Gastroenterologo pediatrico: chi è, come funziona la visita, esami da fare

Punti chiave sul gastroenterologo pediatrico

  • Cos’è: lo specialista dell’apparato digestivo dedicato alla diagnosi e alla cura dei disturbi gastrointestinali nei bambini.
  • Quando rivolgersi: dolori addominali ricorrenti, stipsi cronica, diarrea prolungata, rallentamento della crescita.
  • Patologie più comuni: celiachia, allergie e intolleranze alimentari, malattie infiammatorie croniche intestinali.
  • Esami di primo livello: esami del sangue, esame delle feci, ecografia addominale.
  • Gastroscopia: sempre eseguita in sedazione o anestesia generale per azzerare il fastidio nei bambini.
  • Prima della visita: evitare di modificare drasticamente la dieta o sospendere farmaci senza indicazione medica.

Mal di pancia ricorrente, stitichezza che si protrae per settimane, un rallentamento nella curva di crescita: sono tra i motivi più comuni per cui i pediatri indirizzano una famiglia verso il gastroenterologo pediatrico, lo specialista dell’apparato digestivo dedicato ai bambini. A differenza del gastroenterologo dell’adulto, questo specialista lavora su un sistema digestivo ancora in maturazione, dove molte problematiche funzionali si intrecciano con le abitudini alimentari e con lo sviluppo generale del bambino.

Quando portare un bambino dal gastroenterologo: i campanelli d’allarme

Alcuni sintomi digestivi richiedono un approfondimento specialistico: dolori addominali ricorrenti che si presentano da settimane, stipsi cronica che non risponde alle prime misure dietetiche, diarrea prolungata nel bambino, reflusso e vomito nel bambino frequenti oltre la fisiologica fase del lattante. Vanno considerati con attenzione anche i cosiddetti segnali sistemici: un rallentamento della curva di crescita ponderale, inappetenza prolungata o la presenza di sangue nelle feci.

Alcuni sintomi digestivi richiedono un approfondimento specialistico: uno di questi è il vomito

Le patologie gastroenterologiche pediatriche più comuni

Tra le condizioni più frequentemente diagnosticate dal gastroenterologo pediatrico figurano la celiachia, le allergie e intolleranze alimentari, le infezioni intestinali acute e, più raramente, le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) come la malattia di Crohn e la colite ulcerosa. In particolare, è di fondamentale importanza cogliere l’insorgenza pediatrica delle MICI, poichè spesso è più aggressiva di quella adulta e richiede un approccio “top-down” con l’uso precoce di farmaci biologici per prevenire danni intestinali permanenti (SIGENP – Società Italiana di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica).

La celiachia è una condizione permanente legata a un’intolleranza al glutine su base immunitaria, che in Italia riguarda una parte significativa della popolazione pediatrica, spesso non ancora diagnosticata. In Italia ci sono circa 240.000 celiaci diagnosticati, ma si stima che il numero reale superi i 600.000 (Ministero della Salute). Il gastroenterologo pediatrico gioca un ruolo cruciale nell’intercettare il “sommerso” durante i controlli di crescita. Le allergie alimentari, distinte dalle intolleranze, coinvolgono invece il sistema immunitario in modo diverso e possono manifestarsi con sintomi cutanei, respiratori o digestivi, talvolta in combinazione tra loro. Le malattie infiammatorie croniche intestinali, seppur meno frequenti in età pediatrica, richiedono una diagnosi tempestiva perché possono influire in modo significativo sulla crescita e sullo stato nutrizionale del bambino se non trattate adeguatamente.

Stipsi funzionale: la causa più comune di stitichezza nei bambini

Nella grande maggioranza dei casi, la stitichezza infantile non è legata a una malattia organica ma a una stipsi funzionale, spesso innescata da un episodio doloroso di evacuazione che porta il bambino a trattenere volontariamente le feci, creando un circolo vizioso. Il gastroenterologo pediatrico valuta la storia clinica per distinguere questa condizione, molto comune e gestibile con misure dietetiche e comportamentali, da cause organiche più rare che richiedono approfondimenti specifici.

Reflusso e rigurgiti: quando sono normali e quando preoccupano

Nei primi mesi di vita i rigurgiti dopo la poppata sono estremamente comuni e, nella maggior parte dei casi, del tutto fisiologici, legati all’immaturità dello sfintere esofageo inferiore. Diventano invece motivo di attenzione quando si associano a uno scarso aumento di peso, pianto inconsolabile durante o dopo i pasti, o rifiuto ripetuto dell’alimentazione: in questi casi il gastroenterologo pediatrico valuta se si tratti ancora di reflusso fisiologico o di una vera malattia da reflusso gastroesofageo, che richiede una gestione specifica.

Serenis Medicina

Mal di pancia frequenti o dubbi sulla crescita? Parla con un pediatra.

Con Serenis Medicina puoi consultare un pediatra esperto per valutare i sintomi digestivi di tuo figlio prima di eventuali visite specialistiche.

  • un pediatra è sempre a disposizione, h24 e 7 giorni su 7
  • risposta rapida in circa 15 minuti da casa tua
  • scegli la singola consulenza o il piano con chiamate illimitate

Prima visita gastroenterologica pediatrica: come funziona e cosa aspettarsi

La visita si apre con un’anamnesi approfondita: raccolta della storia clinica, delle abitudini alimentari e delle tappe di sviluppo del bambino. Segue l’esame obiettivo, che comprende la palpazione dell’addome e il controllo dell’accrescimento riportato sulle curve di crescita. La visita non è dolorosa, e lo specialista dedica solitamente parte del colloquio a suggerire ai genitori come spiegare il controllo al bambino, per ridurne l’ansia.

Preparazione e diagnostica: quali esami portare e come comportarsi

Non tutti i bambini che arrivano dal gastroenterologo pediatrico devono sottoporsi agli stessi esami: la scelta segue un percorso a gradini, costruito sui sintomi riportati durante l’anamnesi e sui rilievi dell’esame obiettivo. In genere si parte dagli esami di primo livello – un semplice prelievo di sangue o un campione di feci – e si passa a indagini più mirate solo se i primi risultati lo richiedono o se il quadro clinico lo suggerisce fin da subito. Portare con sé eventuali esami già eseguiti negli ultimi mesi, oltre al diario alimentare o alla scheda di crescita compilata dal pediatra, aiuta lo specialista a evitare ripetizioni inutili e a orientare più rapidamente la diagnosi.

La visita inizia con un prelievo di sangue.

Esami del sangue preliminari

Gli esami di primo livello comprendono in genere l’emocromo, gli indici infiammatori (VES, PCR), lo screening per la celiachia e, quando indicato, il dosaggio delle IgE specifiche per sospette allergie alimentari. L’emocromo permette di individuare segni indiretti di infiammazione cronica o di carenze nutrizionali, come l’anemia da carenza di ferro spesso associata a un malassorbimento non ancora diagnosticato. Gli indici infiammatori (VES e PCR) vengono richiesti quando si sospetta una condizione infiammatoria in corso, ad esempio in presenza di dolore addominale persistente associato a calo ponderale o rallentamento della crescita. Lo screening per la celiachia (anticorpi anti-transglutaminasi) è tra gli esami più prescritti in età pediatrica, anche in assenza di sintomi digestivi tipici, perché la malattia può manifestarsi con segni extra-intestinali come stanchezza o bassa statura.

Esami delle feci e delle urine

Tra gli esami più utilizzati figurano la calprotectina fecale, un marcatore di infiammazione intestinale, l’esame parassitologico e la coprocoltura, utili per identificare infezioni intestinali specifiche. La calprotectina fecale viene richiesta soprattutto quando si sospetta una malattia infiammatoria cronica intestinale, poiché un valore elevato indica un’infiammazione della mucosa e orienta verso approfondimenti più mirati; è invece generalmente normale nei disturbi funzionali, ed è quindi utile anche per escludere cause organiche in un bambino con dolore addominale ricorrente. Parassitologico e coprocoltura sono indicati soprattutto in presenza di diarrea prolungata, sangue nelle feci o dopo un viaggio in aree a rischio. Gli esami delle urine, meno frequenti in ambito strettamente gastroenterologico, possono essere richiesti quando i sintomi digestivi si associano a segni sistemici che richiedono di escludere un coinvolgimento renale o infettivo concomitante.

Ecografia addominale pediatrica

L’ecografia addominale è un esame non invasivo e privo di radiazioni, particolarmente adatto ai tessuti pediatrici: permette di valutare la struttura degli organi addominali e di orientare la diagnosi in presenza di dolore ricorrente o sospetti specifici.

Sintomo Esame consigliato
Dolore addominale ricorrente + calprotectina alta Approfondimento con ecografia addominale
Stipsi cronica resistente alla dieta Valutazione clinica, eventuale ecografia
Sospetta celiachia Screening anticorpale + eventuale biopsia duodenale
Sangue nelle feci Esame parassitologico, coprocoltura, valutazione specialistica urgente

Cosa non fare prima della visita

Prima di una valutazione gastroenterologica è importante evitare cambi drastici di dieta, come l’eliminazione autonoma del glutine prima di completare gli accertamenti per la celiachia, poiché questo può falsare i risultati degli esami. Eventuali farmaci in uso vanno sempre segnalati e sospesi solo su indicazione medica.

Il consiglio del pediatra: se sospettate una celiachia o un’intolleranza alimentare, non eliminate il glutine o altri alimenti dalla dieta del bambino prima di aver completato gli esami diagnostici. Farlo può rendere i test meno attendibili e allungare inutilmente i tempi della diagnosi corretta, dove l’Italia detiene un record positivo (AIC – Associazione Italiana Celiachia).

Approfondimenti diagnostici: la gastroscopia e l’esplorazione intestinale

Quando gli esami di primo livello non chiariscono l’origine dei sintomi, o quando il quadro clinico è fin da subito suggestivo di una condizione più specifica, lo specialista può proporre un esame endoscopico. È una decisione che lo specialista prende solo dopo aver valutato insieme ai genitori i benefici attesi rispetto al disagio della procedura, riservando questi esami ai casi in cui l’informazione diagnostica non è ottenibile in altro modo.

Cos’è la gastroscopia pediatrica

La gastroscopia pediatrica viene eseguita sempre in sedazione o anestesia generale, in modo da azzerare completamente il fastidio per il bambino. È indicata in presenza di sintomi persistenti non chiariti dagli esami di primo livello, come dolore epigastrico cronico o sospetta malattia infiammatoria intestinale.

Cos'è la gastroscopia pediatrica

A che età si può fare

Non esiste un limite di età fisso: la procedura viene adattata al peso e alle condizioni cliniche del piccolo paziente, e può essere eseguita in sicurezza anche nei primi anni di vita quando strettamente necessaria. Nei lattanti e nei bambini più piccoli si utilizzano strumenti endoscopici di calibro ridotto, pensati appositamente per l’anatomia pediatrica, e la valutazione anestesiologica pre-procedura è ancora più accurata proprio per la giovane età del paziente. La decisione di procedere in un bambino molto piccolo spetta sempre a un’équipe che comprende gastroenterologo pediatrico e anestesista, che valutano insieme il rapporto tra l’informazione diagnostica attesa e i rischi della sedazione in quella specifica fascia d’età.

Valutazione completa dell’intestino

La gastroscopia esplora il tratto digestivo superiore (esofago, stomaco, duodeno), mentre la colonscopia si occupa del tratto inferiore; l’ecografia delle anse intestinali offre invece una visione d’insieme non invasiva, spesso utilizzata come primo passo prima di eventuali esami endoscopici.

Il percorso multidisciplinare intorno al bambino

La gestione dei disturbi gastroenterologici pediatrici coinvolge spesso più figure professionali oltre al gastroenterologo: il pediatra di famiglia per il monitoraggio della crescita, il dietista o il nutrizionista pediatrico per l’impostazione di eventuali diete terapeutiche (ad esempio nella celiachia o nelle allergie alimentari), e l’allergologo pediatrico quando i sintomi digestivi si associano a manifestazioni allergiche. Questo approccio coordinato permette di seguire il bambino nel tempo, adattando il percorso di cura alle diverse fasi della crescita.

Serenis Medicina

Serve un parere medico sui sintomi gastrointestinali del tuo bambino?

Grazie a Serenis Medicina puoi confrontarti in video con un pediatra per chiarire dubbi su alimentazione, esami da fare o stipsi.

  • assistenza medica reperibile anche nei fine settimana e in orario notturno
  • consigli medici, orientamento diagnostico e prescrizioni in pochi minuti
  • servizio flessibile con opzioni di consulto singolo o illimitato

Costi e informazioni utili

Attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, con impegnativa del pediatra, la visita gastroenterologica pediatrica è soggetta al pagamento del solo ticket. In regime privato, il costo medio di una prima visita si colloca generalmente tra i 90€ e i 180€, con variazioni a seconda della struttura e degli eventuali esami strumentali inclusi nella stessa seduta.

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono in alcun caso una visita medica. In caso di sintomi persistenti o dubbi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.

Domande frequenti sul gastroenterologo pediatrico

La celiachia nei bambini può manifestarsi senza sintomi digestivi?

Sì, in alcuni bambini la celiachia si presenta con sintomi extra-intestinali come stanchezza persistente, bassa statura o anemia, senza i classici disturbi digestivi: per questo lo screening viene spesso proposto anche in assenza di sintomi gastrointestinali evidenti, quando ci sono altri segnali sospetti.

È normale che un bambino abbia mal di pancia ricorrente legato allo stress?

Il dolore addominale funzionale, legato a fattori emotivi o a periodi di maggiore stress (rientro a scuola, cambiamenti familiari), è una condizione riconosciuta e frequente in età pediatrica; il gastroenterologo pediatrico può escludere cause organiche e, se necessario, indirizzare verso un percorso di supporto più ampio.

Quanto tempo prima bisogna sospendere alcuni farmaci prima di un esame?

I tempi di sospensione variano in base al tipo di esame e al farmaco: è sempre lo specialista, e non l’iniziativa dei genitori, a indicare se e quando interrompere temporaneamente un trattamento in vista di un accertamento diagnostico.

Il gastroenterologo pediatrico segue anche le allergie alimentari?

Il gastroenterologo pediatrico collabora spesso con l’allergologo pediatrico nella gestione delle allergie alimentari, soprattutto quando queste si manifestano con sintomi digestivi persistenti oltre alle reazioni cutanee o respiratorie.

Fonti

  • Società Italiana di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica. (2022). Linee guida per la gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali in età pediatrica. https://www.sigenp.org
  • Associazione Italiana Celiachia. (2023). Protocollo per la diagnosi e il follow-up della celiachia in età pediatrica. https://www.celiachia.it
  • Ministero della Salute. (2022). Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia: Dati epidemiologici e diagnosi. https://www.salute.gov.it
  • Istituto Superiore di Sanità. (2023). Epidemiologia e prevenzione dell’obesità infantile e delle complicanze epatiche. https://www.epicentro.iss.it


Gaia Di Bella

Gaia Di Bella
Medico Specialista in Pediatria

Leggi la biografia

Gaia Di Bella, pediatra di Serenis, è un medico specialista in Pediatria con una profonda esperienza nella neurologia pediatrica e nei disturbi dello sviluppo e del sonno. Laureata con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pavia e abilitata alla professione medica, ha conseguito con il massimo dei voti la specializzazione in Pediatria presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Con alle spalle un’importante formazione specialistica presso centri di riferimento nazionali come l’Ospedale Bambino Gesù di Roma e il Policlinico di Catania, si impegna a coniugare rigore scientifico ed empatia, costruendo un rapporto di fiducia con le famiglie per accompagnare la crescita dei più piccoli e promuovere il loro benessere futuro.