Punti chiave: calcolo dei percentili di crescita
- Cosa sono: i percentili di crescita confrontano peso, lunghezza o altezza e altri parametri del bambino con quelli di una popolazione di riferimento della stessa età e dello stesso sesso.
- Un singolo valore ha un significato limitato: per il pediatra è soprattutto importante osservare come evolve la curva nel tempo e se il bambino mantiene una velocità di crescita adeguata.
- Le tabelle OMS forniscono standard internazionali distinti per sesso e parametro; l’OMS dispone di standard dalla nascita ai 5 anni e di riferimenti specifici per bambini e adolescenti dai 5 ai 19 anni.
- Quando preoccuparsi: un rallentamento persistente o un cambiamento importante della traiettoria necessitano di una valutazione pediatrica, ma essere più bassi o più magri dei coetanei non significa automaticamente avere un problema di salute.
Una delle domande che accompagnano più spesso i genitori durante l’infanzia è se il bambino stia crescendo abbastanza e bene, ed è del tutto comprensibile: la crescita non riguarda soltanto centimetri e chilogrammi, ma rappresenta uno degli indicatori dello sviluppo e dello stato generale di salute del bambino. I confronti con i coetanei, però, possono diventare facilmente fonte di preoccupazione: vedere un compagno della stessa età più alto o più robusto non significa che nostro figlio stia crescendo male.
Per questo utilizziamo strumenti più affidabili del semplice confronto visivo: le curve e i percentili di crescita. Peso e altezza cambiano infatti secondo ritmi differenti nelle diverse fasi dell’infanzia; la letteratura scientifica distingue, ad esempio, una crescita particolarmente rapida nei primi 1-2 anni da una fase successiva caratterizzata da incrementi annuali più regolari fino alla pubertà.
Ma a contribuire nella crescita ci sono anche la genetica, la nutrizione, gli ormoni, le condizioni alla nascita e i fattori ambientali. Il calcolo dei percentili di crescita deve quindi essere considerato uno strumento per seguire nel tempo lo sviluppo individuale, non una classifica dei bambini. Vedremo come interpretarlo e, soprattutto, quali cambiamenti della curva meritano il parere del pediatra.

Cosa sono i percentili di crescita e a cosa servono
Un percentile indica la posizione di una misurazione all’interno di una popolazione di riferimento della stessa età e dello stesso sesso.
Immaginiamo di mettere idealmente in fila 100 bambini confrontabili: se il nostro bambino si trova al 25° percentile per l’altezza, significa che circa il 25% della popolazione di riferimento presenta un’altezza uguale o inferiore e circa il 75% una superiore. Non significa che abbia raggiunto “solo il 25% della crescita”, né che un bambino al 75° percentile sia più sano.
I percentili di crescita vengono utilizzati per seguire diversi parametri, tra cui:
- Peso in rapporto all’età;
- Lunghezza o altezza in rapporto all’età;
- Peso in rapporto alla lunghezza o all’altezza;
- Indice di massa corporea (BMI) in rapporto all’età;
- Nei primi anni, anche circonferenza cranica secondo le curve utilizzate.
L’OMS mette a disposizione curve specifiche per maschi e femmine e per differenti parametri antropometrici.
La parte davvero importante, però, è osservare più misurazioni nel tempo e non in un singolo momento. La stessa SIP spiega che intorno ai 2-3 anni molti bambini tendono ad assestarsi sul proprio percentile geneticamente determinato e successivamente a seguirlo fino all’avvicinarsi della pubertà. Ecco perché un bambino stabilmente al 10° percentile può avere una crescita del tutto fisiologica, mentre un cambiamento persistente della traiettoria precedente potrebbe richiedere una maggiore attenzione.
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Come effettuare il calcolo dei percentili di crescita
Per effettuare correttamente il calcolo dei percentili di crescita non basta conoscere quanto pesa il bambino. Occorre mettere in relazione diverse informazioni, principalmente peso, altezza o lunghezza, età e sesso, utilizzando la curva di riferimento appropriata.
Nei bambini nati prematuri, inoltre, durante il periodo indicato dal pediatra bisogna considerare l’età corretta, perché confrontare semplicemente il dato con l’età cronologica potrebbe fornire un’interpretazione fuorviante. Anche la SIP richiama espressamente la necessità di tenere conto delle settimane di prematurità nella valutazione della crescita.
L’accuratezza della misurazione è fondamentale e bisogna seguire alcune indicazioni:
- Nei lattanti la lunghezza viene misurata in posizione supina con un infantometro;
- Quando il bambino riesce a mantenere correttamente la posizione, si misura l’altezza in piedi con uno stadiometro;
- Il peso deve essere rilevato con una bilancia adeguata e interpretato rispetto all’età e agli altri parametri antropometrici.
Anche piccoli errori di postura o di misurazione possono spostare apparentemente il bambino da un percentile all’altro, soprattutto quando confrontiamo rilevazioni effettuate a breve distanza.
Il pediatra, inoltre, non interpreta questi numeri isolatamente, ma considera la velocità di crescita, le misurazioni precedenti, l’altezza dei genitori, lo sviluppo puberale, la storia alimentare e le condizioni generali di salute.
Come indicato dalla SIP, la crescita è il risultato dell’interazione tra fattori genetici, nutrizionali, ormonali e ambientali. Per questo un calcolatore online può essere utile come orientamento, ma non sostituisce la valutazione auxologica eseguita dal pediatra.
Le tabelle OMS come standard di riferimento
Per effettuare il calcolo dei percentili di crescita OMS è necessario utilizzare curve specifiche per sesso, età e parametro antropometrico. Gli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per i bambini dalla nascita ai 5 anni derivano dal Multicentre Growth Reference Study (MGRS), condotto tra il 1997 e il 2003 su 8.440 bambini provenienti da Brasile, Ghana, India, Norvegia, Oman e Stati Uniti. I partecipanti erano cresciuti in condizioni considerate favorevoli allo sviluppo e, tra i criteri utilizzati, figuravano buone condizioni di salute, assenza di fumo materno e pratiche alimentari coerenti con le raccomandazioni OMS. L’allattamento al seno è stato assunto come modello biologico di riferimento.
La tabella con peso, altezza ed età dei bambini non è in realtà una singola tabella universale. L’OMS mette a disposizione curve distinte per:
- Peso per età;
- Lunghezza/altezza per età;
- Peso per lunghezza o altezza;
- BMI per età;
- Circonferenza cranica per età nei più piccoli.
Dai 5 ai 19 anni vengono invece utilizzati i riferimenti OMS 2007, disponibili anch’essi sotto forma di percentili e z-score.
Queste curve permettono quindi un monitoraggio standardizzato, ma è bene precisarlo, non sostituiscono la valutazione pediatrica. L’OMS stessa sottolinea che gli standard descrivono come i bambini possono crescere quando vengono garantite condizioni favorevoli di salute, alimentazione e assistenza, anziché rappresentare semplicemente la media statistica di una singola popolazione.
🩺 Il consiglio del medico
Quando controlliamo i percentili, cerchiamo di non trasformare la curva di crescita in una pagella. Due bambini della stessa età possono avere peso e altezza molto diversi ed essere entrambi perfettamente sani. Un elemento interessante che il pediatra considera è anche il target genetico, ovvero la statura attesa sulla base dell’altezza dei genitori. Ciò che merita maggiore attenzione è soprattutto un rallentamento della velocità di crescita o un allontanamento persistente dal canale precedentemente seguito. Per questo misurare continuamente il bambino a casa o confrontarlo con fratelli e coetanei può creare più ansia che informazioni utili.
Come leggere la tabella e interpretare i risultati
Una volta effettuato il calcolo dei percentili, il risultato deve essere riportato sulla curva corrispondente all’età e al sesso del bambino. Il 50° percentile rappresenta approssimativamente il valore mediano della popolazione di riferimento, ma non costituisce un obiettivo da raggiungere. Come ribadito in precedenza, un bambino stabilmente al 10° percentile può crescere in maniera del tutto fisiologica, così come trovarsi al 90° percentile non significa automaticamente essere “più sano”.
Per interpretare correttamente i percentili dobbiamo quindi osservare soprattutto la traiettoria nel tempo. Immaginiamo, ad esempio, un bambino che cresce stabilmente lungo un percentile relativamente basso: se peso e altezza progrediscono con regolarità, le condizioni generali sono buone e la crescita è coerente con il suo potenziale genetico, quel valore può rappresentare semplicemente la sua costituzione.
Proprio per questa ragione, il pediatra osserva contemporaneamente:
- Andamento di peso e altezza nel tempo;
- Velocità di crescita;
- Proporzione tra peso e statura;
- BMI quando appropriato per età;
- Altezza dei genitori e potenziale genetico;
- Sviluppo puberale nei bambini più grandi;
- Eventuali sintomi, malattie croniche o problemi nutrizionali.
L’OMS dispone infatti anche di standard specifici per la velocità di crescita, sviluppati per valutare le variazioni di peso, lunghezza e circonferenza cranica nel tempo.
Non dobbiamo mai interpretare una curva come una fotografia isolata: è più simile a un film, nel quale la successione delle misurazioni fornisce molte più informazioni del singolo fotogramma.
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Percentile |
Significato Statistico |
Valutazione Generale |
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< 3° percentile |
Sotto la media della popolazione |
Richiede valutazione pediatrica |
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3° – 50° percentile |
Nella fascia media-bassa standard |
Sviluppo regolare se la curva è costante |
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50° percentile |
Esatta media della popolazione |
Sviluppo regolare |
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50° – 97° percentile |
Nella fascia media-alta standard |
Sviluppo regolare se la curva è costante |
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> 97° percentile |
Sopra la media della popolazione |
Richiede valutazione pediatrica |
Crolli o picchi improvvisi: quando consultare il pediatra
Ricordiamoci che un singolo dato insolito non significa necessariamente che ci sia un problema. Nel calcolo dei percentili di crescita possono intervenire normali variazioni individuali e persino piccoli errori di misurazione, perché ciò che conta principalmente è l’andamento nel tempo. Un bambino che passa progressivamente, ad esempio, dal 75° al 25° percentile merita una valutazione diversa rispetto a un coetaneo che si mantiene stabilmente al 25° fin dai primi anni.
In un articolo dedicato la SIP sottolinea che nei primi 2-3 anni i bambini possono attraversare fisiologicamente più curve prima di assestarsi sul percentile maggiormente correlato al proprio patrimonio genetico. Successivamente, una crescita regolare tende generalmente a mantenere una traiettoria relativamente stabile fino all’avvicinarsi della pubertà.
Ti invitiamo a parlarne con il pediatra se noti:
- Rallentamento persistente della crescita in altezza;
- Perdita o aumento di peso non spiegati;
- Attraversamento significativo e persistente di più canali percentili;
- Mancata crescita associata a scarso appetito, diarrea persistente, vomito o altri sintomi;
- Sviluppo puberale molto anticipato o ritardato;
- Una statura molto distante da quella attesa considerando l’altezza dei genitori.
Nel caso della bassa statura, inoltre, la letteratura ci ricorda che non basta osservare il percentile: il pediatra valuta velocità di crescita, statura dei genitori, età ossea e, quando necessario, eventuali approfondimenti endocrinologici o altri esami. Un cambiamento della curva è quindi un segnale da interpretare, non una diagnosi.
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Domande frequenti sul calcolo dei percentili di crescita (FAQ)
I percentili di crescita per maschi e femmine sono uguali?
No, l’OMS mette a disposizione curve di crescita separate per maschi e femmine, perché peso, lunghezza/altezza, BMI e altri parametri presentano distribuzioni differenti in relazione al sesso e all’età. Questo vale già dalla nascita e diventa ancora più evidente con l’avvicinarsi della pubertà, quando cambiano anche velocità e tempi della crescita. Per questo, per interpretare correttamente una misurazione, dobbiamo utilizzare sempre la curva corrispondente al sesso e all’età del bambino.
Qual è il percentile “perfetto”?
Non esiste un percentile perfetto e il 50° percentile non rappresenta un obiettivo da raggiungere. Indica semplicemente la mediana della popolazione di riferimento: circa metà dei bambini presenta un valore inferiore e metà superiore per quel parametro. Un bambino può trovarsi stabilmente su un percentile più basso o più alto e avere una crescita del tutto fisiologica. Ciò che conta maggiormente è valutare la traiettoria nel tempo, la velocità di crescita e la coerenza con il potenziale genetico e lo stato di salute generale.
Se mio figlio è in un percentile basso devo preoccuparmi?
Non necessariamente. Un bambino può essere naturalmente più piccolo dei coetanei e mantenere per anni un percentile basso senza avere alcun problema di salute. La SIP spiega che, se un bambino in età prepuberale presenta una statura ai limiti inferiori ma continua a crescere regolarmente lungo lo stesso canale, può essere sufficiente monitorarne la crescita. Una statura inferiore al 3° percentile, una velocità di crescita ridotta o una statura molto distante dal target genetico richiedono invece una valutazione pediatrica più approfondita.
Fonti
- Graber, E. G. (2025, October 14). Crescita fisica di neonati e bambini. Manuali MSD Edizione Professionisti.
- Bozzola, M. (2020, July 30). Per il pediatra: cosa fare di fronte a un bambino con bassa statura. Società Italiana Di Pediatria.
- Hernandez, M. A., Parker, R. M. A., Cole, T. J., Aris, I. M., Barros, H., Eriksson, J. G., Fleisch, A. F., Heude, B., Lee, Y. S., Li, Z., Oken, E., Santos, S., Tan, K. H., Vainqueur, C., Vrijkotte, T. G. M., Wright, J., Yang, T. C., Yap, F., Zhou, S., . . . Elhakeem, A. (2026). Birth weight percentiles and infant and child growth dynamics. JAMA Network Open, 9(7), e2622218.
- Growth reference data for 5-19 years. (2006). World Health Organisation – WHO
- Child growth standards. (2006, April 27). World Health Organisation – WHO
Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2026