Punti chiave sul giradito
- Cos’è: infiammazione, spesso infettiva, della pelle che circonda l’unghia di mani o piedi.
- Cause principali: piccole ferite, pellicine strappate, manicure/pedicure aggressive, unghia incarnita, umidità prolungata.
- Sintomi: dolore, rossore, gonfiore e, nei casi più avanzati, presenza di pus.
- Giradito all’alluce: spesso legato a unghia incarnita, calzature strette o traumi ripetuti del piede.
- Rimedi: impacchi tiepidi con acqua e sale nelle fasi iniziali; farmaci antibiotici o antimicotici nei casi infetti.
- Quando preoccuparsi: se compaiono febbre, arrossamento che si estende oltre il dito, o dolore pulsante intenso.
Il giradito, chiamato in termini medici patereccio o paronichia, è un’infiammazione dolorosa che colpisce la pelle intorno all’unghia di un dito, sia della mano sia del piede. Nella maggior parte dei casi è un disturbo semplice da curare, ma se trascurato può peggiorare e richiedere un trattamento più impegnativo.
Vediamo come riconoscerlo, con particolare attenzione al giradito all’alluce, quali rimedi funzionano davvero e quando è il caso di rivolgersi al medico.
Cos’è il giradito
Il giradito è un’infiammazione, quasi sempre di origine infettiva, che interessa i tessuti molli intorno all’unghia (paronichia) o, nelle forme più profonde, il polpastrello del dito (patereccio vero e proprio). È tra i disturbi più comuni delle mani, e in particolare rappresenta fino al 20% delle infezioni dei tessuti molli delle estremità.
Le cause più frequenti includono:
- Batteri, in particolare Staphylococcus aureus e streptococchi, che penetrano attraverso piccole lesioni della pelle;
- Funghi, come la Candida albicans, più tipici delle forme croniche legate all’esposizione prolungata all’umidità;
- Virus, in particolare l’herpes simplex, responsabile del cosiddetto patereccio erpetico.

Giradito acuto e cronico
Si distinguono due forme principali:
- Giradito acuto: compare improvvisamente, spesso dopo un piccolo trauma (taglio, scheggia, manicure aggressiva), ed è tipicamente di origine batterica;
- Giradito cronico: si sviluppa lentamente, con gonfiore lieve ma persistente, spesso legato a esposizione ripetuta all’acqua o all’umidità e più frequentemente sostenuto da funghi.
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Sintomi del giradito
I sintomi sono generalmente riconoscibili e comprendono:
- Dolore, spesso pulsante e che aumenta con la pressione sul dito;
- Rossore e gonfiore intorno all’unghia o sul polpastrello;
- Calore locale nella zona interessata;
- Presenza di pus, nei casi più avanzati, visibile come una raccolta biancastra o giallastra sotto la pelle;
- nelle forme erpetiche, piccole vescicole che possono rompersi;
- febbre, generalmente solo nei casi più estesi o non trattati.
Giradito all’alluce
Il giradito che colpisce l’alluce ha caratteristiche in parte specifiche rispetto a quello delle mani. Il dolore, il gonfiore e il rossore attorno all’unghia peggiorano tipicamente con il contatto con la calzatura, e la causa più frequente è l’unghia incarnita: quando il bordo dell’unghia cresce penetrando nella pelle circostante, crea una piccola lesione che apre la strada ai batteri.
Altri fattori che favoriscono il giradito all’alluce includono:
- calzature strette o poco traspiranti;
- taglio scorretto delle unghie (troppo corto o arrotondato ai lati, invece che dritto);
- pedicure aggressive o poco igieniche;
- sudorazione eccessiva del piede, che favorisce la macerazione della pelle;
- traumi ripetuti, ad esempio nella pratica sportiva.
Giradito al piede
Oltre all’alluce, il giradito può interessare anche le altre dita del piede, con dinamiche simili: piccoli traumi, calzature inadeguate ed eccessiva umidità restano i principali fattori scatenanti. Camminare a lungo con scarpe bagnate o sudate, ad esempio dopo lo sport, crea un ambiente caldo-umido ideale per la proliferazione di batteri e funghi, aumentando il rischio di episodi ricorrenti soprattutto tra le dita più strette del piede.
Nei diabetici, in particolare, anche un giradito apparentemente lieve al piede merita attenzione in più, perché la ridotta sensibilità e la guarigione più lenta delle ferite possono favorire un’evoluzione meno benigna dell’infezione. La neuropatia diabetica può infatti mascherare il dolore, ritardando la percezione del problema, mentre la ridotta circolazione periferica rallenta i normali processi di guarigione: per questo motivo, chi convive con il diabete dovrebbe controllare regolarmente i piedi e non sottovalutare nessuna lesione, per quanto piccola.

Giradito alla mano
Alle mani, il giradito colpisce più spesso pollice e indice, proprio perché più esposti a piccoli traumi quotidiani: punture, tagli, morsicature delle unghie o delle pellicine, contatto frequente con acqua e detergenti (una delle cause più comuni nelle persone che lavano spesso i piatti a mano o lavorano in ambienti umidi).
🩺 Il consiglio del medico
Non incidere mai da soli un giradito con pus, nemmeno con aghi o lamette disinfettate: il rischio è di diffondere l’infezione più in profondità, verso il tendine o l’osso, complicando notevolmente la guarigione. Un drenaggio, quando serve, va sempre eseguito da un medico in condizioni sterili.
Come viene diagnosticato il giradito
Nella maggior parte dei casi, la diagnosi è semplice e si basa sull’osservazione clinica della zona interessata: il medico valuta l’aspetto, l’estensione del rossore, la presenza di pus e la storia recente (traumi, manicure, esposizione all’umidità). Quando il quadro non è chiaro o l’infezione non risponde alla terapia iniziale, può essere utile un tampone del materiale purulento, per identificare con precisione l’agente responsabile (batterico, fungino o virale) tramite esame colturale, così da mirare meglio la terapia.
Nei casi cronici o ricorrenti, il medico valuta anche la presenza di condizioni predisponenti non ancora note, come il diabete, che può favorire infezioni più difficili da risolvere e una guarigione più lenta.
Confronto tra le principali forme di giradito
| Tipo | Causa tipica | Andamento |
|---|---|---|
| Giradito batterico acuto | Piccolo trauma, staphylococcus aureus | Insorgenza improvvisa, spesso con pus |
| Giradito fungino cronico | Candida, umidità prolungata | Gonfiore lieve ma persistente nel tempo |
| Giradito erpetico | Herpes simplex virus | Vescicole dolorose, tendenza a recidivare |
| Giradito da unghia incarnita | Bordo ungueale che penetra nella pelle | Tende a ripresentarsi se l’unghia non viene corretta |
Giradito da unghia incarnita: cosa cambia nella cura
Quando il giradito è legato a un’unghia incarnita, la sola terapia antibiotica o antimicotica spesso non basta a risolvere il problema in modo definitivo, perché la causa meccanica (il bordo dell’unghia che continua a penetrare nella pelle) resta presente. In questi casi il podologo o il dermatologo possono valutare:
- un piccolo sollevamento del bordo ungueale con un batuffolo di cotone o un tutore specifico, nelle forme lievi;
- una correzione ortonichica (apparecchio ortonichico) per modificare gradualmente la curvatura dell’unghia;
- nei casi più severi o ricorrenti, una piccola procedura chirurgica ambulatoriale che rimuove in modo permanente la porzione di unghia responsabile del problema.
Rimedi per il giradito
Nelle fasi iniziali, quando l’infiammazione è lieve e non c’è ancora pus evidente, alcuni rimedi semplici possono essere sufficienti:
- Impacchi con acqua tiepida e sale: immergere il dito per 10-15 minuti, 2-3 volte al giorno, aiuta a ridurre il gonfiore e può favorire la fuoriuscita spontanea di eventuale pus;
- Disinfezione locale, con soluzioni a base di clorexidina o simili, dopo ogni lavaggio;
- Riposo della zona, evitando traumi ripetuti o pressioni dirette sul dito interessato;
- Calzature comode e traspiranti, nel caso del giradito al piede, per ridurre attrito e umidità.
Cura del giradito: quando servono i farmaci
Se i rimedi domestici non sono sufficienti entro 2-3 giorni, o se compare pus, arrossamento esteso o dolore intenso, è necessario un trattamento farmacologico mirato, deciso dal medico in base alla causa specifica dell’infiammazione, che solo una valutazione clinica può individuare con certezza:
- Antibiotici, ad esempio a base di amoxicillina o, per infezioni più estese, associazioni come l’amoxicillina-acido clavulanico, nelle forme batteriche;
- Antimicotici, come il fluconazolo, nelle forme croniche sostenute da funghi come la Candida;
- Antivirali, come l’aciclovir, nelle forme erpetiche;
- Drenaggio chirurgico, con una piccola incisione eseguita dal medico, quando si è formata una raccolta di pus consistente.
Quando il giradito è pericoloso
Se trascurato, un giradito può evolvere in un’infezione più profonda ed estesa. È importante rivolgersi al medico senza aspettare se:
- il rossore si estende oltre il dito, risalendo verso la mano o il piede: potrebbe indicare una cellulite infettiva, un’infezione più profonda che richiede un trattamento tempestivo;
- compare febbre;
- il dolore diventa molto intenso e pulsante, con difficoltà a muovere il dito;
- l’infezione non migliora, o peggiora, nonostante i rimedi domestici;
- si è diabetici o immunocompromessi, condizioni in cui anche un’infezione apparentemente lieve merita una valutazione più tempestiva.
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Come prevenire il giradito
- Evitare di mordersi le unghie o strapparsi le pellicine, tra le cause più comuni e sottovalutate;
- Tagliare le unghie dei piedi dritte, non arrotondate ai lati, per prevenire l’unghia incarnita;
- Indossare guanti protettivi per lavori manuali o a contatto prolungato con acqua e detergenti;
- Scegliere calzature comode e traspiranti, evitando scarpe troppo strette;
- Disinfettare tempestivamente piccoli tagli o ferite intorno alle unghie;
- Affidarsi a manicure e pedicure professionali, con strumenti disinfettati.
Nel complesso, la maggior parte di queste abitudini richiede pochi accorgimenti quotidiani, ma fa una differenza concreta nel ridurre la frequenza degli episodi, soprattutto per chi ha già avuto un giradito in passato o lavora in condizioni che espongono spesso mani e piedi a umidità e microtraumi.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono in alcun caso una visita medica. Se il giradito non migliora o peggiora, rivolgiti al tuo medico di base o a un dermatologo.
FAQs
Il giradito è contagioso?
Le forme batteriche non si trasmettono facilmente da persona a persona con il semplice contatto quotidiano, ma è comunque buona norma evitare di condividere strumenti per manicure o pedicure non disinfettati. Il giradito erpetico, invece, è contagioso per contatto diretto con le lesioni, sia verso altre persone sia verso altre dita della stessa mano.
Quanto tempo serve per guarire da un giradito?
Le forme lievi trattate tempestivamente con impacchi e disinfezione migliorano generalmente in pochi giorni. Se serve una terapia antibiotica, il miglioramento si osserva di solito entro 3-5 giorni dall’inizio della cura, mentre le forme croniche fungine possono richiedere settimane di trattamento continuativo.
Si può andare in piscina con il giradito?
È preferibile evitarlo finché la lesione non è guarita, soprattutto se c’è una ferita aperta o pus: l’acqua di piscina, insieme all’ammollo prolungato, può favorire la proliferazione di batteri e ritardare la guarigione. Meglio attendere la risoluzione completa prima di riprendere il nuoto.
Il giradito può ripresentarsi dopo la guarigione?
Sì, soprattutto se non vengono corrette le cause predisponenti, come il vizio di strapparsi le pellicine, un’unghia incarnita non risolta o un’esposizione continua all’umidità. Intervenire su questi fattori è il modo migliore per ridurre il rischio di episodi ricorrenti.
Fonti
- Dionigi, R. (2017). Chirurgia: Basi teoriche e Chirurgia generale (6ª ed.). EDRA. (Capitolo dedicato alle infezioni dei tessuti molli e della mano).
- Landi, A., Catalano, F., Luchetti, R. (2007). Chirurgia della mano (2ª ed.). CIC Edizioni Internazionali. (Testo di riferimento della Società Italiana di Chirurgia della Mano).
- Pajardi, G. (2018). Manuale di chirurgia della mano (3ª ed.). Edizioni Minerva Medica. (Focus specifico sulla gestione clinica e chirurgica delle infezioni piogeniche).
- Townsend, C. M., Beauchamp, R. D., Evers, B. M., Mattox, K. L. (2018). Sabiston. Trattato di chirurgia. Le basi biologiche della moderna pratica chirurgica (20ª ed.; Edizione italiana a cura di S. Mancini). Edra. (Versione italiana del testo standard per la chirurgia).
- Caniggia, A. (2019). Metodologia clinica (11ª ed.). Minerva Medica. (Utile per l’esame obiettivo e la diagnosi differenziale del dolore locale).
- Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). (2021). Gestione delle infezioni cutanee in medicina generale. https://www.simg.it/
- Associazione Italiana Ulcere Cutanee (AIUC). (2019). Linee guida per il trattamento delle infezioni dei tessuti molli.
Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2026