Prednisone: che cos'è, quando si prende, effetti collaterali

Punti chiave sul prednisone

  • Cos’è: un corticosteroide sintetico che riproduce l’azione del cortisolo, commercializzato in Italia soprattutto come Deltacortene.
  • A cosa serve: riduce l’infiammazione e modula il sistema immunitario in malattie reumatologiche, autoimmuni, allergiche, respiratorie e dermatologiche.
  • Come si prende: la dose varia da 5 a 90 mg al giorno secondo la fase della terapia; va assunto al mattino, dopo i pasti.
  • Effetti collaterali principali: aumento dell’appetito, ritenzione idrica, insonnia, sbalzi d’umore; con l’uso prolungato anche aumento di glicemia e pressione.
  • Controindicazioni: infezioni fungine sistemiche non trattate, cautela in diabete, ipertensione, osteoporosi e disturbi psichiatrici.
  • Serve la ricetta? Sì, è un farmaco soggetto a prescrizione medica.

Cos’è il prednisone e a cosa serve

Intervista al Dott. Giacomo Pio, medico di medicina generale

Il prednisone è uno dei cortisonici più prescritti in assoluto, usato per condizioni molto diverse tra loro: da una riacutizzazione reumatologica a una reazione allergica importante. Proprio per la varietà di situazioni in cui viene usato, le domande su dosaggio e durata sono tra le più frequenti. Ne abbiamo parlato con il Dott. Giacomo Pio.

Dottore, cos’è il prednisone?

Il prednisone è un corticosteroide sintetico, cioè una molecola che riproduce artificialmente l’azione del cortisolo, l’ormone antinfiammatorio naturale prodotto dalle ghiandole surrenali. Una volta assunto, il fegato lo trasforma nella sua forma attiva, il prednisolone. In Italia è commercializzato e conosciuto soprattutto con il nome Deltacortene, disponibile sia in compresse a rilascio immediato che, in una formulazione specifica a rilascio prolungato, pensata per rilasciare il farmaco durante la notte e attenuare la rigidità mattutina in alcune malattie reumatiche.

Cortisone a cosa serve

A cosa serve il prednisone?

Ha un ampio spettro di utilizzo, proprio perché agisce riducendo l’infiammazione e modulando la risposta del sistema immunitario. Lo prescriviamo in caso di riacutizzazioni di malattie reumatologiche come l’artrite reumatoide, le spondiliti anchilosanti o l’artrite gottosa acuta, in alcune malattie autoimmuni come il lupus eritematoso sistemico o la dermatomiosite, in reazioni allergiche gravi che non rispondono ad altre terapie, in patologie respiratorie come l’asma bronchiale, in diverse condizioni dermatologiche come la dermatite atopica o da contatto, e talvolta in alcune malattie infiammatorie dell’occhio come congiuntiviti allergiche o iriti.

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Dosaggio e modalità di assunzione

Uno degli aspetti che genera più domande sul prednisone riguarda proprio il dosaggio, che varia molto da persona a persona e da patologia a patologia, insieme alle modalità con cui va assunto ogni giorno.

Perché a volte si prescrivono 25 mg al giorno e altre volte dosi molto più basse?

La dose dipende dalla gravità della condizione e dalla fase del trattamento. Non c’è una dose che va bene per tutte le condizioni. Di solito una dose come 25 mg viene usata come dose d’attacco, nella fase iniziale di un episodio acuto o di una riacutizzazione importante, per ottenere un controllo rapido dell’infiammazione; in alcune situazioni più serie si può partire anche da dosi comprese tra 20 e 90 mg al giorno. Una volta che i sintomi migliorano, la dose viene ridotta gradualmente fino a raggiungere, quando è possibile, una dose di mantenimento più bassa, che di solito si colloca tra i 5 e i 15 mg al giorno.

Prednisone 25 mg, per quanti giorni si prende?

Non esiste una durata fissa valida per tutti: dipende dalla patologia che si sta trattando e dalla risposta della persona alla terapia. In molte riacutizzazioni acute il ciclo alla dose piena dura pochi giorni, dopo i quali spesso bisogna iniziare a scalare gradualmente il dosaggio. In alcune condizioni croniche, invece, può essere necessario mantenere per periodi più lunghi una dose intermedia, sempre sotto controllo medico. Quello che è fondamentale è che la riduzione della dose avvenga in modo graduale e secondo lo schema indicato dal medico, e non interrotta di colpo.

Come va assunto, ci sono orari o accorgimenti particolari?

In genere consiglio di assumerlo al mattino, dopo aver mangiato, perché questo orario rispetta meglio il ritmo naturale di produzione del cortisolo da parte dell’organismo e riduce alcuni effetti indesiderati sul sonno. Assumerlo durante o dopo un pasto, e non a stomaco vuoto, aiuta inoltre a proteggere la mucosa gastrica, che può essere più sensibile durante la terapia cortisonica.

🩺 Il consiglio del medico

Il punto che sottolineo sempre è la gradualità della terapia, l’attenzione ai dosaggi e alla durata. Il prednisone funziona bene quando la dose viene adattata all’andamento dei sintomi, non quando si decide da soli di aumentarla per “accelerare” il miglioramento o di interromperla appena si sta meglio. Ogni schema di scalaggio ha una logica precisa pensata per il singolo paziente: seguirlo con attenzione è la parte più importante della cura, tanto quanto la scelta della dose iniziale. Consiglio inoltre, nelle terapie più lunghe, di non trascurare gli aspetti collaterali meno “visibili”, come la salute delle ossa o il controllo della pressione, che meritano controlli regolari anche quando i sintomi principali sono sotto controllo.

Sospensione della terapia

Se l’inizio della terapia con prednisone richiede attenzione, altrettanta ne merita la sua conclusione: interrompere un trattamento cortisonico non è mai un’operazione da fare da un giorno all’altro.

Perché non si può interrompere bruscamente il prednisone?

Perché durante una terapia prolungata con cortisone le ghiandole surrenali riducono la loro produzione naturale di cortisolo, abituandosi alla presenza del farmaco. Un’interruzione improvvisa, soprattutto dopo un trattamento non breve, può lasciare l’organismo temporaneamente senza una produzione adeguata di questo ormone essenziale, con conseguenze che vanno dalla stanchezza intensa a un vero e proprio scompenso surrenalico. Per questo la sospensione va sempre programmata insieme al medico, con una riduzione progressiva della dose, un percorso che a volte richiede anche diverse settimane.

Effetti collaterali e monitoraggio

Come per ogni corticosteroide, anche il prednisone comporta alcuni effetti indesiderati, più frequenti nelle terapie brevi e altri che emergono soprattutto con un uso prolungato: conoscerli aiuta a gestirli insieme al medico.

Quali sono gli effetti collaterali più comuni?

Con l’uso a breve termine i più frequenti sono aumento dell’appetito, ritenzione di liquidi, difficoltà a dormire e, in alcune persone, cambiamenti dell’umore, dall’irritabilità a un senso di euforia, talvolta potrebbe manifestarsi una vera e propria depressione dell’umore. Con un uso prolungato nel tempo possono comparire aspetti metabolici a lungo periodo: aumento della glicemia, aumento della pressione, fragilità ossea, ridistribuzione del grasso corporeo con il tipico aspetto “a luna piena” del viso, e maggiore suscettibilità alle infezioni, perché il farmaco riduce anche l’attività del sistema immunitario. Sono tutti aspetti che monitoriamo con controlli periodici quando la terapia si prolunga.

Sonnolenza

Il prednisone influisce sulla glicemia e sul diabete?

Sì, è uno degli effetti a cui prestiamo più attenzione. Il cortisone tende a modulare verso l’alto i livelli di zucchero nel sangue, quindi nelle persone diabetiche può essere necessario un aggiustamento temporaneo della terapia ipoglicemizzante durante il ciclo di cortisone, con controlli più frequenti della glicemia. Anche in chi non ha il diabete, un uso prolungato può favorire, in alcuni casi, l’insorgenza di un diabete indotto da farmaci, motivo per cui i controlli periodici sono importanti soprattutto nelle terapie di durata maggiore.

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Controindicazioni e precauzioni

Non tutti possono assumere il prednisone senza attenzioni particolari: alcune condizioni di salute preesistenti e alcune situazioni specifiche, come le vaccinazioni, richiedono una valutazione più approfondita.

Ci sono situazioni in cui il prednisone è controindicato?

Va usato con particolare cautela, o evitato, in presenza di infezioni fungine sistemiche non trattate ed in presenza di alcune infezioni virali, e con attenzione nei pazienti con diabete, ipertensione, osteoporosi o problemi psichiatrici preesistenti, condizioni che il cortisone può peggiorare. Anche l’associazione con altri farmaci, come alcuni anticoagulanti, va sempre valutata dal medico perché il prednisone può modificarne l’effetto, aumentando o riducendo l’azione anticoagulante in modo da richiedere un controllo più attento dei parametri della coagulazione; lo stesso vale per gli antidiabetici, la cui efficacia può essere ridotta durante la terapia cortisonica. Chi soffre di pressione alta dovrebbe inoltre monitorare regolarmente i propri valori pressori durante il trattamento.

Si possono fare i vaccini durante la terapia con prednisone?

È un tema da discutere sempre con il medico, perché dipende dalla dose e dalla durata del trattamento. Alle dosi più alte o nei trattamenti prolungati, il sistema immunitario è meno reattivo, e i vaccini a base di virus vivi attenuati vanno generalmente evitati o rimandati. Con dosi basse o cicli molto brevi il discorso può essere diverso, ma è una valutazione che va fatta caso per caso, non decisa autonomamente.

Disclaimer. Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità puramente informative e divulgative e non sostituiscono il parere del medico curante o dello specialista. Il prednisone è un farmaco soggetto a prescrizione: non assumerlo di propria iniziativa e riferisci sempre al medico le tue condizioni di salute e le terapie in corso.

Domande frequenti

Cos’è il prednisone?

È un corticosteroide sintetico che riproduce l’azione del cortisolo, l’ormone antinfiammatorio naturale del corpo; una volta assunto viene trasformato dal fegato in prednisolone, la forma attiva.

Prednisone a cosa serve?

Si usa per trattare infiammazioni gravi, malattie autoimmuni, reazioni allergiche importanti, asma e diverse condizioni reumatologiche, dermatologiche e oculari.

Qual è il nome commerciale del prednisone?

In Italia è commercializzato principalmente come Deltacortene, anche in versione a rilascio prolungato (Lodotra).

Prednisone 25 mg, quanti giorni si può prendere?

Non c’è una durata standard: dipende dalla patologia e dalla risposta alla terapia. Di solito è una dose d’attacco usata per pochi giorni, seguita da una riduzione graduale decisa dal medico.

Fonti


Giacomo Pio
Medico di Medicina Generale

Leggi la biografia

Giacomo Pio, medico di medicina generale di Serenis, è un medico specialista in Medicina Generale con un percorso professionale eclettico, che unisce l’accuratezza scientifica all’accessibilità e mette la persona al centro, prima ancora del sintomo. Laureato in Medicina e Chirurgia, ha conseguito l’abilitazione all’Emergenza Sanitaria Territoriale e il Diploma di Medicina Generale. Il suo percorso di formazione è nato e cresciuto inizialmente all’estero, presso i centri di neuroendocrinologia di Liegi, dove ha sviluppato una profonda passione per lo studio dell’ipofisi e dei delicati equilibri ormonali. Ha poi affrontato un’esperienza in chirurgia ortopedica, che ha strutturato la sua precisione e la sua capacità di gestione del paziente, prima di scegliere la Medicina Generale come sintesi di una visione della salute più globale, continuativa e umana. Porta nella sua professione una mente analitica, da sempre appassionata di tecnologia e risoluzione di problemi complessi, e si impegna a coniugare rigore scientifico ed empatia, costruendo un rapporto di fiducia a lungo termine con i pazienti.