Scopri cosa fa l'ortopedico pediatrico, come prenotare la visita, a cosa serve

Punti chiave sull’ortopedico pediatrico

  • Cos’è: lo specialista che segue lo sviluppo dello scheletro, delle articolazioni e della postura dalla nascita all’adolescenza.
  • Quando rivolgersi: zoppia persistente, asimmetrie del corpo, dolore articolare o notturno, ritardo nella deambulazione.
  • Cosa tratta: displasia dell’anca, piede torto, ginocchio valgo/varo patologico, scoliosi, morbo di Osgood-Schlatter.
  • Come si svolge la visita: colloquio con i genitori, osservazione del movimento, esame podoscopico; nessun esame invasivo o doloroso.
  • Esami di supporto: radiografie ed ecografie solo quando necessario, riducendo al minimo l’esposizione a radiazioni nei più piccoli.
  • Quando preoccuparsi: asimmetrie evidenti, zoppia improvvisa, dolore che sveglia il bambino di notte.

Nei primi anni di vita lo scheletro di un bambino cresce e si modella continuamente: ossa, cartilagini di accrescimento e articolazioni cambiano forma di mese in mese, ed è del tutto normale che gambe, piedi e schiena passino attraverso fasi che a un occhio poco esperto possono sembrare “storte”. L’ortopedico pediatrico non è semplicemente un ortopedico per adulti che tratta pazienti più piccoli: è lo specialista dello scheletro e delle articolazioni ancora in fase di accrescimento, l’unico in grado di distinguere con certezza un atteggiamento fisiologico da un vero segnale di allarme. Capire quando è il caso di richiedere una visita, e come si svolge, aiuta i genitori ad affrontare questo percorso senza ansie inutili.

L'ortopedico pediatrico tratta pazienti più piccoli

Chi è e cosa fa l’ortopedico pediatrico

L’ortopedico pediatrico si occupa esclusivamente di pazienti il cui scheletro non ha ancora raggiunto la maturità ossea. È una distinzione tutt’altro che formale: nei bambini sono presenti le cartilagini di accrescimento, zone di tessuto ancora “plastico” da cui dipende la crescita in lunghezza delle ossa. Un problema individuato mentre queste cartilagini sono ancora attive può spesso essere corretto con metodi conservativi; lo stesso problema, diagnosticato tardi, può richiedere interventi molto più complessi in età adulta. Per questo la diagnosi precoce è il cuore del lavoro dello specialista.

La differenza fondamentale tra ortopedico per adulti e specialista pediatrico

Un ortopedico per adulti ragiona su uno scheletro maturo, dove le deformità sono spesso definitive e richiedono correzioni chirurgiche o protesiche. L’ortopedico pediatrico, al contrario, lavora su una struttura in continua trasformazione: molte condizioni che nell’adulto sarebbero patologiche (come alcune curvature delle gambe) nel bambino rientrano nella normale evoluzione dello sviluppo e si risolvono spontaneamente con la crescita.

La visita con l'ortopedico pediatrico

La sinergia costante con il pediatra di libera scelta

Il primo filtro per la salute ortopedica del bambino resta il pediatra di famiglia, che durante i bilanci di salute periodici valuta la deambulazione, la simmetria del corpo e lo sviluppo motorio. È il pediatra a decidere, in base ai segnali raccolti, quando è opportuno richiedere una consulenza specialistica: la visita ortopedica pediatrica non è quindi un passaggio automatico, ma un secondo livello che si attiva quando servono competenze più specifiche.

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Quali sono i problemi ortopedici più comuni nei bambini

Nella pratica clinica quotidiana, la distinzione più importante è quella tra paramorfismi – atteggiamenti posturali scorretti ma correggibili, spesso legati a fasi transitorie dello sviluppo – e dismorfismi, vere alterazioni strutturali dell’osso che richiedono un trattamento. Questa tabella riassume come orientarsi in base all’età:

Fascia d’età Sviluppo fisiologico (normale) Segnale di allarme (patologico)
0 – 12 mesi Piedini lievemente ruotati verso l’interno Piede torto rigido, asimmetria delle pliche della coscia
1 – 3 anni Ginocchio varo (“a parentesi”), cammino incerto Zoppia persistente, dolore al tatto
3 – 6 anni Piede piatto lasso, ginocchio valgo (“ad X”) Piattismo rigido, dolore notturno costante
6 – 13 anni Atteggiamento scoliotico da stanchezza Scoliosi evolutiva, ipercifosi, dolore al ginocchio

Patologie neonatali: displasia dell’anca e piede torto congenito

Tra le condizioni da individuare più precocemente c’è la displasia evolutiva dell’anca, una malformazione in cui la testa del femore non si posiziona correttamente nella cavità acetabolare. Per questo motivo lo screening ecografico delle anche viene generalmente proposto tra le 4 e le 6 settimane di vita nei neonati senza fattori di rischio, e comunque non oltre il terzo mese (Ministero della Salute); nei bambini con familiarità per displasia, parto podalico o altri fattori di rischio, l’esame va anticipato, talvolta entro le prime settimane di vita. Il piede torto congenito, quando presente, viene invece gestito fin dai primi giorni con tutori o gessi progressivi, secondo un percorso conservativo che nella maggior parte dei casi evita la chirurgia.

Alterazioni degli arti inferiori: piede piatto lasso, ginocchio valgo e varo

Il piede piatto nei bambini sotto i 6-8 anni è quasi sempre fisiologico: dipende da un cuscinetto adiposo plantare che maschera l’arco del piede e che tende a ridursi naturalmente con la crescita (SITOP – Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica). Per questo motivo, l’utilizzo di plantari è raramente necessario prima di questa età (SITOP).

Allo stesso modo, le ginocchia “a X” (ginocchio valgo) sono un passaggio normale dello sviluppo, che in genere si attenua entro l’età scolare. Anche il fenomeno del camminare sulle punte (toe-walking), se occasionale e non associato ad altri segnali neurologici, rientra spesso in una variante normale dell’andatura infantile.

il fenomeno del camminare sulle punte (toe-walking)

Problemi della colonna vertebrale in età scolare: scoliosi e ipercifosi

Con l’ingresso a scuola diventa importante monitorare la colonna vertebrale: lo screening per la scoliosi deve intensificarsi durante lo “spurt” puberale (10-12 anni per le femmine, 12-14 per i maschi), poiché è il periodo di massima progressione della curva (IRCCS – Istituto Ortopedico Rizzoli). Il test di Adams, che consiste nel far flettere il busto del bambino in avanti per osservare eventuali gibbi costali, è lo strumento di screening più diffuso per la scoliosi idiopatica dell’adolescente. Anche il peso e la modalità di trasporto dello zaino scolastico, insieme a una postura scorretta prolungata durante lo studio, possono contribuire ad accentuare atteggiamenti scorretti, pur senza causare da soli una scoliosi vera e propria.

Dolori della crescita e osteocondrosi: il morbo di Osgood-Schlatter

Molti genitori sentono parlare di “dolori della crescita”: si tratta in genere di fastidi muscolari serali, benigni e transitori. Diverso è il caso delle apofisiti da sovraccarico, come il morbo di Osgood-Schlatter, che colpisce la parte anteriore del ginocchio nei pre-adolescenti molto attivi sportivamente e che richiede spesso solo una modulazione del carico sportivo e, nelle fasi acute, il riposo.

Test di Adams per la scoliosi nei bambini

Quando portare un bambino dall’ortopedico: i segnali di allarme

Alcuni segnali meritano una valutazione specialistica anche in assenza di dolore: asimmetrie evidenti delle spalle o del bacino, un consumo anomalo e non uniforme delle suole delle scarpe, oppure un bambino che tende a stancarsi molto prima dei coetanei durante la corsa o le attività motorie di gruppo.

Zoppia improvvisa, dolori articolari o traumi

Una zoppia che compare da un giorno all’altro va sempre segnalata al pediatra: può trattarsi di una forma transitoria e benigna come la sinovite reattiva dell’anca, spesso legata a un’infezione virale recente, ma può anche derivare da un trauma sportivo o da una caduta che richiede un approfondimento specifico, con un medico dello sport, per esempio.

Il consiglio del pediatra: la maggior parte delle “gambe storte” e dei piedi piatti osservati prima dei 6 anni sono tappe normali dello sviluppo, non anomalie da correggere con plantari o tutori fai-da-te. Prima di qualsiasi intervento, anche apparentemente innocuo, è sempre il pediatra o l’ortopedico pediatrico a dover valutare se serve davvero un trattamento o se basta osservare l’evoluzione nel tempo.

Come si svolge la prima visita ortopedica pediatrica

La visita si apre con un colloquio approfondito con i genitori, che ricostruisce la storia del parto, eventuali familiarità per problemi ortopedici e le tappe dello sviluppo motorio del bambino. Segue una valutazione visiva del movimento e, spesso, un test su podoscopio o pedana baropodometrica per analizzare l’appoggio del piede. Il medico costruisce l’intera visita con un approccio ludico, proponendo piccoli giochi o movimenti che mettono il bambino a proprio agio e permettono, allo stesso tempo, di osservarne la coordinazione.

Eventuali esami diagnostici di approfondimento

Solo quando l’esame clinico lo richiede, lo specialista prescrive approfondimenti come una radiografia della colonna o del bacino, un’ecografia o, più raramente, una risonanza magnetica. In età pediatrica l’esposizione a radiazioni ionizzanti viene sempre ridotta al minimo indispensabile, privilegiando quando possibile tecniche di imaging come l’ecografia, che non utilizza radiazioni.

Check-list per i genitori: documenti e abbigliamento idoneo per la prima visita

  • Libretto pediatrico o eventuale documentazione sulle tappe dello sviluppo motorio
  • Referti radiologici o visite ortopediche precedenti, se presenti
  • Le scarpe usate quotidianamente dal bambino, utili per valutare il tipo di usura della suola
  • Abbigliamento comodo e facile da togliere, per permettere una valutazione visiva completa degli arti
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Quanto costa una visita dall’ortopedico pediatrico

Attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, con impegnativa del pediatra di famiglia, la visita ortopedica pediatrica è soggetta al pagamento del solo ticket sanitario, con tempi di attesa variabili in base alla regione e all’urgenza clinica indicata. In regime privato, il costo medio di una prima visita si colloca generalmente tra i 100€ e i 200€, con variazioni legate alla struttura, alla città e all’eventuale inclusione di esami strumentali come l’ecografia nella stessa seduta.

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono in alcun caso una visita medica. In caso di sintomi persistenti o dubbi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.

Domande frequenti sull’ortopedico pediatrico

Serve sempre l’impegnativa del pediatra per prenotare la visita?

Nel Servizio Sanitario Nazionale sì, l’impegnativa del pediatra di libera scelta è generalmente necessaria per accedere alla visita a tariffa calmierata. In regime privato è invece possibile prenotare autonomamente, anche senza una richiesta scritta.

L’attività sportiva può causare problemi ortopedici nei bambini?

Uno sport praticato con carichi adeguati all’età non causa danni allo scheletro in crescita; è invece la specializzazione precoce e intensiva in un solo gesto atletico, unita a un riposo insufficiente, che può favorire sovraccarichi come le apofisiti da sovraccarico sportivo.

Un bambino con i piedi piatti deve evitare lo sport?

No: nella grande maggioranza dei casi il piede piatto infantile è una condizione fisiologica che non richiede alcuna restrizione nell’attività fisica, che al contrario favorisce lo sviluppo muscolare della volta plantare.

Quanto dura in media la prima visita ortopedica pediatrica?

Considerando anamnesi, esame clinico e il tempo necessario a far sentire a proprio agio il bambino, una prima visita dura generalmente tra i 30 e i 45 minuti.

Fonti

  • Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica. (2023). Linee guida sulla gestione delle principali patologie ortopediche nel bambino. https://www.sitop.it
  • Istituto Ortopedico Rizzoli. (2024). La scoliosi idiopatica adolescenziale: Diagnosi e protocolli di trattamento. https://www.ior.it
  • Ministero della Salute. (2021). Protocollo per lo screening neonatale della Displasia Evolutiva dell’Anca (DEA). https://www.salute.gov.it
  • Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia. (2022). Traumatologia dello sport in età evolutiva: Lesioni del crociato e meniscali. https://www.siot.it


Gaia Di Bella

Gaia Di Bella
Medico Specialista in Pediatria

Leggi la biografia

Gaia Di Bella, pediatra di Serenis, è un medico specialista in Pediatria con una profonda esperienza nella neurologia pediatrica e nei disturbi dello sviluppo e del sonno. Laureata con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pavia e abilitata alla professione medica, ha conseguito con il massimo dei voti la specializzazione in Pediatria presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Con alle spalle un’importante formazione specialistica presso centri di riferimento nazionali come l’Ospedale Bambino Gesù di Roma e il Policlinico di Catania, si impegna a coniugare rigore scientifico ed empatia, costruendo un rapporto di fiducia con le famiglie per accompagnare la crescita dei più piccoli e promuovere il loro benessere futuro.