La melena è l'emissione di feci nere e catramose

Punti chiave sulla melena

  • Cos’è: emissione di feci scure, picee (nere come il catrame) e dall’odore particolarmente sgradevole, segno di un’emorragia dell’apparato digerente superiore.
  • Come riconoscerla: si distingue dalle normali feci scure per la consistenza untuosa e il colore nero lucido uniforme.
  • Cause principali: ulcere peptiche, varici esofagee, gastriti emorragiche o lesioni del tratto gastrointestinale alto.
  • Cosa fare: è un sintomo medico serio che richiede sempre una valutazione diagnostica tempestiva.

Notare un cambiamento improvviso nel colore delle feci, che diventano nere, dense e dall’odore intenso, può essere il segnale di un sanguinamento in corso nel tratto digerente superiore. Questo fenomeno si chiama melena, e va sempre preso sul serio. Vediamo cos’è, come riconoscerla correttamente, quali sono le cause più frequenti e cosa fare non appena si sospetta questo sintomo.

Che cos’è la melena?

Con il termine melena si indica la presenza di sangue digerito nelle feci. Il percorso è il seguente: il sangue proveniente dal tratto digerente superiore, esofago, stomaco o duodeno, viene aggredito dai succhi gastrici e dai batteri intestinali, che ossidano il ferro dell’emoglobina conferendo alle feci il tipico colore scuro. La melena è associata a ematemesi (vomito con sangue) in quasi la metà dei casi in cui è provocata da un’ulcera gastrica o duodenale sanguinante.

Che cos'è la melena?

Come riconoscerla: l’aspetto delle feci nere da melena

Per riconoscere correttamente la melena è utile conoscerne le caratteristiche visive precise: l’aspetto è simile al catrame o al bitume, non si tratta semplicemente di feci marrone scuro. Il colore è un nero intenso e lucido, spesso accompagnato da una consistenza molle, catramosa o vischiosa, ben diversa da quella delle feci normalmente formate.

Odore e consistenza delle feci scure

Un altro elemento distintivo è l’odore: quello della melena è estremamente penetrante, acido e marcatamente fetido, proprio a causa della degradazione delle proteine del sangue lungo il tratto intestinale. Questo lo differenzia nettamente da feci scure ma normalmente formate, che non presentano questa untuosità né questo odore così caratteristico.

Serenis Medicina

Cambiamenti nel colore delle feci o dolori allo stomaco? Parla con un medico online.

Con Serenis Medicina puoi consultare un medico per analizzare i tuoi sintomi gastrointestinali e capire se è necessario un approfondimento, direttamente da casa tua.

  • un medico online è sempre reperibile h24 e 7 giorni su 7, anche nei festivi e di notte
  • ti risponde entro 15 minuti con una valutazione iniziale
  • consigli clinici ed eventuali prescrizioni di esami di approfondimento

Melena o falso allarme? Alimenti e farmaci che possono ingannare

Prima di allarmarsi, vale la pena considerare che alcuni alimenti e farmaci molto comuni possono colorare le feci di nero senza che ci sia alcun sanguinamento in corso. Gli integratori di ferro, ad esempio, sono tra le cause più frequenti di questo “falso allarme”: il ferro non assorbito nell’intestino si lega ad alcuni composti solforati prodotti dai batteri intestinali, dando alle feci una colorazione scura che può ricordare, a un primo sguardo, quella della melena. Allo stesso modo, farmaci come il bismuto subsalicilato (presente in alcuni antidiarroici) e il carbone vegetale attivo hanno un effetto colorante ben noto e documentato nei foglietti illustrativi.

Anche l’alimentazione gioca un ruolo: un consumo abbondante di mirtilli, liquirizia nera, spinaci in grandi quantità o sanguinaccio (morcilla) può temporaneamente scurire le feci. La differenza fondamentale, però, resta sempre la stessa: in questi casi le feci mantengono una consistenza normale, ben formata, priva della tipica untuosità catramosa e dell’odore acre e penetrante che caratterizza il sangue digerito. In caso di dubbio, soprattutto se si è recentemente iniziato un nuovo integratore o farmaco, è comunque sempre preferibile un parere medico piuttosto che un’autodiagnosi affrettata in un senso o nell’altro.

🩺 Il consiglio del medico

Se noti l’emissione di feci nere come il catrame e dall’odore insolitamente fetido, non aspettare che il sintomo si ripeta. Contatta immediatamente il tuo medico o recati al pronto soccorso, specialmente se ti senti debole o soffri di ulcera gastrica. Evita di assumere di tua iniziativa farmaci per lo stomaco o antidolorifici, che potrebbero mascherare il problema o peggiorare il sanguinamento in corso.

Quali sono le cause principali della melena?

Le cause della melena sono legate principalmente a patologie del tratto gastrointestinale superiore. Tra le più comuni figurano l’ulcera gastrica o duodenale, le esofagiti severe, la rottura di varici esofagee, frequente nei pazienti con problemi epatici come la cirrosi, e l’uso prolungato di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che possono ledere la mucosa gastrica. Il Manuale MSD per i professionisti specifica che, perché si verifichi melena, è generalmente necessaria la perdita di circa 100-200 mL di sangue nel tratto gastrointestinale superiore.

Tra i fattori di rischio più rilevanti figurano l’assunzione cronica di farmaci gastrolesivi (FANS come ibuprofene o acido acetilsalicilico, soprattutto se assunti a stomaco vuoto o per lunghi periodi), l’infezione da Helicobacter pylori, il batterio responsabile della maggior parte delle ulcere peptiche, l’abuso di alcol, il fumo di sigaretta e l’uso di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, che aumentano il rischio di sanguinamento anche a fronte di piccole lesioni della mucosa gastrica già presenti. Anche l’età avanzata rappresenta di per sé un fattore di rischio, sia perché l’uso di FANS e anticoagulanti è più diffuso nella popolazione anziana, sia perché la mucosa gastrica tende a diventare più fragile con il passare degli anni.

Ulcera gastrica come causa della melena

Melena e anemia: perché si perde sangue senza accorgersene

Uno degli aspetti meno intuitivi della melena è che il sanguinamento può essere lento e prolungato nel tempo, senza episodi acuti evidenti, portando comunque a una significativa perdita di sangue complessiva. In questi casi, il primo segnale può non essere il cambiamento del colore delle feci, che il paziente potrebbe non notare o sottovalutare, ma la comparsa di sintomi legati a un’emoglobina bassa (anemia), come stanchezza cronica, pallore, mancanza di fiato sotto sforzo o palpitazioni.

Per questo motivo, di fronte a un’anemia di origine non chiara, uno degli accertamenti che il medico prende sempre in considerazione è la ricerca di sangue occulto nelle feci, un test in grado di rilevare tracce di sangue non visibili a occhio nudo, molto utile per identificare un sanguinamento gastrointestinale cronico e a basso volume che, nel tempo, può comunque causare un’anemia significativa.

Sintomi correlati: quando preoccuparsi

A seconda dell’entità della perdita ematica, il quadro clinico che accompagna la melena può includere pallore, debolezza estrema (astenia), vertigini, tachicardia o sudorazione fredda, fino a veri e propri svenimenti dovuti all’anemia acuta causata dal sanguinamento. Questi segnali indicano che la perdita di sangue è significativa e che è necessario un intervento medico tempestivo.

Melena: cosa fare e come si cura

La melena non è mai una condizione da sottovalutare o da gestire con rimedi casalinghi: richiede sempre una valutazione medica immediata, e nei casi con instabilità dei parametri vitali (pressione bassa, battito accelerato, forte debolezza) l’accesso al pronto soccorso non va rimandato. L’iter diagnostico standard prevede solitamente una gastroscopia (EGDS), l’esame che permette di individuare con precisione la fonte del sanguinamento e, quando necessario, di intervenire per arrestarlo direttamente durante la procedura stessa, ad esempio tramite il posizionamento di clip emostatiche o l’iniezione di sostanze che favoriscono la coagulazione nel punto della lesione.

Parallelamente alla ricerca della fonte del sanguinamento, il medico valuterà la necessità di un ricovero ospedaliero, di una trasfusione di sangue nei casi con anemia severa, e sospenderà temporaneamente eventuali farmaci anticoagulanti, antiaggreganti o FANS che il paziente stesse assumendo, per ridurre il rischio di un nuovo episodio emorragico durante la fase acuta. Una volta identificata e trattata la causa, verrà impostata una terapia mirata, ad esempio farmaci che riducono l’acidità gastrica in caso di ulcera, oppure una gestione specifica in caso di varici esofagee legate a cirrosi, insieme a un percorso di controlli successivi per verificare la completa guarigione della lesione.

Melena: cosa fare e come si cura

Prevenzione: come ridurre il rischio di un nuovo episodio

Dopo un episodio di melena, la prevenzione delle recidive passa soprattutto dalla gestione dei fattori di rischio individuati durante la diagnosi. Chi assume regolarmente FANS per dolori cronici dovrebbe discutere con il medico l’eventuale associazione di un gastroprotettore, o la possibilità di sostituire il farmaco con un’alternativa meno lesiva per la mucosa gastrica. Nei pazienti in cui viene identificata un’infezione da Helicobacter pylori, l’eradicazione del batterio con una terapia antibiotica mirata riduce significativamente il rischio di nuove ulcere e conseguenti sanguinamenti.

Anche la riduzione del consumo di alcol e la sospensione del fumo contribuiscono a proteggere nel tempo la mucosa gastrica, riducendo l’infiammazione cronica che predispone alla formazione di nuove lesioni sanguinanti. Nei pazienti con patologie epatiche croniche note, come la cirrosi, un follow-up regolare con esami endoscopici programmati permette di individuare precocemente eventuali varici esofagee a rischio di rottura, intervenendo in modo preventivo prima che si verifichi un sanguinamento importante. In tutti i casi, il confronto periodico con il proprio medico curante o con lo specialista gastroenterologo resta lo strumento più efficace per tenere sotto controllo il rischio nel lungo periodo.

Serenis Medicina

Dubbi su farmaci gastrolesivi o prevenzione dell’ulcera? Confrontati con un medico.

Grazie a Serenis Medicina puoi valutare la protezione della tua mucosa gastrica e la gestione dei farmaci con l’assistenza continua di un medico, scegliendo tra consulto singolo o chiamate illimitate.

  • assistenza medica continua per monitorare la tua salute digerente
  • tempi di attesa ridotti con riscontro entro 15 minuti
  • orientamento su gastroprotettori e gestione delle terapie antinfiammatorie

Melena negli anziani: perché richiede più attenzione

Nella popolazione anziana, la melena merita un’attenzione ancora maggiore per diversi motivi concomitanti. Innanzitutto, l’uso di farmaci FANS e anticoagulanti è statisticamente più diffuso in questa fascia d’età, aumentando il rischio di base di un sanguinamento gastrointestinale. In secondo luogo, la presenza di altre patologie croniche (cardiache, renali) rende il corpo meno capace di compensare rapidamente anche una perdita di sangue moderata, per cui gli stessi sintomi che in un adulto giovane potrebbero essere lievi possono manifestarsi in modo più severo in una persona anziana.

Infine, i sintomi classici della melena possono presentarsi in forma più sfumata o atipica negli anziani, con confusione mentale improvvisa o un peggioramento generale delle condizioni cliniche come unico segnale iniziale, invece dei classici pallore e debolezza. Per questo motivo, in presenza di un cambiamento repentino dello stato generale in una persona anziana, è sempre buona norma includere un controllo delle feci e un emocromo tra i primi accertamenti da richiedere al medico, anche in assenza di un chiaro episodio di feci nere riferito dal paziente o dai familiari.

Disclaimer. Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico. La melena è un sintomo potenzialmente serio: in caso di comparsa, rivolgersi tempestivamente al medico o al pronto soccorso.

Domande Frequenti (FAQ)

Gli integratori di ferro o le verdure a foglia verde possono simulare la melena?

Sì, l’assunzione di integratori di ferro, carbone vegetale, bismuto o il consumo abbondante di cibi come mirtilli, liquirizia nera e spinaci può colorare le feci di nero. Tuttavia, in questi casi le feci mantengono la loro consistenza normale, non sono untuose e non presentano il tipico odore fetido e penetrante del sangue digerito.

Che differenza c’è tra la melena e la rettoragia (o ematochezia)?

La melena indica sangue digerito proveniente dalle prime vie digerenti, con feci nere e catramose. La rettoragia o l’ematochezia consistono invece nell’emissione di sangue rosso vivo o rosso scuro non digerito, segno di un sanguinamento localizzato nel tratto digerente inferiore (colon, retto o ano), causato ad esempio da emorroidi, ragadi o diverticoli.

Il consumo di alcol può causare la melena?

L’alcol non causa direttamente la melena, ma un abuso cronico può provocare gravi gastriti emorragiche o lo sviluppo di varici esofagee dovute alla cirrosi epatica. La rottura o l’irritazione di queste strutture a causa dell’alcol può scatenare l’emorragia interna che dà origine alla melena.

Fonti


Manuel Szathvary

Manuel Szathvary
Direttore Sanitario

Leggi la biografia

Manuel Szathvary, Direttore sanitario di Serenis, è un medico di Medicina Generale (medico di famiglia) con esperienza nella telemedicina. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova, ha poi ottenuto il diploma regionale come Medico di Medicina Generale presso la Regione del Veneto. Registrato presso l’Ordine dei Medici e Chirurghi di Padova n° 11336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute dei pazienti con difficoltà all’accesso alle cure, tramite la tecnologia.