Punti chiave
- Cos’è: la risonanza magnetica con contrasto è un esame di diagnostica per immagini non invasivo che a differenza della risonanza magnetica semplice utilizza un mezzo di contrasto al gadolinio per mettere in maggiore evidenza tumori, infiammazioni e alterazioni vascolari.
- Quanto dura: la durata dell’esame dipende dal distretto anatomico da studiare, dal numero di sequenze e da eventuali ripetizioni, la durata media dell’esame è tra i 30 e i 60 minuti.
- Come prepararsi: digiuno di 6-8 ore, rimozione di tutti gli oggetti metallici ed esami del sangue recenti per valutare funzionalità renale.
- Quanto costa: tramite SSN si paga il ticket regionale, in regime privato dipende dal settore anatomico da analizzare, con costi che variano generalmente tra i 150 € e i 500 €.
La risonanza magnetica è un’indagine diagnostica per immagini tridimensionale non invasiva. Utilizza un campo magnetico e onde radio per produrre immagini dettagliate di organi e tessuti.
Nella risonanza magnetica con contrasto viene utilizzato un mezzo di contrasto paramagnetico, generalmente a base di gadolinio. Il mezzo di contrasto permette di migliorare la visibilità di alcuni elementi all’interno delle immagini diagnostiche.
L’incremento di segnale che riesce a creare il mezzo di contrasto aiuta ad esempio a distinguere più chiaramente tessuti normali e patologici, a definire meglio i margini di un tumore, a identificare focolai infiammatori attivi o cicatrici miocardiche. Queste rende di fatto la risonanza magnetica con contrasto uno strumento efficace in neurologia, oncologia, cardiologia e nello studio degli organi addominali.

A cosa serve e cosa si vede con il mezzo di contrasto?
Il mezzo di contrasto, generalmente a base di gadolinio, viene somministrato per via endovenosa in piccole dosi. Si distribuisce nel sangue e nello spazio extracellulare modificando localmente il segnale, soprattutto in tessuti con barriera alterata o riccamente vascolarizzati.
Grazie all’utilizzo del mezzo di contrasto si possono vedere meglio:
- Lesioni neoplastiche come tumori benigni o maligni: il mezzo di contrasto aiuta a distinguere lesioni solide da cisti, a definire i bordi del tumore e il rapporto con i tessuti circostanti; in neurologia la risonanza magnetica all’encefalo viene spesso effettuata con contrasto per caratterizzare tumori primitivi e metastasi valutandone l’estensione.
- Processi infiammatori e infettivi attivi: il gadolinio permette di identificare le lesioni attive in patologie demielinizzanti, in ambito cardiaco rende possibile visualizzare aree di miocardite, edema e infiltrazione infiammatoria.
- Malformazioni vascolari e alterazioni del flusso sanguigno: ischemie, aneurismi, malformazioni artero-venose, stenosi o occlusioni dei vasi.
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Quanto dura una risonanza magnetica con contrasto?
La durata dell’esame dipende dal distretto anatomico da studiare, dal numero di sequenze e da eventuali ripetizioni dovute a micro-movimenti del paziente durante l’esame.
Una risonanza magnetica senza mezzo di contrasto dura generalmente tra i 20 e i 30 minuti, ma l’utilizzo di mezzo di contrasto richiede passaggi aggiuntivi (posizionamento dell’ago, acquisizione pre-contrasto, iniezione del mezzo di contrasto, acquisizioni post-contrasto) che portano la durata media dell’esame tra i 30 e i 60 minuti.
Preparazione all’esame e screening preliminare
La preparazione alla risonanza magnetica con contrasto ha due obiettivi: garantire la sicurezza e permettere un’esecuzione senza intoppi dell’esame.
- Sicurezza in sala magnete: per evitare problemi in sala magnete è necessario rimuovere tutti gli oggetti metallici (gioielli, orologi, piercing non compatibili, carte magnetiche, monete), può essere richiesta la rimozione di protesi mobili, apparecchi acustici e lenti a contatto; in caso di presenza di pacemaker, neurostimolatori, clip vascolari o impianti cocleari è importante avvisare il medico e il centro per avere informazioni ed indicazioni precise.
- Digiuno e idratazione: viene solitamente chiesto un digiuno da cibi solidi di almeno 6-8 ore prima di una risonanza magnetica con mezzo di contrasto, utile soprattutto per ridurre rischio di nausea o vomito in caso di reazione, spesso è consentito bere piccole quantità di acqua fino a un paio d’ore prima dell’esame, salvo diverse indicazioni.
- Farmaci in uso: i farmaci abituali e le terapie croniche possono essere assunti con un po’ d’acqua, non è generalmente necessario sospendere le terapie ma è bene chiedere al medico indicazioni.

Esami del sangue necessari per la risonanza con contrasto
Il gadolinio viene eliminato quasi esclusivamente per via renale e per questo molti centri richiedono esami del sangue recenti per valutare la funzionalità renale prima di una risonanza magnetica con contrasto.
Solitamente viene richiesto un dosaggio della creatinina sierica (creatininemia) e il calcolo del filtrato glomerulare (GFR) con esami non più vecchi di 30 giorni, massimo 60 giorni per alcuni centri.
La richiesta di esami del sangue risulta particolarmente importante per pazienti sopra i 60 anni, diabetici, che soffrono di ipertensione, malattie renali o che seguono terapie con farmaci nefrotossici.
🩺 Il consiglio del medico
Se hai più di 60 anni, soffri di diabete, ipertensione o di una malattia renale, porta sempre esami del sangue aggiornati – creatinina e filtrato glomerulare (GFR) non più vecchi di 30 giorni – quando vai a prenotare o a eseguire l’esame. Il medico radiologo potrà così valutare se il gadolinio è sicuro nel tuo caso specifico e, se necessario, adottare un protocollo alternativo o un dosaggio ridotto.
I distretti anatomici principali: dove e perché si applica
Indagini neurologiche: all’encefalo e con contrasto alla testa
La risonanza magnetica all’encefalo con mezzo di contrasto è una delle procedure consolidate di risonanza magnetica con contrasto alla testa, impiegata per studiare:
- Cefalee resistenti, deficit neurologici improvvisi o sospetto ictus.
- Tumori primitivi o metastasi cerebrali, con una miglior definizione grazie al mezzo di contrasto dei margini e dei rapporti con le strutture circostanti.
- Patologie demielinizzanti come sclerosi multipla, in cui il mezzo di contrasto consente di distinguere le lesioni attive.
- Infezioni e infiammazioni oltre a malformazioni vascolari.
Studio dell’addome superiore, inferiore e dello scavo pelvico
La risonanza magnetica all’addome con contrasto permette lo studio non invasivo degli organi dell’intera zona addominale, sia superiore che inferiore.
Nell’addome superiore risulta utile per lo studio di fegato, milza, pancreas, reni e vie biliari; il mezzo di contrasto risulta particolarmente utile per la diagnosi differenziale tra lesioni benigne e maligne di fegato, reni o pancreas, per la valutazione dei rapporti tra tumore e strutture circostanti e lo studio di patologie infiammatorie o vascolari.
Nello studio dell’addome inferiore e dello scavo pelvico la risonanza magnetica con mezzo di contrasto viene utilizzata per lo studio dell’apparato urinario inferiore, ad esempio della vescica, per lo studio di utero e ovaie nelle donne e per la valutazione di retto e porzioni distali del colon, soprattutto in oncologia.
Il contrasto mette in evidenza la vascolarizzazione fine degli organi interni aiutando il radiologo a valutare e caratterizzare le lesioni.

Applicazioni specialistiche: alla prostata, al seno e al cuore
- La risonanza magnetica multiparametrica della prostata (mp-MRI) è diventata uno standard per la diagnosi e la stadiazione del tumore prostatico. Il mezzo di contrasto aiuta a valutare struttura e comportamento vascolare della ghiandola rendendo la procedura efficace per diagnosi precoci del tumore prostatico.
- La risonanza magnetica al seno con contrasto viene utilizzata come esame di secondo livello in donne ad alto rischio genetico, in caso di seno denso o quando mammografia ed ecografia non risultano conclusive. Grazie al mezzo di contrasto risulta possibile valutare eventuali noduli e individuare lesioni. Questa procedura può essere inoltre applicata per il monitoraggio delle protesi mammarie.
- La risonanza magnetica al cuore con contrasto (Cardio-RM) è una procedura che consente di visualizzare cicatrici miocardiche e quantificarne l’estensione, identificare segni di miocardite, edemi e infiltrazioni, valutare la perfusione miocardica e la presenza di zone ischemiche.
Sicurezza ed effetti collaterali del mezzo di contrasto
Gli agenti di contrasto a base di gadolinio sono generalmente considerati sicuri e ben tollerati nella quasi totalità dei casi quando utilizzati in dosi appropriate.
Le reazioni allergiche gravi sono rare, mentre le reazioni più comuni, generalmente di forma lieve e transitoria, includono:
- sensazione di calore diffuso durante l’iniezione,
- sapore metallico in bocca.
Per quanto riguarda i reni il rischio di nefrotossicità risulta molto basso quando vengono somministrate le dosi approvate in pazienti con funzionalità renale normale, il rischio aumenta in caso di insufficienza renale (motivo per cui in pazienti affetti da tale patologia l’utilizzo del contrasto viene evitato o valutato con grande prudenza).
Nella maggior parte dei pazienti il gadolinio viene eliminato spontaneamente nelle ore o nei pochi giorni successivi all’esame tramite le urine.
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Prezzo e modalità di accesso all’esame
La risonanza magnetica è classificata come prestazione specialistica ambulatoriale e può essere erogata sia in regime pubblico che in regime privato.
Per richiedere l’esame tramite il SSN è necessaria l’impegnativa del medico di base o dello specialista con indicazione della risonanza magnetica con la specifica “tramite metodo di contrasto” e la segnalazione del distretto da esaminare.
La validità dell’impegnativa per prenotare l’esame è generalmente di 6 mesi dalla data di prescrizione.
In caso di svolgimento della risonanza magnetica in strutture pubbliche o private convenzionate con il SSN il costo a carico del paziente è il ticket sanitario regionale.
Se il paziente decide di procedere in regime privato per accorciare i tempi di attesa il prezzo varia a seconda del distretto da esaminare, della complessità dell’esame e della singola struttura. Il range di prezzo in regime privato o intramoenia oscilla generalmente tra i 150 € e i 500 €.
Disclaimer. Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la prescrizione del medico. Prima di sottoporsi a qualsiasi indagine diagnostica è necessario consultare il proprio medico di base o uno specialista di fiducia.
FAQ
Dove fare la risonanza magnetica con contrasto?
L’esame può essere eseguito presso i reparti di radiologia degli ospedali pubblici, nelle strutture sanitarie accreditate con il SSN o in centri diagnostici radiologici privati dotati di macchinari ad alto campo (da 1.5 a 3 Tesla) e di personale medico rianimatore presente in sede.
Cosa mangiare e cosa bere prima di una risonanza magnetica con contrasto?
Nelle 4-6 ore precedenti l’esame è necessario osservare il digiuno assoluto da cibi solidi per evitare nausea in caso di reazione al mezzo di contrasto. È consentito bere piccole quantità di acqua naturale o liquidi chiari zuccherati (come tè) fino a due ore prima dell’esame, salvo diverse indicazioni specifiche del centro.
Si può guidare dopo la risonanza magnetica con contrasto?
Sì, il mezzo di contrasto paramagnetico non altera le capacità cognitive, la prontezza dei riflessi o la vista. Al termine dell’esame e dopo il periodo di osservazione standard in sala d’attesa (circa 15-20 minuti), è possibile mettersi alla guida in totale sicurezza e riprendere le normali attività quotidiane.
Fonti
- Humanitas Medical Care. (2023, April 27). Mezzo di contrasto nella risonanza magnetica – Humanitas Medical Care. https://www.humanitas-care.it/news/mezzo-di-contrasto-nella-risonanza-magnetica/
- Risonanza magnetica all’encefalo. (2022, May 19). Humanitas. https://www.humanitas.it/visite-ed-esami/risonanza-magnetica-encefalo/
Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2026