Punti chiave sulla leucemia
- Cos’è: Un tumore delle cellule del sangue (prevalentemente globuli bianchi) che origina nel midollo osseo.
- Sintomi guida: Stanchezza severa, infezioni ricorrenti, febbre, e manifestazioni cutanee come lividi spontanei o piccoli punti rossi.
- Forme principali: Si divide in acuta (a rapida evoluzione, come la mieloide acuta o fulminante) e cronica (a crescita più lenta).
- Prospettive: Grazie ai progressi nei trattamenti (chemioterapia, farmaci biologici e trapianto), molte forme oggi registrano alte percentuali di guarigione.
Che cos’è la leucemia?
La leucemia è una neoplasia che ha origine dalle cellule del midollo osseo.
Alla base della malattia c’è una proliferazione incontrollata di blasti (globuli bianchi immaturi) che si moltiplicano in modo anomalo nel midollo osseo, ostacolando la normale produzione delle altre cellule del sangue, come piastrine e globuli rossi (Blackburn et al., 2019).
Spesso i pazienti associano la diagnosi di leucemia all’incurabilità della malattia, tuttavia, sebbene la leucemia sia una malattia grave, con la nascita di nuovi farmaci e terapie le possibilità di guarigione esistono, come citato anche dalla Fondazione Veronesi.
Non tutti i tipi di leucemia sono uguali: terapie e probabilità di guarigione dipendono da fattori quali il tipo specifico di leucemia e l’età del paziente. In Italia l’incidenza è stimata in circa 17,5 nuovi casi ogni 100.000 uomini e 10,5 ogni 100.000 donne l’anno, per un totale di circa 4.700 nuove diagnosi maschili e 3.200 femmnili (AIRC, n.d.).
Classificazione: le differenze tra forme acute e croniche
La distinzione clinica più importante nella classificazione delle leucemie riguarda la velocità di progressione della malattia: le forme acute sono caratterizzate da un esordio improvviso e sintomi che si manifestano precocemente con variazioni repentine; le forme croniche invece presentano un decorso più lento e graduale con casi in cui la malattia rimane asintomatica per anni.
Oltre alla velocità di progressione, la classificazione medica tiene conto anche del tipo di globulo bianco da cui ha origine il tumore: per questo motivo si possono distinguere le leucemie in “mieloidi” o “linfoidi” a seconda della linea cellulare delle cellule colpite.
Esistono tuttavia forme croniche di leucemia dove fattori genetici e molecolari incidono fortemente, come la leucemia linfatica cronica in cui il decorso è molto variabile con soggetti che convivono anni con la malattia senza trattamenti invasivi e pazienti che richiedono terapie aggressive già dai primi periodi. Quest’ultima è, di fatto, la forma di leucemia più diffusa tra gli adulti nei paesi occidentali, rappresentando circa il 30% di tutti i casi e insorgendo tipicamente tra i 70 e i 72 anni, spesso in modo asintomatico alla diagnosi (Moia et al., 2020).

La leucemia mieloide acuta
La leucemia mieloide acuta, con un’età mediana alla diagnosi di 65-70 anni, è invece la forma più comune tra gli adulti in generale, con una sopravvivenza a 5 anni che si attesta intorno al 25-30% (Begna et al., 2021). Questo tipo di leucem, pur essendo rara negli adulti, è la forma di leucemia più frequente in età pediatrica, con un picco di incidenza tra i 2 e i 5 anni e un tasso di guarigione che supera il 90% nei bambini, a fronte di percentuali più basse (40-50%) negli adulti (Hoelzer et al., 2016; Kantarjian & Jabbour, 2025): un dato che riflette gli importanti progressi raggiunti negli ultimi decenni nell’oncoematologia pediatrica, tra le aree in cui i risultati terapeutici sono migliorati maggiormente (Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, 2023). La leucemia mieloide cronica, più rara (1-2 casi ogni 100.000 adulti l’anno), si presenta oggi come una condizione cronica gestibile grazie ai farmaci mirati, con una sopravvivenza a 5 anni superiore al 90% (Hochhaus et al., 2017).
I sintomi iniziali della leucemia
I sintomi iniziali della leucemia sono spesso aspecifici e strettamente legati alla compromissione della normale produzione delle cellule del sangue.
La riduzione dei globuli rossi si manifesta tipicamente con anemia, spossatezza marcata, pallore e difficoltà respiratorie a seguito di sforzi modesti.
La piastrinopenia
La piastrinopenia, ovvero la riduzione delle piastrine, rende più facile il sanguinamento che nella pratica può manifestarsi con epistassi frequenti, lividi che compaiono con estrema facilità, sanguinamento gengivale durante l’igiene orale e comparsa di petecchie, ovvero le macchie rosse cutanee caratteristiche della patologia; nella leucemia linfoblastica acuta, ad esempio, questa condizione risulta grave in oltre l’80% dei pazienti già alla diagnosi (Emadi & Law, 2026).
La riduzione di globuli bianchi maturi e correttamente funzionanti comporta una maggiore suscettibilità del paziente alle infezioni che tendono a diventare più severe e frequenti oltre che risultare spesso di più difficile risoluzione.

Altri sintomi
Oltre ai sintomi collegati a carenza di cellule ematiche sane la leucemia può presentarsi con manifestazioni sistemiche legate all’infiltrazione degli organi da parte delle cellule leucemiche, come splenomegalia (con una sensazione di sazietà precoce), epatomegalia e linfoadenopatia, quest’ultima particolarmente comune nelle forme linfatiche come la CLL e la ALL (Blackburn et al., 2019).
Spesso i pazienti sperimentano sudorazioni notturne, febbricola persistente o cali di peso inspiegabili: i cosiddetti “sintomi B”, che comprendono in particolare una perdita di peso superiore al 10% in sei mesi, sudorazione notturna profusa e febbre non altrimenti spiegata (Blackburn et al., 2019).
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Come si manifesta la leucemia sulla pelle?
I primi campanelli d’allarme più visibili della leucemia sono le manifestazioni cutanee, che possono essere riconducibili alla carenza di piastrine e ad una capacità di coagulazione del sangue alterata.
Lividi, ematomi, petecchie e punti rossi sono alcune delle manifestazioni cutanee tipiche che verranno approfondite nei prossimi paragrafi.
A queste si aggiunge spesso un pallore cutaneo marcato, dovuto principalmente alla carenza di globuli rossi che rende il paziente visibilmente più stanco e pallido.
Petecchie e piccoli punti rossi non pruriginosi
Le petecchie da leucemia sono minuscole emorragie cutanee puntiformi, generalmente con diametro di pochi millimetri e un colore rosso o violaceo.
Sono legate alla rottura di vasi sanguigni superficiali in seguito al numero ridotto di piastrine circolanti e si manifestano tipicamente in gruppi con localizzazione sugli arti ma possono presentarsi anche in altre parti del corpo.
Spesso le petecchie possono concentrarsi principalmente sugli arti inferiori, questo perché la forza di gravità aumenta la pressione sui capillari delle gambe, favorendone la rottura in un momento in cui scarseggiano nel paziente le piastrine che potrebbero ripararli.
Le petecchie da leucemia sono completamente indolori e non pruriginose, si tratta di manifestazioni cutanee asintomatiche, caratteristica che le distingue da altre eruzioni cutanee di origine allergica o infettiva.
Un’altra caratteristica delle petecchie è che, a differenza di altre macchie cutanee di origine vascolare, queste manifestazioni sulla pelle non sbiadiscono se sottoposte a pressione.
🩺 Il consiglio del medico
Se noti la comparsa improvvisa di piccoli punti rossi a spillo sulle gambe che non provocano alcun prurito, o se compaiono lividi senza che tu abbia subito colpi, non sottovalutare il sintomo. Il primo passo corretto e non invasivo è l’esecuzione di un semplice esame emocromocitometrico completo (emocromo). Questo test di laboratorio, prescritto dal medico di base, fotografa i livelli di globuli bianchi, rossi e piastrine, permettendo di escludere o approfondire tempestivamente qualsiasi anomalia.
Lividi e insoliti ematomi spontanei
Un altro sintomo cutaneo spesso presente in pazienti con leucemia è la comparsa di ecchimosi (comunemente chiamate lividi) che a causa della ridotta capacità di coagulazione si formano con facilità anomala e a seguito di traumi di minima intensità.
A differenza dei comuni ematomi dovuti ad urti accidentali questi tendono a comparire in aree del corpo insolite come addome schiena o petto, dove è più difficile subire colpi. A causa della carenza piastrinica queste ecchimosi possono espandersi e avere tempistiche dilatate per il riassorbimento.
La comparsa contemporanea di petecchie e lividi inspiegabili sul corpo rappresenta un segnale rilevante a livello clinico, condividendo entrambe le manifestazioni la causa di fondo, ovvero la riduzione di piastrine nel sangue.
La presenza combinata di queste due manifestazioni cutanee non va sottovalutata e dovrebbe motivare un approfondimento tempestivo con il proprio medico o uno specialista.
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Trattamenti e percorsi di cura attuali
L’approccio terapeutico moderno nel caso di pazienti affetti da leucemia si basa su differenti strategie applicate dal medico in base al tipo di leucemia diagnosticato, al profilo genetico delle cellule, alle condizioni di salute generali del paziente e alla sua età.
La chemioterapia
La chemioterapia rappresenta ancora oggi un pilastro del trattamento per molte tipologie di leucemia acuta. Nella leucemia mieloide acuta, ad esempio, lo schema di induzione più utilizzato combina citarabina e un’antraciclina (il cosiddetto schema “7+3”), seguito da un consolidamento che può prevedere il trapianto di cellule staminali ematopoietiche nei pazienti a rischio intermedio o alto (Heuser et al., 2020), un approccio che uno studio randomizzato ha confermato migliorare gli esiti rispetto alla sola chemioterapia di consolidamento in questo gruppo di pazienti (Bornhäuser et al., 2023).

L’immunoterapia
Oggi nel trattamento della leucemia vengono affiancate alla chemioterapia procedure come l’immunoterapia e le terapie mirate a bersaglio molecolare, queste ultime studiate per colpire selettivamente le cellule tumorali riducendo l’impatto sui tessuti sani. Nella leucemia mieloide cronica, ad esempio, la terapia mirata si basa su inibitori della tirosina chinasi come imatinib, nilotinib o dasatinib, farmaci che hanno trasformato una malattia un tempo fatale in una condizione cronica gestibile nella maggior parte dei pazienti (Hochhaus et al., 2017; Agenzia Italiana del Farmaco, 2026a). Nella leucemia linfatica cronica, la prima linea di trattamento nei pazienti in buone condizioni generali prevede spesso l’associazione di rituximab e chemioterapia (schema FCR) (Agenzia Italiana del Farmaco, 2026b), mentre i nuovi standard di cura, come ibrutinib e venetoclax, sono oggi preferiti nei pazienti con profili genetici sfavorevoli, ad esempio la delezione 17p o mutazioni di TP53 (Eichhorst et al., 2024).
Per quanto riguarda l’immunoterapia, una delle terapie più recenti è la terapia con cellule CAR-T, una procedura innovativa in cui i linfociti T del paziente vengono prelevati e modificati geneticamente in laboratorio, in modo che riescano ad individuare e attaccare in modo mirato le cellule maligne.
Altre terapia contro la leucemia
Per pazienti con forme di leucemia più aggressive o con forte rischio di recidiva esiste anche il trapianto di cellule staminali emopoietiche, comunemente conosciuto come trapianto di midollo osseo.
Nei giovani adulti con leucemia linfoblastica acuta si tende oggi a privilegiare protocolli terapeutici “a ispirazione pediatrica”, più intensivi rispetto ai classici schemi per adulti, con l’aggiunta di inibitori della tirosina chinasi nei casi con cromosoma Philadelphia positivo (Stock et al., 2019).
Non tutte le terapie sono uguali e quella più indicata per il singolo paziente verrà stabilita dallo specialista in base a fattori anagrafici e genetici, dipendendo strettamente anche dal tipo di leucemia diagnosticato. Un aspetto di sicurezza rilevante nelle fasi iniziali della terapia, specialmente durante l’induzione, è il rischio di sindrome da lisi tumorale, una complicanza che richiede un’adeguata idratazione e, quando indicato, la somministrazione di allopurinolo o rasburicase, insieme a un monitoraggio ematologico ravvicinato (Hochhaus et al., 2017; Agenzia Italiana del Farmaco, 2026b).
Domande Frequenti (FAQ)
Qual è la storia o l’origine del nome della leucemia?
Il termine fu coniato a metà dell’Ottocento dal patologo tedesco Rudolf Virchow e deriva dalle parole greche leukos (bianco) e haima (sangue). Il nome descrive letteralmente l’aspetto biancastro assunto dal sangue dei pazienti a causa dell’enorme e anomalo accumulo di globuli bianchi riscontrato durante le autopsie dell’epoca.
La leucemia felina può essere trasmessa all’uomo o ad altri animali?
No. La leucemia felina (FeLV) è causata da un retrovirus specifico che colpisce esclusivamente i gatti. Non è una malattia zoonotica, il che significa che non può in alcun modo infettare l’essere umano, né può essere trasmessa ad altri animali domestici di specie diversa, come i cani.
Le radiazioni ionizzanti o i fattori ambientali aumentano il rischio di contrarla?
Sì, l’esposizione prolungata o ad alte dosi a radiazioni ionizzanti (come quelle derivanti da incidenti nucleari o radioterapie precedenti) e il contatto cronico con specifiche sostanze chimiche industriali, in particolare il benzene, sono fattori di rischio accertati per lo sviluppo di mutazioni nel DNA delle cellule staminali del midollo osseo. Anche alcune sindromi genetiche, come la sindrome di Down, sono associate a un rischio aumentato di sviluppare leucemia mieloide o linfoblastica acuta (Hassler et al., 2016).
Manuel Szathvary, Direttore sanitario di Serenis, è un medico di Medicina Generale (medico di famiglia) con esperienza nella telemedicina. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova, ha poi ottenuto il diploma regionale come Medico di Medicina Generale presso la Regione del Veneto. Registrato presso l’Ordine dei Medici e Chirurghi di Padova n° 11336.
Fonti
- Agenzia Italiana del Farmaco. (2026a). Imatinib Teva: Riassunto delle caratteristiche del prodotto. medicinali.aifa.gov.it
- Agenzia Italiana del Farmaco. (2026b). Mabthera: Riassunto delle caratteristiche del prodotto. medicinali.aifa.gov.it
- AIRC. (n.d.). Leucemia: Sintomi, prevenzione, cause, diagnosi. https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/leucemia
- Begna, K. H., Ali, W., Gangat, N., Elliott, M. A., Al-Kali, A., Litzow, M. R., Hook, C. C., Wolanskyj-Spinner, A. P., Hogan, W. J., Patnaik, M. M., Pardanani, A., Zblewski, D. L., Chen, D., He, R., Viswanatha, D., Hanson, C. A., Ketterling, R. P., & Tefferi, A. (2021). Mayo Clinic experience with 1123 adults with acute myeloid leukemia. Blood Cancer Journal, 11(3). https://doi.org/10.1038/s41408-021-00435-1
- Blackburn, L. M., Bender, S., & Brown, S. (2019). Acute Leukemia: Diagnosis and Treatment. Seminars in Oncology Nursing, 35(6), 150950. https://doi.org/10.1016/j.soncn.2019.150950
- Bornhäuser, M., Schliemann, C., Schetelig, J., Röllig, C., Kramer, M., Glass, B., Platzbecker, U., Burchert, A., Hänel, M., Müller, L. P., Klein, S., Bug, G., Beelen, D., Rösler, W., Schäfer-Eckart, K., Schmid, C., Jost, E., Lenz, G., Tischer, J., . . . Stelljes, M. (2023). Allogeneic Hematopoietic Cell Transplantation vs Standard Consolidation Chemotherapy in Patients With Intermediate-Risk Acute Myeloid Leukemia. JAMA Oncology, 9(4), 519. https://doi.org/10.1001/jamaoncol.2022.7605
- Eichhorst, B., Ghia, P., Niemann, C., Kater, A., Gregor, M., Hallek, M., Jerkeman, M., & Buske, C. (2024). ESMO Clinical Practice Guideline interim update on new targeted therapies in the first line and at relapse of chronic lymphocytic leukaemia. Annals of Oncology, 35(9), 762–768. https://doi.org/10.1016/j.annonc.2024.06.016
- Emadi, A., & Law, J. Y. (2026, February 12). Panoramica sulla leucemia. Manuali MSD Edizione Professionisti. https://www.msdmanuals.com/it/professionale/oncologia/leucemie/panoramica-sulla-leucemia
- Fondazione Veronesi. (2025, May 9). Che cos’è la leucemia? Tipi, sintomi, diagnosi, i nuovi farmaci ottenuti grazie alla ricerca. https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/oncologia/che-cose-la-leucemia-tipi-sintomi-diagnosi-i-nuovi-farmaci-ottenuti-grazie-alla-ricerca
- Hassler, A., Bochennek, K., Gilfert, J., Perner, C., Schöning, S., Creutzig, U., Reinhardt, D., & Lehrnbecher, T. (2016). Infectious Complications in Children With Acute Myeloid Leukemia and Down Syndrome: Analysis of the Prospective Multicenter Trial AML-BFM 2004. Pediatric Blood & Cancer, 63(6), 1070–1074. https://doi.org/10.1002/pbc.25917
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Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2026