Colore occhi nel neonato

Punti chiave sul colore degli occhi del neonato

  • Alla nascita: Non tutti i neonati nascono con gli occhi blu o grigi. Questa caratteristica è più frequente nei bambini geneticamente predisposti ad avere una pigmentazione chiara, mentre gli altri possono presentare occhi marroni già alla nascita.
  • Mesi successivi: Il colore dipende soprattutto dalla quantità e distribuzione della melanina nell’iride. Nei primi mesi l’attività dei melanociti continua e l’iride può progressivamente scurirsi, facendo emergere tonalità marroni, nocciola o verdi.
  • Genetica: Il colore degli occhi viene ereditato da entrambi i genitori ed è un carattere poligenico; non dipende semplicemente da un gene “marrone dominante” e uno “azzurro recessivo”.
  • Due genitori con gli occhi marroni possono avere un figlio con gli occhi azzurri? Sì, se la combinazione delle varianti genetiche ereditate lo consente. Il colore degli occhi di genitori e nonni può quindi fornire qualche indizio, ma non permette di prevedere con certezza quello del neonato.

Quando cambia il colore degli occhi nei neonati? La cronologia mese per mese

Il colore degli occhi che abbiamo alla nascita non è necessariamente quello definitivo. La maggior parte dei neonati caucasici presenta occhi di un colore grigio fumo o blu scuro e ciò accade perché il pigmento responsabile del colore, la melanina, non è ancora stato depositato in quantità significative nello stroma dell’iride.

Il caratteristico color notte dipende dal cosiddetto effetto Tyndall/Rayleigh: in assenza di melanina, la luce che entra nell’occhio viene riflessa e diffusa dagli strati traslucidi dell’iride. Le lunghezze d’onda corte (blu) vengono diffuse più facilmente, conferendo all’occhio l’aspetto azzurrognolo o grigiastro.

Non è però vero che tutti i neonati attraversino questa fase. Per esempio, la maggior parte dei neonati di origine africana, asiatica o ispanica presenta già occhi marroni o fortemente pigmentati alla nascita.

Nelle prime settimane è quindi troppo presto per prevedere con sicurezza quale sarà il colore definitivo. Per seguire la crescita del bambino nei primi mesi puoi consultare anche la tabella della crescita del neonato mese per mese.

Come cambia il colore degli occhi del neonato.

Dai 3 ai 6 mesi: le prime sfumature definitive

Tra i 3 e i 6 mesi il colore dell’iride può diventare progressivamente più indicativo di quello futuro. Se aumenta la quantità di melanina, gli occhi inizialmente grigi o azzurri possono scurirsi e assumere sfumature verdi, nocciola o marroni.

Il cambiamento non avviene necessariamente in maniera uniforme: possiamo osservare pigmentazioni differenti all’interno della stessa iride, per esempio tonalità più calde vicino alla pupilla e una zona periferica ancora grigio-azzurra. Anche gli occhi che rimarranno chiari possono modificare l’intensità e la saturazione dei colori.

Dopo i primi 6 mesi i cambiamenti tendono a rallentare, ma possono continuare durante il resto del primo anno.

Non dobbiamo quindi aspettarci una trasformazione precisa a una determinata settimana: velocità e intensità della pigmentazione sono individuali e geneticamente influenzabili. Un bambino con gli occhi azzurri a tre mesi può conservarli, mentre in un altro la stessa tonalità iniziale può progressivamente diventare verde, nocciola o persino marrone.

🩺 Il consiglio del pediatra

Il colore degli occhi è una delle tante caratteristiche che cambiano mentre conosciamo il nostro bambino. Godiamoci queste trasformazioni senza controllare ogni sfumatura con preoccupazione: nella maggior parte dei casi fanno semplicemente parte della normale maturazione dell’iride. Ciò che merita attenzione non è tanto se gli occhi diventino azzurri, verdi o marroni, quanto come il bambino vede e come si sviluppano i suoi occhi. I controlli pediatrici permettono di valutare precocemente eventuali anomalie e indicare una visita dall’oculista pediatrico quando necessaria. Se notiamo invece un riflesso bianco nella pupilla (leucocoria), deviazioni persistenti degli occhi o altre anomalie visive, non aspettiamo il primo compleanno per segnalarle.

Da 12 mesi a 3 anni: quando il colore si stabilizza del tutto

Dopo il primo anno il colore degli occhi è generalmente molto più stabile, ma non abbiamo una soglia precisa oltre la quale non possa più cambiare, in quanto durante la prima infanzia possono continuare ad esserci piccole variazioni di intensità e tonalità.

Un follow-up pubblicato nel 2020 su Acta Ophthalmologica ha confrontato il colore alla nascita e a 2 anni in 148 bambini. Nel 66,9% dei casi non era cambiato, osservando che gli occhi marroni erano particolarmente stabili: 73 dei 77 neonati con iridi marroni le conservavano a 2 anni. Tra i 40 nati con occhi blu, invece, 11 erano passati al marrone, 3 al nocciola e 2 al verde.

Possiamo quindi considerare il colore osservato intorno all’anno sempre più indicativo, ma non necessariamente definitivo. Sono state documentate variazioni dell’iride persino dopo i 3 anni, sebbene i cambiamenti più evidenti legati alla maturazione della pigmentazione avvengano soprattutto nei primi anni.

Fascia di età Sviluppo colore degli occhi
0-40 giorni Fase di latenza: il colore rimane solitamente simile a quello della nascita, ma può iniziare a mostrare una maggiore profondità o lievi sfumature se la produzione di melanina è precoce.
3-6 mesi Fase critica di cambiamento: i melanociti iniziano a secernere melanina in modo più attivo. Se gli occhi sono destinati a diventare marroni, si noterà un oscuramento progressivo; se destinati a rimanere chiari, la tonalità azzurra o verde diventerà più definita.
12-36 mesi Stabilizzazione: La maggior parte dei bambini raggiunge il colore definitivo entro il primo anno, ma la densità del pigmento può continuare ad aumentare fino ai 3 anni. In alcuni casi, lievi cambiamenti avvengono fino all’età scolare.

Test colore occhi neonato: come capire se saranno chiari o scuri

Non esiste un test visivo casalingo scientificamente validato capace di prevedere con certezza il futuro colore degli occhi. Possiamo però osservare come evolve la pigmentazione dell’iride nel corso dei mesi, preferibilmente alla luce naturale indiretta, senza esporre il bambino a una luce intensa che potrebbe dare fastidio.

Se un’iride inizialmente blu o grigia sviluppa progressivamente zone marroni, ambrate o dorate, soprattutto intorno alla pupilla, significa che la pigmentazione sta cambiando e il colore finale potrebbe risultare più scuro o intermedio. D’altro canto, un’iride che rimane uniformemente blu o grigio-azzurra senza sviluppare pigmentazione evidente può conservare più facilmente una tonalità chiara.

Attenzione, perché parliamo di indizi visivi, non di regole predittive. Ci sono diversi fattori che possono modificare notevolmente la nostra percezione dell’iride, tra cui illuminazione, riflessi, fotocamera e colori circostanti.

Per confrontare l’evoluzione nel tempo possiamo osservare o fotografare gli occhi nelle stesse condizioni di illuminazione, anziché cercare un singolo riflesso che anticipi il colore definitivo.

Serenis Medicina

Dubbi sugli occhi del tuo neonato? Un pediatra online risponde entro 15 minuti.

Visita pediatrica online con pediatri selezionati. Scegli tra visita singola o visite illimitate.

  • Un pediatra online è sempre reperibile, anche di notte e nei weekend
  • Ti risponde entro 15 minuti
  • Prescrizioni e consigli in pochi minuti

Occhi grigi o verdi scuro nei neonati: come si evolveranno?

Grigio, verde, nocciola e ambra sono tonalità particolarmente difficili da prevedere perché il colore dell’iride non dipende dalla presenza di pigmenti verdi o blu, ma dalla combinazione tra quantità e distribuzione della melanina e diffusione della luce nei tessuti.

Gli occhi marroni contengono generalmente più melanina, mentre quelli azzurri ne presentano meno. Le tonalità intermedie derivano da combinazioni più complesse: una pigmentazione moderata o distribuita in maniera non uniforme può contribuire alla comparsa di occhi verdi, nocciola o ambrati.

Per questo un neonato con occhi grigio-verdi può sviluppare successivamente un colore più verde, nocciola o marrone, ma non possiamo prevedere quale osservando soltanto la tonalità iniziale.

Anche la categoria “nocciola” comprende iridi molto differenti, spesso con più colori nella stessa iride. Proprio le tonalità intermedie risultano più difficili da classificare e prevedere anche nei modelli genetici, perché coinvolgono numerose varianti e differenti modalità di distribuzione del pigmento.

Occhi grigi o verdi scuri nel neonato

Gli occhi azzurri nei neonati possono diventare marroni?

Ci sembrerà strano, ma un neonato con gli occhi azzurri può sviluppare successivamente occhi marroni, soprattutto quando il colore chiaro osservato alla nascita dipende da una pigmentazione dell’iride ancora ridotta.

Con il passare dei mesi, l’aumento della melanina può rendere l’iride progressivamente più scura, ma la trasformazione non deve necessariamente avvenire direttamente da azzurro a marrone: durante la maturazione possiamo osservare sfumature grigie, verdi o nocciola, oppure zone dell’iride che si pigmentano più rapidamente di altre.

Il cambiamento è particolarmente frequente nel primo anno, ma non tutti gli occhi azzurri sono destinati a scurirsi. Se la predisposizione genetica determina una bassa quantità di melanina nell’iride, gli occhi possono rimanere azzurri anche nell’età adulta.

Per questo il colore osservato nei primi 2-3 mesi non ci permette di fare una previsione sicura. Con il passare dei mesi diventa progressivamente più indicativo, ma anche dopo il primo compleanno possono verificarsi variazioni più sottili di tonalità o intensità, come visto in precedenza.

Serenis Medicina

Hai notato qualcosa di strano negli occhi del tuo bambino? Parla con un pediatra, h24.

Pediatri online disponibili h24, 7 giorni su 7. Scegli tra visita singola o visite illimitate.

  • Consulto online: niente sala d’attesa, niente appuntamenti da settimane
  • Chiarisce i dubbi sui sintomi del tuo bambino
  • Pediatri selezionati e verificati

Genetica del colore degli occhi: chi trasmette la tonalità ai figli?

Il colore degli occhi viene ereditato da entrambi i genitori, ma non segue la semplice regola scolastica e Mendeliana secondo cui “il marrone domina sull’azzurro”. Si tratta di un carattere poligenico, determinato dall’interazione di numerose varianti genetiche che influenzano quantità, distribuzione e produzione della melanina nell’iride.

Un grande studio pubblicato nel 2021 su Science Advances, condotto su quasi 195.000 persone, ha individuato ben 124 associazioni genetiche indipendenti in 61 regioni del genoma, confermando una complessità molto superiore al modello mendeliano tradizionale.

In tutto ciò, occupano un ruolo particolarmente importante i geni OCA2 e HERC2, situati sul cromosoma 15. Alcune varianti di HERC2 regolano infatti l’attività di OCA2 e influenzano fortemente la pigmentazione.

Non sono però gli unici geni coinvolti. Questo spiega perché due genitori con gli occhi marroni possano avere un bambino con gli occhi azzurri e perché osservare soltanto il colore dei genitori non consenta di calcolare con certezza quello del figlio.

Qual è la probabilità che un figlio abbia gli occhi scuri come i nonni?

Un bambino può avere un colore degli occhi simile a quello di un nonno, ma non perché il carattere abbia realmente “saltato una generazione”. Ogni genitore eredita varianti genetiche dai propri genitori e ne trasmette una combinazione al figlio: alcune possono contribuire al colore dell’iride senza essere evidenti osservando semplicemente gli occhi del genitore.

La complessità di questo fenomeno è dimostrata anche da uno studio pubblicato nel 2023 su Genes. Tra 166 norvegesi con varianti del gene HERC2 normalmente associate alla previsione degli occhi marroni, 43 avevano invece gli occhi azzurri. Analizzando più nel dettaglio la regione HERC2-OCA2, i ricercatori hanno individuato ulteriori varianti che potevano contribuire a spiegare gran parte di queste eccezioni.

Gli occhi dei nonni possono quindi fornire informazioni sulla storia genetica familiare, ma non permettono di assegnare una percentuale affidabile al singolo bambino. Un’apparente somiglianza con nonna o nonno nasce dalla particolare combinazione di varianti ereditate attraverso entrambi i genitori.

Probabilità colore occhi neonato

Tabella della probabilità ereditaria del colore degli occhi

Possiamo utilizzare il colore degli occhi dei genitori per immaginare quali tonalità siano più plausibili, ma non per calcolare con precisione il colore che avrà il bambino. Le classiche tabelle che incrociano, per esempio, occhi marroni, verdi e azzurri rappresentano infatti una semplificazione dell’ereditarietà reale.

Sono comunque utili per comprendere il concetto che i genitori con occhi chiari hanno generalmente una maggiore probabilità di trasmettere combinazioni genetiche associate a una pigmentazione ridotta, mentre due genitori con occhi scuri possono trasmettere combinazioni molto più variabili.

La tabella seguente deve quindi essere interpretata come orientativa, non come un test genetico. Le percentuali derivano da modelli semplificati che raggruppano l’enorme varietà delle iridi umane in poche categorie.

Genitori Probabilità Occhi Azzurri Probabilità Occhi Verdi Probabilità Occhi Marroni/Scuri
Azzurri x Azzurri ~99% <1% <1%
Marrone x Marrone ~19% ~7% ~74%
Azzurri x Marrone ~50% ~0% ~50%
Azzurri x Verdi ~50% ~50% <1%
Verdi x Verdi ~25% ~75% <1%

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione di un medico o di un pediatra. Per qualsiasi dubbio sulla salute del proprio bambino, consultare sempre il pediatra.

Domande frequenti su colore occhi neonato (FAQ)

Gli occhi chiari nei neonati si vedono subito?

Non sempre. Un’iride poco pigmentata può apparire inizialmente blu scuro, grigia o di una tonalità difficile da definire. Nei mesi successivi il colore può schiarirsi, scurirsi oppure sviluppare sfumature verdi o nocciola. Se dopo i 6 mesi gli occhi rimangono uniformemente chiari e non compare una pigmentazione marrone evidente, la tonalità osservata diventa progressivamente più indicativa di quella futura. Non possiamo però considerarla ancora una previsione certa, perché i cambiamenti possono verificarsi anche successivamente.

Perché alcuni bambini hanno gli occhi di due colori diversi?

Questa caratteristica prende il nome di eterocromia e dipende da una diversa quantità o distribuzione della melanina nelle iridi. Può essere completa, quando un occhio ha un colore diverso dall’altro, oppure settoriale, quando soltanto una parte dell’iride presenta una tonalità differente. Può essere una caratteristica congenita e innocua. Se però la differenza compare improvvisamente, cambia nel tempo o è accompagnata da altri sintomi oculari, è opportuno farla valutare dal pediatra o dall’oculista.

Il colore degli occhi può cambiare anche dopo i 3 anni?

Sì, anche se i cambiamenti importanti sono molto meno frequenti rispetto ai primi anni di vita. Tonalità e intensità dell’iride possono modificarsi leggermente anche durante l’infanzia e, in alcuni casi, successivamente. Un cambiamento evidente del colore di un solo occhio, soprattutto se improvviso o associato a dolore, arrossamento dell’occhio del bambino o altri disturbi oculari, non deve però essere attribuito automaticamente alla normale crescita e merita una valutazione specialistica.

Perché gli occhi del bambino sembrano cambiare colore con la luce?

Perché il colore che percepiamo dipende non soltanto dalla melanina presente nell’iride, ma anche da come la luce viene assorbita, riflessa e diffusa dai suoi tessuti. Illuminazione naturale o artificiale, dimensione della pupilla, colori circostanti e persino la fotocamera possono far apparire lo stesso occhio più azzurro, verde, grigio o scuro. Questo effetto è particolarmente evidente nelle iridi chiare o intermedie e non significa che il colore biologico dell’occhio stia realmente cambiando nell’arco della giornata.

Fonti


Gaia Di Bella

Gaia Di Bella
Medico Specialista in Pediatria

Leggi la biografia

Gaia Di Bella, pediatra di Serenis, è un medico specialista in Pediatria con una profonda esperienza nella neurologia pediatrica e nei disturbi dello sviluppo e del sonno. Laureata con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pavia e abilitata alla professione medica, ha conseguito con il massimo dei voti la specializzazione in Pediatria presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Con alle spalle un’importante formazione specialistica presso centri di riferimento nazionali come l’Ospedale Bambino Gesù di Roma e il Policlinico di Catania, si impegna a coniugare rigore scientifico ed empatia, costruendo un rapporto di fiducia con le famiglie per accompagnare la crescita dei più piccoli e promuovere il loro benessere futuro.