Punti chiave sulla polmonite nei bambini
- Cos’è: la polmonite è un’infezione delle basse vie respiratorie che interessa il tessuto polmonare e, in particolare, gli alveoli, compromettendo in misura variabile gli scambi di ossigeno.
- Quali sono i sintomi: febbre e tosse sono frequenti, ma a far sospettare maggiormente una polmonite sono soprattutto respirazione accelerata o difficoltosa, affaticamento e peggioramento delle condizioni generali.
- Come si cura: la terapia dipende dalla causa e dalla gravità; gli antibiotici sono indicati nelle forme batteriche, mentre nelle forme virali il trattamento è prevalentemente di supporto.
- Quanto dura: molti bambini migliorano progressivamente in pochi giorni, ma tosse e stanchezza possono persistere più a lungo; i tempi di guarigione dipendono dall’età, dal microrganismo responsabile e dalla gravità dell’infezione.
La polmonite è una delle infezioni più frequenti al mondo, ma non dobbiamo pensare a questa diagnosi ogni volta che un bambino tossisce o presenta muco verde. La Società Italiana di Pediatria (SIP) stima in Italia circa 2,5 casi di polmonite ogni 1.000 bambini all’anno, con una frequenza maggiore nel primo anno di vita e progressivamente più bassa con l’età. Ad oggi i virus rappresentano la causa più frequentemente identificata delle polmoniti acquisite in comunità in età pediatrica.
Da non confondere con il termine broncopolmonite, che descrive soprattutto una distribuzione dell’infiammazione nei bronchioli e nelle aree polmonari circostanti, mentre “polmonite” è il termine generale utilizzato per l’infezione del parenchima polmonare. La gravità dipende quindi dal quadro clinico del bambino, non semplicemente dal nome utilizzato. Se riconosciuta e trattata correttamente, nella maggior parte dei bambini la polmonite ha un’evoluzione favorevole.

Cos’è la polmonite nei bambini e come colpisce l’apparato respiratorio
La polmonite bambini è un’infezione delle basse vie respiratorie che interessa gli alveoli e il tessuto che li circonda. Gli alveoli sono minuscole strutture poste alla fine delle vie bronchiali dove avvengono gli scambi tra ossigeno e anidride carbonica. Quando si infiammano, possono riempirsi di liquido e cellule infiammatorie: noi lo notiamo perché il bambino può respirare più velocemente o con maggiore fatica.
In base al luogo in cui viene contratta e al microrganismo responsabile possiamo distinguere diverse forme:
- Polmonite acquisita in comunità (CAP): compare in bambini che non sono ricoverati ed è la forma più comune;
- Polmonite nosocomiale: viene acquisita durante un ricovero ospedaliero;
- Polmonite tipica: termine usato soprattutto per forme batteriche classiche, come quelle da Streptococcus pneumoniae;
- Polmonite atipica: spesso associata a microrganismi come Mycoplasma pneumoniae, più frequente nei bambini in età scolare.
Non si può sempre fare una distinzione tra queste tipologie guardando solo i sintomi. Le revisioni più recenti in letteratura scientifica sottolineano infatti che manifestazioni virali e batteriche possono sovrapporsi e che identificare con certezza il microrganismo responsabile sulla sola base clinica può essere difficile.
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Sintomi della polmonite nei bambini: come riconoscerla subito
I sintomi della polmonite nei bambini non sono identici a tutte le età e possono sovrapporsi a quelli di altre infezioni respiratorie. Febbre e tosse sono frequenti, ma da sole non permettono di stabilire che si tratti di polmonite. Per riconoscere la polmonite nei bambini, dobbiamo prestare particolare attenzione alla respirazione e alle condizioni generali.
I sintomi più comuni sono:
- Febbre, talvolta elevata;
- Tosse;
- Respirazione più rapida del normale (tachipnea);
- Difficoltà o maggiore sforzo nel respirare con coinvolgimento di muscoli intercostali;
- Riduzione dell’appetito e stanchezza;
- Rantoli all’auscultazione;
- Cianosi e apnea;
- Possibile cervicalgia o dolore addominale, a seconda del lobo polmonare coinvolto nell’infezione;
- Talvolta nausea e vomito.
La SIP segnala infatti che alcune polmoniti, soprattutto quando interessano le parti inferiori del polmone, possono manifestarsi anche con sintomi gastrointestinali.
Uno dei segnali clinici più caratteristici è l’aumento del lavoro respiratorio: tachipnea, dispnea (difficoltà a respirare) e ipossiemia (riduzione dell’ossigeno nel sangue) sono elementi più utili del semplice reperto auscultatorio nel sospetto di polmonite pediatrica.
🩺 Il consiglio del medico
Il sistema immunitario dei bambini è ancora in fase di maturazione e anche l’apparato respiratorio presenta caratteristiche anatomiche diverse, con vie aeree di calibro più ridotto. Di conseguenza, lattanti e bambini molto piccoli possono manifestare più rapidamente difficoltà respiratoria durante un’infezione. Non preoccuparti: ciò non significa che ogni raffreddore possa trasformarsi in polmonite. Gli strumenti per evitare forme gravi di infezione sono vaccinazioni, riconoscimento precoce dei sintomi e valutazione pediatrica quando il bambino respira con fatica. Le vaccinazioni in particolare, hanno ridotto in modo significativo le polmoniti pediatriche da Haemophilus influenzae di tipo b negli ultimi decenni.
Quando preoccuparsi? I segnali di emergenza per i genitori
Sapere quando preoccuparsi per la polmonite nei bambini aiuta a distinguere le situazioni che possono essere monitorate dal pediatra da quelle che richiedono una valutazione urgente.
La presenza di febbre alta o tosse, da sole, non sono indice di un’infezione grave, perché il dato più importante riguarda come respira il bambino e come si comporta: se appare vigile, riesce a bere e respira senza particolare sforzo, nella maggior parte dei casi è possibile contattare il pediatra per una valutazione nelle ore successive.
Diversamente, ti consigliamo di recarti rapidamente in Pronto Soccorso o contattare l’ambulanza se noti:
- Rientramenti intercostali o al giugulo durante la respirazione;
- Respirazione molto rapida o evidente difficoltà a respirare;
- Cianosi, ovvero colorazione blu o violacea di labbra o unghie;
- Estrema sonnolenza, letargia o difficoltà a svegliarsi;
- Incapacità di bere o alimentarsi con segni di disidratazione;
- Convulsioni o alterazione dello stato di coscienza.
Anche nei neonati bisogna mantenere una soglia di attenzione più alta, perché possono peggiorare più rapidamente rispetto ai bambini più grandi.
Secondo le raccomandazioni della SIP e dei maggiori ospedali nazionali, una febbre alta che persiste oltre 72 ore dall’inizio di un’appropriata terapia antibiotica prescritta dal pediatra, oppure un peggioramento della respirazione, richiedono una nuova valutazione medica.

Tipologie e cause: polmonite batterica vs virale
Come abbiamo anticipato, non esiste una sola tipologia di polmonite, ma si distingue in base a diversi fattori, tra cui il luogo di infezione e l’agente infettivo. A tal proposito, una distinzione riguarda la polmonite batterica e la polmonite causata da virus, che sono le più frequenti e talvolta indistinguibili guardando solo i sintomi.
Nei primi anni di vita le forme virali sono quelle più frequenti, provocate da virus come Virus respiratorio sinciziale (RSV), influenza, Metapneumovirus e altri virus stagionali. Le forme batteriche, invece, sono causate più spesso da Streptococcus pneumoniae (pneumococco), mentre nei bambini più grandi aumenta la frequenza di microrganismi “atipici”, come Mycoplasma pneumoniae.
Entrambe le tipologie possono provocare febbre, tosse e difficoltà respiratoria, ma:
- Le forme virali possono essere precedute da raffreddore e interessare più diffusamente le vie respiratorie;
- Le forme batteriche tendono più spesso a esordire con febbre elevata e un peggioramento più brusco delle condizioni generali;
- Una parte delle polmoniti presenta un’origine mista, con virus e batteri contemporaneamente.
Per quanto riguarda la broncopolmonite, parliamo di un’infiammazione distribuita in piccoli focolai attorno ai bronchioli, ma con sintomi molto simili alla polmonite: febbre, tosse, tachipnea e, nei casi più importanti, difficoltà respiratoria. La conferma della causa richiede, quando necessario, una valutazione clinica e talvolta esami specifici; per questo motivo le linee guida raccomandano di non scegliere la terapia soltanto in base ai sintomi riferiti dai genitori.
|
Caratteristica |
Polmonite Virale |
Polmonite Batterica |
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Esordio |
Graduale (spesso preceduto da raffreddore) |
Improvviso con febbre alta |
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Tosse |
Secca o stizzosa |
Produttiva |
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Trattamento |
Terapia di supporto / Antivirali (se indicati) |
Terapia antibiotica |
Diagnosi e decorso: tempi di guarigione e cura
La diagnosi della polmonite pediatrica si basa principalmente sulla visita medica, che valuta respirazione, auscultazione del torace e condizioni generali. La radiografia del torace non è necessaria di routine e viene riservata ai casi dubbi, gravi o che stanno avendo un decorso molto lento.
Come indicato dalla stessa SIP, il 90% dei bambini affetti da polmonite può essere trattato a domicilio, in quanto il ricovero ospedaliero è previsto solo in casi gravi e in presenza di complicanze.
Per quanto riguarda la cura, cambia in base alla fascia di età: per esempio, secondo le linee guida internazionali dai 2 mesi ai 5 anni di età l’amoxicillina è il trattamento di prima scelta per le polmoniti, in quanto il principale responsabile è il batterio pneumococco. La scelta verso l’antibiotico per bambini spesso avviene perché la distinzione tra virus e batteri resta difficile e il rischio di complicanze batteriche è elevato. Sconsigliamo sempre la somministrazione di farmaci o rimedi fai-da-te senza il consulto con il pediatra.
In linea generale:
- La febbre tende a ridursi nei primi giorni dopo l’inizio della terapia appropriata;
- La respirazione migliora progressivamente con la risoluzione dell’infiammazione;
- Tosse e stanchezza possono persistere per 2-3 settimane, anche quando l’infezione è ormai in via di guarigione;
- Il ritorno alle normali attività deve essere graduale e basato sulle condizioni cliniche del bambino.
Nel caso in cui il piccolo non dovesse rispondere alle terapie e si nota un peggioramento dei sintomi, consigliamo di contattare tempestivamente il servizio di emergenza o il pediatra.
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Le terapie prescritte dal pediatra
Come abbiamo visto, il trattamento dipende dall’età, dalla gravità e dalla probabile origine dell’infezione. Nelle forme batteriche il pediatra può prescrivere un antibiotico, spesso amoxicillina nelle polmoniti acquisite in comunità non complicate; nelle forme virali, invece, gli antibiotici non sono efficaci e la gestione è principalmente di supporto.
Non utilizzare antibiotici avanzati da precedenti terapie: farmaco, dose e durata devono essere stabiliti dal medico e le raccomandazioni possono variare in base al quadro clinico.
Ad oggi è possibile prevenire le polmoniti nei bambini grazie alle raccomandazioni della SIP e dell’OMS, che consigliano di:
- Favorire l’allattamento esclusivo al seno nei primi 6 mesi, quando possibile;
- Evitare l’esposizione del bambino al fumo passivo;
- Rispettare il calendario vaccinale, in particolare per pneumococco e Haemophilus influenzae tipo b;
- Valutare la vaccinazione antinfluenzale secondo le raccomandazioni previste per età e condizioni di rischio;
- Mantenere una buona igiene delle mani e ridurre l’esposizione agli inquinanti domestici.
Queste misure non eliminano completamente il rischio di polmonite, ma contribuiscono a ridurne l’incidenza e, per alcune infezioni prevenibili con vaccino, anche le complicanze.
Domande frequenti sulla polmonite nei bambini (FAQ)
La broncopolmonite è diversa dalla polmonite?
La broncopolmonite è una forma di polmonite in cui l’infiammazione interessa più focolai del polmone, spesso distribuiti intorno ai bronchioli. I sintomi sono quindi simili a quelli della polmonite: febbre, tosse, respirazione accelerata, affaticamento e, nelle forme più importanti, difficoltà respiratoria. Il termine descrive soprattutto la distribuzione dell’infezione e non significa automaticamente che la malattia sia più grave.
La polmonite nei bambini è contagiosa?
Non si trasmette propriamente la polmonite, ma possono essere contagiosi i virus o i batteri che la provocano. Molti patogeni respiratori si diffondono attraverso le goccioline e le secrezioni emesse parlando, tossendo o starnutendo e attraverso il contatto con mani o superfici contaminate. Una persona esposta allo stesso microrganismo, però, non svilupperà necessariamente una polmonite: potrebbe manifestare un’infezione respiratoria più lieve o non sviluppare sintomi.
Quanto dura la tosse dopo una polmonite nei bambini?
La tosse può continuare anche quando febbre e difficoltà respiratoria sono ormai scomparse. Secondo le linee guida pediatriche, nella maggior parte dei bambini febbre e difficoltà respiratoria dovrebbero risolversi entro circa 3-4 giorni dall’inizio del trattamento, mentre la tosse può migliorare gradualmente e persistere fino a 2-3 settimane. Se il bambino sta bene e continua a migliorare, la tosse residua da sola non indica necessariamente che l’infezione sia ancora attiva.
La polmonite nei bambini richiede sempre il ricovero?
No, la maggior parte delle polmoniti pediatriche può essere curata a casa sotto controllo medico. La SIP riferisce che circa il 90% dei bambini con polmonite acquisita in comunità può essere trattato a domicilio. Il ricovero diventa necessario soprattutto in presenza di difficoltà respiratoria moderata-grave, bassa saturazione di ossigeno, disidratazione, alterazione dello stato di coscienza, impossibilità ad assumere liquidi o farmaci oppure particolari condizioni di rischio.
Il muco verde significa che il bambino ha una polmonite batterica?
No, il colore verde o giallo del muco non permette, da solo, di diagnosticare una polmonite né di stabilire che l’infezione sia batterica. Il cambiamento di colore delle secrezioni può verificarsi anche durante comuni infezioni respiratorie virali. Per diagnosticare una polmonite il pediatra considera invece l’insieme dei sintomi e presta particolare attenzione a febbre persistente, tachipnea, difficoltà respiratoria e condizioni generali del bambino. Per lo stesso motivo, il muco verde non è di per sé un’indicazione a iniziare un antibiotico.
Fonti
- Negro, V., Ciarlitto, C. (2020, January 9). Le 5 cose da sapere sulla polmonite. Società Italiana Di Pediatria.
- Negro, V., Ciarlitto, C. (2020, July 30). La polmonite. Società Italiana Di Pediatria.
- Cursi, L., Marchili, M. R. (2017). FAQ le malattie del mese – Tutto sulla polmonite acquisita in comunità. Società Italiana di Pediatria.
- World Health Organization: WHO. (2022, November 11). Pneumonia in children.
- Sethi, S. (2024, February 9). Panoramica sulla polmonite. Manuali MSD Edizione Professionisti.
Ultimo aggiornamento: 18 Agosto 2026