Risonanza magnetica aperta

Punti chiave sulla risonanza magnetica aperta

  • Cos’è: una variante della risonanza magnetica tradizionale in cui il magnete non circonda completamente il corpo, offrendo maggiore spazio e comfort.
  • Per chi è indicata: può essere richiesta da tutti, ma è particolarmente consigliata a chi soffre di claustrofobia o ansia, oltre che a persone in grave sovrappeso o con ridotta mobilità.
  • Quali esami si possono fare: dipende dai magneti utilizzati. I macchinari a basso campo sono adatti solo a esami articolari, mentre quelli ad alto campo consentono studi più complessi, incluso l’encefalo.
  • Quanto dura l’esame: ha la stessa durata di quella chiusa, indicativamente tra i 15 e i 30 minuti a seconda del distretto anatomico da esaminare.
  • Quanto costa: tramite SSN si paga il ticket regionale; in regime privato dipende dall’esame richiesto, a partire da circa 100 €, con punte di quasi 1000 € per esami total body.

La risonanza magnetica (RM) è un esame di diagnostica per immagini che utilizza campi magnetici e onde radio per generare immagini dettagliate di organi, articolazioni e tessuti molli.

I sistemi tradizionali a tunnel possono risultare difficili da sopportare per chi soffre di claustrofobia. I macchinari per la risonanza magnetica aperta nascono per ridurre il disagio: il magnete non è un cilindro chiuso, ma una struttura a forma di C o di U che lascia al paziente un ampio campo visivo verso l’esterno, pur mantenendo nei nuovi modelli ad alto campo l’elevata qualità di immagine, senza ridurre quindi il potere diagnostico.

Come funziona la risonanza magnetica aperta antipanico

Nelle apparecchiature aperte più moderne il magnete è formato da due piastre contrapposte oppure da un’architettura a C o U che lascia libero almeno uno dei lati, generando una minore sensazione di claustrofobia rispetto ai macchinari convenzionali. Il paziente è disteso su un lettino ampio e spesso regolabile, con maggior spazio tra il suo corpo e la piastra.

Dal punto di vista pratico l’esame si svolge come la tradizionale risonanza magnetica chiusa: il paziente viene posizionato sul lettino, vengono utilizzate bobine dedicate al distretto da studiare e il macchinario acquisisce sequenze multiple di immagini. Anche nelle risonanze magnetiche aperte è presente il tipico rumore forte e ritmico.

I principali vantaggi dei macchinari aperti sono:

  • Un ampio angolo di visuale sulla stanza, che riduce la percezione di essere intrappolati.
  • La possibilità, in alcune strutture e soprattutto per i bambini, le persone anziane o i pazienti non autosufficienti, di avere un accompagnatore vicino e visibile durante l’esame.
  • Una maggiore accessibilità per pazienti con difficoltà motorie, anziani o persone in condizioni di grave sovrappeso, grazie a lettini più larghi e spesso regolabili.
Caratteristica Risonanza chiusa tradizionale Risonanza magnetica aperta (moderna)
Struttura Tunnel stretto e lungo (circa 60 cm di diametro) Struttura a C o U, aperta su 3 o 4 lati
Livello di ansia Elevato per pazienti claustrofobici Minimo, contatto visivo costante con la stanza
Potenza del magnete Tipicamente 1,5 T – 3 T Da 0,4 T (articolare) fino a 1,2 T – 1,5 T (alto campo)
Ideale per Studi total body ad altissima risoluzione Pazienti claustrofobici, obesi, anziani, bambini

I vantaggi clinici per i pazienti con claustrofobia e ansia

La risonanza magnetica aperta è pensata per ridurre le interruzioni dell’esame dovute ad attacchi di panico o forte agitazione, soprattutto nei pazienti ansiosi o che soffrono di claustrofobia. La possibilità di vedere la stanza e la luce ambientale rende l’esperienza più tollerabile anche per i soggetti più sensibili.

Queste apparecchiature sono particolarmente utili anche per pazienti obesi o bariatrici e per persone con limitazioni motorie, che farebbero più fatica a entrare nel tradizionale tunnel e che traggono beneficio dal lettino più ampio e spesso regolabile delle apparecchiature aperte.

Ridurre l’ansia e le difficoltà dei pazienti aiuta anche dal punto di vista tecnico: pazienti più calmi e rilassati tendono a non compiere quei micro-movimenti involontari che possono generare immagini mosse, riducendo la qualità diagnostica e richiedendo la ripetizione dell’esame.

Serenis Medicina

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Quali esami si possono eseguire? Il caso della risonanza a encefalo e testa

Spesso si crede che la risonanza magnetica venga utilizzata solo per esami articolari a ginocchia, spalle, polsi o caviglie. In alcuni sistemi aperti con magneti a basso campo questo è vero, poiché non sono in grado di generare immagini qualitativamente sufficienti all’analisi di addome ed encefalo, limitandone quindi l’utilizzo.

Con l’evoluzione tecnologica e i macchinari con magneti ad alto campo, oggi le strutture sono in grado di eseguire risonanze magnetiche aperte anche per esami più complessi come encefalo, cranio e colonna vertebrale.

esami che si possono eseguire con risonanza magnetica

L’evoluzione dell’alto campo per la risonanza magnetica aperta encefalo e testa

I sistemi di risonanza magnetica aperta di ultima generazione sono in grado, grazie a magneti superconduttivi (>1,2 T), di eseguire esami total body, consentendo indagini del rachide, dell’addome e del bacino mantenendo l’ambiente aperto. Uno dei vantaggi dei nuovi sistemi riguarda le analisi sull’encefalo, rendendo possibile lo studio di lesioni encefaliche (tumori o esiti ischemici) e la valutazione di placche demielinizzanti in patologie come, ad esempio, la sclerosi multipla.

Va comunque ricordato che non tutte le apparecchiature aperte sono uguali: per alcuni esami complessi e studi neurologici sono richiesti macchinari ad alto campo, rendendo necessaria la verifica con il centro presso cui si vuole svolgere l’esame per accertarsi che disponga di macchinari adatti.

Nella risonanza magnetica di encefalo e tronco encefalico può essere richiesto l’utilizzo di un mezzo di contrasto, soprattutto quando è necessario mettere in evidenza in modo più accurato lesioni infiammatorie, tumori, aree di flusso alterato o malformazioni vascolari. Il mezzo di contrasto può, ad esempio, consentire di distinguere, in patologie come la sclerosi multipla, le lesioni attive da quelle cicatriziali. Prima di un esame con mezzo di contrasto viene in genere verificata la funzionalità renale del paziente, in quanto il rischio di danni renali acuti in soggetti con normale funzionalità renale risulta basso.

✅ Cosa portare il giorno dell’esame

  • Impegnativa del medico (rilasciata da non più di 6 mesi).
  • Esami precedenti (radiografie, TAC o vecchie risonanze dello stesso distretto).
  • Esami del sangue per creatinina e filtrato glomerulare (non più vecchi di 30 giorni, solo se l’esame prevede il mezzo di contrasto).
  • Digiuno di 6 ore se è previsto il mezzo di contrasto (i farmaci salvavita si possono assumere normalmente con poca acqua).

Guida pratica: prenotazione, convenzioni ASL e costi

Risonanza magnetica aperta convenzionata ASL e SSN

La risonanza magnetica, sia effettuata con macchinari aperti sia con macchinari tradizionali, è classificata come prestazione specialistica ambulatoriale e può essere erogata in regime pubblico tramite il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nelle strutture pubbliche o private accreditate.

Per richiedere l’esame in convenzione è necessaria l’impegnativa del medico di base o dello specialista, con indicazione della risonanza magnetica e del distretto da esaminare. La validità dell’impegnativa per prenotare l’esame è generalmente di 6 mesi dalla data di prescrizione. In caso di svolgimento della risonanza magnetica in regime SSN, il costo a carico del paziente è il ticket sanitario regionale.

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I costi nel settore privato

Per chi preferisce ridurre i tempi di attesa, l’esame può essere svolto rivolgendosi al settore privato, con costi che variano in base alla città, alla complessità dell’esame (articolare semplice o total body, con o senza mezzo di contrasto) e alla tecnologia utilizzata.

Indicativamente, una risonanza magnetica articolare può costare circa 100-150 € in regime privato, mentre esami più complessi o multipli possono superare i 300 €, con punte di quasi 1000 € per risonanze magnetiche total body.

Quando si richiede una risonanza magnetica aperta è consigliabile verificare se il centro di proprio interesse dispone di tale apparecchiatura e se il macchinario consente l’analisi del distretto da esaminare (alcune apparecchiature a basso campo potrebbero non generare immagini di qualità sufficiente per tutti i distretti corporei).

 

Disclaimer. Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il consiglio del medico o del farmacista. Leggi sempre il foglio illustrativo e consulta un professionista sanitario prima di assumere qualsiasi farmaco.

 

Domande frequenti (FAQ)

Quanto dura l’esame?

Dai 15 ai 30 minuti, a seconda del distretto anatomico studiato. Il maggiore comfort riduce i micro-movimenti involontari del paziente, evitando di dover ripetere le sequenze e accorciando i tempi reali rispetto a una RM tradizionale in cui il paziente si muove per l’agitazione.

Dove si può fare una RM cardiaca aperta?

La RM cardiaca richiede un’altissima risoluzione temporale e spaziale per via del movimento del cuore. Per questo specifico esame le strutture utilizzano prevalentemente macchine a tunnel ma a foro largo (70 cm), con sistemi di cardio-sincronizzazione, oppure rari centri d’eccellenza dotati di sistemi aperti di ultimissima generazione ad alto campo.

Quali sono le principali controindicazioni?

Pur essendo priva di radiazioni ionizzanti (diversamente da TAC o radiografia), restano le controindicazioni assolute per i portatori di pacemaker non compatibili, per la presenza di schegge metalliche intracraniche o di clip vascolari ferromagnetiche.

Fonti