Punti chiave sulle coliche del neonato
- Cosa sono: manifestazioni benigne e transitorie legate all’immaturità del sistema digerente e nervoso, non causate da errori dei genitori.
- Quando iniziano: in genere nelle prime 2-3 settimane di vita, con picco intorno alle sei settimane; si risolvono spontaneamente entro il 3°-4° mese.
- Come riconoscerle: pianto intenso e inconsolabile concentrato nel tardo pomeriggio, pancia tesa, gambe flesse; il bambino è sereno tra una crisi e l’altra.
- Rimedi più efficaci: posizione a tazza sull’avambraccio, massaggi circolari sul pancino nelle ore tranquille, contatto pelle a pelle, dondolamento ritmico.
- Quando contattare il pediatra: se il pianto è continuo durante tutto il giorno, se è associato a febbre, vomito a getto o se il bambino non cresce regolarmente.
Sentire il proprio neonato piangere per ore, senza riuscire a calmarlo nonostante ogni tentativo, è una delle esperienze più faticose e destabilizzanti della genitorialità. Se ti trovi in quella situazione, con il neonato che urla sul tuo petto alle otto di sera mentre tu sei già esausto da ore, sappi che non stai sbagliando nulla, e soprattutto che non sei solo.
Le coliche del neonato sono una delle condizioni più comuni dei primi mesi di vita, e il pianto che le accompagna è reale, intenso e difficile da gestire ma temporaneo. Capire cosa sta succedendo al corpo del tuo bambino, e avere un piano pratico per affrontare le crisi, fa tutta la differenza tra sentirti sopraffatto e sentirti capace di attraversare questo periodo.

Cosa sono le coliche del neonato e quando iniziano
Il termine “colica” viene dalla parola greca che indica il colon, e storicamente si usava per descrivere qualsiasi dolore addominale acuto. Nel caso dei neonati, tuttavia, la scienza moderna ha rivisto questa definizione, le coliche infantili non sono necessariamente legate a un vero dolore fisico, ma piuttosto a una normale fase di sviluppo e adattamento del sistema nervoso ed enterico agli stimoli del mondo esterno.
Le coliche si manifestano tipicamente tra la seconda e la terza settimana di vita, raggiungono il picco di intensità intorno alle sei settimane, questo è il periodo peggiore, quello in cui le crisi sono più lunghe e frequenti. Tendono a risolversi spontaneamente entro il terzo o quarto mese di vita. Non si sa ancora con certezza scientifica perché alcune settimane si facciano aspettare, ma ciò che è documentato è che le coliche si risolvono da sole, indipendentemente da qualsiasi trattamento.
Le coliche infantili sono infatti una condizione funzionale, non indicano una malattia, non causano danni permanenti al bambino e non sono il segnale di qualcosa che stai facendo male come genitore. Sono, semplicemente, parte del processo di adattamento del sistema nervoso e intestinale del neonato alla vita fuori dal grembo materno.
🩺 Il consiglio del medico
Prendersi cura di un neonato con le coliche è uno dei compiti più pesanti della genitorialità, e il burnout dei genitori è una realtà clinica reale, non una debolezza. Se ti senti al limite, se la stanchezza sta diventando insostenibile o se inizi a sentirti ansioso o irritabile in modo persistente, parla apertamente con il tuo pediatra o con il tuo medico di famiglia. Non aspettare che diventi una crisi, chiedere supporto per te è parte integrante del prenderti cura del tuo bambino.
Come capire se il neonato ha le coliche
Non sempre è immediato distinguere le coliche da altri tipi di pianto. Alcune caratteristiche specifiche aiutano a riconoscerle e a orientarsi con più serenità.
Ecco i segnali principali per riconoscerle:
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momento della giornata: le coliche sono quasi sempre serali. Il pianto si concentra tipicamente nel tardo pomeriggio o in prima serata, presentandosi in modo improvviso e apparentemente senza motivo.
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natura del pianto: è un pianto acuto, stridulo, intenso e, soprattutto, inconsolabile. Il bambino non si calma subito né con il seno, né con il biberon, né stando in braccio.
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linguaggio del corpo: durante la crisi, il neonato invia segnali fisici chiarissimi:
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flette le gambe verso l’addome (o le stende di colpo irrigidendosi).
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stringe i pugni chiusi.
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inarca la schiena e ha il volto visibilmente arrossato.
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pancino teso: l’addome appare gonfio, duro e teso al tatto. Spesso la crisi si attenua temporaneamente o si conclude proprio dopo l’emissione di gas o l’evacuazione.
La regola del tre per la diagnosi delle coliche gassose
Il criterio clinico più noto per identificare le coliche è la cosiddetta regola del tre di Wessel, formulata dal pediatra Morris Wessel nel 1954 e ancora oggi usata come riferimento, si parla di colica infantile quando il pianto dura almeno 3 ore al giorno, si ripete per almeno 3 giorni alla settimana e persiste per almeno 3 settimane consecutive, in un bambino che per il resto è in buona salute e cresce regolarmente.
Nella pratica quotidiana, questo criterio è più utile come guida che come soglia rigida, molti pediatri identificano le coliche anche con episodi meno frequenti ma comunque caratteristici come pianto intenso, inconsolabile, associato a pancia tesa e gambe flesse verso l’addome, concentrato nelle ore serali.
Se il tuo bambino non raggiunge esattamente tre ore per tre giorni, ma il quadro assomiglia molto a quello descritto, è comunque opportuno parlarne con il pediatra.
Le coliche serali nel neonato
Una delle caratteristiche più tipiche e più estenuanti delle coliche è la loro tendenza a concentrarsi nel tardo pomeriggio e nelle prime ore serali. Non è una coincidenza, né un capriccio: ha spiegazioni fisiologiche precise.
Durante la giornata, il neonato accumula una quantità crescente di stimoli sensoriali come suoni, luci, odori e contatti fisici, che il suo sistema nervoso ancora immaturo fatica a elaborare e integrare. Verso sera, quando la soglia di tolleranza agli stimoli si abbassa, l’organismo risponde con una sorta di scarica neurosensoriale che si manifesta attraverso il pianto. A questo si aggiunge una fisiologica riduzione della motilità intestinale nelle ore serali, che può favorire il ristagno di gas nell’addome e amplificare il fastidio.
Sapere che il picco serale è normale e atteso non rende le crisi più facili da attraversare, ma può aiutare a viverle con meno senso di impotenza.
Il mito della cacca verde nel neonato e le coliche
Molti genitori si preoccupano quando vedono le feci del loro neonato di colore verde durante le crisi di coliche. È una preoccupazione comprensibile, ma quasi sempre infondata.
Le feci verdi nel neonato allattato al seno sono spesso il segnale di un transito intestinale leggermente accelerato, il latte passa rapidamente attraverso l’intestino, prima che la bilirubina contenuta nella bile abbia il tempo di trasformarsi nel suo colore giallo-dorato tipico. In altri casi, il colore verde può riflettere uno squilibrio temporaneo tra il primo latte (più acquoso e ricco di lattosio) e il latte tardivo (più calorico e grasso), che si riequilibra naturalmente con un attacco più lungo al seno.
In nessuno di questi due scenari si tratta di una patologia. Le feci verdi diventano un segnale da valutare solo se associate a muco abbondante, sangue visibile o un calo di peso del bambino.
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Coliche fisiologiche vs segnali d’allarme
La domanda che ogni genitore si fa durante una crisi di pianto è sempre la stessa: è normale o devo chiamare qualcuno? Questa tabella aiuta a rispondere in modo pratico, distinguendo i segnali tipici delle coliche fisiologiche da quelli che meritano una valutazione pediatrica.
| Segnali del neonato | Colica comune (fisiologica) | Condizione da approfondire (campanelli d’allarme) |
|---|---|---|
| Caratteristiche del pianto | Forte e concentrato nel tardo pomeriggio; il bambino si calma dopo la crisi | Continuo durante tutto il giorno, debole o simile a un lamento costante |
| Andamento del peso | Il neonato cresce regolarmente secondo i suoi percentili di riferimento | Si riscontra un blocco della crescita o un calo ponderale |
| Sintomi associati | Emissione di gas intestinali, pancia gonfia che si tende solo durante il pianto | Febbre, vomito a getto, diarrea con evidenti tracce di sangue rosso vivo |
| Stato generale | Fuori dalle crisi il bambino è sereno, vivace e si alimenta volentieri | Appare costantemente letargico, abbattuto o rifiuta sistematicamente il latte |
Se il tuo bambino rientra interamente nella colonna di sinistra, si tratta quasi certamente di coliche fisiologiche. Se invece riconosci uno o più segnali della colonna di destra, non aspettare la visita programmata, contatta il tuo pediatra nella stessa giornata.

Cosa fare: i rimedi e le posizioni anti-coliche
Non esiste una cura per le coliche nel senso stretto del termine, ma esistono molte strategie che possono ridurre la durata e l’intensità delle crisi, dare sollievo al bambino e aiutarti a sentirti attivo e utile in un momento in cui la sensazione di impotenza è spesso la più difficile da gestire.
La posizione anti-coliche nel neonato
Una delle manovre più efficaci e più raccomandate dai pediatri è la cosiddetta posizione a tazza o sull’avambraccio, tieni il bambino a pancia in giù lungo il tuo avambraccio, con la sua testa appoggiata sul palmo della tua mano e il suo pancino sul tuo braccio. Con l’altra mano puoi sostenere il sederino o dondolarlo delicatamente.
Questa posizione agisce su più livelli contemporaneamente: il leggero contenimento fisico attiva il sistema nervoso parasimpatico del bambino (quello del riposo e della digestione), il calore del tuo braccio trasmette un senso di sicurezza e vicinanza corporea, e la pressione dolce sull’addome può aiutare a fare muovere i gas intestinali facilitandone l’espulsione. Puoi combinare questa posizione con un dondolio ritmico lento, che molti bambini trovano molto calmante.
Un’alternativa ugualmente efficace è il contatto pelle a pelle: tieni il bambino sul tuo petto nudo, in posizione verticale. Il calore corporeo, il battito cardiaco e il respiro del genitore sono stimoli molto familiari al neonato, identici a quelli che sperimentava nel grembo materno, e hanno un potente effetto calmante sul sistema nervoso ancora immaturo.
Il massaggio per le coliche nel neonato
Il massaggio addominale è uno degli strumenti più documentati e sicuri per la gestione delle coliche. Va usato però nel momento giusto, non durante la crisi di pianto quando il bambino è già in uno stato di sovraccarico, ma nelle ore tranquille come dopo il bagno serale o tra una poppata e l’altra.
La tecnica di base è semplice:
- scalda leggermente le mani strofinandole insieme prima di toccare la pancia del bambino
- usa la punta delle dita e applica una pressione morbida, non mai forte
- esegui movimenti circolari in senso orario intorno all’ombelico, nella stessa direzione in cui si muove il contenuto intestinale verso l’uscita
- alterna i cerchi ampi (che coprono tutta la pancia) a piccoli cerchi localizzati nella zona dove senti la tensione maggiore
- puoi completare con la manovra delle gambe a bicicletta, piega e allunga alternativamente le gambe del bambino verso l’addome, come se pedalasse, per aiutare i gas a spostarsi
Anche 5-10 minuti di massaggio quotidiano, praticato regolarmente nelle ore di calma, possono ridurre la frequenza e la durata degli episodi di colica.
I rimedi della nonna e i trattamenti a confronto
La tradizione popolare offre molte soluzioni per le coliche, tramandate di generazione in generazione con le migliori intenzioni. Vale la pena esaminarle con onestà, senza giudicare chi le propone, ma con la consapevolezza di cosa dice oggi la pediatria.
- tisane al finocchio: a lungo considerate il rimedio naturale per eccellenza, le tisane al finocchio (e in generale le tisane a base di erbe) sono oggi sconsigliate nei bambini sotto i 6 mesi. Il finocchio contiene estragolo, una sostanza con potenziale genotossico nel lattante. Il rischio non è imminente con dosi occasionali, ma l’assenza di benefici dimostrati non giustifica l’esposizione.
- gocce di simeticone: è uno dei prodotti più venduti per le coliche. Agisce rompendo le bolle di gas nell’intestino, facilitandone l’espulsione. Le evidenze scientifiche sulla sua efficacia nelle coliche infantili sono però contrastanti, funziona in alcuni bambini e non in altri e il suo utilizzo andrebbe discusso con il pediatra prima di iniziarlo.
- probiotici (in particolare Lactobacillus reuteri): è l’area di ricerca più promettente degli ultimi anni. Alcuni studi randomizzati hanno dimostrato che L. reuteri riduce significativamente la durata del pianto nelle coliche nei bambini allattati al seno. Le evidenze nei bambini con formula artificiale sono meno solide. In ogni caso, è un’opzione terapeutica da valutare con il pediatra, non da intraprendere autonomamente.
- cosa funziona davvero: contatto fisico, posizioni di contenimento, dondolio, suoni bianchi (come il rumore di un ventilatore o di pioggia), passeggiate in macchina. Queste strategie non curano le coliche, ma aiutano il sistema nervoso del bambino a de-escalare e a superare la crisi.
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Rimedi per le coliche nel neonato con latte materno e formule artificiali
Uno dei falsi miti più resistenti sulle coliche è che la madre che allatta debba seguire una dieta drasticamente restrittiva per non passare gas al bambino. Questo approccio, oltre a essere spesso inutile, può risultare stressante e dannoso per la salute nutrizionale della mamma.
La realtà è più sfumata, le sostanze che una madre ingerisce non passano nel latte materno sotto forma di gas, i gas intestinali della mamma non raggiungono il latte. Ciò che può passare, in alcuni casi specifici, sono le proteine del latte vaccino, in bambini con allergia accertata alle proteine del latte vaccino (APLV) l’eliminazione dei latticini dalla dieta materna può effettivamente ridurre le coliche. Ma si tratta di una condizione specifica, da diagnosticare con il pediatra, non di una regola generale applicabile a tutti.
Per le mamme che allattano, le uniche indicazioni alimentari di buon senso sono quelle valide per chiunque: una dieta varia ed equilibrata, una buona idratazione e l’attenzione ai propri segnali corporei. Non è necessario eliminare cavoli, broccoli, legumi o altri alimenti tradizionalmente accusati di causare coliche, a meno che tu non noti una correlazione chiara e ripetuta tra un alimento specifico e le crisi del tuo bambino.
Per chi utilizza la formula artificiale, alcune accortezze pratiche possono aiutare:
- scegli un biberon anti-colica con sistema di valvole o fori ridotti che limitano l’ingresso di aria durante la suzione
- tieni il biberon inclinato in modo che la tettarella sia sempre piena di latte, riducendo l’ingestione di aria
- fai pause frequenti durante la poppata per favorire il ruttino
- parla con il pediatra prima di cambiare formula: le formule anti-colica o a base di proteine idrolizzate possono essere utili in alcuni casi specifici, ma non sono indicate per tutti i bambini
Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo esclusivamente divulgativo e non sostituiscono in alcun caso il parere del pediatra di famiglia. Per qualsiasi dubbio sulla salute del tuo bambino o sulla gestione delle coliche, rivolgiti sempre al tuo professionista sanitario di riferimento.
Domande frequenti sulle coliche nel neonato (FAQs)
Come fare per calmare le coliche dei neonati?
Le strategie più efficaci combinano il contatto fisico con il contenimento posturale, tieni il bambino a pancia in giù sull’avambraccio (posizione a tazza), esegui dondolii lenti e ritmici, o tienilo pelle a pelle sul tuo petto. I massaggi circolari in senso orario sul pancino, eseguiti nelle ore tranquille e non durante la crisi, aiutano a prevenire il ristagno di gas. Anche i suoni bianchi come rumore di pioggia, ventilatore o aspirapolvere a basso volume calmano molti bambini attivando il riflesso di calma tipico della vita intrauterina.
Quando è il picco delle coliche?
Il picco si raggiunge in genere intorno alle sei settimane di vita, è il momento in cui le crisi sono più lunghe, più frequenti e più difficili da gestire. Le coliche tendono poi a ridursi gradualmente e a scomparire spontaneamente tra il terzo e il quarto mese. Il pianto si concentra quasi sempre nel tardo pomeriggio e nelle prime ore serali, un andamento tanto caratteristico da essere considerato uno dei criteri diagnostici principali.
Come capire se il neonato ha le coliche?
I segnali tipici sono: pianto intenso e inconsolabile che dura almeno 3 ore, concentrato nelle ore serali, con pancia tesa e gambe flesse verso l’addome. Il bambino, però, fuori dagli episodi è sereno, si alimenta bene e cresce regolarmente. Se il pianto è continuo durante tutto il giorno, se è associato a febbre, vomito a getto o scarsa crescita, non si tratta di coliche semplici e il pediatra va contattato senza attendere.
Fonti
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Ultimo aggiornamento: 01 Luglio 2026