi osservati: quando compaiono, quanto durano, se peggiorano in determinati momenti della giornata o dell’anno, e se sono presenti fattori scatenanti come l’esercizio fisico, il contatto con animali o l’esposizione a fumo. Vengono raccolte anche informazioni sulla storia familiare di asma o allergie, particolarmente rilevante perché la componente genetica gioca un ruolo importante in queste condizioni. La visita prosegue con l’auscultazione dei polmoni con lo stetoscopio, alla ricerca di eventuali sibili o rumori respiratori anomali, e spesso con una saturimetria, una misurazione rapida e indolore del livello di ossigeno nel sangue tramite un piccolo sensore posizionato sul dito.
Checklist: cosa portare all’appuntamento
Per rendere la visita più efficace è utile presentarsi con:
- un diario dei sintomi, anche approssimativo, che riporti quando e con quale frequenza si presentano tosse o affanno;
- eventuali referti di radiografie del torace o altri esami respiratori già eseguiti;
- l’elenco preciso dei farmaci attualmente in uso, inclusi inalatori e cortisonici, con dosaggio e frequenza;
- l’impegnativa del pediatra o la tessera sanitaria.
Se il bambino utilizza già un inalatore al bisogno, è utile annotare quante volte viene usato in una settimana media: questo dato aiuta lo specialista a valutare quanto la condizione sia effettivamente sotto controllo.
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Principali esami diagnostici polmonari nei bambini
Quando l’anamnesi e la visita clinica suggeriscono la necessità di un approfondimento, lo pneumologo pediatrico dispone di diversi strumenti diagnostici, in gran parte non invasivi e ben tollerati anche dai bambini più piccoli.
Spirometria pediatrica: come funziona e da che età è eseguibile
La spirometria è il test cardine per valutare la funzionalità respiratoria: misura la quantità d’aria che il bambino riesce a inspirare ed espirare e la velocità con cui lo fa, fornendo informazioni preziose per diagnosticare e monitorare condizioni come l’asma (Beydon, N., et al.; 2021). L’esame richiede la collaborazione attiva del bambino, motivo per cui è generalmente eseguibile in modo affidabile a partire dai 5-6 anni; con strumenti pensati per i più piccoli e personale specializzato, alcuni centri riescono a ottenere risultati utili anche in età prescolare. Durante il test il bambino respira attraverso un boccaglio collegato allo spirometro, spesso guidato da animazioni o giochi che lo aiutano a soffiare con la forza necessaria. In alcuni casi la spirometria viene ripetuta a distanza di circa 15 minuti dalla somministrazione di un broncodilatatore, per verificare se la funzionalità respiratoria migliora dopo il farmaco: un dato che orienta la diagnosi di asma.
🩺 Il consiglio del pediatra
Prima di una spirometria, evitate di somministrare al bambino il broncodilatatore al bisogno nelle ore precedenti, salvo diversa indicazione dello specialista: assumerlo troppo vicino al test può alterare il risultato. In caso di dubbio, chiedete sempre indicazioni precise a chi vi ha prescritto l’esame.
Altri test e indagini di approfondimento
Accanto alla spirometria, lo pneumologo pediatrico può richiedere test allergologici come il RAST test o il prick test, utili quando si sospetta una componente allergica alla base dei sintomi respiratori, dato che asma e allergie sono frequentemente collegate. La misurazione dell’ossido nitrico esalato (FeNO) è un altro esame non invasivo che valuta il grado di infiammazione delle vie aeree, mentre in situazioni più complesse può essere utile un test da sforzo, che riproduce le condizioni in cui compaiono i sintomi durante l’attività fisica. Questi esami, letti insieme, aiutano lo specialista a distinguere tra le diverse cause di tosse o affanno ricorrente e a impostare la terapia più adatta.
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Aspetti pratici: prenotazione, regime privato e costi
Come per altre visite specialistiche pediatriche, anche l’accesso allo pneumologo pediatrico può avvenire attraverso canali diversi, con tempistiche e costi differenti.
Servizio Sanitario Nazionale e libera professione
Attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, con impegnativa del pediatra di famiglia, la visita è soggetta al pagamento del ticket sanitario, il cui importo varia in base alla regione di residenza e alla eventuale esenzione per età, reddito o patologia cronica come l’asma. Le tempistiche di attesa possono essere più lunghe rispetto al canale privato, soprattutto per gli esami strumentali come la spirometria. In regime privato, la famiglia sostiene per intero il costo della visita e degli eventuali esami, ma generalmente con tempi di accesso più rapidi.
Una stima dei costi per visite ed esami respiratori
Il costo di una prima visita pneumologica pediatrica privata varia in base al professionista e alla struttura scelta; a questo si somma, quando richiesta, la spirometria, il cui prezzo può variare ulteriormente se abbinata al test di broncodilatazione. Prima di prenotare, è sempre utile chiedere un preventivo dettagliato che specifichi cosa è incluso nella prestazione, così da evitare costi aggiuntivi imprevisti al momento della visita. Vale la pena ricordare che, in presenza di una diagnosi di asma o di altre patologie respiratorie croniche, è possibile in alcuni casi richiedere una esenzione dal ticket per patologia, che copre parte degli esami di controllo periodici legati alla condizione.
Follow-up e controlli nel tempo
Le patologie respiratorie croniche come l’asma richiedono quasi sempre un percorso di controlli periodici, non una singola visita isolata. Lo pneumologo pediatrico stabilisce un calendario di rivalutazioni, spesso ogni 3-6 mesi nella fase di impostazione della terapia, per verificare se i farmaci prescritti stanno effettivamente controllando i sintomi e per adeguare il dosaggio in base alla crescita del bambino. Con il tempo, se la condizione resta stabile, gli intervalli tra un controllo e l’altro tendono ad allungarsi.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono in alcun caso una visita medica. In caso di sintomi persistenti o dubbi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.
Domande frequenti sullo pneumologo pediatrico
Qual è l’esame specifico per valutare i polmoni nei bambini?
L’esame di riferimento è la spirometria, che misura i volumi e i flussi d’aria durante la respirazione ed è generalmente eseguibile in modo affidabile dai 5-6 anni. Nei bambini più piccoli, o quando la spirometria non è eseguibile, lo specialista può integrare la valutazione con la saturimetria e, in casi selezionati, con altri test di funzionalità respiratoria pensati per l’età prescolare.
Mio figlio ha sempre la tosse: devo fare una visita pneumologica?
Non necessariamente. La tosse occasionale legata a raffreddori stagionali è normale nei bambini piccoli, che possono avere fino a 8-10 episodi infettivi delle vie respiratorie l’anno. Un approfondimento pneumologico è invece indicato quando la tosse persiste per più di quattro settimane, peggiora di notte o dopo lo sforzo, oppure si associa a sibili, affanno o difficoltà a stare al passo con i coetanei durante il gioco.
Serve una preparazione per la spirometria pediatrica?
Sì, in alcuni casi. Se il bambino utilizza farmaci broncodilatatori, è generalmente richiesto sospenderli per alcune ore prima del test (l’indicazione precisa varia in base al tipo di farmaco), perché potrebbero alterare temporaneamente il risultato. È lo specialista che ha prescritto l’esame a fornire le istruzioni esatte su cosa sospendere e per quanto tempo.
L’asma bronchiale nei bambini si può risolvere crescendo?
In una parte dei bambini con asma lieve, soprattutto quando i sintomi sono legati principalmente alle infezioni virali dei primi anni di vita, la frequenza degli episodi tende a ridursi con la crescita. In altri casi, in particolare quando l’asma ha una forte componente allergica, la condizione può persistere anche in età adulta: per questo è importante un monitoraggio regolare da parte dello specialista, indipendentemente dall’andamento nel breve periodo.
Fonti
- Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili. (2024). Il Pneumologo Pediatrico: Profilo e competenze. https://www.simri.it/
- Beydon, N., et al. (2021). An official American Thoracic Society/European Respiratory Society statement: pulmonary function testing in preschool children. American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine. https://researchinformation.umcutrecht.nl/en/publications/an-official-american-thoracic-societyeuropean-respiratory-society/
- Ministero della Salute. (2016). Linee guida nazionali per la prevenzione ed il trattamento dell’odontostomatologia e della pediatria per le apnee ostruttive del sonno. https://www.salute.gov.it/new/it/pubblicazione/linee-guida-nazionali-la-prevenzione-ed-il-trattamento-odontoiatrico-del-russamento-e/
Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2026