Punti chiave sull’invalidità civile
- Cos’è: riconoscimento ufficiale della riduzione della capacità lavorativa, che determina l’accesso a benefici assistenziali, tutele lavorative e sostegni economici INPS.
- Come si calcola: la Commissione Medica INPS applica la tabella ministeriale del 1992 (DM 5/2/1992) con codici ICD9; in caso di più patologie, usa la Formula di Balzar (calcolo riduzionistico, non somma matematica).
- Patologie e percentuali: asma lieve 21–25%, moderato 31–50%, grave 71–80%; artrosi diffusa grave 41–50%; sclerosi multipla severa e ipotiroidismo grave con ritardo mentale 100%.
- Soglia chiave 46%: superata questa soglia si acquisisce il diritto al collocamento mirato (Legge 68/99), con accesso a posti di lavoro adatti alle proprie condizioni fisiche.
- Come fare domanda: il medico curante invia il certificato introduttivo all’INPS; il cittadino presenta domanda sul portale INPS entro 90 giorni e attende la convocazione per la visita.
- Documenti essenziali: esami specialistici recenti specifici per patologia (spirometria, RX/RM, dosaggi TSH/FT3/FT4), relazioni specialistiche, cartella clinica e verbali precedenti se già riconosciuto invalido.
Per ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile in Italia è necessario soddisfare specifici criteri medico-legali standardizzati che variano in funzione della malattia invalidante. La tabella ministeriale dell’invalidità civile (approvata con Decreto Ministeriale 5 febbraio 1992) elenca le principali malattie e assegna a ciascuna un punteggio fisso o un range percentuale di gravità.
La percentuale finale stabilita dalla commissione medica non esprime solo la gravità clinica, ma determina direttamente il diritto a una serie di benefici assistenziali, tutele lavorative e sostegni economici erogati dall’INPS. In linea generale: maggiore è la riduzione della capacità lavorativa, più estese saranno le prestazioni concesse.
Vediamo come funzionano i punteggi e le percentuali, come leggere la tabella INPS e quando spetta l’invalidità civile.
Come leggere la tabella dell’Invalidità Civile e i codici ICD9
Per orientarsi all’interno della tabella ufficiale dell’invalidità civile è fondamentale comprendere il sistema di classificazione utilizzato. Le malattie non sono disposte in modo casuale, ma sono catalogate attraverso il codice ICD9 (International Classification of Diseases, nona revisione). Questa codifica internazionale standardizza la terminologia medica globale, associando a ogni diagnosi un numero univoco.
Di seguito abbiamo riassunto in una tabella i codici, le patologie e i relativi punteggi minimi e massimi previsti dalla legge.
| Codice Nosologico / ICD9 | Patologia | Percentuale Min / Max |
| 6442 | Cardiopatia valvolare aortica con insufficienza cardiaca grave | 71% – 80% |
| 493 | Asma bronchiale estrinseco / intrinseco grave | 71% – 80% |
| 244 | Ipotiroidismo grave con ritardo mentale | 100% |
| 715 | Artrosi osteoarticolare diffusa (forme gravi) | 41% – 50% |
| 340 | Sclerosi multipla ad evoluzione severa | 100% |
Quali patologie danno diritto ai punti di invalidità?
Non esiste una malattia che dà diritto automaticamente a una percentuale fissa. Ogni caso è valutato dalla commissione medico-legale dell’INPS in base alla riduzione della capacità lavorativa. La tabella ministeriale copre una vasta gamma di alterazioni della salute, suddivise in macro-sistemi anatomico-funzionali.
Ogni apparato ha parametri di valutazione specifici basati sul deficit d’organo:
- apparato cardiocircolatorio, che comprende aritmie, cardiopatie ischemiche e insufficienze cardiache, valutate in base alle classi NYHA;
- apparato respiratorio, che include le broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO) e i deficit ventilatori;
- apparato osteoarticolare, che copre le malattie reumatiche, le amputazioni e le gravi limitazioni motorie;
- sistema endocrino, che racchiude le patologie della tiroide, il diabete mellito e le disfunzioni surrenali.
🩺 Il consiglio del medico
Prima di presentarti alla Commissione INPS, porta sempre documentazione aggiornata: i referti devono essere recenti (preferibilmente degli ultimi 12 mesi) e devono attestare chiaramente il grado di limitazione funzionale, non solo la diagnosi. Una relazione specialistica che descriva le attività quotidiane che la patologia rende difficoltose o impossibili è spesso determinante per l’assegnazione della percentuale corretta. Se hai più patologie, chiedi al tuo specialista una relazione che le elenchi tutte: la Commissione potrà applicare il calcolo cumulativo.
Asma e malattie respiratorie: quanti punti spettano?
L’asma bronchiale riceve un punteggio di invalidità che varia sensibilmente a seconda della frequenza delle crisi, della risposta ai farmaci e dei parametri della spirometria.
La tabella ministeriale distingue tre livelli principali:
- asma lieve, garantisce un punteggio fisso del 21% o 25% a seconda della componente (estrinseca o intrinseca);
- asma moderato, prevede un range compreso tra il 31% e il 50%;
- asma grave, in presenza di una grave insufficienza respiratoria cronica e refrattaria ai trattamenti, la percentuale oscilla tra il 71% e l’80%.

Patologie della tiroide e gradi di invalidità
Le disfunzioni tiroidee possono dare diritto all’invalidità civile solo quando compromettono in modo severo e permanente l’equilibrio dell’organismo. Un semplice ipotiroidismo o ipertiroidismo compensato farmacologicamente non genera punteggi significativi. Al contrario, un ipotiroidismo grave con complicazioni sistemiche o associato a grave ritardo mentale può raggiungere il 100%.
Per quanto riguarda i carcinomi tiroidei, la valutazione non dipende dalla tiroide in sé, ma rientra nelle tabelle oncologiche: la percentuale varia dall’11% al 70% per neoplasie a prognosi favorevole, fino al 100% per i casi con prognosi infasta o grave compromissione funzionale.
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Focus artrosi e mal di schiena: quando diventano invalidanti?
L’artrosi e le patologie della colonna vertebrale sono tra le cause più diffuse di dolore cronico. Tuttavia, per la medicina legale, il dolore da solo non basta: diventano invalidanti quando limitano concretamente e visibilmente i movimenti o causano deficit neurologici.
Artrosi alla schiena e cervicale: qual è il punteggio?
L’artrosi alla schiena e i disturbi cervicali vengono valutati in base al segmento colpito e alla rigidità causata. Una comune discopatia o un’artrosi localizzata difficilmente superano il 10% o 20% di invalidità. Il punteggio aumenta in presenza di artrosi diffusa o anchilosi della colonna vertebrale, che possono far salire la valutazione in un range compreso tra il 41% e il 50%.
Se coesistono più problemi (ad esempio artrosi lombare, cervicale ed ernie), la Commissione Medica applicherà un calcolo riduzionistico (Formula di Balzar) per generare un punteggio cumulativo complessivo, che non è dato dalla semplice somma matematica delle singole percentuali.
Gradi di artrosi: chi soffre di questa patologia può lavorare?
Per capire il grado di artrosi e il suo impatto è necessaria una diagnosi radiologica unita a una valutazione specialistica ortopedica o reumatologica. Chi soffre di artrosi può assolutamente continuare a lavorare, a meno che la patologia non sia talmente severa da determinare una inabilità totale (100%). Sotto questa soglia, si parla di “capacità lavorativa ridotta”.
Se l’artrosi viene valutata con una percentuale superiore al 46%, il lavoratore acquisisce il diritto di iscriversi alle liste del collocamento mirato (Legge 68/99), accedendo a posti di lavoro e mansioni adatte alle proprie condizioni fisiche.

Come sapere la propria percentuale e ottenere la certificazione
Il percorso per conoscere la propria percentuale di invalidità e ottenere il verbale ufficiale segue un iter amministrativo e medico ben definito. Le tempistiche possono essere lunghe.
Il ruolo del medico curante e il certificato introduttivo
Tutto inizia da una prima visita dal proprio medico curante (o da uno specialista abilitato), che deve compilare e inviare per via telematica all’INPS il certificato medico introduttivo, attestante le patologie invalidanti del paziente. Il sistema rilascerà un codice identificativo univoco.
Il cittadino, entro 90 giorni dall’invio del certificato, dovrà presentare la domanda di invalidità vera e propria sul portale INPS (autonomamente o tramite patronato), inserendo il codice ricevuto. Successivamente, l’INPS comunicherà la data di convocazione per la visita di accertamento.
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La visita della commissione medica INPS
Nel giorno stabilito, il richiedente dovrà presentarsi davanti alla Commissione Medica dell’ATS/ASL (integrata da un medico dell’INPS), portando con sé tutta la documentazione clinica recente, gli esami radiologici e le relazioni specialistiche. La Commissione analizza le cartelle cliniche e sottopone la persona a una visita obiettiva.
I documenti essenziali da preparare per la visita della commissione, oltre a carta d’identità in corso di validità, tessera sanitaria e copia del certificato medico introduttivo inviato dal medico curante, includono:
- per l’artrosi e i problemi alla schiena, i referti di esami radiografici (RX), risonanze magnetiche (RM) o TAC recenti, uniti a una relazione specialistica ortopedica o fisiatrica che attesti il grado di limitazione motoria;
- per l’asma e le malattie respiratorie, un esame spirometrico recente (con e senza broncodilatatore), emogasanalisi (nei casi più gravi) e la relazione dello pneumologo che specifichi la terapia farmacologica in corso.
- per le patologie della tiroide, esami ematici recenti con il dosaggio ormonale completo (TSH, FT3, FT4), ecografia tiroidea e l’esame istologico completo in caso di pregresso intervento per carcinoma tiroideo;
- per la valutazione complessiva, la copia di eventuali cartelle cliniche in caso di ricoveri recenti, verbali di invalidità precedenti (se si tratta di un’istanza di aggravamento) e la tessera di esenzione per patologia.
Al termine dell’iter, l’ente invierà al cittadino il verbale finale di invalidità civile, all’interno del quale sarà indicata la percentuale definitiva assegnata e i relativi benefici di legge a cui si ha diritto.
Disclaimer. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza medico-legale né parere professionale sull’iter di invalidità civile. Le percentuali di invalidità vengono determinate caso per caso dalla Commissione Medica INPS sulla base della documentazione clinica individuale. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al tuo medico curante, a un patronato o a un consulente medico-legale.
FAQ
Quali malattie danno diritto all’invalidità civile?
Numerose patologie danno diritto all’invalidità civile quando compromettono in modo significativo la capacità lavorativa. La tabella ministeriale (DM 5 febbraio 1992) include malattie cardiovascolari, respiratorie (asma), osteoarticolari (artrosi), endocrine (ipotiroidismo, diabete), neurologiche (sclerosi multipla) e oncologiche. Non esiste una percentuale fissa: ogni caso è valutato dalla Commissione Medica INPS in base alla documentazione clinica individuale.
Come si calcola la percentuale di invalidità civile?
La percentuale è assegnata dalla Commissione Medica dell’ATS/ASL, integrata da un medico INPS, sulla base della tabella ministeriale del 1992 che utilizza i codici ICD9. In caso di più patologie coesistenti, la Commissione applica la Formula di Balzar (calcolo riduzionistico): il punteggio cumulativo non corrisponde alla semplice somma delle singole percentuali.
Quanti punti di invalidità spettano per l’artrosi?
Una discopatia o artrosi localizzata difficilmente supera il 10–20% di invalidità. L’artrosi osteoarticolare diffusa nelle forme gravi può essere valutata tra il 41% e il 50%. Una percentuale superiore al 46% dà diritto all’iscrizione nelle liste del collocamento mirato (Legge 68/99).
L’asma bronchiale dà diritto all’invalidità civile?
Sì, a seconda della gravità. L’asma lieve è valutato al 21–25%, quello moderato tra il 31% e il 50%, mentre l’asma grave con insufficienza respiratoria cronica può raggiungere tra il 71% e l’80% di invalidità.
Come si fa domanda per l’invalidità civile?
Il percorso prevede tre fasi:
-
Il medico curante invia telematicamente all’INPS il certificato medico introduttivo.
-
Il cittadino presenta la domanda sul portale INPS entro 90 giorni, inserendo il codice identificativo ricevuto.
-
L’INPS comunica la data di convocazione per la visita davanti alla Commissione Medica, durante la quale bisogna portare tutta la documentazione clinica recente.
Cosa succede con una percentuale di invalidità superiore al 46%?
Chi ottiene una percentuale superiore al 46% acquisisce il diritto di iscriversi alle liste del collocamento mirato (Legge 68/99), che garantisce l’accesso a posti di lavoro e mansioni adatte alle proprie condizioni fisiche. Percentuali più elevate danno accesso a ulteriori benefici assistenziali ed economici erogati dall’INPS (come l’assegno mensile di assistenza o la pensione di inabilità).
Fonti
- Decreto Ministeriale 5 febbraio 1992. (1992). Approvazione della nuova tabella indicativa delle percentuali d’invalidità per le minorazioni e malattie invalidanti. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 47 del 26 febbraio 1992.
- Legge 12 marzo 1999, n. 68. (1999). Norme per il diritto al lavoro dei disabili. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 68 del 23 marzo 1999.
- Legge 30 marzo 1971, n. 118. (1971). Conversione in legge del D.L. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 82 del 2 aprile 1971.
- World Health Organization. (1977). International Classification of Diseases, Ninth Revision (ICD-9).
Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2026