Punti chiave sull’ecografia transvaginale
- Cos’è: l’ecografia transvaginale è un esame di diagnostica per immagini in tempo reale che utilizza una sonda a ultrasuoni inserita in vagina per visualizzare nel dettaglio utero, endometrio, ovaie e strutture pelviche vicine.
- Durata: l’esame dura generalmente tra i 10 e i 15 minuti e non è doloroso.
- Preparazione: per l’esame di norma non sono richieste preparazioni particolari ma è importante evitare rapporti sessuali nelle 24-72 ore precedenti, arrivare con vescica completamente vuota e portare con sè eventuali esami precedenti. La normale igiene intima è sufficiente.
- Costo: se effettuata in regime SSN si paga il ticket regionale mentre in regime privato il costo dell’ecografia transvaginale o del pacchetto “visita + ecografia” può variare generalmente tra i 90 € e i 180 €.
L’ecografia transvaginale è un esame diagnostico per immagini che utilizza gli ultrasuoni per valutare nel dettaglio l’apparato genitale femminile, in particolare utero, ovaie ed endometrio.
L’esame risulta particolarmente utile nel riconoscimento precoce di anomalie dell’endometrio, ispessimenti, presenza di polipi o masse sospette.
Si tratta di una procedura non invasiva ed è un esame di routine durante le normali visite ginecologiche.
Ecografia transvaginale pelvica: cos’è e a cosa serve
L’ecografia transvaginale pelvica è un’ecografia interna eseguita mediante una sonda a ultrasuoni dedicata, inserita delicatamente all’interno della vagina, e che consente di visualizzare in dettaglio l’apparato genitale femminile e le strutture vicine.
Rispetto all’ecografia addominale, l’approccio interno avvicina molto più la sonda agli organi da studiare, migliorando la risoluzione delle immagini per i distretti profondi o di piccole dimensioni.
Il ginecologo può richiedere l’esame in numerose situazioni, ad esempio:
- sanguinamenti uterini anomali o irregolarità del ciclo
- dolore pelvico acuto o cronico
- sospetto di cisti ovariche, fibromi, polipi endometriali o malformazioni uterine
- valutazione di infertilità femminile e monitoraggio follicoli nei percorsi di procreazione assistita
- urgenze del primo trimestre di gravidanza.
Nella pratica clinica l’ecografia transvaginale rappresenta spesso il primo passo per inquadrare sintomi come amenorrea, metrorragie o dolori pelvici di origine ignota, aiutando a distinguerne le cause.

Quali organi e patologie permette di analizzare l’ecografia interna?
Durante l’esame possono essere analizzati:
- Cervice: analisi della morfologia, valutazione della presenza di polipi e lesioni
- Corpo dell’utero: valutando dimensioni, forma e presenza di miomi/fibromi.
- Endometrio: analisi dello spessore endometriale e della struttura, valutazione della presenza di polipi o ispessimenti sospetti.
- Ovaie: volume, struttura, presenza di cisti ovariche
- Tube di Falloppio: eventuale dilatazione o raccolte liquide, campanello d’allarme in alcuni quadri infiammatori.
- Strutture adiacenti: utile ad esempio nella valutazione di endometriosi profonda.
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Come si fa un’ecografia transvaginale: lo svolgimento dell’esame
L’esame si svolge in ambiente ambulatoriale, generalmente durante una normale visita ginecologica.
La paziente viene fatta sedere sul lettino in posizione ginecologica con ginocchia piegate e piedi appoggiati.
Il medico utilizza una sonda a ultrasuoni sottile che viene protetta da un involucro sterile e monouso e lubrificata con uno specifico gel lubrificante sterile per facilitare l’inserimento.
Una volta inserita in vagina la sonda emette onde sonore ad alta frequenza che vengono riflesse dai tessuti interni e trasformate in immagini in tempo reale sul monitor.
La durata media dell’ecografia transvaginale è generalmente compresa tra i 10 e i 15 minuti, variabile in base a complessità del quadro clinico e alla necessità di ulteriori misurazioni.
Durante l’esame il ginecologo solitamente spiega cosa sta osservando e al termine rilascia il referto scritto con allegate eventuali immagini acquisite durante l’ecografia.
Al termine dell’esame non è previsto un periodo di osservazione e la paziente può alzarsi subito dal lettino riprendendo immediatamente la normale attività quotidiana.

L’ecografia transvaginale fa male o è pericolosa?
Uno dei dubbi più frequenti è se l’ecografia transvaginale faccia male o se sia un esame pericoloso.
L’esame si basa su ultrasuoni, cioè su onde sonore e non su radiazioni ionizzanti, per cui viene generalmente considerato sicuro anche in gravidanza.
L’esame non risulta doloroso: la sonda è sottile, l’introduzione è delicata e lubrificata, il medico dialoga con la paziente durante l’inserimento della sonda così da potersi fermare in caso di disagio significativo.
In caso di ipersensibilità vaginale o dolore pelvico già presente alcune pazienti potrebbero avvertire durante l’inserimento della sonda una leggera pressione o un minimo fastidio, ma di norma si tratta di sensazioni sopportabili e di breve durata.
L’esame non viene effettuato su pazienti che non hanno ancora avuto rapporti sessuali, in quel caso si preferisce ricorrere a ecografia pelvica addominale esterna o, in casi selezionati, all’ecografia transrettale.
🩺 Il consiglio del medico
Se durante l’ecografia transvaginale avverti un fastidio intenso o insolito, comunicalo subito al medico: l’esame può essere interrotto e riprogrammato senza nessun problema. Non rimandare una visita ginecologica se hai dolori pelvici persistenti, sanguinamenti anomali o irregolarità del ciclo: l’ecografia transvaginale è spesso lo strumento più rapido per identificare la causa e indirizzarti verso il percorso di cura giusto.
Norme di preparazione: cosa fare prima dell’appuntamento?
L’ecografia transvaginale richiede una preparazione semplice ma importante per qualità dell’esame e comfort della paziente.
Le indicazioni generalmente sono:
- Vescica completamente vuota, a differenza dell’ecografia pelvica addominale esterna, la transvaginale si esegue di norma dopo aver urinato, in quanto la vescica piena potrebbe comprimere gli organi pelvici e rendere meno agevole la manovra della sonda.
- Igiene intima abituale, non sono necessari clisteri o preparazioni particolari, salvo protocolli specifici in caso di ecografie di secondo livello (per cui darà eventuali indicazioni il centro).
- Evitare rapporti sessuali, creme o ovuli vaginali nelle 24-72 ore precedenti l’esame se indicato dal centro.
- Portare con sé esami precedenti, come ecografia, referti istologici o esami del sangue, utili per poter confrontare l’andamento nel tempo.
Hai dubbi su come prepararti all’ecografia? Chiedi a un medico.
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L’ecografia transvaginale è un esame che può essere effettuato anche durante il ciclo mestruale a meno che nella stessa visita sia previsto anche un pap test, in quel caso il ginecologo chiede di effettuare l’esame alcuni giorni dopo l’ultima mestruazione.
| Tipo di Ecografia Ginecologica | Stato della Vescica | Quando si Preferisce |
| Transvaginale (Interna) | Completamente vuota, si richiede alla paziente di urinare prima dell’esame | Massimo dettaglio visivo per utero, ovaie e primi mesi di gravidanza; pazienti sessualmente attive; studio di dolore pelvico, sanguinamenti anomali o endometriosi. |
| Pelvica Addominale (Esterna) | Ben piena: in molti protocolli viene richiesto di bere acqua (fino a circa 1L) e di non urinare per alcune ore prima dell’esame. | Pazienti non sessualmente attive o per la valutazione di masse pelviche molto grandi o patologie addominali associate. |
Monitoraggio della gravidanza e percorsi di fertilità
L’ecografia transvaginale è un esame comune durante la gravidanza, soprattutto nel primo trimestre.
Questo esame consente di visualizzare precocemente la camera gestazionale in utero e identificare o escludere rapidamente gravidanze extrauterine (che rappresentano un’urgenza ginecologica); risulta utile per datare con maggiore precisione la gravidanza e confermare la presenza del battito cardiaco embrionale.
Nei percorsi di fertilità e procreazione medicalmente assistita, l’ecografia transvaginale viene utilizzata per la conta ed il monitoraggio dei follicoli ovarici e per valutare le risposte alla stimolazione ormonale.
Disclaimer. Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere esclusivamente divulgativo e non sostituiscono in nessun caso il parere del medico. Per qualsiasi dubbio relativo alla tua salute o prima di sottoporti a esami diagnostici, rivolgiti sempre al tuo medico di fiducia o a uno specialista qualificato.
FAQ e domande frequenti sull’ecografia pelvica interna
L’endometriosi si vede con l’ecografia transvaginale?
Nel sospetto di endometriosi l’ecografia transvaginale rappresenta il test di primo livello più utilizzato. Permette di riconoscere con buona accuratezza gli endometriomi e può evidenziare anche noduli profondi che coinvolgono setti interni. Per una diagnosi accurata il ginecologo potrebbe richiedere l’esame in precisi giorni del ciclo e con eventuale preparazione intestinale specifica.
Qual è il costo medio di un’ecografia transvaginale?
Se l’esame viene effettuato con il Servizio Sanitario Nazionale si paga solo il costo del ticket (dai 36 € ai 50 € a seconda della regione, salvo eccezioni). In regime privato invece il costo varia mediamente dai 90 € ai 180 € spesso è inclusa anche la contestuale visita ginecologica.
Fonti
- Visite ed esami – Humanitas. (2023, May 5). Humanitas. https://www.humanitas.it/visite-ed-esami/visita-ginecologica-con-ecografia-transvaginale/
- Zucchini, S., & Marra, E. (2014). Diagnosis of emergencies/urgencies in gynecology and during the first trimester of pregnancy. Journal of Ultrasound, 17(1), 41–46. https://doi.org/10.1007/s40477-013-0059-0
Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2026