Punti chiave sul mal d’orecchio nei bambini
- Di cosa si tratta: l’otite media acuta è la causa più comune di dolore all’orecchio nei bambini;
- Il sintomo più frequente: il dolore può essere intenso, ma nella maggior parte dei casi si risolve nell’arco di 3 giorni;
- Terapia: generalmente si gestisce con antidolorifici e antipiretici mentre, in alcuni casi valutati dal pediatra, vengono prescritti antibiotici;
- Quando preoccuparsi: se la febbre non scende e dall’orecchio dolente fuoriescono pus e/o sangue, recarsi immediatamente al Pronto Soccorso o contattare il pediatra.
Il mal di orecchio nei bambini è uno dei motivi più frequenti di consultazione del pediatra, soprattutto nei primi anni di vita. Nella maggior parte dei casi il dolore è causato da un’otite media acuta, un’infiammazione dell’orecchio medio che può avere origine virale o batterica e che spesso compare dopo un raffreddore.
Si tratta di una condizione che di norma guarisce senza complicazioni in pochi giorni, soprattutto se riconosciuta e gestita correttamente. Ciò non significa che richieda sempre l’uso degli antibiotici: secondo le linee guida aggiornate e pubblicate dalla SIP (Società Italiana di Pediatria), viene dato ampio spazio alla prevenzione dell’otite media acuta, mentre gli antibiotici vengono generalmente consigliati sotto i 24 mesi di età, in presenza di sintomi gravi.

Sintomi dell’otite nei bambini: come riconoscerla subito
I sintomi dell’otite possono cambiare in base all’età del bambino. Nei bambini più grandi il dolore all’orecchio è spesso descritto chiaramente, mentre nei neonati e nei lattanti dobbiamo osservare alcuni comportamenti che possono indicare la presenza di otalgia.
Un bambino molto piccolo, infatti, non riesce a spiegare dove sente dolore, ma può manifestare un forte disagio con comportamenti tipici, come:
- Porta ripetutamente la mano all’orecchio o lo strofina;
- Piange in modo inconsolabile, soprattutto durante la notte;
- Appare irritabile durante la poppata o mentre mastica, perché la deglutizione può aumentare la pressione nell’orecchio medio;
- Dorme male e si sveglia frequentemente;
- Appare meno interessato al gioco o all’alimentazione.
Questi sintomi non confermano da soli la presenza di un’otite, ma rappresentano un motivo valido per contattare il pediatra, soprattutto se compaiono dopo un’infezione delle vie respiratorie superiori, come un raffreddore.
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Sintomi associati da monitorare
Oltre al dolore all’orecchio, dobbiamo osservare la presenza di altri sintomi che possono orientare verso un’otite media acuta. Tra i più frequenti troviamo:
- Febbre, che può essere assente oppure elevata;
- Naso chiuso o raffreddore comparsi nei giorni precedenti;
- Nausea e vomito;
- Persino diarrea, secondo quanto riportato dal Manuale MSD;
- Temporanea riduzione dell’udito, dovuta all’accumulo di liquido nell’orecchio medio;
- Fuoriuscita di liquido, pus o secrezioni dall’orecchio (otorrea), possibile in caso di perforazione spontanea del timpano. In questo caso bisogna immediatamente contattare il pediatra.
Nella maggior parte dei casi questi sintomi migliorano progressivamente nell’arco di 3 giorni con la terapia indicata dal pediatra. Tuttavia, se la febbre è molto alta, compare otorrea oppure il bambino appare particolarmente sofferente o sonnolento, dobbiamo richiedere una valutazione medica senza attendere oltre.
Mal di orecchio nei bambini: cosa fare e quali rimedi usare
Ogni genitore si chiede cosa fare quando compare il mal di orecchio nel bambino. Devi sapere che esistono alcuni accorgimenti semplici che possono alleviare il dolore nell’attesa della visita pediatrica.
Le linee guida NICE, per esempio, raccomandano prima di tutto di controllare il dolore con i farmaci appropriati e di monitorare l’evoluzione dei sintomi, ricordando che molte otiti migliorano spontaneamente nel giro di pochi giorni, soprattutto nei bambini con età superiore a 24 mesi. Anche la SIP sottolinea l’importanza di mantenere il naso libero dal muco, perché l’ostruzione delle tube di Eustachio favorisce il ristagno di secrezioni nell’orecchio medio.
Nell’attesa della valutazione medica possiamo:
- Tenere il bambino in posizione semi-seduta, soprattutto durante il riposo;
- Applicare un impacco tiepido sull’orecchio, se ben tollerato;
- Eseguire regolarmente lavaggi nasali con soluzione fisiologica.
A proposito di quest’ultimo punto, ecco i passaggi da seguire:
- Inclina delicatamente la testa del bambino di lato;
- Introduci lentamente la soluzione fisiologica nella narice superiore;
- Lascia fuoriuscire il liquido dalla narice opposta;
- Ripeti dall’altro lato e, nei bambini più grandi, invitare a soffiare delicatamente il naso.

Falsi miti e rimedi naturali da evitare
Quando un bambino ha mal d’orecchio è comprensibile cercare un sollievo immediato, ma alcuni rimedi tramandati nel tempo possono fare più male che bene.
Ad esempio, non bisogna introdurre olio caldo, latte materno, oli essenziali o altre sostanze nel condotto uditivo senza che un medico abbia verificato l’integrità del timpano.
Allo stesso modo, evitiamo l’uso di bastoncini di cotone, meglio conosciuti come cotton-fioc: oltre a non pulire realmente l’orecchio, possono spingere il cerume più in profondità o provocare piccole lesioni o tappi.
Persino le linee guida internazionali scoraggiano trattamenti non supportati da prove scientifiche, privilegiando invece il controllo del dolore e l’osservazione clinica. Se il dolore aumenta, compare una fuoriuscita di liquido o il bambino peggiora nei sintomi, dobbiamo contattare il pediatra senza tentare rimedi fai-da-te.
Farmaci per il mal di orecchio: Tachipirina o Nurofen?
Davanti a un forte dolore è naturale voler aiutare subito il proprio bambino e spesso il pensiero corre subito ai farmaci che abbiamo già in casa, magari avanzati da trattamenti precedenti.
In questi casi dobbiamo ricordare che non tutti i mal di orecchio sono causati da un’infezione batterica e che, anche quando si tratta di un’otite, gli antibiotici non sono sempre necessari. Somministrarli senza indicazione medica non accelera la guarigione e contribuisce ad aumentare il rischio di antibiotico-resistenza.
Le linee guida raccomandano di concentrare inizialmente il trattamento sul controllo del dolore, mentre la scelta di un eventuale antibiotico deve essere fatta dal pediatra dopo aver valutato età, sintomi e condizioni cliniche del bambino. Persino l’AIFA ricorda che gli antibiotici devono essere utilizzati esclusivamente secondo prescrizione medica.
Quando utilizzare l’Ibuprofene (Nurofen)
Tra i rimedi più tipici del mal di orecchio nei bambini, l’ibuprofene rappresenta la prima scelta quando il dolore è legato a un’infiammazione, sotto il nome commerciale di Nurofen.
Oltre ad avere un effetto antidolorifico, possiede infatti un’azione antinfiammatoria che può contribuire ad alleviare il fastidio provocato dall’otite acuta. Le linee guida internazionali lo indicano, insieme al paracetamolo, come trattamento di prima scelta per il controllo del dolore, mentre l’AIFA raccomanda di utilizzarlo sempre rispettando dosaggio, età e peso del bambino riportati nel foglio illustrativo.
L’ibuprofene non è però adatto a tutti e non è la panacea di tutti i mali: in presenza di alcune condizioni cliniche, come disidratazione importante o specifiche patologie renali, potrebbe non essere indicato. Per questo motivo consigliamo sempre di seguire le indicazioni del pediatra o del farmacista e non superare le dosi raccomandate.

Quando scegliere il Paracetamolo (Tachipirina)
A questo punto ti starai chiedendo: “Con il mal di orecchio nei bambini è meglio usare Tachipirina o Nurofen?“. Non esiste una risposta valida per tutti.
Questo perché anche il paracetamolo per bambini è un farmaco efficace per alleviare il dolore e ridurre la febbre, ma, a differenza dell’ibuprofene, non possiede un’azione antinfiammatoria significativa. Secondo quanto riportato dall’AIFA, il paracetamolo è indicato come analgesico e antipiretico e può rappresentare una scelta appropriata nei bambini che non possono assumere ibuprofene o quando quest’ultimo è controindicato.
La letteratura medica sottolinea che sia paracetamolo sia ibuprofene sono utili per controllare il dolore dell’otite acuta, mentre non è raccomandato somministrarli contemporaneamente di routine.
Se noti che un farmaco non è particolarmente efficace contro il dolore, ti invitiamo a confrontarti con il pediatra prima di modificare la terapia. La dose deve sempre essere calcolata in base al peso del bambino e rispettando gli intervalli indicati nel foglio illustrativo.
🩺 Il consiglio del medico
Se il tuo bambino ha mal d’orecchio, la cosa più importante è osservare come sta nel suo insieme: quanto dolore prova, se riesce a bere, a dormire e se la febbre risponde alla terapia. Nella maggior parte dei casi non serve correre al Pronto Soccorso, ma è bene contattare il pediatra se i sintomi non migliorano, peggiorano oppure compaiono i campanelli d’allarme descritti sopra. Un trattamento tempestivo e appropriato è il modo migliore per favorire una guarigione serena e sicura.
Uso di gocce anestetiche o antibiotici
Nel momento in cui il bambino manifesta dolore alle orecchie, non dobbiamo usare in automatico le gocce auricolari e gli antibiotici.
Questi ultimi in particolare sono efficaci solo contro le infezioni batteriche e devono essere prescritti dal pediatra quando i benefici superano i possibili rischi, come indicato dall’AIFA e dalla SIP.
Per quanto concerne le gocce auricolari, dobbiamo tenere a mente che alcuni preparati anestetici possono offrire un sollievo temporaneo dal dolore, ma non devono essere utilizzati se si sospetta una perforazione del timpano o è presente otorrea, perché potrebbero raggiungere l’orecchio medio.
Prima di instillare qualsiasi prodotto nel condotto uditivo è quindi fondamentale una valutazione medica, per esempio attraverso l’otoscopio pneumatico (non possiamo, dunque, trarre conclusioni in autonomia con la semplice osservazione ad occhio nudo).
Evitiamo inoltre di utilizzare antibiotici avanzati da precedenti terapie o prescritti per altri componenti della famiglia: ogni episodio di otite richiede una valutazione specifica.
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Quando consultare il pediatra
Come abbiamo chiarito in precedenza, nella maggior parte dei casi il mal d’orecchio migliora nel giro di pochi giorni, ma esistono situazioni in cui è necessario far visitare il bambino senza ritardi, come quando compaiono i seguenti sintomi:
- Febbre alta che non tende a diminuire nonostante la terapia antipiretica;
- Fuoriuscita di pus o sangue dall’orecchio;
- Gonfiore, arrossamento o dolore dietro il padiglione auricolare;
- Dolore molto intenso che non migliora con gli antidolorifici;
- Sintomi che persistono o peggiorano dopo 48 ore;
- Marcata sonnolenza, difficoltà a svegliare il bambino o evidente abbattimento.
Le indicazioni della SIP raccomandano inoltre una valutazione urgente nei lattanti molto piccoli, nei bambini con condizioni che aumentano il rischio di complicanze o quando si sospetta una mastoidite, una rara ma importante complicanza dell’otite media acuta.
Riconoscere questi segnali permette di intervenire precocemente e ridurre il rischio di problemi più seri.
Domande frequenti su mal di orecchio nei bambini (FAQ)
Come capisco se è otite o un semplice mal d’orecchio?
Oltre al dolore, possono comparire febbre, irritabilità, pianto, sonno disturbato, inappetenza, difficoltà a sentire o secrezioni dall’orecchio. Nei più piccoli, tirare o toccare spesso l’orecchio può essere un segnale, ma da solo non conferma l’otite, perché è necessaria una visita pediatrica.
Cosa posso fare subito per alleviare il dolore?
Contatta il pediatra per indicazioni personalizzate; nel frattempo, gli antidolorifici/antipiretici adeguati a età e peso, come paracetamolo o ibuprofene quando indicato, sono comunemente usati per controllare dolore e febbre. Non introdurre cotton fioc, gocce non prescritte o altri oggetti nel condotto uditivo.
Serve sempre l’antibiotico?
No, molti episodi possono essere monitorati con una “vigile attesa”, specialmente se i sintomi non sono gravi. L’antibiotico va deciso dal pediatra in base a età, diagnosi, intensità del dolore, febbre e coinvolgimento di uno o entrambi gli orecchi.
Quando devo chiamare subito il pediatra o andare in Pronto Soccorso?
Serve una valutazione tempestiva se il bambino ha meno di 6 mesi, dolore intenso o persistente, febbre alta o che dura oltre 48 ore, fuoriuscita di liquido o pus, vomito ripetuto, calo dell’udito, oppure rossore o gonfiore dietro l’orecchio.
Piscina, mare o raffreddore possono causarlo?
Sì, il raffreddore può favorire l’otite media, mentre acqua e umidità possono contribuire alla comparsa dell’otite esterna, spesso chiamata “otite del nuotatore”. Dopo piscina o mare, asciuga delicatamente l’esterno dell’orecchio e non usare cotton fioc; se compaiono dolore o prurito importanti, contatta il medico.
Fonti
- Jan, T. A. (2025, April 9). Otite media (acuta). Manuali MSD Edizione Professionisti.
- Marchisio, P., Chiappini, E., Pignataro, L., Doria, M., Felisati, G. (2019). Linee guida sulla Gestione dell’Otite acuta in Età pediatrica. Prevenzione, diagnosi e terapia. Società Italiana di Infettivologia Pediatrica.
- NICE. (2018, March 28). Recommendations | Otitis media (acute): antimicrobial prescribing | Guidance | NICE.
- AIFA. (n. d.). Schema posologico Tachipirina.
- AIFA. (n. d.). Riassunto caratteristiche del Prodotto: Nurofen per bambini.
Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2026