Punti chiave sul piede d’atleta
- Cos’è: il piede d’atleta, o tinea pedis, è un’infezione superficiale della pelle del piede provocata da funghi dermatofiti; interessa soprattutto gli spazi tra le dita, ma anche pianta e lati del piede.
- Sintomi: prurito, desquamazione, arrossamento, pelle biancastra e macerata tra le dita, bruciore e piccole fissurazioni; alcune forme provocano vescicole, altre rendono la pianta secca e squamosa.
- Cause: i dermatofiti si trasmettono attraverso il contatto con persone, animali, oggetti o superfici contaminate; calore, umidità, sudorazione e scarpe poco traspiranti favoriscono la proliferazione del fungo.
- Cura: nella maggior parte delle forme localizzate si utilizzano farmaci antimicotici applicati sulla pelle, come terbinafina, clotrimazolo o miconazolo; se l’infezione è estesa o ricorrente il medico può valutare un trattamento diverso.
Il piede d’atleta, o tinea pedis, è un’infezione fungina molto comune della pelle del piede. Vediamo come riconoscerlo, quali sono le cause e come si contagia, quali farmaci sono davvero efficaci, quali rimedi naturali hanno evidenze scientifiche e come prevenire le recidive.
Che cos’è il piede d’atleta e come riconoscerlo
Il piede d’atleta, chiamato in medicina tinea pedis, è una dermatofitosi: un’infezione superficiale causata da funghi che utilizzano la cheratina presente negli strati esterni della pelle. Il nome può trarre in inganno, perché non colpisce soltanto chi pratica sport: chiunque può svilupparla.
La forma più comune interessa gli spazi tra le dita, spesso tra il quarto e il quinto dito, e possiamo riconoscerla per la comparsa di:
- prurito, bruciore e arrossamento;
- pelle che si desquama o si screpola;
- cute biancastra, umida e macerata tra le dita;
- piccole fissurazioni, talvolta dolorose;
- in alcune forme, vescicole o bollicine.
Esistono anche diverse manifestazioni: l’infezione può estendersi alla pianta e ai lati del piede e assumere un aspetto più secco e squamoso.
Non tutte le desquamazioni del piede devono farci pensare subito alla micosi, in quanto possono essere ricondotte a eczema, dermatite da contatto e altre condizioni dermatologiche. Se il quadro non è caratteristico o non migliora con la terapia, il medico può prelevare alcune squame cutanee per verificare la presenza del fungo.

Quali sono le cause e come ti contagia
Come anticipato, il piede d’atleta è causato da dermatofiti, funghi capaci di infettare i tessuti ricchi di cheratina. Tra i generi responsabili delle dermatofitosi troviamo Trichophyton, Epidermophyton e Microsporum; Trichophyton rubrum è una delle specie classicamente associate alla tinea pedis.
Il contagio può avvenire attraverso:
- contatto diretto con la pelle di una persona infetta;
- asciugamani, calze, scarpe o altri oggetti contaminati;
- superfici umide condivise, come docce, spogliatoi e pavimenti di piscine o palestre;
- diffusione del fungo da un’altra zona infetta del proprio corpo.
Contrariamente a quanto si pensi, il calore e l’umidità non “creano” il fungo dal nulla, ma comunque favoriscono l’infezione: piedi che rimangono a lungo umidi, sudorazione e calzature chiuse e poco traspiranti creano un ambiente favorevole alla proliferazione dei dermatofiti.
Le dermatofitosi potresti trovarle associate al termine “tigna”, poiché quest’ultimo è il loro nome comune: per esempio, quando l’infezione interessa il piede prende il nome di tinea pedis, cioè piede d’atleta; o ancora, se si manifesta su braccia, gambe e tronco con le tipiche macchie circolari, prende il nome di tinea corporis.
Come si cura il piede d’atleta: trattamenti medici e farmaci efficaci
Una recente revisione pubblicata su Drugs in Context ha confermato che il piede d’atleta si cura con farmaci antimicotici, capaci di agire sui funghi responsabili dell’infezione. Nelle forme localizzate vengono generalmente utilizzati prodotti da applicare direttamente sulla pelle, disponibili come creme, gel, soluzioni, spray o polveri.
Tra i principi attivi impiegati troviamo:
- terbinafina, appartenente alle allilamine;
- clotrimazolo, principio attivo presente, per esempio, in Canesten;
- miconazolo e altri antimicotici azolici.
La scelta di una formulazione piuttosto che un’altra dipende dall’estensione e dalla forma dell’infezione, dal principio attivo e dalle caratteristiche della persona, ma soprattutto dalla valutazione del medico. Per esempio, sia il clotrimazolo che la terbinafina sono indicati per il piede d’atleta, ma possono variare per durata e frequenza delle applicazioni: dobbiamo quindi seguire le indicazioni del foglio illustrativo del prodotto utilizzato, oltre a quelle fornite dal medico o dermatologo.
Dobbiamo continuare il trattamento secondo le indicazioni anche se migliorano il prurito e l’arrossamento. Se invece la micosi è molto estesa, continua a recidivare o non risponde ai prodotti locali, il medico può verificare che si tratti realmente di tinea pedis e valutare, quando necessario, un antimicotico per via orale.
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Falsi miti: perché il gentalyn (o gentalyn beta) non funziona
Molte persone, vedendo delle desquamazioni sul piede con bruciori e rossori, pensano che sia opportuno applicare del Gentalyn o Gentalyn Beta, magari perché le hanno già in casa, rimaste da precedenti terapie locali.
Il Gentalyn, però, non è un antimicotico e non è indicato per il piede d’atleta; contiene gentamicina, un antibiotico utilizzato contro determinati batteri, totalmente inefficace sui funghi.
Bisogna fare ancora più attenzione con il Gentalyn Beta che, oltre all’antibiotico, contiene anche il betametasone, un corticosteroide. Se si utilizza questa crema, l’infiammazione potrebbe sembrare inizialmente ridotta, ma lo steroide sopprime la risposta immunitaria locale, permettendo al fungo di proliferare ulteriormente e rendendo l’infezione più difficile da eradicare, oltre a dare origine alla cosiddetta tinea incognito, come confermato da uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Medicine.
Tutto ciò non significa che antibiotici o corticosteroidi non abbiano mai un ruolo quando una persona presenta una lesione al piede. Il medico può prescrivere trattamenti specifici se esiste, per esempio, una componente batterica o un’infiammazione che richiede un approccio diverso. Ma applicare autonomamente una crema antibiotico-cortisonica pensando di curare la micosi non elimina il fungo e può persino peggiorare il problema.
🩺 Il consiglio del medico
Se dopo un trattamento antimicotico eseguito correttamente il piede non migliora, evita di provare una crema dopo l’altra pensando che serva semplicemente un prodotto “più forte”. Non tutte le desquamazioni tra le dita o sulla pianta sono causate da funghi: dermatite da contatto, eczema e altre condizioni possono avere un aspetto simile. In questi casi il medico o il dermatologo può esaminare la lesione e, quando necessario, prelevare alcune squame cutanee per confermare la presenza dei dermatofiti. Capire cosa stiamo realmente trattando è spesso più utile che cambiare farmaco autonomamente.
Rimedi naturali e della nonna: funzionano davvero?
Quando compare una micosi è comprensibile cercare qualcosa che abbiamo già in casa, ma è bene precisarlo: i rimedi naturali non offrono le stesse prove di efficacia dei farmaci antimicotici utilizzati per la tinea pedis. Questo vale anche per il tea tree oil, nonostante abbia mostrato attività antifungina in laboratorio e sia stato studiato direttamente sulle persone con piede d’atleta.
In uno studio clinico randomizzato su 158 pazienti, pubblicato su Australasian Journal of Dermatology, dopo quattro settimane la guarigione micologica è stata osservata nel 64% dei partecipanti trattati con tea tree oil al 50%, rispetto al 31% del gruppo placebo. La concentrazione al 25% raggiunse il 55%. Quattro partecipanti svilupparono però una dermatite moderata o grave.
Quindi il tea tree oil non è semplicemente un rimedio privo di fondamento, ma non possiamo nemmeno definirlo il più potente antifungino naturale o considerarlo equivalente a una terapia farmacologica consolidata.
Inoltre, gli oli essenziali possono irritare o sensibilizzare la pelle e non dovrebbero essere applicati puri, soprattutto su cute già screpolata o infiammata. Se vogliamo utilizzarli come complemento, scegliamo una preparazione formulata per uso cutaneo e senza usarla al posto di un antimicotico.
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Pediluvi con aceto e bicarbonato: utilità e limiti
Tra gli altri rimedi fai-da-te figurano anche l’aceto e il bicarbonato, tra i più blasonati contro i funghi dei piedi, ma purtroppo non abbiamo prove cliniche sufficienti per considerarli una cura efficace della tinea pedis.
In particolare, l’aceto contiene acido acetico, una sostanza che possiede attività antimicrobica e viene utilizzata in alcuni contesti dermatologici. Esistono anche pubblicazioni sull’impiego dell’acido acetico nelle infezioni degli spazi interdigitali, ma i dati disponibili non dimostrano che un normale pediluvio con aceto possa sostituire un farmaco antimicotico nel piede d’atleta.
Per quanto riguarda il bicarbonato, uno studio pubblicato su Mycopathologia ha effettivamente riscontrato attività antifungina in vitro contro i dermatofiti e altri funghi responsabili di infezioni cutanee. Tuttavia, sarebbe azzardato considerarlo un trattamento efficace contro la tinea pedis: non possiamo trasformare un risultato ottenuto in laboratorio in una raccomandazione per fare pediluvi con bicarbonato.
In ogni caso, se vogliamo curare l’infezione, gli antimicotici rimangono la scelta con evidenze cliniche più solide.
| Trattamento | Tipologia | Indicato Per | Efficacia Medica |
|---|---|---|---|
| Clotrimazolo / Terbinafina | Antimicotico (es. Canesten) | Cura diretta della micosi | Alta (trattamento gold standard) |
| Olio di Tea Tree | Essenziale naturale | Coadiuvante / sintomi lievi | Media (azione antisettica naturale) |
| Aceto / Bicarbonato | Rimedio casalingo | Pediluvio igienizzante | Bassa (non risolutivo da solo) |
| Gentalyn / Cortisonici | Antibiotico / steroide | Infezioni batteriche / eczemi | Sconsigliato (può peggiorare la micosi) |
Consigli pratici di prevenzione
Il piede d’atleta può ripresentarsi anche dopo una terapia efficace se continuiamo a creare condizioni favorevoli ai dermatofiti. La prevenzione consiste soprattutto nel mantenere i piedi asciutti e limitare il contatto con superfici potenzialmente contaminate.
Presta, dunque, attenzione ad alcune semplici abitudini:
- asciuga accuratamente i piedi dopo la doccia, soprattutto gli spazi tra le dita;
- indossa ciabatte nelle docce condivise, negli spogliatoi e nelle piscine;
- evita di condividere asciugamani, calze e calzature;
- cambia regolarmente le calze, soprattutto quando diventano umide;
- preferisci scarpe che permettano una buona traspirazione e alternale, lasciandole asciugare prima di indossarle nuovamente;
- evita, quando possibile, di tenere per molte ore i piedi in calzature molto occlusive.
Un piccolo studio sperimentale ha inoltre mostrato che, dopo l’esposizione a pavimenti contaminati, lavare i piedi con acqua e sapone o anche asciugarli accuratamente riduceva significativamente la presenza di dermatofiti sulla pianta.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono in alcun caso il parere del medico o del dermatologo. Se l’infezione è estesa, ricorrente o non risponde alla terapia, rivolgiti sempre a un professionista sanitario.
Domande frequenti sul piede d’atleta (FAQ)
Il piede d’atleta guarisce da solo?
No, il piede d’atleta raramente guarisce spontaneamente. Senza un trattamento specifico, i dermatofiti continuano a nutrirsi della cheratina cutanea, portando a un’infezione cronica che può persistere per anni e diffondersi ad altre aree del corpo, come le unghie (onicomicosi) o persino l’inguine.
Cosa succede se non si curano i funghi dei piedi?
L’assenza di trattamento aumenta significativamente il rischio di complicanze gravi. Le fessurazioni e la macerazione della pelle fungono da porta d’ingresso per i batteri, predisponendo a infezioni secondarie dolorose come la cellulite batterica o l’erisipela, rischi particolarmente elevati per i pazienti diabetici o con problemi circolatori.
Come eliminare i funghi dei piedi velocemente?
La strategia più rapida per eliminare l’infezione localizzata consiste nell’utilizzo di farmaci antifungini topici appartenenti alla classe delle allilamine (come la terbinafina), che spesso richiedono cicli di trattamento più brevi (1-2 settimane) rispetto agli azoli classici. L’efficacia è massimizzata dal mantenimento dei piedi rigorosamente asciutti, dal cambio quotidiano delle calze e dall’uso di polveri antifungine all’interno delle scarpe per prevenire la reinfezione.
Cosa fare se il piede d’atleta non guarisce?
Se la terapia topica fallisce dopo 2-4 settimane, è necessario consultare un medico per confermare la diagnosi tramite esame microscopico delle squame cutanee e valutare il passaggio a una terapia antifungina orale. La resistenza al trattamento può anche indicare una tinea incognito causata dall’uso pregresso di cortisone, la presenza di una concomitante micosi delle unghie o una diagnosi errata che mima la micosi, come la psoriasi o l’eczema.
Fonti
- KC Leung, A., Barankin, B., M Lam, J., Fon Leong, K., Lun Hon, K. (2023). Tinea pedis: an updated review. Drugs in Context. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37415917/
- Zacharopoulou, A., Tsiogka, A., Tsimpidakis, A., Lamia, A., Koumaki, D., & Gregoriou, S. (2024). Tinea incognito: Challenges in diagnosis and management. Journal of Clinical Medicine, 13(11), 3267. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38892976/
- Letscher-Bru, V., Obszynski, C. M., Samsoen, M., Sabou, M., Waller, J., & Candolfi, E. (2012). Antifungal activity of sodium bicarbonate against fungal agents causing superficial infections. Mycopathologia, 175(1–2), 153–158. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22991095/
Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2026