Faringite: cause, sintomi e rimedi

Punti chiave sulla faringite

  • Cos’è: un’infiammazione della faringe, la parte della gola situata dietro bocca e cavità nasali.
  • Come si presenta: dolore o bruciore alla gola e difficoltà o dolore durante la deglutizione; a seconda della causa possono comparire anche febbre, tosse, raffreddore o linfonodi del collo ingrossati.
  • Mal di gola o faringite? il mal di gola non è una diagnosi, ma un sintomo che può accompagnare la faringite, oltre che altre condizioni delle vie respiratorie.
  • Durata: nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente in circa una settimana, soprattutto nelle forme virali.
  • Come si cura: il trattamento dipende dalla causa e serve soprattutto ad alleviare dolore e febbre; gli antibiotici non sono utili nelle forme virali e vanno usati solo su indicazione medica.

La faringite è l’infiammazione della faringe e si manifesta soprattutto con mal di gola e difficoltà a deglutire. Vediamo come riconoscerla, come distinguere una possibile origine virale da quella batterica, quanto dura, come si cura e quali rimedi possono davvero alleviare i sintomi.

Cos’è la faringite e come riconoscerla: i sintomi principali

Quando la faringe si infiamma, si manifesta una serie di sintomi tipici che colpiscono la gola e l’organismo in generale:

  • dolore alla gola accompagnato da una fastidiosa sensazione di “grattamento”;
  • difficoltà o dolore nella deglutizione;
  • arrossamento della mucosa interna della gola;
  • linfonodi del collo ingrossati e dolenti;
  • febbre, mal di testa e malessere generale, più comuni nelle forme acute.

In alcune infezioni sono presenti essudati o le cosiddette “placche”, ma il loro aspetto da solo non permette di stabilire quale microrganismo ne sia responsabile.

La faringite può essere accompagnata anche da tosse, soprattutto quando fa parte di un’infezione virale delle vie respiratorie: l’irritazione della gola e le secrezioni provenienti dal naso possono contribuire a stimolare il riflesso della tosse.

Che cos'è la faringite

Faringite acuta vs faringite cronica

La faringite acuta compare rapidamente e nella maggior parte dei casi è legata a un’infezione delle vie respiratorie, soprattutto di origine virale.

Provoca mal di gola, fastidio o dolore durante la deglutizione e, a seconda della causa, può associarsi a febbre, tosse, raffreddore o altri sintomi. Generalmente si risolve nell’arco di pochi giorni o circa una settimana.

Nella faringite cronica, invece, l’irritazione persiste o tende a ripresentarsi e non è necessariamente dovuta a un’infezione. Possono contribuire fattori irritanti come il fumo di tabacco e l’esposizione prolungata ad aria secca o sostanze irritanti; anche il reflusso gastroesofageo o laringofaringeo può favorire disturbi persistenti della gola.

In questi casi possiamo avvertire secchezza, bruciore, necessità di schiarire frequentemente la voce o sensazione di corpo estraneo. Se i sintomi sono prolungati richiedono una valutazione della possibile causa.

Come capire se la faringite è virale o batterica?

La maggior parte delle faringiti è virale. I sintomi che fanno pensare facilmente a questa origine sono raffreddore, naso che cola, tosse, raucedine o congiuntivite insieme al mal di gola.

Tra le cause batteriche, invece, la più importante è Streptococcus pyogenes, o streptococco di gruppo A, particolarmente frequente soprattutto nei bambini in età scolare.

Una faringite streptococcica può iniziare bruscamente con febbre, forte dolore durante la deglutizione, linfonodi cervicali anteriori dolenti, tonsille arrossate e ingrossate, talvolta ricoperte da essudato, mentre tosse e raffreddore sono generalmente assenti. Questi elementi, però, non bastano per fare una diagnosi: anche un’infezione virale può provocare febbre o placche.

Quando non sono presenti chiari sintomi virali e si sospetta lo streptococco, il medico può ricorrere a un test antigenico rapido e/o alla coltura del tampone faringeo per confermare l’infezione.

Nella seguente tabella mettiamo a confronto le principali differenze tra la faringite virale e batterica.

Caratteristica Faringite Virale Faringite Batterica (es. Streptococco)
Insorgenza Graduale Improvvisa
Febbre Assente o lieve (< 38°C) Elevata (> 38,5°C)
Tosse / Raffreddore Frequente Rara
Presenza di placche Rara Molto frequente
Terapia di elezione Sintomatica (antinfiammatori) Antibiotica (previo tampone)

Contagiosità e durata: quanto tempo dura la faringite?

Nella maggior parte dei casi la faringite acuta si risolve spontaneamente nell’arco di circa una settimana, soprattutto quando l’origine è virale. Gli antibiotici non accelerano la guarigione di queste forme e il consiglio principale è rivolgersi al medico solo se i sintomi peggiorano rapidamente o non accennano a migliorare dopo i primi 7 giorni.

Anche il periodo di contagiosità non è uguale per tutti, ma varia in base alla causa della malattia:

  • Nelle forme virali: non esiste un numero fisso di giorni valido per ogni situazione; la capacità di trasmettere il virus cambia a seconda del microrganismo coinvolto e della fase dell’infezione.
  • Nella forma batterica (da Streptococco): l’inizio di una terapia antibiotica appropriata riduce drasticamente la trasmissione del batterio.

In quest’ultimo caso, per poter tornare in sicurezza a scuola, al lavoro o alle normali attività a contatto con gli altri, è necessario soddisfare due condizioni: non avere più la febbre e far trascorrere almeno 12-24 ore dalla prima dose di antibiotico.

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Diagnosi differenziale: come capire se è faringite o laringite?

Faringite e laringite interessano due strutture vicine, ma non sono la stessa cosa. La faringite, come suggerisce il nome, colpisce la faringe, il canale situato dietro naso e bocca: per questo il disturbo predominante è generalmente il dolore alla gola, che può diventare più intenso quando deglutiamo.

La laringite interessa invece la laringe, dove si trovano le corde vocali. Il segnale più caratteristico è quindi un cambiamento della voce, che può diventare roca, debole o, in alcuni casi, scomparire temporaneamente.

Possiamo riassumere così le differenze principali:

  • Faringite: mal di gola, dolore o difficoltà a deglutire, arrossamento della gola e possibili febbre e linfonodi ingrossati.
  • Laringite: raucedine o abbassamento della voce, necessità di schiarirsi frequentemente la gola, irritazione e talvolta tosse.

I sintomi possono comunque sovrapporsi, soprattutto durante un’infezione virale delle vie respiratorie.

Come capire se è faringite o laringite

Come curare la faringite: trattamenti farmacologici

Nelle faringiti acute il trattamento serve innanzitutto a controllare il mal di gola e la febbre, ma la scelta dei farmaci e l’uso degli antibiotici richiedono attenzione e precise valutazioni mediche, in quanto molto dipende dalla causa scatenante.

I farmaci che possono essere utilizzati nella cura sono:

  • Antinfiammatori e antipiretici: il paracetamolo e l’ibuprofene sono i farmaci più indicati per ridurre dolore e febbre, ma la scelta tra i due dipende dall’età, dalle condizioni di salute e da eventuali controindicazioni personali.
  • Rimedi locali: le pastiglie medicate (con anestetici o antinfiammatori) possono offrire un sollievo dal dolore, in genere modesto, mentre gli spray per la gola hanno prove di efficacia più limitate.
  • Antibiotici: sono del tutto inutili contro le faringiti virali; se invece si sospetta un’infezione batterica (da Streptococco), il medico deciderà se prescriverli, aiutandosi spesso con un tampone rapido o una coltura.

Attenzione: non assumere mai autonomamente antibiotici avanzati da vecchie cure, poiché l’uso inappropriato non risolve il problema e favorisce il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

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Il Bentelan è efficace per la faringite?

Il betametasone (Bentelan) è un cortisonico dalla potente azione antinfiammatoria, in grado di ridurre rapidamente il mal di gola e il gonfiore, ma il suo utilizzo richiede grande cautela e non deve mai diventare un’abitudine per curare la faringite.

Una prestigiosa ricerca pubblicata sulla rivista scientifica BMJ suggerisce la possibilità di assumere una singola dose di cortisone per bocca, in aggiunta ai normali antidolorifici (come paracetamolo o ibuprofene), ma solo nei casi di faringite da moderata a severa.

Inoltre, il farmaco non cura le infezioni virali e non sostituisce l’antibiotico se l’infezione è batterica; può causare effetti collaterali (come l’aumento degli zuccheri nel sangue) o rischia di mascherare i segnali di complicazioni più gravi.

Proprio per questi motivi, il cortisone non è un trattamento di routine e non va mai preso di propria iniziativa; spetta unicamente al medico valutarne l’impiego in situazioni specifiche, bilanciando la gravità dei sintomi con i possibili rischi.

Il bentelan va bene per la faringite?

Come sfiammare la gola velocemente: rimedi naturali e della nonna

Purtroppo al momento non esiste un rimedio naturale considerato il migliore in assoluto dalla scienza per curare il mal di gola, ma ci sono alcune soluzioni semplici e validate che possono alleviare temporaneamente il dolore, la secchezza e l’irritazione, come:

  • Idratazione costante: bere regolarmente acqua o liquidi tiepidi è considerato fondamentale dalle linee guida cliniche sulla faringite, poiché non solo previene la disidratazione dei tessuti, ma lubrifica la mucosa orofaringea creando una barriera protettiva che riduce lo sfregamento meccanico e allevia il bruciore.
  • Miele: una vasta revisione sistematica pubblicata sul BMJ Evidence-Based Medicine ha confermato che il miele è superiore alle cure tradizionali nel ridurre la frequenza e la gravità della tosse e dei sintomi delle infezioni respiratorie superiori; ricordiamo che non va mai somministrato ai bambini sotto l’anno di età per il rischio di botulismo infantile.
  • Gargarismi con acqua tiepida e sale: una pratica classica che aiuta a sgonfiare i tessuti della gola per osmosi e a fluidificare il muco, da evitare nei bambini piccoli.
  • Alimentazione mirata: preferire cibi dalla consistenza morbida oppure alimenti freschi e freddi (come gelati o ghiaccioli), che sfruttano il potere temporaneamente anestetico del freddo per rendere meno doloroso il passaggio del cibo.
  • Controllo ambientale ed evitare irritanti: l’astensione dal fumo e l’allontanamento da ambienti fumosi riducono drasticamente lo stress sulle mucose già infiammate, accelerando il comfort generale.

Per quanto riguarda propoli, zenzero e curcuma, pur essendo sostanze molto note e studiate per le loro proprietà biologiche in laboratorio, le attuali prove cliniche sull’uomo sono ancora troppo limitate o frammentarie per poterli considerare trattamenti specifici e raccomandati contro la faringite acuta.

🩺 Il consiglio del medico

Non avere fretta di assumere antibiotici, poiché la grande maggioranza delle infezioni è di origine virale e si risolve spontaneamente entro una settimana. È fondamentale concentrarsi sul riposo e sull’idratazione costante, preferendo farmaci come il paracetamolo o l’ibuprofene solo per gestire il dolore e la febbre. Rivolgiti al medico per una valutazione mirata se i sintomi dovessero peggiorare rapidamente, se la febbre restasse molto alta o se comparisse una marcata difficoltà a respirare e a deglutire anche solo i liquidi.

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono in alcun caso il parere del medico. In presenza di febbre molto alta, difficoltà a respirare o a deglutire anche i liquidi, o sintomi che peggiorano rapidamente, rivolgiti sempre a un professionista sanitario.

Domande frequenti su faringite (FAQ)

Il Brufen o il Bentelan possono essere usati anche per la faringite?

L’ibuprofene può essere utilizzato, quando appropriato, per alleviare dolore e infiammazione associati alla faringite, ma agisce sui sintomi e non sulla causa. Il betametasone, invece, è un corticosteroide e non dovrebbe essere assunto autonomamente per una comune faringite: il medico può prescriverlo in situazioni specifiche dopo aver valutato indicazione, benefici e possibili rischi. Nella maggior parte delle faringiti acute sono soprattutto buona idratazione e miele ad accompagnare la guarigione.

Cosa fare per far passare subito la faringite?

Non esiste un trattamento capace di far scomparire immediatamente la faringite, ma possiamo ridurre i sintomi mentre l’infiammazione guarisce. Bere regolarmente, riposare e non fumare aiutano a evitare ulteriore irritazione; paracetamolo o ibuprofene, se adatti alla persona, possono alleviare dolore e febbre. Se è presente anche raucedine, è utile non sforzare la voce. Gli antibiotici non accelerano la guarigione di una faringite virale.

La faringite passa da sola senza farmaci?

Sì, nella maggior parte dei casi la faringite acuta migliora spontaneamente, soprattutto quando è di origine virale. I sintomi possono durare circa una settimana e i farmaci sintomatici servono principalmente a controllare dolore e febbre, non necessariamente ad abbreviare la malattia. Anche molte persone con mal di gola acuto di origine batterica migliorano senza antibiotici, ma una sospetta faringite da streptococco richiede una valutazione specifica per stabilire se la terapia antibiotica sia indicata e ridurre il rischio di complicanze.

Fonti

  • NICE. (2018). Recommendations | Sore throat (acute): antimicrobial prescribing | Guidance | NICE. https://www.nice.org.uk/guidance/ng84
  • Sadeghirad, B., Siemieniuk, R. A. C., Brignardello-Petersen, R., et al. (2017). Corticosteroids for treatment of sore throat: systematic review and meta-analysis of randomised trials. BMJ, 358, j3887. https://www.bmj.com/content/358/bmj.j3887
  • Abuelgasim, H., Albury, C., & Lee, J. (2020). Effectiveness of honey for symptomatic relief in upper respiratory tract infections: a systematic review and meta-analysis. BMJ Evidence-Based Medicine, 26(2), 57–64. https://ebm.bmj.com/content/26/2/57


Manuel Szathvary

Manuel Szathvary
Direttore Sanitario

Leggi la biografia

Manuel Szathvary, Direttore sanitario di Serenis, è un medico di Medicina Generale (medico di famiglia) con esperienza nella telemedicina. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova, ha poi ottenuto il diploma regionale come Medico di Medicina Generale presso la Regione del Veneto. Registrato presso l’Ordine dei Medici e Chirurghi di Padova n° 11336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute dei pazienti con difficoltà all’accesso alle cure, tramite la tecnologia.