Punti chiave sull’otite
- Cos’è: infiammazione dell’orecchio, che può riguardare il condotto esterno (otite esterna) o la cavità dietro il timpano (otite media).
- Cause principali: infezioni batteriche o virali, spesso legate a raffreddore o mal di gola; per l’otite esterna, contatto con acqua di mare o piscina.
- Sintomi tipici: dolore all’orecchio, senso di orecchio tappato, riduzione dell’udito, a volte febbre nei bambini.
- È contagiosa? l’otite in sé non si trasmette da persona a persona; possono esserlo le infezioni respiratorie che la scatenano.
- Quanto dura: i sintomi migliorano di solito in 5-7 giorni, con guarigione completa entro 2 settimane; l’otite catarrale può richiedere più tempo.
- Come si cura: antidolorifici, e se necessario antibiotico su prescrizione medica; mai il fai da te con gocce o cotton fioc.
L’otite è l’infiammazione dell’orecchio più comune, e riguarda soprattutto i bambini piccoli: si stima che quasi 9 bambini su 10 abbiano almeno un episodio di otite media entro l’età prescolare. Ma non è solo un disturbo dell’infanzia: anche gli adulti, soprattutto nuotatori e sportivi acquatici, possono soffrirne, in particolare nella forma esterna.
Vediamo come si distinguono le diverse forme di otite, quali sintomi provocano, se sono contagiose e quanto tempo serve per guarire davvero.

Cos’è l’otite e quali forme esistono
Il termine “otite” indica genericamente un’infiammazione dell’orecchio, ma in realtà comprende condizioni diverse a seconda della zona colpita. L’orecchio si divide in tre parti – esterno, medio e interno – e ognuna può infiammarsi con meccanismi e sintomi propri.
Otite esterna
L’otite esterna, chiamata anche “orecchio del nuotatore”, colpisce il condotto uditivo esterno, il canale che collega il padiglione auricolare al timpano. È tipica del periodo estivo: il contatto ripetuto con acqua di mare o piscina crea un ambiente umido ideale per la proliferazione di batteri (come Pseudomonas aeruginosa o Staphylococcus aureus) o funghi. Anche la pulizia troppo aggressiva con cotton fioc, che danneggia la pelle sottile del canale, è tra le cause più comuni.
Otite media (e otite catarrale)
L’otite media è un’infezione dell’orecchio medio, la cavità posta dietro il timpano. È la forma più frequente nei bambini piccoli, spesso come complicazione di un raffreddore o di un’infezione delle vie respiratorie superiori, che può risalire fino all’orecchio attraverso la tuba di Eustachio.
Quando nell’orecchio medio si accumula liquido senza segni di infezione acuta, si parla di otite media catarrale (o essudativa, OME): a differenza della forma acuta, spesso non causa dolore, ma piuttosto senso di orecchio pieno, riduzione dell’udito, acufeni (ronzii) e, nei bambini, la tendenza a chiedere di ripetere le frasi o ad alzare il volume della TV.
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Sintomi dell’otite
I sintomi variano a seconda della forma e dell’età della persona coinvolta.
Sintomi dell’otite esterna
Nell’otite esterna si ha principalmente:
- dolore che peggiora muovendo il padiglione auricolare o masticando;
- prurito nel condotto uditivo;
- arrossamento e gonfiore, a volte tale da ostruire completamente il canale;
- secrezioni, talvolta maleodoranti.
Sintomi dell’otite media acuta
Nell’otite media acuta si ha principalmente:
- dolore pulsante all’orecchio (otalgia), spesso intenso;
- febbre, soprattutto nei bambini piccoli;
- riduzione temporanea dell’udito;
- irritabilità e pianto, nei bambini che non sanno ancora localizzare il dolore;
- in alcuni casi, fuoriuscita di liquido o pus dall’orecchio (otorrea), che spesso coincide con un miglioramento del dolore perché la pressione si scarica.
Nei più piccoli, un segnale indiretto frequente è il continuo toccarsi o tirarsi l’orecchio, spesso accompagnato da tosse o naso che cola.

L’otite è contagiosa?
No, l’otite in senso stretto non si trasmette da una persona all’altra. Quello che può essere contagioso è il virus o il batterio che l’ha scatenata: un raffreddore, un’influenza o un mal di gola possono diffondersi normalmente per via respiratoria, e in alcune persone predisposte evolvono poi in un’otite media come complicazione. L’otite esterna, allo stesso modo, non si trasmette per contatto diretto, anche se l’esposizione alla stessa acqua contaminata (in piscina, per esempio) può favorire episodi simultanei in più persone.
🩺 Il consiglio del medico
Non usare mai gocce auricolari avanzate da un episodio precedente senza aver prima verificato che il timpano sia integro: se c’è una perforazione, alcuni principi attivi possono essere ototossici e danneggiare l’udito. In caso di dolore intenso, secrezioni o febbre alta, soprattutto nei bambini piccoli, è sempre meglio far valutare l’orecchio con un’otoscopia prima di iniziare qualsiasi terapia.
Quanto dura l’otite
La durata dipende dal tipo di otite, dalla causa e dalla tempestività della cura:
| Tipo di otite | Durata indicativa |
|---|---|
| Otite media acuta, trattata correttamente | Miglioramento in 5-7 giorni, guarigione completa in circa 2 settimane |
| Otite esterna lieve | Pochi giorni con terapia topica mirata |
| Otite media catarrale (con liquido) | Il liquido può persistere settimane o mesi anche dopo la risoluzione dell’infezione |
| Otite cronica | Infiammazione che si protrae oltre 3 mesi, richiede valutazione specialistica |
Se i sintomi non migliorano entro una settimana, o se il liquido nell’orecchio medio persiste a lungo compromettendo l’udito, è importante non aspettare oltre e richiedere una valutazione otorinolaringoiatrica.
Cause e fattori di rischio
Le cause principali sono infezioni batteriche o virali. Nei bambini, l’otite media segue spesso un episodio di mal di gola o infezione respiratoria: in alcuni casi il responsabile è lo stesso streptococco che causa faringiti e tonsilliti, capace di risalire fino all’orecchio medio attraverso la tuba di Eustachio. Altri fattori che aumentano il rischio:
- età: i bambini tra i 6 e i 15 mesi sono i più colpiti, per via di una tuba di Eustachio più corta e orizzontale;
- frequenza di asili nido o comunità infantili, che aumenta l’esposizione a virus respiratori;
- esposizione al fumo passivo;
- ipertrofia adenoidea, che può ostacolare il drenaggio del muco;
- per l’otite esterna: nuoto frequente, uso eccessivo di cotton fioc, dermatiti del condotto uditivo.
Negli adulti, l’otite media è meno comune ma non impossibile: compare più spesso in presenza di allergie respiratorie, sinusiti croniche o dopo un volo aereo con forte congestione nasale, quando la tuba di Eustachio non riesce a compensare correttamente le variazioni di pressione.
Come viene diagnosticata l’otite
La diagnosi si basa sull’otoscopia, un esame semplice e indolore che il medico o il pediatra eseguono con l’otoscopio per osservare direttamente il condotto uditivo e il timpano: in caso di otite media, il timpano appare arrossato, gonfio o, se presente liquido, meno mobile del normale.
Quando c’è un calo dell’udito o si sospetta un accumulo cronico di liquido, lo specialista otorinolaringoiatra può richiedere anche un’impedenzometria (per valutare la mobilità del timpano) o un esame audiometrico, utile soprattutto nei bambini per capire se l’otite catarrale sta influendo sullo sviluppo del linguaggio.
Come si cura l’otite
Il trattamento dipende dal tipo di otite e dalla sua causa. Nella maggior parte dei casi lievi, i sintomi si risolvono con terapia sintomatica; nei casi più marcati o batterici, il medico può prescrivere un antibiotico mirato, ad esempio a base di amoxicillina o, quando serve una copertura più ampia, associazioni come l’amoxicillina-acido clavulanico.
- Antidolorifici e antipiretici (paracetamolo o ibuprofene) per gestire dolore e febbre;
- Antibiotico, solo su prescrizione medica, quando l’infezione batterica è confermata o i sintomi non migliorano;
- Gocce auricolari specifiche per l’otite esterna, spesso a base di antibiotico e cortisone topico;
- Lavaggi nasali con soluzione fisiologica, utili soprattutto nei bambini per favorire il drenaggio della tuba di Eustachio;
- nei casi di otite catarrale persistente con calo dell’udito, lo specialista può valutare l’inserimento di piccoli drenaggi timpanici.
Durante la fase acuta, soprattutto in caso di otite esterna, è bene evitare bagni in mare o in piscina fino alla completa guarigione, ed evitare sempre di inserire cotton fioc o altri oggetti nel condotto uditivo, anche per alleviare il prurito: il rischio è di peggiorare l’infiammazione o di ferire il timpano.

Quando rivolgersi al medico
In generale, un dolore che compare all’improvviso e si accompagna a febbre nel bambino piccolo merita sempre un contatto con il pediatra entro la giornata, anche solo telefonico, per capire se è necessaria una visita urgente o se si può gestire il sintomo a casa in attesa dell’appuntamento.
È bene non aspettare e prenotare una visita se:
- il dolore è molto intenso o non migliora dopo 2-3 giorni;
- compare febbre alta, soprattutto in un bambino piccolo;
- esce liquido o pus dall’orecchio;
- si riduce l’udito in modo evidente, o compaiono acufeni persistenti;
- gli episodi si ripetono frequentemente nell’arco di pochi mesi (otite media acuta ricorrente).
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Come prevenire nuovi episodi
Alcune accortezze riducono in modo concreto il rischio di otite, sia nei bambini sia negli adulti:
- Asciugare bene le orecchie dopo il bagno o la doccia, inclinando la testa da un lato senza inserire oggetti nel condotto;
- Usare tappi appositi durante il nuoto, soprattutto per chi ha già avuto episodi di otite esterna;
- Evitare i cotton fioc per la pulizia interna dell’orecchio: bastano un panno o un fazzoletto sul padiglione esterno;
- Trattare tempestivamente raffreddori e infezioni respiratorie nei bambini, con lavaggi nasali regolari per favorire il drenaggio della tuba di Eustachio;
- Ridurre l’esposizione al fumo passivo, un fattore di rischio documentato per le otiti ricorrenti in età pediatrica;
- nei bambini con episodi molto frequenti, valutare con il pediatra l’opportunità di una visita otorinolaringoiatrica per escludere ipertrofia adenoidea o altre cause predisponenti.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono in alcun caso una visita medica o otorinolaringoiatrica. In presenza dei sintomi descritti, soprattutto nei bambini piccoli, rivolgiti al pediatra o al medico di base.
FAQs
Si può volare in aereo con l’otite?
È generalmente sconsigliato, soprattutto in caso di otite media acuta: le variazioni di pressione durante il volo possono aumentare il dolore e, in rari casi, favorire una perforazione del timpano. Se il viaggio non è rimandabile, è meglio chiedere consiglio al medico su come gestire la pressione durante il volo.
L’otite può causare una perdita permanente dell’udito?
Nella grande maggioranza dei casi la riduzione dell’udito è temporanea e si risolve con la guarigione dell’infezione. Un rischio di danno più duraturo esiste solo nelle forme croniche non curate, con perforazioni ripetute del timpano o infezioni che si estendono all’orecchio interno: per questo le otiti recidivanti vanno sempre seguite da uno specialista.
Come si distingue l’otite da un semplice mal d’orecchio da freddo?
Il freddo, di per sé, non causa otite, ma può favorire raffreddori e infezioni respiratorie che a loro volta predispongono all’infiammazione dell’orecchio. Un fastidio legato solo al vento o alle basse temperature tende a passare rapidamente e senza febbre; un’otite vera, invece, si accompagna spesso a dolore più marcato, eventuale febbre e, nei bambini, irritabilità o difficoltà a dormire.
I tappi per le orecchie possono causare otite?
Sì, se usati per periodi prolungati o non puliti correttamente: possono trattenere umidità e favorire la proliferazione di batteri nel condotto uditivo, aumentando il rischio di otite esterna. È consigliabile pulirli regolarmente e non lasciarli in acqua o in luoghi umidi.
Fonti
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Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2026