Pressione in gravidanza: sintomi e prevenzione

Punti chiave sulla pressione in gravidanza

  • Pressione bassa in gravidanza: la pressione può scendere fisiologicamente nel primo e secondo trimestre di gravidanza. Valori considerati sotto i limiti (inferiori a 90/60 mmHg) possono causare stanchezza, capogiri, gambe pesanti, vista annebbiata o sensazione di mancamento.
  • Pressione alta in gravidanza: si parla di ipertensione in gravidanza con valori superiori a 136/85 mmHg in misurazioni ripetute, l’ipertensione può essere dovuta sia a forme croniche già presenti prima della gravidanza o a ipertensione gestazionale.
  • Come misurare la pressione: è consigliabile misurare la pressione dopo almeno 5 minuti di riposo evitando l’assunzione ravvicinata di caffeina o bevande energetiche. Anche fumo e pasti abbondanti possono far variare i valori. Per la misurazione a casa è consigliabile effettuare almeno due misurazioni a distanza di un paio di minuti e prendere la media tra i valori ottenuti.

Durante la gravidanza il sistema cardiovascolare della futura madre subisce adattamenti profondi per garantire un adeguato apporto di sangue, ossigeno e nutrienti al feto.

Il progesterone e altri ormoni della gestazione favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni e la formazione della circolazione placentare, che si traduce in una tendenza fisiologica ad avere valori pressori più bassi soprattutto nella prima metà della gravidanza.

Anche nelle donne sane è normale osservare un lieve calo di pressione e non c’è da preoccuparsi a patto che non scenda sotto le soglie di ipotensione o superi i limiti di ipertensione in gravidanza.

Un monitoraggio regolare consente di distinguere le variazioni fisiologiche da quelle che possono richiedere un approfondimento specialistico.

Pressione in gravidanza: valori normali

La Tabella di Riferimento per i valori della pressione in gravidanza

Per interpretare correttamente la pressione in gravidanza è importante ricordare la distinzione tra pressione sistolica (comunemente chiamata massima) e quella diastolica (comunemente chiamata minima). Per un confronto con i valori normali della pressione arteriosa nella popolazione generale, puoi consultare la nostra guida dedicata.

Durante la gravidanza, indicativamente fino alla settimana 24, possono essere registrati cali fino a 10 mmHg nella pressione sistolica e della pressione diastolica, con un progressivo ritorno a valori basali verso il terzo trimestre.

Variazioni troppo marcate o valori troppo distanti da quelli basali non sono da sottovalutare ma vanno discussi con il proprio medico curante.

La seguente tabella ha scopo orientativo e i valori reali devono sempre essere interpretati con il proprio ginecologo o medico di base, considerando storia clinica, settimana di gestazione e altri sintomi.

Stato Pressorio Pressione Sistolica (Massima) Pressione Diastolica (Minima) Note Cliniche
Pressione Bassa (Ipotensione) Meno di 90 mmHg Meno di 60 mmHg Frequente nel 1° e 2° trimestre
Pressione Normale 90 – 120 mmHg 60 – 80 mmHg Intervallo ideale di salute
Valori di Guardia 121 – 139 mmHg 81 – 89 mmHg Richiede monitoraggio costante
Pressione Alta (Ipertensione) Da 140 mmHg in su Da 90 mmHg in su Consultare subito il ginecologo

Pressione Bassa in Gravidanza: Cause e Sintomi Frequenti

La pressione bassa in gravidanza è comune, specialmente durante il primo e il secondo trimestre, e nella maggior parte dei casi rappresenta una condizione fisiologica.

Vasodilatazione indotta dal progesterone e formazione della circolazione placentare modificano la resistenza vascolare con un abbassamento dei valori pressori.

L’ipotensione leggera potrebbe anche essere asintomatica ma generalmente i sintomi sono stanchezza cronica, gambe pesanti, capogiri e visione offuscata al cambio di posizione.

Serenis Medicina

Stanchezza o capogiri da pressione bassa? Parla con un medico online.

Se i cali di pressione tipici del primo e secondo trimestre ti causano spossatezza o svenimenti, confrontati con i nostri medici per capire come intervenire in sicurezza.

  • Un medico online risponde ai tuoi dubbi H24, inclusi i giorni festivi
  • Nessuna attesa: ricevi consigli pratici e un riscontro clinico entro 15 minuti
  • Indicazioni personalizzate sullo stile di vita per proteggere la tua gravidanza

Pressione bassa in gravidanza cosa fare: rimedi pratici

Nella maggior parte dei casi la pressione bassa può essere gestita con misure non farmacologiche mirate a ridurre i sintomi e prevenire bruschi cali dei valori pressori.

Uno dei pilastri fondamentali è l’adeguata idratazione, bevendo regolarmente durante la giornata.

Dal punto di vista alimentare può risultare utile preferire pasti piccoli e frequenti cercando di evitare, se possibile, pranzi o cene troppo abbondanti che potrebbero favorire il richiamo di sangue verso l’apparato digerente e determinare cali di pressione.

Per ridurre i sintomi è utile cercare di evitare cambi di posizione improvvisi o di alzarsi troppo in fretta dal letto, in pazienti che hanno la sensazione di gambe pesanti potrebbero essere consigliate calze elastiche a compressione graduata e attività fisica moderata, come passeggiate regolari, ma sempre calibrata sulla condizione clinica.

In caso di calo di pressione può essere utile sdraiarsi o mettersi seduti fino alla scomparsa dei sintomi, respirando a fondo e bevendo un bicchiere d’acqua.

Se l’ipotensione è associata a sintomi improvvisi e severi, come ad esempio vertigini intense o svenimenti, è necessario contattare subito il proprio medico per capire come intervenire correttamente. In gravidanza è importante non sottovalutare nemmeno altri segnali fisici insoliti, come le perdite di sangue in gravidanza, che meritano sempre una valutazione specialistica.

🩺 Il consiglio del medico

Misura la pressione sempre alla stessa ora, preferibilmente al mattino prima di assumere farmaci e dopo almeno 5 minuti di riposo in posizione seduta. Tieni un piccolo diario con data, ora e valori rilevati: anche una sola settimana di misurazioni consecutive è già uno strumento prezioso da portare alla visita ginecologica. Se noti due rilevazioni consecutive superiori a 140/90 mmHg, non aspettare il prossimo controllo programmato: contatta il tuo ginecologo o il medico di base nella stessa giornata.

Pressione Alta in Gravidanza: Cause e sintomi frequenti

L’ipertensione durante la gravidanza è meno comune dell’ipotensione ma ha un impatto clinico più rilevante perché può complicare la gravidanza e aumentare i rischi per madre e bambino.

In gravidanza l’ipertensione viene considerata per valori superiori a 140 mmHg per la sistolica o 90 mmHg per la diastolica e colpisce circa il 6-8 % delle gestanti.

Importante ricordare che una singola misurazione con valori più elevati non implica direttamente ipertensione ma i valori devono essere superiori ai limiti in misurazioni ripetute.

Il monitoraggio periodico della pressione risulta fondamentale soprattutto per i casi di ipertensione leggera, che spesso risulta asintomatica.

In forme più severe, ovvero con valori superiori a 160/110 mmHg, possono insorgere campanelli d’allarme come cefalea intensa e persistente, disturbi visivi (scotomi, fotofobia), edemi improvvisi a mani e viso e dolore nella parte destra dell’addome all’altezza del fegato.

La comparsa di questi sintomi richiede un contatto con il ginecologo per intervenire e riportare i valori pressori entro i limiti.

Pressione alta in gravidanza: quando preoccuparsi?

È importante innanzitutto distinguere l’ipertensione cronica, già presente prima della gravidanza o evidente prima della ventesima settimana, dall’ipertensione gestazionale che insorge dopo la 20esima settimana in donne che precedentemente avevano valori pressori nella norma.

Quest’ultimo caso necessita di maggior monitoraggio perché potrebbe evolvere generando complicanze come ad esempio la preeclampsia.

Pur essendo la soglia di ipertensione normalmente fissata a 140/90 mmHg, in gravidanza questi valori possono essere ridotti e la soglia d’attenzione essere 135/85 mmHg soprattutto in presenza di fattori di rischio o comparsa di sintomi.

In caso di aumento dei valori pressori durante la gravidanza il ginecologo può richiedere controlli più ravvicinati, esami delle urine e ulteriori approfondimenti.

Gli specialisti non valutano un singolo valore pressorio fuori norma ma anche la sua persistenza nel tempo, il contesto in cui è stato misurato (periodo di stress, riposo) e l’eventuale presenza di proteinuria o alterazioni negli esami ematici.

Serenis Medicina

Valori pressori oltre la norma? Condividi il tuo diario medico online.

Se a casa hai registrato picchi superiori a 135/85 mmHg o hai dubbi sull’ipertensione gestazionale, chiedi un controllo immediato per prevenire complicanze.

  • Medici generali a disposizione per valutare l’andamento delle tue misurazioni
  • Risposta rapida in 15 minuti, senza lo stress e l’attesa di un viaggio in clinica
  • Chiarimenti su esami delle urine (proteinuria) e parametri di guardia

Pressione alta in gravidanza rischi per il feto e per la madre

L’ipertensione in gravidanza, in particolare se associata a preeclampsia, può alterare il flusso sanguigno alla placenta e ridurre l’apporto di ossigeno e nutrienti al feto.

I rischi derivanti da questa situazione sono ad esempio un ritardo della crescita intrauterina (IUGR), l’aumento di rischio di parto prematuro e, in casi più severi, il distacco della placenta.

La preeclampsia è una condizione che viene definita come un aumento di pressione a valori di ipertensione ( sistolica >140 mmHG o diastolica > 90 mmHG) dopo la ventesima settimana associata alla presenza di proteine nell’urina (proteinuria). Se non trattata può evolvere in eclampsia, che è considerata un’emergenza medica e richiede l’intervento immediato del ginecologo o del pronto intervento.

Una diagnosi precoce di ipertensione e un monitoraggio accurato permettono nella maggior parte dei casi di avere un percorso protetto con esito favorevole e la risoluzione dell’ipertensione successivamente al parto.

Per le madri che hanno sofferto di preeclampsia o ipertensione gestazionale è importante effettuare un follow-up successivo al parto per verificare il rientro dei valori nel tempo e così che il medico possa valutare una terapia in caso di necessità. Ricorda che durante la gravidanza hai diritto a prestazioni sanitarie gratuite grazie all’esenzione ticket in gravidanza.

Valori della pressione in gravidanza

Come Misurare Correttamente la Pressione a Casa

L’automisurazione domiciliare della pressione può risultare uno strumento utile per la prevenzione e la gestione dell’ipertensione in gravidanza, se effettuata con apparecchi affidabili e seguendo le regole.

  • Prima della misurazione è consigliabile sedersi e rilassarsi per almeno 5 minuti, la misurazione deve essere evitata dopo sforzi fisici o forti emozioni.
  • Se ci si trova in stato di digiuno o forte disidratazione la misurazione potrebbe restituire valori falsati.
  • L’utilizzo di misuratori elettronici da braccio risulta generalmente più preciso dei misuratori da polso.
  • Effettuare la misurazione immediatamente dopo il consumo di caffeina, fumo o pasti pesanti può alterare i valori pressori.
  • Non parlare durante la misurazione e non fare altre attività.

Quando si misura la pressione, soprattutto con apparecchiature casalinghe, è meglio effettuare più misurazioni a distanza di un paio di minuti una dall’altra considerando la media dei valori ottenuti e verificando di utilizzare un bracciale della dimensione adeguata alla circonferenza del proprio braccio.

Per le donne in gravidanza può risultare utile raccogliere i risultati delle misurazioni e annotare i valori in un diario, così da poterli condividere con il proprio medico in caso di necessità.

 

Disclaimer. Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. In caso di dubbi sulla propria salute o su quella del nascituro è sempre necessario rivolgersi al proprio ginecologo o medico curante.

 

FAQ – Domande Frequenti sulla Pressione in Gravidanza

Cosa alza la pressione in gravidanza?

Tra i fattori di rischio che predispongono all’ipertensione possono essere considerati sovrappeso e obesità prima del concepimento, familiarità per ipertensione, età materna superiore ai 40 anni, gravidanze gemellari, diabete gestazionale o patologie renali preesistenti.

Anche fumo e stile di vita sedentario possono contribuire.

Quando inizia ad alzarsi la pressione in gravidanza?

Se legata a condizioni gestazionali la pressione tende ad alzarsi tipicamente dopo la ventesima settimana di gestazione. Un aumento dei valori prima della settimana 20 potrebbe suggerire un’ipertensione cronica preesistente o non indotta dalla gravidanza che richiede un inquadramento adeguato. In entrambi i casi è importante non trascurare rialzi anche moderati dei valori, soprattutto se associati a sintomi o fattori di rischio.

Quali sono i 3 cibi da evitare per l’ipertensione?

Sale da cucina in eccesso e cibi ultra-processati: un’assunzione elevata di sale o alimenti ricchi di sodio (insaccati, snack confezionati, cibi in scatola) aumenta la ritenzione idrica e la resistenza vascolare, favorendo l’aumento della pressione arteriosa.

Liquirizia pura: contiene glicirrizina, una sostanza che interferisce con il cortisolo aumentando direttamente i livelli pressori, favorendo la ritenzione di sodio e acqua.

Bevande nervine ed eccitanti in eccesso: è importante limitare drasticamente caffè, energy drink e tè forte, poiché la caffeina e altre sostanze stimolanti possono indurre picchi pressori acuti.

Fonti


Giulia D’Amato

Giulia D'Amato
Infermiera e copywriter

Leggi la biografia

Giulia D’Amato è un’infermiera e copywriter con una forte passione per la comunicazione della salute e il benessere della persona. Nutre la forte convinzione che unire le tecniche di ascolto e di assistenza diretta alla persona alla comunicazione sul web siano la chiave per sviluppare interesse nell’approfondire tematiche riguardanti la salute e la prevenzione.

Sin dai tempi dell’università ha sviluppato interesse per le strategie di promozione della salute, focalizzandosi su alimentazione a base vegetale, esercizio fisico, benessere mentale e crescita personale.

Giulia comunica questi temi attraverso il web, combinando le sue competenze in copywriting con la sua conoscenza in ambito clinico e assistenziale alla persona.